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Cosa fare se…

Lavoratore Rifiuta i DPI: Cosa Fare Passo per Passo

Un lavoratore si rifiuta di indossare i Dispositivi di Protezione Individuale obbligatori per la sua mansione. Vediamo quali obblighi ha il datore di lavoro, come documentare il rifiuto, quale iter disciplinare applicare e come tutelarsi legalmente.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il lavoratore ha l'obbligo di utilizzare i DPI forniti (art. 20 D.Lgs. 81/08). Il rifiuto è un illecito disciplinare e può configurare responsabilità penale del lavoratore. Il datore di lavoro deve documentare il rifiuto, diffidare formalmente il lavoratore, applicare una sanzione disciplinare proporzionata e, nei casi gravi, può procedere al licenziamento. Supportiamo la gestione documentale di questo iter.

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La situazione

Il lavoratore è assegnato a una mansione che richiede l'uso di DPI obbligatori (casco, guanti, occhiali, scarpe antinfortunistiche, maschera FFP2, imbracatura di sicurezza, ecc.). Il datore di lavoro ha adempiuto ai propri obblighi: ha fornito i DPI adeguati e certificati (art. 76-77 D.Lgs. 81/08), ha erogato la formazione sul corretto utilizzo (art. 77 c. 4 D.Lgs. 81/08) e ha fatto firmare il verbale o registro di consegna dei dispositivi.

Nonostante ciò, il lavoratore si rifiuta di indossare i DPI durante l'attività lavorativa, invocando disagio, allergie, problemi fisici, o semplicemente ignorando l'obbligo. In questo scenario il datore di lavoro — pur avendo rispettato i propri obblighi di fornitura e formazione — è esposto a responsabilità residua se non documenta il rifiuto e adotta le misure conseguenti.

L'art. 20 D.Lgs. 81/08 impone ai lavoratori di utilizzare correttamente i DPI messi a disposizione e di non rimuoverli senza autorizzazione. La violazione di questo obbligo configura un illecito disciplinare e, ai sensi dell'art. 59 D.Lgs. 81/08, è soggetta ad ammenda da 50 a 300 euro a carico del lavoratore stesso.

Cosa rischi

Non intervenire tempestivamente di fronte al rifiuto dei DPI espone il datore di lavoro a conseguenze significative:

Cosa devi fare ora

  1. Verifica preliminare: DPI adeguati, certificati e in buone condizioni

    Prima di procedere con l'iter disciplinare, accertare che i DPI forniti siano effettivamente adeguati al rischio della mansione (art. 76 D.Lgs. 81/08), marcati CE secondo le direttive applicabili, in buone condizioni di efficienza e conservazione, e che il lavoratore abbia ricevuto formazione documentata sul loro uso corretto (art. 77 c. 4 D.Lgs. 81/08) e abbia firmato il registro di consegna. Solo se questi requisiti sono soddisfatti il rifiuto del lavoratore è disciplinarmente rilevante.

  2. Primo colloquio verbale: richiamare il lavoratore e spiegare l'obbligo

    Convocare il lavoratore per un colloquio verbale (preferibilmente alla presenza di un testimone, ad esempio il preposto o il responsabile diretto) per richiamare l'obbligo di utilizzo dei DPI ai sensi dell'art. 20 D.Lgs. 81/08, illustrare i rischi concreti a cui si espone e le conseguenze disciplinari in caso di persistenza del rifiuto. Annotare internamente data, ora, persone presenti e contenuto del colloquio.

  3. Documentazione scritta: redazione di nota di diffida formale con protocollo

    Se il rifiuto persiste dopo il colloquio verbale, redigere una nota scritta di diffida al lavoratore, protocollata e consegnata a mano (con firma per ricevuta) o tramite raccomandata A/R. La nota deve indicare: data e luogo del rifiuto rilevato, riferimento normativo violato (art. 20 D.Lgs. 81/08), i DPI specifici non indossati, il richiamo formale all'obbligo, l'avvertimento delle conseguenze disciplinari in caso di recidiva.

