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Giurisprudenza · Cassazione

Responsabilità del Progettista e del Costruttore (art. 22-23 D.Lgs. 81/08)

Orientamenti giurisprudenziali sulla responsabilità penale di progettisti e costruttori di macchine, impianti e strutture di lavoro: obblighi ex artt. 22-23 D.Lgs. 81/08, marcatura CE, idoneità dei luoghi di lavoro.

0MassimeCass. Pen. IVSezione di riferimentoOrientamentiConsolidati
Risposta rapida

Il D.Lgs. 81/08 estende gli obblighi prevenzionistici ben oltre la figura del datore di lavoro, coinvolgendo nella catena della responsabilità anche progettisti e costruttori di macchine, impianti e strutture di lavoro. Gli artt. 22 e 23 del decreto identificano soggetti con obblighi autonomi e penalmente sanzionati: il progettista deve garantire che l'opera sia concepita nel rispetto dei principi generali di prevenzione e dei requisiti ergonomici; il costruttore deve assicurare che i prodotti siano fabbricati conformemente alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti al momento della loro immissione sul mercato. Quando un infortunio è riconducibile a un difetto originario di progettazione o di fabbricazione, la responsabilità può essere imputata a questi soggetti in via autonoma oppure concorrente con quella del datore di lavoro, indipendentemente da eventuali certificazioni formali di conformità.

Chi può essere chiamato a rispondere

Il progettista (art. 22 D.Lgs. 81/08) è tenuto a rispettare i principi generali di prevenzione in materia di sicurezza e salute, inclusi i criteri ergonomici, la sicurezza strutturale e l'adeguatezza dei luoghi di lavoro. Il costruttore (art. 23) risponde della conformità delle macchine e dei componenti di sicurezza alle prescrizioni della Direttiva Macchine 2006/42/CE, ora sostituita dal Regolamento 2023/1230/UE per le nuove immissioni in commercio. Nella filiera possono rispondere anche il fabbricante di parti di ricambio non originali, il distributore che altera le caratteristiche del prodotto e l'installatore quando le modalità di montaggio incidono sulla sicurezza finale dell'impianto. Ciascuno risponde nei limiti del proprio contributo causale al rischio realizzatosi.

Perché questo orientamento è rilevante

La responsabilità di progettisti e costruttori acquista rilievo pratico quando il nesso causale tra il difetto originario dell'opera o del prodotto e l'infortunio è accertato in sede penale. In tali casi la responsabilità opera in modo autonomo rispetto a quella del datore di lavoro: anche un corretto utilizzo da parte dell'azienda non neutralizza la posizione di garanzia del progettista o del costruttore. La concorrenza di responsabilità tra più soggetti è regolata dalle ordinarie regole sul concorso di cause, senza che l'eventuale condotta negligente del datore di lavoro escluda automaticamente quella degli altri garanti.

Massime consolidate

Prassi recente e tendenze

La Corte di Cassazione penale (Sez. IV, 2020-2024) ha chiarito che la marcatura CE non costituisce di per sé esimente: il giudice verifica la conformità sostanziale e non solo formale della macchina o dell'impianto. Pronunce recenti hanno affermato la responsabilità del progettista di impianti industriali per omessa valutazione di rischi prevedibili in fase di progetto, anche quando il committente aveva accettato il progetto senza rilievi. Sul difetto di conformità sostanziale vs formale, la Cassazione ha ribadito che la dichiarazione CE di conformità sposta l'onere della prova ma non lo elimina: il pubblico ministero può dimostrare che il prodotto non soddisfa i requisiti essenziali di sicurezza nonostante la documentazione formale.

Disclaimer: sintesi orientativa, non costituisce parere legale né rappresentazione fedele del testo della sentenza. Per le decisioni complete riferirsi alle banche dati ufficiali (Italgiure, DeJure, One Legale, Foro Italiano). Le formule "orientamento consolidato" indicano principi ricorrenti, non singole pronunce specifiche.

Domande frequentiFAQ

Il costruttore risponde se la macchina CE causa un infortunio?
La marcatura CE attesta la conformità formale ai requisiti essenziali di sicurezza ma non esclude automaticamente la responsabilità penale del costruttore. La Cassazione ha chiarito che il giudice può accertare un difetto di conformità sostanziale anche in presenza di dichiarazione CE, verificando se la macchina soddisfa concretamente i requisiti della Direttiva Macchine. Il costruttore risponde se il difetto originario di fabbricazione è causa o concausa dell'infortunio.
Chi verifica la conformità degli impianti prima della messa in servizio?
La responsabilità della verifica è ripartita tra costruttore (che autocertifica tramite la dichiarazione CE di conformità e il fascicolo tecnico), installatore (per le modalità di montaggio) e datore di lavoro (per la valutazione dell'idoneità dell'impianto all'uso specifico in azienda). Per talune tipologie di impianti è obbligatorio il collaudo da parte di organismi notificati o INAIL. La messa in servizio senza le necessarie verifiche espone tutti i soggetti coinvolti a responsabilità penale e amministrativa.
Il progettista di un edificio risponde per infortuni dei lavoratori edili?
Il progettista di un'opera edile rientra tra i soggetti obbligati ex art. 22 D.Lgs. 81/08 e deve rispettare i principi generali di prevenzione già in fase di progettazione. La giurisprudenza ha riconosciuto la responsabilità del progettista quando il difetto strutturale o la scelta tecnica inadeguata hanno reso necessarie lavorazioni pericolose o hanno creato condizioni ambientali a rischio non mitigabili con misure organizzative del cantiere. La responsabilità concorre con quella del committente, del coordinatore per la progettazione e del datore di lavoro dell'impresa esecutrice.
Come si distribuisce la responsabilità tra progettista, costruttore e datore di lavoro?
La responsabilità si distribuisce secondo il contributo causale di ciascun soggetto alla realizzazione dell'infortunio. Progettista e costruttore rispondono per i difetti originari dell'opera o del prodotto; il datore di lavoro risponde per l'uso non conforme, l'omessa manutenzione o la mancata valutazione dei rischi residui. La Cassazione applica le regole ordinarie sul concorso di cause: la condotta colposa del datore di lavoro non interrompe il nesso causale se il rischio realizzatosi era già insito nel difetto originario, ma può ridurre il grado di responsabilità degli altri concorrenti.

Approfondisci

Fonti normative

  • D.Lgs. 81/08 — Testo Unico Sicurezza
  • Reg. CE 852/2004 e 178/2002
  • Italgiure / DeJure / One Legale (banche dati Cassazione)
  • INAIL — circolari e indicazioni operative

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