Il settore terziario (commercio, servizi alle imprese, informatica, logistica leggera, servizi alla persona) rappresenta la quota maggiore dell'occupazione italiana e concentra un numero rilevante di infortuni sul lavoro ogni anno. Benché il livello di rischio medio sia inferiore a costruzioni e manifattura, alcuni sottosettori presentano criticità specifiche: cadute di livello nei punti vendita, infortuni in itinere, stress lavoro-correlato negli uffici, rischio biologico nelle attività di cura alla persona. Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente a tutti i datori di lavoro del terziario. I dati riportati sono indicativi su elaborazione di fonti INAIL.
Profilo infortunistico del terziario
Il settore terziario comprende le sezioni ATECO dalla G alla N, un insieme eterogeneo che include commercio all'ingrosso e al dettaglio, trasporto e logistica leggera, alloggio e ristorazione, informazione e comunicazione, attività finanziarie, servizi professionali e servizi alle imprese. Le denunce di infortunio nel terziario ammontano indicativamente a circa 85.000 l'anno (stima su elaborazione dati INAIL), con un'incidenza molto variabile tra i sottosettori.
A differenza dei comparti manifatturiero e delle costruzioni, nel terziario prevalgono infortuni di minore gravità ma alta frequenza: scivolamenti e cadute su superficie piana, urti contro oggetti, infortuni in itinere. Le morti sul lavoro nel terziario sono proporzionalmente meno frequenti, ma non assenti — specialmente nei sottosettori con attività fisiche (logistica, movimentazione, servizi pulizie).
Nota metodologica
Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
I rischi prevalenti nel terziario nel suo insieme possono essere raggruppati in sei categorie principali:
- Cadute di livello (scivolamenti, inciampi): la categoria più frequente, presente in tutti i sottosettori con spazi aperti al pubblico — negozi, supermercati, uffici al pubblico. Superfici bagnate, cavi a terra, dislivelli e pavimentazioni non a norma sono le cause più comuni.
- Movimentazione manuale di carichi (MMC): rilevante nel commercio al dettaglio, nella logistica leggera e nei servizi di pulizia. Comporta rischi per la colonna vertebrale e gli arti superiori. Disciplinata dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (artt. 167–170).
- Stress da lavoro-correlato:trasversale a tutti i sottosettori con lavoro ad alta intensità relazionale — call center, servizi finanziari, front office. Obbligatoriamente valutato ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08.
- Infortuni in itinere: particolarmente incidenti nel terziario (stimati indicativamente al 28% degli infortuni totali del settore) per la diffusa mobilità degli addetti tra sede, clienti e fornitori.
- Rischio biologico: specifico dei servizi alla persona (assistenza domiciliare, assistenza sanitaria privata, centri estetici, servizi sociali). Regolato dal Titolo X del D.Lgs. 81/08.
- Rischio chimico:presente nelle attività di pulizia e sanificazione (ATECO N.81.2) per l'uso di detergenti, disinfettanti e solventi. Richiede schede di sicurezza (SDS), DPI adeguati e formazione specifica.
| Rischio | Incidenza indicativa | Riferimento D.Lgs. 81/08 |
|---|---|---|
| Cadute di livello / scivolamenti | Alta (primo posto per frequenza) | Art. 63 e All. IV |
| Infortuni in itinere | ~28% degli infortuni terziario | D.Lgs. 38/2000 art. 12 |
| Movimentazione manuale carichi | Media (variabile per mansione) | Titolo VI (artt. 167–170) |
| Stress lavoro-correlato | In aumento, specialmente uffici e call center | Art. 28 comma 1 |
| Rischio biologico | Specifica per cura persona e sanità privata | Titolo X (artt. 266–286) |
| Rischio chimico | Specifica per pulizie e sanificazione | Titolo IX (artt. 221–232) |
Tabella indicativa. Fonte: elaborazione dati INAIL per codice ATECO, sezioni G-N.
Principali sottosettori e rischi specifici
La varietà del terziario impone una lettura per sottosettore. Rischi e adempimenti variano sensibilmente tra un negozio di abbigliamento, un ufficio di consulenza e un'azienda di pulizie.
