Il settore termale e dei centri benessere in Italia conta diverse migliaia di strutture tra stabilimenti termali, SPA alberghiere, centri wellness e beauty center, con decine di migliaia di addetti. Il profilo di rischio occupazionale di questo comparto è multidimensionale: lo scivolamento su superfici bagnate rappresenta la prima causa di infortunio per frequenza, mentre il rischio biologico da Legionella pneumophila— agente patogeno che prolifera nei sistemi idrici tra i 20 e i 45 °C — costituisce il rischio di maggiore gravità potenziale. A questi si aggiungono lo stress termico da ambienti caldi e umidi (saune, bagni di vapore), il contatto con prodotti cosmetici e chimici (dermatosi professionali), l'esposizione a radiazioni ottiche artificiali UV (lettini solarium, fototerapia) e la movimentazione manuale di clienti e attrezzature. I dati riportati in questa pagina sono indicativi e basati su fonti normative e istituzionali italiane.
Il settore termale e wellness in Italia: numeri e caratteristiche
Il comparto delle terme, SPA e centri benessere in Italia rappresenta un segmento significativo del turismo e dei servizi alla persona. Le strutture termali riconosciute operano in base al D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, che disciplina i requisiti igienico-sanitari delle acque termali e le condizioni di esercizio degli stabilimenti. A queste si affiancano centinaia di SPA alberghiere, centri wellness autonomi e beauty center che offrono trattamenti idroterapici, estetici e di benessere senza concessione termale.
Dal punto di vista occupazionale, il settore impiega figure professionali eterogenee: fisioterapisti, estetisti, operatori del benessere, idroterapisti, massaggiatori, addetti alle piscine e alla manutenzione degli impianti idrosanitari, personale di accoglienza e di pulizia. Tale eterogeneità si riflette nella varietà dei profili di rischio, che richiedono una valutazione dei rischi (DVR) articolata e specifica per mansione.
Nota metodologica
I dati quantitativi riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su fonti istituzionali (INAIL, ISS, Ministero della Salute, Federterme) e dalla normativa vigente. Non costituiscono dati statistici ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare le banche dati INAIL Open Data e i rapporti di settore di Federterme.
Il turismo termale ha mostrato una ripresa significativa nel periodo post-pandemico, con un aumento della domanda di soggiorni benessere e di servizi SPA integrati nell'offerta alberghiera. Questa crescita ha incrementato la pressione sulle strutture in termini di volumi di clienti gestiti, con potenziali riflessi sul carico di lavoro degli addetti e sull'intensità dell'esposizione ai rischi occupazionali.
Rischio legionella: il pericolo biologico prioritario nelle terme e SPA
Legionella pneumophilaè il batterio responsabile della legionellosi, una polmonite potenzialmente grave che si trasmette per via aerea attraverso l'inalazione di aerosol contaminato. I sistemi idrici delle strutture termali e delle SPA — vasche idromassaggio, piscine, docce, impianti di nebulizzazione, torri di raffreddamento evaporative, fontane decorative — rappresentano habitat ideali per la proliferazione batterica.
La finestra termica critica: 20–45 °C
Legionellaprolifera attivamente nell'intervallo di temperatura compreso tra 20 e 45 °C, con picco ottimale intorno ai 37 °C. Al di sotto dei 20 °C il batterio sopravvive in forma latente; al di sopra dei 50 °C inizia a inattivazione progressiva, con morte certa a 60 °C dopo circa 30 minuti. Le Linee Guida ISS 2023 raccomandano il mantenimento dell'acqua calda sanitaria a temperature superiori a 60 °C nei bollitori e superiori a 50 °C nel circuito di distribuzione, con erogazione a non meno di 48 °C ai punti d'uso.
Obblighi normativi: Linee Guida ISS 2023 e D.Lgs. 81/08
Le Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (ISS, aggiornamento 2023) costituiscono il documento tecnico di riferimento per la gestione del rischio nelle strutture a rischio elevato, categoria nella quale rientrano espressamente gli stabilimenti termali e i centri wellness. Gli obblighi principali per i datori di lavoro includono:
- Valutazione del rischio legionella: redazione di un documento di analisi del rischio specifico (distinto dal DVR generale, ma ad esso integrato) con mappatura di tutti i sistemi idrici, identificazione dei punti critici e dei fattori di rischio (stagnazione, sedimenti, temperature inadeguate, biofilm).
- Piano di controllo e manutenzione:programma documentato di monitoraggio delle temperature, campionamenti microbiologici periodici dell'acqua, pulizia e disinfezione degli impianti (shock termico, clorazione, biossido di cloro, UV o ozono a seconda del sistema).
- Registro degli interventi: tenuta di documentazione aggiornata degli interventi di manutenzione, dei risultati analitici e delle azioni correttive adottate in caso di superamento dei valori soglia.
