Durante un'ondata di calore il datore di lavoro è tenuto ad aggiornare il DVR con la valutazione del rischio stress termico (art. 28 D.Lgs. 81/08), ad attivare misure organizzative e tecniche per ridurre l'esposizione, a fornire acqua in quantità adeguata e a garantire la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a calore. Il mancato aggiornamento del DVR e l'omissione delle misure di prevenzione configurano una violazione degli obblighi di sicurezza e possono fondare la responsabilità penale del datore per lesioni o omicidio colposo (artt. 589-590 c.p.) in caso di malore o infortunio.
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La situazione
Il rischio da stress termico interessa tutti i lavoratori che operano all'aperto o in ambienti non climatizzati con temperature elevate: cantieri edili, aziende agricole e florovivaistiche, magazzini logistici, allestimenti fieristici ed eventi, manutenzione stradale e ferroviaria, attività di pulizia esterna. Il rischio si intensifica quando le temperature superano i 35 °C o l'indice di calore (temperatura + umidità relativa) raggiunge soglie critiche.
La dichiarazione di allerta caldo da parte del sistema regionale di allerta meteo o del Ministero della Salute (livelli 1, 2, 3) costituisce un segnale operativo per il datore: al livello 2-3 le misure devono essere già attive, non pianificate. In alcuni settori (edilizia, agricoltura) sono attivi accordi di categoria e cassa integrazione straordinaria per eventi meteo estremi, ma ciò non esime dagli obblighi preventivi del D.Lgs. 81/08.
Cosa rischi
- Colpo di calore (ipertermia): temperatura corporea oltre 40 °C, confusione, perdita di coscienza — emergenza salvavita, può essere fatale.
- Sincope da calore: svenimento per vasodilatazione periferica e calo della pressione, con rischio caduta e infortuni conseguenti.
- Disidratazione grave: riduzione della performance cognitiva e motoria, aumento del rischio di incidenti su attrezzature e macchine.
- Crampi da calore: perdita di sali minerali, specie in attività fisica intensa, con riduzione della capacità lavorativa.
- Riduzione della vigilanza: il calore degrada i tempi di reazione e l'attenzione, aumentando il rischio di infortuni da uso di macchine e attrezzature.
- Responsabilità penale del datore: in caso di colpo di calore o infortunio correlato al calore, l'omessa valutazione del rischio e l'assenza di misure di prevenzione fondano la responsabilità per lesioni gravi (art. 590 c.p.) o omicidio colposo (art. 589 c.p.) con aggravante della violazione delle norme di sicurezza sul lavoro.
- Sanzioni amministrative: DVR non aggiornato — art. 55 D.Lgs. 81/08, ammenda fino a 7.862 €; mancata sorveglianza sanitaria (art. 41) — sanzione penale.
Cosa devi fare ora
Monitora le allerte meteo e attiva il piano caldo
Iscriviti al sistema regionale di allerta meteo e al portale del Ministero della Salute — Piano Nazionale Prevenzione Effetti del Caldo. Definisci internamente i livelli di allerta (1-3) e le azioni corrispondenti. Al raggiungimento del livello 2 le misure operative devono essere già attive.
Aggiorna il DVR con la valutazione del rischio stress termico
Integra il DVR (art. 28 D.Lgs. 81/08) con la valutazione specifica del rischio da calore usando parametri quantitativi: indice WBGT (ISO 7243), temperatura operativa, carico di lavoro fisico, abbigliamento. Identifica le mansioni e i periodi dell'anno a rischio elevato e aggiorna il documento a ogni variazione significativa delle condizioni climatiche.
Adotta misure organizzative: turni, orari e rotazioni
Pianifica le attività più pesanti nelle ore più fresche (prima delle 10:00 e dopo le 17:00 durante i picchi estivi). Introduce turni ridotti, pause obbligatorie all'ombra ogni 45-60 minuti, rotazione tra attività in pieno sole e attività in zone ombreggiate. Valuta la riduzione dell'orario di lavoro nei giorni con allerta di livello 3.
Predisponi misure tecniche: ombra, ventilazione, acqua
Installa tettoie o tensostrutture ombreggianti nelle aree di lavoro e di sosta. Fornisci ventilatori o nebulizzatori nelle aree di riposo. Verifica che le fontanelle o i distributori di acqua fresca siano raggiungibili da ogni postazione in meno di 2 minuti.
Fornisci acqua e sali in quantità adeguata
Metti a disposizione almeno 1 litro di acqua fresca per lavoratore per ora di esposizione al calore. In caso di sudorazione intensa e attività fisica prolungata, integra con sali minerali (bevande isotoniche o compresse di sale). La fornitura di acqua ai lavoratori esposti al calore non è facoltativa: è un obbligo di sicurezza.
