Risposta rapida
Per omicidio e lesioni colpose da violazione delle norme antinfortunistiche la società risponde ai sensi dell’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001. Un modello conforme all’art. 30 del D.Lgs. 81/2008, adottato ed efficacemente attuato con un organismo di vigilanza, può escludere questa responsabilità.
Riferimenti: D.Lgs. 231/2001, artt. 6 e 25-septies; D.Lgs. 81/2008, artt. 30 e 51; DM 13 febbraio 2014.
Domande frequenti sul modello 231FAQ
Perché il modello 231 riguarda la sicurezza sul lavoro?
Perché l’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001 include tra i reati che fanno sorgere la responsabilità amministrativa della società l’omicidio colposo e le lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. L’ente risponde se il reato è commesso nel suo interesse o a suo vantaggio, per esempio per risparmiare su misure di sicurezza o tempi di lavoro.
Quali sanzioni rischia la società?
Sanzioni pecuniarie calcolate in quote (per l’omicidio colposo commesso con violazione dell’art. 55, comma 2, del D.Lgs. 81/2008 la sanzione è pari a 1.000 quote; negli altri casi è inferiore) e sanzioni interdittive come la sospensione di autorizzazioni, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, l’esclusione da finanziamenti, per durate che dipendono dal reato (art. 25-septies). È possibile anche la confisca del profitto.
Il modello è obbligatorio?
Per le imprese private non è un obbligo generale: è una scelta che consente all’ente di andare esente da responsabilità se lo ha adottato ed efficacemente attuato prima del reato. In alcuni casi è richiesto di fatto da bandi pubblici, accreditamenti regionali o rating di legalità. Per una realtà con rischi significativi è lo strumento principale per tutelare la società.
Quali requisiti deve avere il modello in materia di sicurezza?
L’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 elenca gli obblighi giuridici che il modello deve assicurare: rispetto degli standard su attrezzature, impianti, luoghi e agenti; valutazione dei rischi e misure conseguenti; emergenze, primo soccorso, appalti, riunioni periodiche e consultazione dei rappresentanti per la sicurezza; sorveglianza sanitaria; informazione e formazione; vigilanza sul rispetto delle procedure; acquisizione di documenti e certificazioni; verifiche periodiche. Il modello deve prevedere registrazione delle attività, articolazione di funzioni con poteri adeguati, un sistema disciplinare e un controllo sull’attuazione.
Un sistema di gestione ISO 45001 vale come modello 231?
Per le parti corrispondenti, il modello conforme alle Linee guida UNI-INAIL del 2001 o alla BS OHSAS 18001:2007 si presume conforme ai requisiti dell’art. 30 (comma 5). La OHSAS 18001 è stata sostituita dalla UNI ISO 45001, che nella prassi è considerata riferimento equivalente. Un sistema certificato aiuta molto, ma per l’esimente servono anche gli elementi propri del D.Lgs. 231/2001: organismo di vigilanza, sistema disciplinare, flussi informativi.
Cos’è l’organismo di vigilanza?
È l’organismo dell’ente con autonomi poteri di iniziativa e controllo che vigila sul funzionamento e sull’osservanza del modello e ne cura l’aggiornamento (art. 6 del D.Lgs. 231/2001). Può essere monocratico o collegiale, interno o esterno, ma deve essere autonomo e indipendente rispetto alle funzioni che controlla. Nelle piccole imprese i compiti possono essere svolti direttamente dall’organo dirigente.
Esistono semplificazioni per le piccole imprese?
Sì. Il DM 13 febbraio 2014 ha adottato procedure semplificate per l’adozione dei modelli organizzativi nelle piccole e medie imprese (art. 30, comma 5-bis). Inoltre gli organismi paritetici possono asseverare l’adozione e l’efficace attuazione dei modelli, e gli organi di vigilanza possono tenerne conto nella programmazione delle attività (art. 51, comma 3-bis).
Cosa fare dopo un infortunio grave?
Analizzare le cause, verificare se il modello e le procedure sono stati rispettati o se presentavano lacune, aggiornare valutazione dei rischi e modello, applicare il sistema disciplinare quando ci sono violazioni. L’art. 30, comma 4, prevede il riesame e l’eventuale modifica del modello quando si scoprono violazioni significative delle norme o in occasione di mutamenti dell’organizzazione.
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 30 — Modelli di organizzazione e di gestione
- D.Lgs. 231/2001, art. 25-septies
- D.Lgs. 231/2001, art. 6 — Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione
- DM Lavoro 13 febbraio 2014 — Procedure semplificate per i modelli nelle PMI
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