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Osservatorio · Terziario e servizi

Terziario e Servizi: Infortuni e Sicurezza nel Settore Terziario Italiano 2026

Analisi delle denunce di infortunio nel settore terziario: commercio al dettaglio, servizi alle imprese, informatica, logistica leggera, servizi alla persona. Rischi prevalenti e obblighi 2026.

~85.000Infortuni terziario/anno (stima INAIL) — Dato indicativo elaborazione INAIL~28%Incidenza infortuni stradali — Dato indicativo elaborazione INAILCaduteRischio prevalente — Scivolamenti, inciampi su superficie piana+12%Settore in crescita — Occupazione terziario avanzato 2020-2025
Risposta rapida

Il settore terziario (commercio, servizi alle imprese, informatica, logistica leggera, servizi alla persona) rappresenta la quota maggiore dell'occupazione italiana e concentra un numero rilevante di infortuni sul lavoro ogni anno. Benché il livello di rischio medio sia inferiore a costruzioni e manifattura, alcuni sottosettori presentano criticità specifiche: cadute di livello nei punti vendita, infortuni in itinere, stress lavoro-correlato negli uffici, rischio biologico nelle attività di cura alla persona. Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente a tutti i datori di lavoro del terziario. I dati riportati sono indicativi su elaborazione di fonti INAIL.

Profilo infortunistico del terziario

Il settore terziario comprende le sezioni ATECO dalla G alla N, un insieme eterogeneo che include commercio all'ingrosso e al dettaglio, trasporto e logistica leggera, alloggio e ristorazione, informazione e comunicazione, attività finanziarie, servizi professionali e servizi alle imprese. Le denunce di infortunio nel terziario ammontano indicativamente a circa 85.000 l'anno (stima su elaborazione dati INAIL), con un'incidenza molto variabile tra i sottosettori.

A differenza dei comparti manifatturiero e delle costruzioni, nel terziario prevalgono infortuni di minore gravità ma alta frequenza: scivolamenti e cadute su superficie piana, urti contro oggetti, infortuni in itinere. Le morti sul lavoro nel terziario sono proporzionalmente meno frequenti, ma non assenti — specialmente nei sottosettori con attività fisiche (logistica, movimentazione, servizi pulizie).

Nota metodologica

Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

I rischi prevalenti nel terziario nel suo insieme possono essere raggruppati in sei categorie principali:

Rischi prevalenti nel settore terziario per categoria
RischioIncidenza indicativaRiferimento D.Lgs. 81/08
Cadute di livello / scivolamentiAlta (primo posto per frequenza)Art. 63 e All. IV
Infortuni in itinere~28% degli infortuni terziarioD.Lgs. 38/2000 art. 12
Movimentazione manuale carichiMedia (variabile per mansione)Titolo VI (artt. 167–170)
Stress lavoro-correlatoIn aumento, specialmente uffici e call centerArt. 28 comma 1
Rischio biologicoSpecifica per cura persona e sanità privataTitolo X (artt. 266–286)
Rischio chimicoSpecifica per pulizie e sanificazioneTitolo IX (artt. 221–232)

Tabella indicativa. Fonte: elaborazione dati INAIL per codice ATECO, sezioni G-N.

Principali sottosettori e rischi specifici

La varietà del terziario impone una lettura per sottosettore. Rischi e adempimenti variano sensibilmente tra un negozio di abbigliamento, un ufficio di consulenza e un'azienda di pulizie.