Forma i lavoratori: riconoscimento sintomi e comportamenti sicuri
Eroga formazione specifica sul rischio calore: sintomi precoci dello stress termico (cefalea, vertigini, nausea, sudorazione eccessiva), primo intervento in caso di colpo di calore (spostamento in luogo fresco, raffreddamento con acqua fresca, chiamata al 118), comportamenti preventivi (idratazione, abbigliamento chiaro e traspirante, evitare alcol). Registra la formazione e fai firmare il registro.
Attiva il protocollo di emergenza caldo
Designa un punto di primo intervento ombreggiato e fresco in ogni cantiere o area di lavoro, attrezzato con acqua fresca, ghiaccio o panni umidi, kit di primo soccorso. Affiggi in modo visibile il numero 118 e la procedura di emergenza. Nomina un referente di turno responsabile dell'osservazione dei colleghi durante le ore di picco.
Garantisci la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti
Il medico competente deve inserire la valutazione del rischio calore nel protocollo sanitario. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti a rischio da calore (art. 41 D.Lgs. 81/08), in particolare per i soggetti con patologie cardiovascolari, diabete, obesità o che assumono farmaci fotosensibilizzanti. Il giudizio di idoneità deve tener conto di questi fattori.
Tempi e priorità
| Azione | Quando | Priorità |
|---|---|---|
| Attivazione piano caldo e monitoraggio allerte meteo | Prima dell'estate (entro maggio) e a ogni allerta | Urgente |
| Aggiornamento DVR con valutazione rischio stress termico | Prima dell'inizio della stagione calda | Urgente |
| Fornitura acqua fresca (almeno 1 L/ora/lavoratore) | Durante tutto il periodo estivo e a ogni allerta | Urgente |
| Misure organizzative (turni freschi, pause, rotazione) | Attive a ogni allerta caldo livello 2-3 | Urgente |
| Formazione specifica lavoratori: sintomi e primo intervento | Prima dell'inizio della stagione calda | Alta |
| Protocollo emergenza caldo con punto ombra attrezzato | Prima dell'estate | Alta |
| Misure tecniche: ombra, ventilazione, fontanelle | Prima dell'inizio lavori estivi | Alta |
| Sorveglianza sanitaria per lavoratori esposti a calore | Inserita nel protocollo sanitario annuale | Media |
| Verifica idoneità lavoratori a rischio (patologie, farmaci) | Prima dell'esposizione stagionale | Media |
| Registro formazione specifica sul rischio calore | Dopo ogni sessione formativa | Pianificare |
Documenti che servono
Documenti da aggiornare
- DVR aggiornato con valutazione rischio stress termico (WBGT, carichi di lavoro, mansioni a rischio)
- Piano di emergenza caldo con procedure e referenti
- Procedura di monitoraggio allerta meteo e livelli di attivazione
- Registro formazione specifica sul rischio calore
- Protocollo sanitario del medico competente aggiornato con il rischio calore
- Verbale di consegna DPI termici (abbigliamento, copricapo)
Come ti possiamo aiutare
Supportiamo il datore di lavoro in tutte le fasi della gestione del rischio calore: aggiornamento del DVR con la valutazione WBGT e la mappatura delle mansioni a rischio, redazione del piano di emergenza caldo, definizione delle procedure di monitoraggio delle allerte meteo e dei livelli di attivazione delle misure.
Coordiniamo il medico competente per l'aggiornamento del protocollo sanitario e l'individuazione dei lavoratori con maggiore vulnerabilità. Eroga la formazione specifica ai lavoratori e ai preposti, con registrazione e attestati. Verifichiamo la conformità delle misure tecniche e organizzative adottate rispetto agli standard normativi e alle linee guida INAIL.
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Domande frequentiFAQ
Sopra quale temperatura il datore deve interrompere i lavori outdoor?
L'acqua va fornita gratuitamente ai lavoratori esposti al calore?
Il caldo estremo modifica l'orario di lavoro obbligatoriamente?
Come si valuta il rischio stress termico nel DVR?
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008 artt. 28 e 63 — Valutazione rischi e luoghi di lavoro
- Ministero della Salute — Piano Nazionale Prevenzione Effetti del Caldo
- INAIL — Linee guida rischio calore nei luoghi di lavoro
- ISO 7243:2017 — Ambienti caldi. Valutazione dello stress termico (WBGT)
- Aggiornamento 2026-07-02
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