Gli indici di frequenza e gravità degli infortunisono strumenti statistici utilizzati nella gestione della sicurezza per misurare l'andamento infortunistico di un'azienda, confrontarlo con i benchmark di settore e monitorare l'efficacia delle misure preventive. Sono parte integrante dei sistemi di gestione SSL (ISO 45001) e vengono calcolati utilizzando i dati INAIL di denuncia degli infortuni.
Contenuti revisionati da consulenti tecnici
Verificati da professionisti del settore
Copertura nazionale con consulenti sul territorio
Presenti in tutta Italia
Fonti normative tracciate e aggiornate
Riferimenti sempre verificabili
Documenti adattati alla tua attività
Personalizzati sul caso specifico
Definizioni e formule di calcolo
La norma UNI 7249:1995(Statistiche degli infortuni sul lavoro) definisce i principali indici statistici per la misurazione dell'andamento infortunistico. Di seguito le formule e i criteri di calcolo adottati a livello nazionale e internazionale.
- Indice di Frequenza (IF) — numero di infortuni con assenza dal lavoro moltiplicato per 1.000.000, diviso per le ore lavorate totali nel periodo di riferimento.
Formula: IF = (n. infortuni × 1.000.000) / ore lavorate
Esempio: 3 infortuni su 500.000 ore lavorate → IF = 6,0. Il valore esprime il numero di infortuni occorsi ogni milione di ore lavorate e rappresenta il rischio infortunistico in relazione all'esposizione effettiva al lavoro. - Indice di Gravità (IG) — giornate di assenza per infortuni moltiplicate per 1.000, divise per le ore lavorate totali.
Formula: IG = (giornate di assenza × 1.000) / ore lavorate
Esempio: 180 giornate di assenza su 500.000 ore lavorate → IG = 0,36. Il valore misura la "pesantezza" media degli infortuni, ossia il numero di giornate lavorative perse ogni mille ore lavorate. - Indice di Frequenza Infortuni Mortali (IFIM) — numero di infortuni mortali moltiplicato per 100.000.000, diviso per le ore lavorate.
Formula: IFIM = (infortuni mortali × 100.000.000) / ore lavorate
Viene utilizzato per confronti tra settori produttivi e tra periodi temporali, data la rarità degli eventi mortali che rende non significativi indicatori con base inferiore. - Indice di Durata Media (IDM) — giornate medie di assenza per infortunio, calcolato come rapporto tra indice di gravità e indice di frequenza, moltiplicato per 1.000.
Formula: IDM = (IG / IF) × 1.000
Segnala se gli infortuni sono mediamente lievi (IDM basso) o gravi (IDM elevato), consentendo di distinguere tra situazioni con alta frequenza di infortuni lievi e situazioni con bassa frequenza ma elevata gravità delle conseguenze. - Tasso di Inabilità Permanente — numero di casi di inabilità permanente riconosciuta diviso per il totale degli infortuni, moltiplicato per 100.
Formula: Tasso IP = (casi inabilità permanente / totale infortuni) × 100
Indica la percentuale di infortuni che hanno determinato postumi permanenti a carico del lavoratore, fornendo una misura della gravità strutturale del fenomeno infortunistico.
Cosa includere nel calcolo: il perimetro di calcolo comprende tutti i lavoratori dipendenti e i lavoratori assimilati (es. somministrati, stagisti con obbligo assicurativo INAIL). Le ore lavorate considerate sono le ore effettivamente prestate, escludendo le assenze per malattia, infortuni già in corso, ferie, permessi e periodi di cassa integrazione. Il mancato computo delle ore non lavorate garantisce la correttezza del denominatore e la comparabilità degli indici nel tempo.
Utilizzo pratico nel DVR e nei sistemi di gestione SSL
Gli indici di frequenza e gravità non hanno una funzione meramente statistica: il quadro normativo vigente e le principali norme tecniche ne prevedono l'utilizzo sistematico nella valutazione dei rischi e nel monitoraggio delle performance di sicurezza.
- Registro degli infortuni (art. 53 D.Lgs. 81/08)— il datore di lavoro è tenuto a registrare tutti gli infortuni che comportano assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento. Il registro costituisce la base dati primaria per il calcolo degli indici aziendali. A partire dal 2017 l'obbligo è assolto tramite la denuncia telematica all'INAIL.
- DVR e monitoraggio delle misure preventive (art. 28 co. 2 lett. e D.Lgs. 81/08)— il Documento di Valutazione dei Rischi deve indicare le misure adottate per la verifica dell'efficacia delle azioni preventive e protettive. Gli indici infortunistici costituiscono uno degli strumenti principali per tale verifica, consentendo di rilevare scostamenti rispetto agli obiettivi di sicurezza definiti nel DVR.
- ISO 45001:2018 — clausola 9.1.1 (monitoraggio e misurazione della performance)— la norma richiede che l'organizzazione monitori e misuri periodicamente la performance del sistema di gestione SSL. Gli indici di frequenza e gravità rientrano tra gli indicatori di performance (KPI) lagging più utilizzati, affiancati da indicatori leading (es. numero di near miss segnalati, audit interni completati, ore di formazione erogate).
- Confronto con benchmark INAIL— l'INAIL pubblica annualmente le statistiche degli infortuni per codice ATECO, macrosettore e dimensione aziendale. Il confronto tra gli indici aziendali e i valori medi di settore consente di posizionare la propria azienda rispetto al mercato di riferimento e di identificare aree di miglioramento prioritarie.
- Segnale di allarme— un indice di frequenza superiore alla media settoriale INAIL, o una tendenza al rialzo nel triennio precedente, costituisce un segnale che impone una revisione straordinaria del DVR e del programma delle misure preventive, ai sensi dell'art. 29 co. 3 D.Lgs. 81/08 (aggiornamento della valutazione dei rischi in caso di variazioni significative del processo produttivo).
- Riunione periodica (art. 35 D.Lgs. 81/08)— nelle aziende con più di 15 lavoratori, la riunione periodica annuale è sede istituzionale di analisi degli indici infortunistici. Il datore di lavoro, l'RSPP, il medico competente e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) esaminano congiuntamente l'andamento degli infortuni e delle malattie professionali, verificando l'efficacia delle misure adottate e definendo le azioni di miglioramento per il periodo successivo.
Approfondimenti e servizi correlati
Domande frequentiFAQ
Come si calcola l'indice di frequenza degli infortuni?
Qual è il benchmark INAIL per il calcolo degli indici di frequenza per settore?
Gli infortuni in itinere vanno inclusi nel calcolo degli indici?
Un'azienda deve pubblicare i propri indici di frequenza nel DVR?
Come si usa l'indice di gravità per capire se gli infortuni stanno peggiorando?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — art. 28 co. 2 (contenuto del DVR e verifica efficacia misure)
- D.Lgs. 81/08 — art. 35 (riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi)
- D.Lgs. 81/08 — art. 53 (tenuta dei documenti: registro degli infortuni)
- INAIL — Statistiche infortuni e malattie professionali (Banca Dati Statistica e Rapporto Annuale)
- ISO 45001:2018 — Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro, clausola 9.1.1
- OHSAS 18001:2007 — Occupational health and safety management systems (sostituita da ISO 45001)
- UNI 7249:1995 — Statistiche degli infortuni sul lavoro — linee guida per il calcolo degli indici
Ti serve un preventivo per indici di Frequenza e Gravità degli Infortuni?
Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.