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FAQ obblighi dei lavoratori

Cosa deve fare il lavoratore per la sicurezza propria e dei colleghi, cosa rischia se non lo fa e quali tutele ha in caso di pericolo.

Risposta rapida

Il lavoratore deve osservare le istruzioni, usare correttamente attrezzature e DPI, segnalare i pericoli, partecipare alla formazione e sottoporsi alle visite previste (art. 20 del D.Lgs. 81/2008). Le violazioni sono punite dall’art. 59; in caso di pericolo grave e immediato può allontanarsi senza subire conseguenze (art. 44).

Riferimenti: D.Lgs. 81/2008, artt. 20, 21, 44 e 59.

Domande frequenti sugli obblighi dei lavoratoriFAQ

Quali sono gli obblighi del lavoratore?
L’art. 20 del D.Lgs. 81/2008 impone a ogni lavoratore di prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti su cui ricadono gli effetti delle sue azioni, secondo la formazione, le istruzioni e i mezzi ricevuti. In particolare deve: osservare disposizioni e istruzioni; usare correttamente attrezzature, sostanze, mezzi di trasporto e dispositivi di sicurezza; usare i DPI messi a disposizione; segnalare subito deficienze dei mezzi e situazioni di pericolo; non rimuovere o modificare dispositivi di sicurezza; non compiere operazioni che non gli competono; partecipare ai programmi di formazione; sottoporsi ai controlli sanitari previsti.
Il lavoratore può essere sanzionato?
Sì. L’art. 59 prevede per il lavoratore che viola gli obblighi dell’art. 20 la pena dell’arresto fino a un mese o l’ammenda, con importi rivalutati da ultimo dal 1° luglio 2023; per l’omessa esposizione della tessera di riconoscimento negli appalti è prevista una sanzione amministrativa. Per le violazioni contravvenzionali si applica la procedura di prescrizione degli artt. 20-24 del D.Lgs. 758/1994, con estinzione del reato dopo l’adempimento e il pagamento. Il datore di lavoro può inoltre adottare sanzioni disciplinari secondo il contratto collettivo.
Partecipare ai corsi di formazione è obbligatorio?
Sì: è un obbligo del lavoratore (art. 20, comma 2, lett. h) oltre che del datore di lavoro, che deve organizzare la formazione durante l’orario di lavoro e senza costi per il lavoratore (art. 37, comma 12). Il rifiuto ingiustificato di partecipare è sanzionabile sia penalmente sia sul piano disciplinare.
Le visite del medico competente sono obbligatorie per il lavoratore?
Sì, quando sono previste dalla sorveglianza sanitaria: il lavoratore deve sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal D.Lgs. 81/2008 o disposti dal medico competente (art. 20, comma 2, lett. i). Il rifiuto impedisce di esprimere il giudizio di idoneità: il lavoratore non può essere adibito alla mansione a rischio fino alla visita. Le visite sono a carico del datore di lavoro e in orario di lavoro.
Il lavoratore può rifiutarsi di lavorare in una situazione pericolosa?
In caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, il lavoratore che si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa non può subire pregiudizio e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa (art. 44). Se invece il problema non è immediato, deve segnalarlo al preposto, al datore di lavoro o al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, e il preposto deve intervenire (art. 19).
Il lavoratore risponde se un collega si fa male per colpa sua?
Può rispondere penalmente, per lesioni o omicidio colposo, se la sua condotta imprudente o in violazione delle istruzioni ha causato l’infortunio. La sua responsabilità di norma non esclude quella del datore di lavoro e del preposto, che devono prevedere e prevenire anche i comportamenti scorretti prevedibili e vigilare sul rispetto delle regole.
Gli stessi obblighi valgono per autonomi e componenti dell’impresa familiare?
Componenti dell’impresa familiare, lavoratori autonomi (art. 2222 c.c.), coltivatori diretti del fondo, soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, artigiani e piccoli commercianti hanno gli obblighi dell’art. 21: usare attrezzature conformi al Titolo III, munirsi dei DPI, esporre la tessera di riconoscimento negli appalti, con facoltà di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e di partecipare a corsi di formazione.

Fonti normative

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