  4. Coinvolgimento del RLS: informare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

    Informare il RLS (o RLST) dell'episodio. Il RLS ha il diritto di essere consultato in materia di sicurezza (art. 50 D.Lgs. 81/08) e può svolgere un ruolo di mediazione con il lavoratore. Documentare la comunicazione al RLS. In alcuni settori il coinvolgimento del RLS è rilevante anche ai fini della procedura disciplinare prevista dal CCNL applicabile.

  5. Verifica medica: invio al medico competente se il lavoratore invoca problemi fisici

    Se il lavoratore motiva il rifiuto con allergie, dermatiti, intolleranze o difficoltà fisiche legate all'uso del DPI specifico, inviarlo al medico competente per una valutazione. Il MC può: confermare o escludere la controindicazione medica, indicare DPI alternativi compatibili con la stessa protezione (es. guanti in materiale diverso, maschere con valvola). Se il MC rileva una controindicazione reale, il datore deve fornire un dispositivo alternativo che garantisca lo stesso livello di protezione.

  6. Applicazione della sanzione disciplinare proporzionata secondo CCNL

    Avviare il procedimento disciplinare secondo le modalità previste dall'art. 7 Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970) e dal CCNL applicabile: contestazione scritta dell'addebito, rispetto del termine per le controdeduzioni del lavoratore (minimo 5 giorni), audizione del lavoratore se richiesta, applicazione della sanzione proporzionata alla gravità (richiamo verbale formalizzato, richiamo scritto, multa, sospensione dal lavoro e dalla retribuzione). Conservare tutta la documentazione del procedimento.

  7. Monitoraggio: verificare che dopo la sanzione il lavoratore utilizzi i DPI

    Dopo l'applicazione della sanzione disciplinare, il preposto o il responsabile di linea deve verificare con continuità che il lavoratore indossi correttamente i DPI durante l'attività. Documentare i controlli effettuati (data, orario, esito). La vigilanza attiva post-sanzione è fondamentale: dimostra che il datore ha adempiuto all'obbligo di controllo previsto dall'art. 18 c. 3-bis D.Lgs. 81/08.

  8. In caso di recidiva grave: avvio della procedura di licenziamento disciplinare

    Se il lavoratore reiterando il rifiuto mostra refrattarietà all'obbligo di sicurezza — specie in mansioni ad alto rischio — e le precedenti sanzioni non hanno sortito effetto, è possibile procedere al licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. La giurisprudenza ha riconosciuto la legittimità del licenziamento per reiterato rifiuto dei DPI (Cass. Lav. n. 4063/2018). La procedura deve rispettare l'art. 7 L. 300/1970 e le clausole del CCNL.

  9. Aggiornamento DVR: annotare l'episodio e le misure adottate

    Annotare nel DVR (o in apposito allegato) l'episodio di rifiuto dei DPI, le misure disciplinari adottate e le eventuali azioni correttive sul fronte dei dispositivi (sostituzione, formazione aggiuntiva, ricerca di DPI alternativi). L'annotazione tutela il datore dimostrando che ha rilevato il problema e vi ha risposto con misure concrete, e può essere utile in caso di controllo ispettivo o contenzioso successivo.

Tempi e priorità

AzioneQuandoPriorità
Verifica adeguatezza DPI forniti e documentazione consegnaImmediatamente al rifiuto rilevatoUrgente
Colloquio verbale con il lavoratore e annotazione internaStesso giorno o giorno successivoUrgente
Nota scritta di diffida protocollata e consegnata al lavoratoreEntro 2-3 giorni in caso di persistenza del rifiutoUrgente
Comunicazione al RLS dell'episodioContestuale alla diffida scrittaAlta
Invio al medico competente se invocati problemi fisiciEntro 5-7 giorni dalla segnalazione del problemaAlta
Avvio procedimento disciplinare (art. 7 L. 300/1970)Dopo la diffida, in caso di recidivaAlta
Monitoraggio attivo utilizzo DPI post-sanzioneContinuativo dopo la sanzioneAlta
Annotazione episodio nel DVR e misure adottateEntro 30 giorni dalla chiusura del procedimentoMedia