Commercio al dettaglio (ATECO G47)

Il commercio al dettaglio è tra i sottosettori con maggiore numerosità di addetti e una frequenza infortunistica significativa. I rischi principali riguardano:

Servizi informatici, finanziari e professionali (ATECO J, K, M)

Questi sottosettori presentano in genere un profilo di rischio classificato come basso, ma non privo di criticità:

Servizi alle famiglie e cura della persona (ATECO Q, S)

Comprende assistenza domiciliare, assistenza agli anziani, centri estetici, parrucchieri e servizi sociali. Il profilo di rischio è più elevato rispetto alla media del terziario:

Rischi specifici per sottosettore del terziario
Sottosettore (ATECO)Rischi prevalentiLivello di rischio
Commercio al dettaglio (G47)Cadute, MMC, tagli, violenza da terziMedio
Informatica e telecomunicazioni (J)VDT, stress, disturbi muscolo-scheletriciBasso
Servizi finanziari e assicurativi (K)Stress, VDT, rapine (sportelli)Basso / Medio
Pulizie e sanificazione (N81.2)Chimico, cadute, scivolamenti, MMCMedio
Assistenza domiciliare e cura persona (Q, S)MMP, biologico, chimico, stressMedio / Alto
Studi professionali (M)VDT, stress, infortuni in itinereBasso

Tabella indicativa. Fonte: elaborazione su classificazione Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 e D.Lgs. 81/08.

Adempimenti SSL nel terziario

Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente alle imprese del terziario, senza deroghe legate alla dimensione aziendale o alla tipologia di attività. Alcuni adempimenti presentano caratteristiche specifiche per questo settore.

Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)

Obbligatorio per ogni datore di lavoro con dipendenti, ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 81/08 (obbligo non delegabile). Il DVR nel terziario deve includere la valutazione di tutti i rischi presenti nell'attività specifica: oltre ai rischi fisici tipici, deve comprendere la valutazione del rischio stress lavoro-correlato (art. 28 comma 1), la valutazione VDT per i lavoratori che utilizzano il computer per almeno 20 ore settimanali (Titolo VII), e — dove pertinente — la valutazione del rischio biologico o chimico. Il documento va redatto con il RSPP e il medico competente (se previsto) e aggiornato ad ogni variazione significativa dell'organizzazione del lavoro.

Formazione: monte ore per livello di rischio

L'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 definisce la durata minima della formazione in base al livello di rischio del settore:

Sorveglianza sanitaria VDT e altri rischi

La sorveglianza sanitaria nel terziario è obbligatoria per le mansioni con esposizione a rischi tabellati. Nel lavoro d'ufficio il caso più frequente riguarda i videoterminali: i lavoratori VDT (20+ ore settimanali) devono essere sottoposti a visita medica preventiva e successivi controlli periodici (ogni 5 anni fino a 50 anni, ogni 2 anni oltre i 50 anni) focalizzati sulla funzione visiva, ai sensi dell'art. 41 del D.Lgs. 81/08. Per i lavoratori esposti a MMC, rischio biologico o rischio chimico la periodicità e i contenuti della visita seguono le indicazioni del protocollo sanitario redatto dal medico competente.

Addetti all'emergenza: antincendio e primo soccorso

Ogni azienda, indipendentemente dal settore, deve nominare e formare gli addetti alla gestione delle emergenze. Nel terziario:

AdempimentoApplicabilità nel terziarioRiferimento normativo
DVRTutti i datori di lavoro con dipendentiArt. 17 e 28 D.Lgs. 81/08
Formazione (4+4 h rischio basso)Studi professionali, informatica, finanzaArt. 37 + Accordo SR 21/12/2011
Formazione (4+8 h rischio medio)Commercio al dettaglio, pulizieArt. 37 + Accordo SR 21/12/2011
Sorveglianza sanitaria VDTLavoratori ≥20 h/settimana al computerArtt. 41, 173–179 D.Lgs. 81/08
Valutazione stress lavoro-correlatoTutti i datori di lavoro con dipendentiArt. 28 comma 1 D.Lgs. 81/08
Addetti emergenza (antincendio + PS)Tutti i datori di lavoroArt. 18 D.Lgs. 81/08; D.M. 388/2003; D.M. 02/09/2021

Tabella indicativa. Fonte: elaborazione su D.Lgs. 81/08 e Accordo Stato-Regioni 21/12/2011.

