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FAQ whistleblowing (D.Lgs. 24/2023) e sicurezza sul lavoro

Gli obblighi delle aziende sul canale di segnalazione e il rapporto con le segnalazioni di pericoli per la salute e sicurezza.

Risposta rapida

Devono attivare un canale interno di segnalazione le aziende private con almeno 50 lavoratori, quelle con modello 231 e quelle di alcuni settori regolati. Il canale garantisce riservatezza, avviso di ricevimento entro 7 giorni e riscontro entro 3 mesi. Le segnalazioni su reati colposi da violazione delle norme di sicurezza rientrano per chi ha un modello 231; resta sempre l’obbligo del lavoratore di segnalare i pericoli (art. 20 D.Lgs. 81/2008).

Per la gestione pratica di una segnalazione ricevuta vedi lo scenario dedicato. Qui le domande ricorrenti su obblighi e perimetro della disciplina.

Domande frequenti sul whistleblowingFAQ

Quali aziende devono attivare un canale di whistleblowing?
Nel settore privato il D.Lgs. 24/2023 si applica ai soggetti che hanno impiegato, nell’ultimo anno, una media di almeno 50 lavoratori subordinati; a quelli che hanno adottato un modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, anche con meno di 50 lavoratori; a quelli che operano in determinati settori regolati dal diritto UE (ad esempio servizi finanziari e prevenzione del riciclaggio) a prescindere dalle dimensioni. Per i soggetti privati fino a 249 lavoratori l’obbligo di istituire il canale interno decorre dal 17 dicembre 2023.
Le segnalazioni sulla sicurezza sul lavoro rientrano nel whistleblowing?
Dipende dal tipo di azienda. Per chi ha un modello 231 rientrano le condotte rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/2001, tra cui i reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche (art. 25-septies), e le violazioni del modello stesso, che comprende il sistema di gestione della sicurezza. Per le altre aziende obbligate il perimetro è quello delle violazioni del diritto dell’Unione elencate dal decreto. In ogni caso il lavoratore ha l’obbligo di segnalare al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e le condizioni di pericolo (art. 20 D.Lgs. 81/2008) e può rivolgersi al RLS.
Come deve essere fatto il canale interno?
Deve consentire segnalazioni in forma scritta, anche con modalità informatiche, e orale; garantire la riservatezza dell’identità del segnalante, delle persone coinvolte e del contenuto, anche tramite crittografia; essere gestito da una persona o un ufficio interno autonomo e formato, oppure da un soggetto esterno con le stesse caratteristiche. Prima dell’attivazione vanno sentite le rappresentanze sindacali (art. 4). Le informazioni su canale e procedure devono essere chiare e facilmente accessibili, anche sul sito aziendale.
Entro quali tempi va gestita una segnalazione?
Chi gestisce il canale rilascia al segnalante un avviso di ricevimento entro 7 giorni, mantiene le interlocuzioni, dà seguito alla segnalazione e fornisce un riscontro entro 3 mesi dall’avviso di ricevimento (art. 5). Segnalazioni e documentazione si conservano per il tempo necessario e comunque non oltre cinque anni dalla comunicazione dell’esito finale (art. 14).
Quando si può segnalare all’ANAC o rendere pubblica la segnalazione?
Il canale esterno dell’ANAC si può usare, tra l’altro, se il canale interno non è attivo o non è conforme, se la segnalazione interna non ha avuto seguito, se il segnalante ha fondati motivi di ritenere che non avrebbe seguito o che subirebbe ritorsioni, o se la violazione può costituire un pericolo imminente o palese per il pubblico interesse (art. 6). La divulgazione pubblica è tutelata solo alle condizioni dell’art. 15.
Quali tutele ha chi segnala?
Riservatezza dell’identità, che non può essere rivelata senza consenso salvo i casi previsti, e divieto di ritorsioni: licenziamento, demansionamento, trasferimento, mancato rinnovo, discriminazioni. Gli atti ritorsivi sono nulli e, nei procedimenti, si presume che siano conseguenza della segnalazione, salvo prova contraria del datore di lavoro (art. 17). Le tutele si estendono a facilitatori, colleghi e familiari.
Quali sanzioni sono previste per l’azienda?
L’ANAC applica sanzioni amministrative da 10.000 a 50.000 euro quando accerta ritorsioni, ostacoli alla segnalazione, violazioni dell’obbligo di riservatezza, mancata istituzione dei canali o procedure non conformi, o mancata verifica e analisi delle segnalazioni ricevute (art. 21). Per chi ha un modello 231, il sistema disciplinare del modello deve prevedere sanzioni per chi viola le tutele.

Fonti normative

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