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FAQ rischio biologico in sanità

Rischio biologico per medici, infermieri, OSS, odontoiatri e addetti ai servizi: punture accidentali, profilassi, vaccinazioni, sorveglianza e registro.

Risposta rapida

In sanità il rischio biologico è regolato dai Titoli X e X-bis del D.Lgs. 81/2008: dispositivi con protezione contro le punture, divieto di reincappucciare gli aghi, procedure post-esposizione, vaccini offerti gratuitamente ai non immuni, sorveglianza sanitaria e registro degli esposti ad agenti del gruppo 3.

Riferimenti: D.Lgs. 81/2008, Titolo X (artt. 266-286) e Titolo X-bis (artt. 286-bis-286-septies), introdotto dal D.Lgs. 19/2014 in recepimento della direttiva 2010/32/UE.

Domande frequenti sul rischio biologico in sanitàFAQ

Quali norme si applicano al rischio biologico in sanità?
Il Titolo X del D.Lgs. 81/2008 (artt. 266-286) sugli agenti biologici e il Titolo X-bis (artt. 286-bis-286-septies), introdotto dal D.Lgs. 19/2014, sulla prevenzione delle ferite da taglio e da punta nel settore ospedaliero e sanitario. In sanità l’esposizione è di solito potenziale e non deliberata: non si usa intenzionalmente l’agente, ma si può venire a contatto con sangue e liquidi biologici di pazienti infetti.
Come sono classificati gli agenti biologici?
In quattro gruppi di rischio (art. 268) in base alla capacità di causare malattie, di propagarsi nella comunità e alla disponibilità di profilassi o terapie. I virus dell’epatite B e C e l’HIV sono nel gruppo 3, il Mycobacterium tuberculosis anche. L’elenco degli agenti classificati è nell’Allegato XLVI, aggiornato in base alle direttive europee.
Cosa fare subito dopo una puntura accidentale con un ago usato?
Far sanguinare la ferita senza spremere, lavare con acqua e sapone, disinfettare; in caso di schizzi sulle mucose sciacquare abbondantemente con acqua o soluzione fisiologica. Poi segnalare subito l’evento secondo la procedura aziendale per la valutazione del caso: test del paziente fonte se possibile, prelievo basale dell’operatore, valutazione della profilassi post-esposizione. Per l’HIV la profilassi va iniziata il prima possibile, idealmente entro poche ore; per l’epatite B si valuta lo stato vaccinale e, se necessario, si somministrano immunoglobuline e vaccino.
La puntura accidentale va denunciata all’INAIL?
Sì: è un infortunio sul lavoro anche se non comporta assenza immediata, perché può dare luogo a sieroconversione. Va registrata e gestita secondo la procedura aziendale; la denuncia all’INAIL è dovuta nei casi previsti dall’art. 53 del DPR 1124/1965 e il certificato medico di infortunio va comunque redatto per consentire la tutela in caso di sieroconversione. Le ferite da taglio e da punta vanno anche segnalate al datore di lavoro secondo le procedure previste dal Titolo X-bis (art. 286-sexies).
La vaccinazione contro l’epatite B è obbligatoria?
Il datore di lavoro, su parere del medico competente, deve mettere a disposizione vaccini efficaci per i lavoratori non immuni all’agente presente, somministrati a cura del medico competente e senza costi per il lavoratore (art. 279). Per l’epatite B in sanità la vaccinazione è fortemente raccomandata e offerta; il rifiuto del lavoratore viene valutato dal medico competente nel giudizio di idoneità alla mansione.
Cosa prevede il Titolo X-bis contro le punture?
Valutazione specifica del rischio di ferite da taglio e da punta, eliminazione dell’uso non necessario di oggetti taglienti, adozione di dispositivi medici con meccanismi di protezione e sicurezza, divieto di reincappucciare gli aghi, contenitori per lo smaltimento rigidi e posti vicino al punto d’uso, formazione specifica, procedure di segnalazione e di trattamento dopo l’esposizione (art. 286-sexies).
Quali obblighi riguardano la sorveglianza sanitaria e il registro?
I lavoratori esposti ad agenti biologici sono sottoposti a sorveglianza sanitaria (art. 279). Per chi è esposto ad agenti dei gruppi 3 e 4 il datore di lavoro tiene il registro degli esposti, tramite il medico competente (art. 280). Il protocollo sanitario e la periodicità sono fissati dal medico competente in base alla valutazione.
Gli addetti a pulizie e rifiuti sanitari sono esposti?
Sì, in particolare per le punture con aghi abbandonati o conferiti male. Il datore di lavoro dell’impresa di pulizie deve valutare il rischio; il committente sanitario deve informare l’appaltatore sui rischi e coordinare le misure nel DUVRI (art. 26). I rifiuti sanitari a rischio infettivo seguono il DPR 254/2003.

Fonti normative

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