Attenzione

L'omessa valutazione del rischio stress lavoro-correlato e l'assenza di sorveglianza sanitaria per i lavoratori VDT configurano violazioni penalmente rilevanti ai sensi del D.Lgs. 81/08, con sanzioni a carico del datore di lavoro. L'obbligo si applica indipendentemente dalle dimensioni aziendali.

Approfondisci

FAQ terziario e sicurezza sul lavoroFAQ

Il terziario è classificato a rischio basso?
Dipende dal sottosettore. L'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 classifica il livello di rischio per macro-categoria ATECO. Attività come studi professionali, servizi finanziari e informatica rientrano generalmente nel rischio basso (formazione 8 ore totali: 4 generale + 4 specifica). Al contrario, i servizi di pulizia e sanificazione (ATECO N.81.2) sono classificati a rischio medio (4+8 ore), così come il commercio al dettaglio alimentare o le attività di logistica. Prima di determinare il monte ore formativo, è necessario identificare il codice ATECO dell'azienda e il profilo di rischio della mansione specifica.
Formazione per addetti al commercio: quante ore?
Il commercio al dettaglio (ATECO G) è in genere classificato a rischio medio. In questo caso l'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 prevede: 4 ore di formazione generale e 8 ore di formazione specifica, per un totale di 12 ore prima dell'avvio della mansione. L'aggiornamento è di 6 ore ogni 5 anni. Per mansioni con esposizione specifica a rischi particolari (videoterminali, MMC, agenti chimici per addetti alle pulizie interne) possono aggiungersi moduli formativi supplementari previsti dal D.Lgs. 81/08 per quei rischi specifici.
Il DVR è obbligatorio per uno studio professionale con 2 dipendenti?
Sì. Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è obbligatorio per qualsiasi datore di lavoro che abbia anche un solo dipendente, indipendentemente dalla dimensione dell'organizzazione o dal settore. L'art. 17 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che la valutazione dei rischi e la redazione del relativo documento (o per le imprese fino a 10 dipendenti la possibilità di autocertificazione, abolita dal 2013) costituisce un obbligo non delegabile del datore di lavoro. Uno studio professionale con 2 dipendenti deve quindi disporre di un DVR firmato dal datore di lavoro, dal RSPP e dal medico competente (se previsto) e deve tenerlo aggiornato ad ogni variazione significativa.
Infortuni in itinere nel terziario: copertura INAIL?
Sì. Gli infortuni in itinere — quelli che avvengono nel percorso tra l'abitazione e il luogo di lavoro, o tra il luogo di lavoro e quello del pasto — sono coperti dall'assicurazione INAIL per tutti i lavoratori dipendenti del settore terziario, ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. 38/2000. Nel terziario questa categoria ha un peso particolarmente elevato (stimato indicativamente intorno al 28% degli infortuni totali del settore), anche perché molti lavoratori si spostano in auto o moto per raggiungere uffici, punti vendita o clienti. La copertura si applica anche all'uso del mezzo privato, purché l'uso del mezzo pubblico non fosse possibile o adeguato. L'infortunio in itinere deve essere denunciato con le stesse modalità di un infortunio sul lavoro.
Stress lavoro-correlato negli uffici: obblighi di valutazione?
Sì, la valutazione del rischio stress lavoro-correlato è obbligatoria per tutte le aziende ai sensi dell'art. 28 comma 1 del D.Lgs. 81/08, che impone la valutazione di «tutti i rischi» inclusi quelli psicosociali. Le indicazioni metodologiche di riferimento sono quelle elaborate dalla Commissione Consultiva Permanente (2010) e recepite dall'INAIL, che prevedono una valutazione preliminare per indicatori oggettivi (assenteismo, infortuni, turnover, richieste sanitarie) seguita da una valutazione approfondita tramite questionari validati se la valutazione preliminare evidenzia criticità. Il settore degli uffici, call center e servizi finanziari è tra quelli con maggiore incidenza di rischio psicosociale, con conseguente obbligo di misure preventive documentate nel DVR.

Fonti normative

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