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Indumenti di protezione (DPI): categorie e norme

La differenza tra divisa da lavoro e indumento DPI, e come si sceglie la categoria e la norma giusta per il rischio.

Risposta rapida

Un indumento di protezione è un DPI quando è progettato per proteggere da un rischio specifico (calore, fiamma, sostanze chimiche, scarsa visibilità, freddo, taglio) e reca la marcatura CE secondo il Reg. (UE) 2016/425. La normale divisa o tuta da lavoro, che protegge solo da sporco e usura, non è un DPI. Il regolamento classifica i DPI in tre categorie: I (rischi minimi), III (rischi che possono causare morte o danni irreversibili) e II (tutti gli altri).

Esempi per categoria

  • Categoria I: indumenti contro agenti atmosferici non estremi o contatto con superfici calde non oltre 50 °C.
  • Categoria II: indumenti ad alta visibilità (UNI EN ISO 20471) e, in generale, gli indumenti contro rischi non elencati nelle categorie I e III.
  • Categoria III: protezione da sostanze e miscele pericolose (tute di «tipo» 1–6, ad esempio UNI EN 14605, UNI EN ISO 13982-1, UNI EN 13034), da ambienti ad alta temperatura (almeno 100 °C) o a bassa temperatura (−50 °C o meno), da calore e fiamma (UNI EN ISO 11612) per esposizioni gravi, da agenti biologici nocivi, da tagli da seghe a catena portatili.

I requisiti generali di ergonomia, taglie e marcatura sono nella UNI EN ISO 13688.

Obblighi del datore di lavoro

  • Scegliere l’indumento in base alla valutazione dei rischi, dopo aver adottato le misure collettive (artt. 75 e 79 D.Lgs. 81/08).
  • Fornirlo gratuitamente, mantenerlo efficiente e igienico, sostituirlo quando necessario (art. 77).
  • Informare e formare i lavoratori; per i DPI di terza categoria è obbligatorio anche l’addestramento (art. 77, comma 5).

Errori frequenti

  • Lavaggi casalinghi di indumenti ignifughi o ad alta visibilità, che ne riducono le prestazioni oltre il numero di cicli dichiarato.
  • Scegliere la tuta chimica per «tipo» senza verificare la permeazione alla sostanza effettivamente usata.
  • Consegnare l’indumento senza verbale e senza spiegare limiti e manutenzione indicati nella nota informativa.

Fonti normative

Voci collegate

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