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Indici di Frequenza e Gravità degli Infortuni

Definizioni, formule di calcolo, riferimenti INAIL, uso nel DVR e benchmarking settoriale per la gestione della sicurezza sul lavoro.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Gli indici di frequenza e gravità degli infortunisono strumenti statistici utilizzati nella gestione della sicurezza per misurare l'andamento infortunistico di un'azienda, confrontarlo con i benchmark di settore e monitorare l'efficacia delle misure preventive. Sono parte integrante dei sistemi di gestione SSL (ISO 45001) e vengono calcolati utilizzando i dati INAIL di denuncia degli infortuni.

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Definizioni e formule di calcolo

La norma UNI 7249:1995(Statistiche degli infortuni sul lavoro) definisce i principali indici statistici per la misurazione dell'andamento infortunistico. Di seguito le formule e i criteri di calcolo adottati a livello nazionale e internazionale.

  • Indice di Frequenza (IF) — numero di infortuni con assenza dal lavoro moltiplicato per 1.000.000, diviso per le ore lavorate totali nel periodo di riferimento.
    Formula: IF = (n. infortuni × 1.000.000) / ore lavorate
    Esempio: 3 infortuni su 500.000 ore lavorate → IF = 6,0. Il valore esprime il numero di infortuni occorsi ogni milione di ore lavorate e rappresenta il rischio infortunistico in relazione all'esposizione effettiva al lavoro.
  • Indice di Gravità (IG) — giornate di assenza per infortuni moltiplicate per 1.000, divise per le ore lavorate totali.
    Formula: IG = (giornate di assenza × 1.000) / ore lavorate
    Esempio: 180 giornate di assenza su 500.000 ore lavorate → IG = 0,36. Il valore misura la "pesantezza" media degli infortuni, ossia il numero di giornate lavorative perse ogni mille ore lavorate.
  • Indice di Frequenza Infortuni Mortali (IFIM) — numero di infortuni mortali moltiplicato per 100.000.000, diviso per le ore lavorate.
    Formula: IFIM = (infortuni mortali × 100.000.000) / ore lavorate
    Viene utilizzato per confronti tra settori produttivi e tra periodi temporali, data la rarità degli eventi mortali che rende non significativi indicatori con base inferiore.
  • Indice di Durata Media (IDM) — giornate medie di assenza per infortunio, calcolato come rapporto tra indice di gravità e indice di frequenza, moltiplicato per 1.000.
    Formula: IDM = (IG / IF) × 1.000
    Segnala se gli infortuni sono mediamente lievi (IDM basso) o gravi (IDM elevato), consentendo di distinguere tra situazioni con alta frequenza di infortuni lievi e situazioni con bassa frequenza ma elevata gravità delle conseguenze.
  • Tasso di Inabilità Permanente — numero di casi di inabilità permanente riconosciuta diviso per il totale degli infortuni, moltiplicato per 100.
    Formula: Tasso IP = (casi inabilità permanente / totale infortuni) × 100
    Indica la percentuale di infortuni che hanno determinato postumi permanenti a carico del lavoratore, fornendo una misura della gravità strutturale del fenomeno infortunistico.

Cosa includere nel calcolo: il perimetro di calcolo comprende tutti i lavoratori dipendenti e i lavoratori assimilati (es. somministrati, stagisti con obbligo assicurativo INAIL). Le ore lavorate considerate sono le ore effettivamente prestate, escludendo le assenze per malattia, infortuni già in corso, ferie, permessi e periodi di cassa integrazione. Il mancato computo delle ore non lavorate garantisce la correttezza del denominatore e la comparabilità degli indici nel tempo.

Utilizzo pratico nel DVR e nei sistemi di gestione SSL

Gli indici di frequenza e gravità non hanno una funzione meramente statistica: il quadro normativo vigente e le principali norme tecniche ne prevedono l'utilizzo sistematico nella valutazione dei rischi e nel monitoraggio delle performance di sicurezza.

  • Registro degli infortuni (art. 53 D.Lgs. 81/08)— il datore di lavoro è tenuto a registrare tutti gli infortuni che comportano assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento. Il registro costituisce la base dati primaria per il calcolo degli indici aziendali. A partire dal 2017 l'obbligo è assolto tramite la denuncia telematica all'INAIL.
  • DVR e monitoraggio delle misure preventive (art. 28 co. 2 lett. e D.Lgs. 81/08)— il Documento di Valutazione dei Rischi deve indicare le misure adottate per la verifica dell'efficacia delle azioni preventive e protettive. Gli indici infortunistici costituiscono uno degli strumenti principali per tale verifica, consentendo di rilevare scostamenti rispetto agli obiettivi di sicurezza definiti nel DVR.
  • ISO 45001:2018 — clausola 9.1.1 (monitoraggio e misurazione della performance)— la norma richiede che l'organizzazione monitori e misuri periodicamente la performance del sistema di gestione SSL. Gli indici di frequenza e gravità rientrano tra gli indicatori di performance (KPI) lagging più utilizzati, affiancati da indicatori leading (es. numero di near miss segnalati, audit interni completati, ore di formazione erogate).
  • Confronto con benchmark INAIL— l'INAIL pubblica annualmente le statistiche degli infortuni per codice ATECO, macrosettore e dimensione aziendale. Il confronto tra gli indici aziendali e i valori medi di settore consente di posizionare la propria azienda rispetto al mercato di riferimento e di identificare aree di miglioramento prioritarie.
  • Segnale di allarme— un indice di frequenza superiore alla media settoriale INAIL, o una tendenza al rialzo nel triennio precedente, costituisce un segnale che impone una revisione straordinaria del DVR e del programma delle misure preventive, ai sensi dell'art. 29 co. 3 D.Lgs. 81/08 (aggiornamento della valutazione dei rischi in caso di variazioni significative del processo produttivo).
  • Riunione periodica (art. 35 D.Lgs. 81/08)— nelle aziende con più di 15 lavoratori, la riunione periodica annuale è sede istituzionale di analisi degli indici infortunistici. Il datore di lavoro, l'RSPP, il medico competente e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) esaminano congiuntamente l'andamento degli infortuni e delle malattie professionali, verificando l'efficacia delle misure adottate e definendo le azioni di miglioramento per il periodo successivo.