Commercio al dettaglio (ATECO G47)
Il commercio al dettaglio è tra i sottosettori con maggiore numerosità di addetti e una frequenza infortunistica significativa. I rischi principali riguardano:
- Cadute e scivolamenti nei corridoi tra scaffali, nelle aree di scarico merci, nei magazzini. Il pavimento bagnato o non antisdrucciolo nei punti di transito è la causa più frequente.
- Movimentazione di carichi nelle operazioni di scarico, allestimento scaffali e inventario. Richiede valutazione MMC con metodo NIOSH o MAPO.
- Rapine e violenza da terzi:gli addetti alle casse di supermercati, tabaccherie e piccoli esercizi sono esposti al rischio di aggressione. L'art. 28 impone la valutazione anche di questo rischio; le misure preventive includono sistemi di videosorveglianza, procedure operative e formazione specifica.
- Uso di attrezzature da taglio (taglierine, cutter per imballaggi): rischio tagli frequente nel personale di magazzino e allestimento.
Servizi informatici, finanziari e professionali (ATECO J, K, M)
Questi sottosettori presentano in genere un profilo di rischio classificato come basso, ma non privo di criticità:
- Videoterminali (VDT): il lavoro al computer per 20 ore settimanali o più costituisce esposizione a rischio VDT ai sensi del Titolo VII del D.Lgs. 81/08 (artt. 173–179). Il datore di lavoro deve valutare la postazione di lavoro, garantire pause adeguate e disporre la sorveglianza sanitaria (visita oculistica periodica).
- Stress lavoro-correlato: call center, attività finanziarie e consulenza a elevata intensità relazionale registrano indicatori di rischio psicosociale superiori alla media del settore privato. La valutazione dello stress è obbligatoria e deve seguire la metodologia della Commissione Consultiva (2010).
- Sedentarietà e disturbi muscolo-scheletrici: posture fisse prolungate durante il lavoro al computer aumentano il rischio di patologie a carico di rachide cervicale e arti superiori. Le misure preventive includono ergonomia della postazione, micro-pause programmate e formazione posturale.
Servizi alle famiglie e cura della persona (ATECO Q, S)
Comprende assistenza domiciliare, assistenza agli anziani, centri estetici, parrucchieri e servizi sociali. Il profilo di rischio è più elevato rispetto alla media del terziario:
- Movimentazione manuale di persone (MMP):gli addetti all'assistenza domiciliare e agli anziani non autosufficienti effettuano trasferimenti e mobilizzazioni di persone, con elevato rischio per la colonna vertebrale. Si utilizza la metodologia MAPO per la valutazione in strutture residenziali e procedure specifiche per l'assistenza domiciliare.
- Rischio biologico: il contatto con fluidi corporei, materiale potenzialmente infetto e pazienti con patologie trasmissibili richiede DPI specifici (guanti, mascherine, occhiali protettivi), procedure di decontaminazione e sorveglianza sanitaria dedicata (Titolo X D.Lgs. 81/08).
- Rischio chimico per centri estetici e parrucchieri: uso quotidiano di coloranti, ossidanti, fissatori e prodotti per trattamenti comporta esposizione cutanea e per inalazione. Il DVR deve includere la valutazione del rischio chimico e le relative schede di sicurezza (SDS) dei prodotti utilizzati.
| Sottosettore (ATECO) | Rischi prevalenti | Livello di rischio |
|---|---|---|
| Commercio al dettaglio (G47) | Cadute, MMC, tagli, violenza da terzi | Medio |
| Informatica e telecomunicazioni (J) | VDT, stress, disturbi muscolo-scheletrici | Basso |
| Servizi finanziari e assicurativi (K) | Stress, VDT, rapine (sportelli) | Basso / Medio |
| Pulizie e sanificazione (N81.2) | Chimico, cadute, scivolamenti, MMC | Medio |
| Assistenza domiciliare e cura persona (Q, S) | MMP, biologico, chimico, stress | Medio / Alto |
| Studi professionali (M) | VDT, stress, infortuni in itinere | Basso |
Tabella indicativa. Fonte: elaborazione su classificazione Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 e D.Lgs. 81/08.
Adempimenti SSL nel terziario
Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente alle imprese del terziario, senza deroghe legate alla dimensione aziendale o alla tipologia di attività. Alcuni adempimenti presentano caratteristiche specifiche per questo settore.
Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
Obbligatorio per ogni datore di lavoro con dipendenti, ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 81/08 (obbligo non delegabile). Il DVR nel terziario deve includere la valutazione di tutti i rischi presenti nell'attività specifica: oltre ai rischi fisici tipici, deve comprendere la valutazione del rischio stress lavoro-correlato (art. 28 comma 1), la valutazione VDT per i lavoratori che utilizzano il computer per almeno 20 ore settimanali (Titolo VII), e — dove pertinente — la valutazione del rischio biologico o chimico. Il documento va redatto con il RSPP e il medico competente (se previsto) e aggiornato ad ogni variazione significativa dell'organizzazione del lavoro.
Formazione: monte ore per livello di rischio
L'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 definisce la durata minima della formazione in base al livello di rischio del settore:
- Rischio basso (es. studi professionali, informatica, servizi finanziari): 4 ore di formazione generale + 4 ore di formazione specifica = 8 ore totali. Aggiornamento: 6 ore ogni 5 anni.
- Rischio medio (es. commercio al dettaglio, pulizie): 4 ore di formazione generale + 8 ore di formazione specifica = 12 ore totali. Aggiornamento: 6 ore ogni 5 anni.
- Moduli aggiuntivi per rischi specifici: VDT, MMC/MMP, rischio biologico, rischio chimico richiedono moduli formativi dedicati in aggiunta al percorso base.
Sorveglianza sanitaria VDT e altri rischi
La sorveglianza sanitaria nel terziario è obbligatoria per le mansioni con esposizione a rischi tabellati. Nel lavoro d'ufficio il caso più frequente riguarda i videoterminali: i lavoratori VDT (20+ ore settimanali) devono essere sottoposti a visita medica preventiva e successivi controlli periodici (ogni 5 anni fino a 50 anni, ogni 2 anni oltre i 50 anni) focalizzati sulla funzione visiva, ai sensi dell'art. 41 del D.Lgs. 81/08. Per i lavoratori esposti a MMC, rischio biologico o rischio chimico la periodicità e i contenuti della visita seguono le indicazioni del protocollo sanitario redatto dal medico competente.
Addetti all'emergenza: antincendio e primo soccorso
Ogni azienda, indipendentemente dal settore, deve nominare e formare gli addetti alla gestione delle emergenze. Nel terziario:
- Addetti antincendio: formazione secondo il D.M. 2 settembre 2021 (che ha sostituito il D.M. 10 marzo 1998). Per attività a rischio basso (uffici con meno di 5 addetti) il corso ha durata ridotta; per rischio medio è previsto un corso più articolato con prova pratica.
- Addetti primo soccorso: formazione obbligatoria secondo il D.M. 388/2003. Le aziende del terziario rientrano generalmente nel Gruppo B (attività con più di 5 addetti) o Gruppo C (fino a 5 addetti), con corsi rispettivamente di 12 ore e aggiornamento biennale.
| Adempimento | Applicabilità nel terziario | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| DVR | Tutti i datori di lavoro con dipendenti | Art. 17 e 28 D.Lgs. 81/08 |
| Formazione (4+4 h rischio basso) | Studi professionali, informatica, finanza | Art. 37 + Accordo SR 21/12/2011 |
| Formazione (4+8 h rischio medio) | Commercio al dettaglio, pulizie | Art. 37 + Accordo SR 21/12/2011 |
| Sorveglianza sanitaria VDT | Lavoratori ≥20 h/settimana al computer | Artt. 41, 173–179 D.Lgs. 81/08 |
| Valutazione stress lavoro-correlato | Tutti i datori di lavoro con dipendenti | Art. 28 comma 1 D.Lgs. 81/08 |
| Addetti emergenza (antincendio + PS) | Tutti i datori di lavoro | Art. 18 D.Lgs. 81/08; D.M. 388/2003; D.M. 02/09/2021 |
Tabella indicativa. Fonte: elaborazione su D.Lgs. 81/08 e Accordo Stato-Regioni 21/12/2011.
Attenzione
L'omessa valutazione del rischio stress lavoro-correlato e l'assenza di sorveglianza sanitaria per i lavoratori VDT configurano violazioni penalmente rilevanti ai sensi del D.Lgs. 81/08, con sanzioni a carico del datore di lavoro. L'obbligo si applica indipendentemente dalle dimensioni aziendali.
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