Documenti che servono

Documenti necessari per gestire il rifiuto dei DPI

  • Schede tecniche e certificazioni CE dei DPI forniti
  • Registro di consegna DPI firmato dal lavoratore
  • Attestati di formazione sull'uso dei DPI (art. 77 D.Lgs. 81/08)
  • Nota scritta di diffida al lavoratore (protocollata)
  • Verbale di colloquio o annotazione interna con testimoni
  • Comunicazione scritta al RLS
  • Richiesta di visita al medico competente (se applicabile)
  • Giudizio di idoneità del MC e indicazione DPI alternativi (se applicabile)
  • Contestazione disciplinare scritta (art. 7 L. 300/1970)
  • Controdeduzioni del lavoratore e verbale di audizione
  • Provvedimento disciplinare (richiamo, multa, sospensione, licenziamento)
  • Registro dei controlli sull'uso dei DPI post-sanzione
  • Annotazione aggiornamento DVR

Come ti possiamo aiutare

Supportiamo la gestione documentale dell'iter relativo al rifiuto dei DPI: redazione della nota di diffida formale, supporto nella comunicazione al RLS, coordinamento con il medico competente per la valutazione di DPI alternativi, assistenza nella procedura disciplinare nel rispetto del CCNL applicabile e dell'art. 7 L. 300/1970.

Affianchiamo il datore di lavoro anche nell'aggiornamento del DVR con la documentazione delle misure adottate, nella formazione specifica sull'uso dei DPI per il personale e nella revisione delle procedure di vigilanza da parte dei preposti.

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Domande frequentiFAQ

Il datore di lavoro può essere sanzionato se il lavoratore rifiuta i DPI?
Sì. L'art. 18 c. 3-bis D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro a vigilare sull'effettivo utilizzo dei DPI da parte dei lavoratori. Anche se ha fornito i dispositivi e svolto la formazione, il datore risponde per omessa vigilanza se non ha adottato misure concrete per far rispettare l'obbligo (colloquio, diffida, sanzione disciplinare). In caso di infortunio causato dall'assenza del DPI, la mancata vigilanza può configurare responsabilità ai sensi dell'art. 590 c.p.
Quali sanzioni disciplinari si possono applicare al lavoratore che non usa i DPI?
Le sanzioni disciplinari applicabili dipendono dal CCNL di categoria e dalla gravità della violazione. In ordine di progressione: richiamo verbale formalizzato per iscritto, richiamo scritto, multa (normalmente fino a 4 ore di retribuzione), sospensione dal lavoro e dalla retribuzione (da 1 a 10 giorni a seconda del CCNL), licenziamento disciplinare in caso di recidiva o di rifiuto in contesti ad alto rischio. Ogni sanzione deve essere preceduta da contestazione disciplinare scritta ai sensi dell'art. 7 L. 300/1970.
Se il lavoratore ha un'allergia ai DPI, cosa deve fare il datore?
Il datore deve inviare il lavoratore al medico competente per una valutazione clinica. Se il MC conferma la controindicazione (es. allergia al lattice dei guanti, intolleranza alla schiuma della maschera), il datore è obbligato a ricercare e fornire un DPI alternativo che garantisca lo stesso livello di protezione contro il rischio specifico (es. guanti in nitrile, maschera con differente materiale). Solo in caso di assenza di alternative tecnicamente praticabili si potrà valutare la modifica della mansione. Il lavoratore non può in ogni caso sottrarsi unilateralmente all'uso del DPI senza una valutazione medica documentata.
Il lavoratore che si rifiuta di usare i DPI può essere licenziato?
Sì, ma in presenza di determinate condizioni. Il licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo è ammissibile quando il rifiuto è reiterato, il lavoratore ha già ricevuto precedenti richiami e sanzioni disciplinari documentate, e il rifiuto riguarda mansioni con rischio elevato. La Cassazione ha riconosciuto la legittimità del licenziamento disciplinare per reiterato rifiuto dei DPI (Cass. Lav. n. 4063/2018), purché il datore abbia rispettato la procedura disciplinare dell'art. 7 L. 300/1970 e il CCNL applicabile.

Riferimenti normativi

Fonti normative

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