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Dispositivo Anticaduta e di Arresto della Caduta

Definizione, classificazione (EN 363), componenti del sistema (imbragature EN 361, cordini EN 354, dissipatori EN 355, ancoraggi UNI EN 795), differenza tra trattenuta e arresto caduta, formazione obbligatoria.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

I dispositivi anticaduta (DAC) e i dispositivi di arresto della caduta — comprendenti imbragature, dissipatori di energia, cordini, connettori e linee vita — sono dispositivi di protezione individuale (DPI) di categoria III(rischio massimo) ai sensi del Regolamento UE 2016/425. Proteggono il lavoratore in caso di caduta dall'alto, limitando le forze di arresto sul corpo e prevenendo il contatto con il suolo o con ostacoli sottostanti. Il loro utilizzo è disciplinato dal Titolo IV del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e dalla norma EN 363:2008 — Sistemi anticaduta individuali.

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Differenza tra trattenuta e arresto della caduta

La distinzione tra le due funzioni è fondamentale per la scelta del sistema corretto:

  • Sistema di trattenuta — impedisce al lavoratore di raggiungere la zona in cui esiste il rischio di caduta. Il cordino è dimensionato in modo che il lavoratore non possa avvicinarsi al bordo. Non è progettato per arrestare una caduta libera: in caso di superamento del bordo il sistema non è efficace.
  • Sistema di arresto della caduta — interviene dopol'inizio della caduta, arrestandola entro distanze definite dalla norma. Comprende un dissipatore di energia che limita la forza di arresto sul corpo del lavoratore a non più di 6 kN (EN 355).

Norma EN 363:2008 — Sistemi anticaduta individuali

La EN 363:2008 è la norma di sistema che definisce i requisiti per i sistemi anticaduta individuali completi, comprendendo la combinazione di tutti i componenti necessari. Un sistema anticaduta individuale ai sensi della EN 363 è composto da:

  • un'imbragatura per il corpo intero (EN 361);
  • un cordino (EN 354) o un dispositivo anticaduta retrattile (EN 360) o un dispositivo anticaduta su linea di ancoraggio (EN 353-1 o EN 353-2);
  • un dissipatore di energia (EN 355), se il cordino non è di tipo retrattile;
  • un connettore (EN 362) che colleghi i componenti tra loro e al punto di ancoraggio;
  • un punto di ancoraggio conforme alla UNI EN 795.

Il sistema deve essere valutato nella sua interezza: la compatibilità tra i componenti è responsabilità del datore di lavoro o del lavoratore incaricato della scelta dei DPI.

Componenti del sistema: principali norme EN

  • EN 361 — Imbragature per il corpo intero: l'imbragatura è il componente che avvolge il corpo del lavoratore e distribuisce le forze di arresto su schiena, spalle, cosce e bacino. Deve avere almeno un punto di attacco dorsale per i sistemi di arresto della caduta.
  • EN 354 — Cordini: collegano l'imbragatura al punto di ancoraggio o al dissipatore di energia. La lunghezza massima del cordino influisce sull'altezza di caduta libera: va calcolata tenendo conto della distanza di arresto totale.
  • EN 355 — Dissipatori di energia: dispositivi (a strappo, a nastro, a molla) che assorbono l'energia cinetica della caduta e limitano la forza di arresto sul corpo a massimo 6 kN. Sono monouso: dopo l'attivazione devono essere sostituiti.
  • EN 360 — Dispositivi anticaduta retrattili: sistemi che consentono libertà di movimento in condizioni normali e bloccano automaticamente la caduta entro pochi centimetri dall'inizio della stessa. Richiedono minore altezza libera di caduta rispetto ai cordini con dissipatore.
  • UNI EN 795 — Dispositivi di ancoraggio: norma che classifica e stabilisce i requisiti dei punti di ancoraggio fissi (strutturali) e delle linee vita orizzontali e verticali. L'ancoraggio strutturale deve resistere a una forza di almeno 12 kN per persona collegata.

Ispezione e manutenzione

I DPI anticaduta di categoria III richiedono ispezione regolare da parte di una persona competente. Le modalità e la frequenza sono stabilite dal fabbricante nelle istruzioni d'uso; in linea generale:

  • ispezione visiva prima di ogni utilizzo— da effettuare dall'utente, verificando l'integrità di tutti i componenti (cuciture, connettori, nastri, dissipatore);
  • ispezione periodica da parte di persona competente — almeno annuale, o con maggiore frequenza se previsto dal fabbricante o in caso di uso intensivo;
  • ritiro immediato dal servizio— dopo ogni attivazione del dissipatore (caduta arrestata), dopo anomalie riscontrate all'ispezione, o al termine del periodo di vita utile indicato dal fabbricante.

Formazione obbligatoria

L'uso dei DPI di categoria III richiede formazione e addestramento specificiai sensi dell'art. 77, comma 5, D.Lgs. 81/08. La formazione deve includere:

  • indossaggio corretto dell'imbragatura e regolazione delle fibbie;
  • collegamento al punto di ancoraggio e scelta del percorso sicuro;
  • verifica della compatibilità dei componenti del sistema;
  • calcolo della distanza libera di caduta necessaria;
  • procedure di salvataggio in sospensione (sindrome da imbracatura);
  • ispezione pre-uso e criteri di messa fuori servizio.

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Domande frequentiFAQ

Qual è la differenza tra un cordino semplice e un cordino con dissipatore?
Un cordino semplice (EN 354) senza dissipatore trasmette integralmente la forza di arresto al corpo del lavoratore, che può superare i 6 kN e causare lesioni. Il cordino abbinato a un dissipatore di energia (EN 355) limita la forza di arresto a non più di 6 kN assorbendo l'energia cinetica. Per i sistemi di arresto della caduta libera, il dissipatore è sempre necessario salvo che si utilizzi un dispositivo retrattile EN 360 con arresto automatico entro pochi centimetri.
Cosa si intende per sindrome da imbracatura?
La sindrome da imbracatura (suspension trauma) è una condizione potenzialmente letale che si verifica quando un lavoratore rimane sospeso in posizione verticale nell'imbracatura dopo l'arresto di una caduta, senza poter scaricare il peso sulle gambe. La stasi venosa agli arti inferiori può causare perdita di coscienza e arresto cardiaco in pochi minuti. I piani di salvataggio in sospensione devono prevedere il soccorso entro tempi brevissimi.
Con quale frequenza va ispezionata un'imbragatura?
L'imbracatura deve essere ispezionata visivamente dall'utente prima di ogni utilizzo e sottoposta a ispezione periodica da parte di una persona competente con frequenza stabilita dal fabbricante (di norma almeno annuale). Al termine della vita utile indicata dal fabbricante (tipicamente 10 anni dalla data di fabbricazione, indipendentemente dall'uso) l'imbracatura deve essere ritirata dal servizio.

Fonti normative

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