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Domande frequentiFAQ

Come si calcola l'indice di frequenza degli infortuni?
L'indice di frequenza (IF) si calcola moltiplicando il numero di infortuni con assenza dal lavoro per 1.000.000 e dividendo il risultato per il totale delle ore lavorate nel periodo di riferimento (di norma l'anno solare). Formula: IF = (n. infortuni × 1.000.000) / ore lavorate. Sono inclusi tutti gli infortuni che hanno determinato almeno un giorno di assenza, escluso il giorno dell'evento. Le ore considerate sono quelle effettivamente lavorate, escludendo assenze per malattia, ferie, permessi e infortuni già in corso. Un IF pari a 10 significa che si sono verificati 10 infortuni ogni milione di ore lavorate. Il valore va confrontato con la media del settore ATECO di appartenenza, disponibile nelle pubblicazioni statistiche annuali INAIL.
Qual è il benchmark INAIL per il calcolo degli indici di frequenza per settore?
L'INAIL pubblica ogni anno le statistiche degli infortuni sul lavoro suddivise per codice di tariffa ATECO, macrosettore (industria, artigianato, terziario, agricoltura) e dimensione aziendale. I dati sono disponibili nel portale Open Data INAIL e nelle pubblicazioni annuali "Banca Dati Statistica" e "Rapporto Annuale INAIL". Per il confronto benchmarking è corretto utilizzare i dati relativi allo stesso macrosettore e alla stessa classe dimensionale, poiché gli indici variano significativamente tra settori ad alta intensità manuale (es. edilizia, manifatturiero pesante) e settori a prevalenza di lavoro d'ufficio. Il confronto triennale è più affidabile del dato annuale per ridurre l'effetto della variabilità statistica tipica delle aziende di piccole dimensioni.
Gli infortuni in itinere vanno inclusi nel calcolo degli indici?
La scelta dipende dalla finalità dell'analisi. La norma UNI 7249:1995 e la prassi prevalente nella gestione SSL prevedono due serie di indici distinte: una che include solo gli infortuni in occasione di lavoro (esclusi quelli in itinere) e una comprensiva anche degli infortuni in itinere. Gli infortuni in itinere — occorsi nel percorso casa-lavoro o tra più sedi di lavoro — sono denunciati all'INAIL e registrati come infortuni sul lavoro ai fini assicurativi, ma dipendono da fattori (traffico, condizioni stradali) non direttamente controllabili dal datore di lavoro. Per la valutazione dell'efficacia delle misure preventive aziendali è quindi preferibile calcolare gli indici escludendo gli infortuni in itinere, pur monitorandoli separatamente come indicatore di contesto.
Un'azienda deve pubblicare i propri indici di frequenza nel DVR?
Non esiste un obbligo normativo esplicito di inserire gli indici calcolati nel testo del DVR, tuttavia l'art. 28 co. 2 lett. e) del D.Lgs. 81/08 richiede che il DVR contenga l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare e i ruoli dell'organizzazione aziendale preposti alla verifica dell'efficacia di tali misure. Gli indici di frequenza e gravità sono lo strumento ordinario per tale verifica: la loro mancata rilevazione può essere contestata in sede di vigilanza come carenza del sistema di monitoraggio. Nei sistemi di gestione SSL certificati ISO 45001, il monitoraggio degli indicatori di performance (inclusi IF e IG) è richiesto dalla clausola 9.1.1 e la relativa documentazione è soggetta a verifica in sede di audit di certificazione.
Come si usa l'indice di gravità per capire se gli infortuni stanno peggiorando?
L'indice di gravità (IG) va analizzato congiuntamente all'indice di frequenza (IF) e all'indice di durata media (IDM) per ottenere una lettura corretta dell'andamento infortunistico. Un IG in aumento può derivare da due situazioni opposte: un aumento del numero di infortuni (IF crescente) oppure un aumento della gravità media dei singoli eventi (IF stabile o in calo, IDM crescente). Se IG cresce mentre IF rimane stabile o scende, significa che gli infortuni sono diventati mediamente più gravi — segnale che richiede un'analisi qualitativa degli eventi occorsi (tipologia di lesione, reparto, mansione) per identificare i fattori causali. L'analisi del trend triennale è preferibile al confronto anno su anno per ridurre l'influenza degli eventi eccezionali (un infortunio grave può alterare significativamente l'IG annuale di una piccola azienda).

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