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Cosa fare se…

Un dipendente ha una malattia professionale: cosa fare

Un lavoratore ti comunica una malattia che il medico ritiene di origine lavorativa. Cosa deve fare il datore di lavoro, entro quando, cosa fanno invece i medici e come rivedere la valutazione dei rischi.

Risposta rapida

Quando il lavoratore ti consegna il certificato medico di malattia professionale, devi inviare la denuncia all'INAIL entro 5 giorni, in via telematica (art. 53 DPR 1124/1965). Il medico che fa la diagnosi ha obblighi propri: trasmette il certificato all'INAIL e, per le malattie degli elenchi ministeriali, la segnalazione prevista dall'art. 139. Subito dopo vanno riesaminati la valutazione del rischio coinvolto, l'idoneità del lavoratore e le misure per i colleghi esposti.

La situazione

Una malattia professionale è una patologia causata dall'esposizione a un rischio presente nel lavoro in modo lento e prolungato: ipoacusia da rumore, patologie muscolo-scheletriche da movimentazione o movimenti ripetuti, dermatiti e asme da sostanze chimiche, malattie da agenti biologici o cancerogeni. Per le malattie elencate nelle tabelle allegate al DPR 1124/1965 l'origine lavorativa si presume se il lavoratore era addetto alla lavorazione indicata; per le altre deve essere dimostrata.

Gli obblighi sono distribuiti tra più soggetti. Il medico(di base, specialista o medico competente) che diagnostica la malattia rilascia il certificato e lo trasmette all'INAIL; per le malattie degli elenchi del decreto ministeriale previsto dall'art. 139 deve anche effettuare la segnalazione agli organi competenti. Il lavoratore informa il datore di lavoro della malattia. Il datore di lavoroinvia la denuncia all'INAIL entro cinque giorni da quando ha ricevuto il certificato.

La malattia professionale è anche un indicatore che la valutazione dei rischi o le misure non hanno funzionato: per questo, dopo la denuncia, la parte più importante del lavoro riguarda il DVR e la sorveglianza sanitaria.

Cosa rischi

Cosa devi fare ora

  1. Registra la data di ricezione del certificato

    Dalla data in cui il lavoratore ti consegna il certificato medico (o ti comunica gli estremi di quello trasmesso all’INAIL) decorrono i cinque giorni per la denuncia.

  2. Invia la denuncia all’INAIL

    Usa il servizio telematico INAIL, con i dati del lavoratore, della mansione, delle lavorazioni svolte e dei rischi a cui è stato esposto nel tempo. Conserva la ricevuta.

  3. Coinvolgi il medico competente

    Se c’è sorveglianza sanitaria, il medico competente valuta l’idoneità del lavoratore alla mansione (anche con visita straordinaria) e la necessità di controlli per i colleghi esposti allo stesso rischio.

  4. Riesamina la valutazione del rischio

    Con RSPP e medico competente verifica se il rischio era stato valutato correttamente, se le misure e i DPI erano adeguati e utilizzati. Se la sorveglianza sanitaria ne mostra la necessità, il DVR va rielaborato entro 30 giorni (art. 29 c. 3 D.Lgs. 81/08).

  5. Adotta le misure per tutti gli esposti

    Interventi tecnici (aspirazioni, insonorizzazioni, ausili per la movimentazione), organizzativi (rotazione, pause) e formazione mirata. Se il lavoratore è giudicato inidoneo, valuta con il medico competente una mansione compatibile.

  6. Prepara la documentazione per eventuali accertamenti

    INAIL e, se la malattia è segnalata, gli organi di vigilanza possono chiedere DVR, misurazioni delle esposizioni, registri di consegna dei DPI, attestati di formazione e cartelle sanitarie.

Tempi e priorità

AzioneQuandoPriorità
Denuncia telematica all’INAILEntro 5 giorni dalla ricezione del certificatoUrgente
Verifica idoneità del lavoratore con il medico competenteSubito, prima di riassegnarlo alla mansione a rischioUrgente
Riesame della valutazione del rischioRielaborazione del DVR entro 30 giorni se necessariaAlta
Misure di riduzione del rischio per gli altri espostiAppena individuateAlta
Aggiornamento di formazione e protocollo sanitarioCon la revisione del DVRMedia

Documenti che servono

Documenti da preparare

  • Certificato medico di malattia professionale ricevuto dal lavoratore
  • Ricevuta della denuncia telematica INAIL
  • Storia lavorativa del dipendente: mansioni, reparti, periodi di esposizione
  • Valutazione del rischio specifico ed eventuali misurazioni (rumore, agenti chimici, MMC)
  • Registri di consegna DPI e attestati di formazione
  • Giudizi di idoneità del medico competente

Come ti possiamo aiutare

Ti aiutiamo a ricostruire le esposizioni del lavoratore, a riesaminare la valutazione del rischio coinvolto e a definire le misure per chi svolge la stessa mansione, coordinandoci con il medico competente. Prepariamo la documentazione da esibire in caso di accertamenti INAIL o degli organi di vigilanza.

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Domande frequentiFAQ

Entro quando devo fare la denuncia all’INAIL?
Entro cinque giorni da quando il lavoratore ti ha consegnato il certificato medico o comunicato la malattia (art. 53 DPR 1124/1965). La denuncia si invia in via telematica.
La denuncia significa che ammetto una responsabilità?
No. La denuncia è un obbligo informativo: l’INAIL istruisce la pratica e decide se riconoscere l’origine professionale. La responsabilità del datore di lavoro è una questione distinta, che dipende dal rispetto delle norme di prevenzione.
Cosa cambia tra malattie tabellate e non tabellate?
Per le malattie elencate nelle tabelle del DPR 1124/1965, contratte nelle lavorazioni indicate, l’origine lavorativa si presume. Per le altre il lavoratore deve dimostrarla. Il termine per la denuncia del datore di lavoro è lo stesso.
Il lavoratore può continuare a fare la stessa mansione?
Lo decide il medico competente con il giudizio di idoneità, che può prevedere limitazioni o prescrizioni. Il datore di lavoro deve attuarle e, in caso di inidoneità, adibire il lavoratore, ove possibile, a mansioni compatibili (art. 42 D.Lgs. 81/08).

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