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Lavoratore esposto ed esposizione professionale

Cosa significa, rischio per rischio, che un lavoratore è esposto, e perché la qualifica fa scattare sorveglianza sanitaria, registri e formazione aggiuntiva.

Risposta rapida

L’esposizione professionale è il contatto, durante il lavoro, con un agente che può nuocere (sostanza, rumore, vibrazioni, radiazioni, microrganismi). Il D.Lgs. 81/2008 non dà una definizione unica di lavoratore esposto: ogni titolo fissa le soglie oltre le quali scattano obblighi specifici. Per questo il DVR deve indicare, per ciascun rischio, quali lavoratori o gruppi omogenei superano quelle soglie.

Le soglie principali

  • Rumore: sopra 80 dB(A) di esposizione giornaliera scattano informazione, formazione e messa a disposizione degli otoprotettori; sopra 85 dB(A) la sorveglianza sanitaria è obbligatoria (artt. 189, 193, 195, 196).
  • Vibrazioni: il superamento dei valori d’azione rende obbligatoria la sorveglianza sanitaria (art. 204).
  • Agenti chimici: se il rischio non è «basso per la sicurezza e irrilevante per la salute» si applicano le misure specifiche e la sorveglianza sanitaria (artt. 224 e 229).
  • Cancerogeni e mutageni: gli esposti sono iscritti nel registro di esposizione, con indicazione dell’attività, dell’agente e del valore dell’esposizione se noto (art. 243).
  • Agenti biologici: registro degli esposti per i gruppi 3 e 4 (art. 280).
  • Radiazioni ionizzanti: il D.Lgs. 101/2020 distingue lavoratori esposti di categoria A e B in base alla dose che possono ricevere, con sorveglianza dosimetrica e medica differenziata.

Come si determina l’esposizione

Si stima o si misura considerando livello, durata e frequenza dell’esposizione. Le misure vanno fatte da personale qualificato e con metodi normalizzati (per i chimici la UNI EN 689); i risultati si confrontano con i valori limite di legge. Chi è esposto in modo occasionale può ricadere sotto soglia, ma la valutazione deve spiegarlo.

Errori frequenti

  • Considerare «esposti» solo gli operatori di produzione e dimenticare manutentori e addetti alle pulizie.
  • Non aggiornare l’elenco degli esposti quando cambiano turni, mansioni o impianti.
  • Confondere la presenza di un agente con l’esposizione: conta quanto e per quanto tempo il lavoratore vi è a contatto.

Fonti normative

Voci collegate

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