- Formazione del personale addetto agli impianti: istruzione specifica sulle procedure di controllo del rischio legionella e sui DPI da utilizzare durante le operazioni di pulizia e disinfezione degli impianti (maschere FFP2/FFP3 in presenza di aerosol, guanti resistenti ai disinfettanti).
| Punto critico | Rischio legionella | Misura preventiva |
|---|---|---|
| Vasche idromassaggio e jacuzzi | Molto elevato (aerosol intenso, temp. favorevole) | Iperclorazione continua, monitoraggio temperatura, svuotamento periodico |
| Docce e terminali di erogazione | Elevato (stagnazione, biofilm nei soffioni) | Spurgo settimanale, sostituzione soffioni vecchi, shock termico periodico |
| Piscine termali | Medio (grande volume d'acqua, trattamento continuo) | Monitoraggio cloro residuo, pH, temperatura, campionamenti microbiologici |
| Nebulizzatori e idromassaggi aerei | Molto elevato (aerosol fine inalabile) | Pulizia e disinfezione prima di ogni utilizzo, acqua sterile o trattata UV |
| Bollitori e riserve idriche | Elevato se temperatura < 60 °C | Mantenimento T ≥ 60 °C, eliminazione rami morti, isolamento termico |
Tabella indicativa basata su Linee Guida ISS 2023. La valutazione specifica deve essere effettuata da tecnico qualificato.
Scivolamento su pavimenti bagnati: la prima causa di infortunio
Le cadute a livello su superfici scivolose rappresentano la causa principale di infortuni sul lavoro nelle strutture termali e nei centri wellness. La permanente presenza di acqua, vapore acqueo condensato e oli da massaggio su pavimenti e percorsi di transito crea condizioni di rischio sistematico per il personale operante in queste aree.
Zone a rischio elevato
Le aree con maggiore incidenza di infortuni da scivolamento includono: bordi vasca e piscine, docce e spogliatoi, percorsi tra la zona umida e quella asciutta, aree di trattamento idroterapico, zone in cui vengono applicati fanghi o prodotti oleosi.
Misure tecniche e organizzative obbligatorie
- Pavimentazione antisdrucciolo certificata: nelle zone bagnate la pavimentazione deve avere resistenza allo scivolamento classificata almeno R11 secondo la norma DIN 51130 (test con olio). In presenza di acqua pura (bordi vasca, docce) la classificazione A+B+C secondo DIN 51097 è il parametro tecnico di riferimento.
- DPI calzature per il personale:il personale operante nelle zone umide deve essere dotato di scarpe da lavoro antiscivolo con suola idonea (marcatura SRA, SRB o SRC secondo EN ISO 20345/20347), fornite dal datore di lavoro come DPI con informazione e formazione sull'uso corretto.
- Segnaletica di avviso:obbligo di posizionamento di cartelli mobili di avviso "pavimento bagnato" durante le operazioni di pulizia e in presenza di superfici bagnate non altrimenti delimitabili.
- Procedure di pulizia sicure: la pulizia delle zone umide deve avvenire in fasce orarie a bassa presenza di clienti e lavoratori, con delimitazione delle aree interessate. Il personale delle pulizie deve utilizzare mop e attrezzature che minimizzino il rischio di superfici bagnate non segnalate.
- Manutenzione griglie e drenaggi: le griglie di drenaggio danneggiate o intasate aumentano il ristagno di acqua e il rischio di inciampo; la manutenzione preventiva programmata è obbligatoria.
Stress termico: esposizione prolungata ad ambienti caldi e umidi
Il personale che opera nelle aree sauna, bagno turco, hammam, vasche termali calde e sale di trattamento con fanghi è esposto a condizioni di stress termico da calore, caratterizzate da combinazione di elevata temperatura dell'aria (spesso superiore ai 40–50 °C nelle saune), alta umidità relativa (fino al 100% nei bagni di vapore) e lavoro fisico moderato.
Effetti sulla salute dei lavoratori
L'esposizione continuativa a questi ambienti può determinare: affaticamento termico, crampi da calore, colpo di calore (heat stroke), disidratazione con alterazioni della performance cognitiva e della coordinazione motoria (con aumento del rischio infortuni), aggravamento di patologie cardiovascolari preesistenti.
Valutazione e prevenzione ai sensi del D.Lgs. 81/08
Il rischio da stress termico deve essere valutato nel DVR ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08. Gli strumenti di valutazione più utilizzati sono l'indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature, norma ISO 7243) e l'indice UTCI per l'esposizione a calore. Le misure preventive comprendono:
- Rotazione dei turni e pause obbligatorie: limitazione del tempo di permanenza nelle zone calde e umide, con pause in ambienti termoregolati e disponibilità di acqua fresca.
- Sorveglianza sanitaria:il medico competente deve valutare l'idoneità alla mansione specifica dei lavoratori esposti a stress termico, con particolare attenzione a soggetti con patologie cardiovascolari, renali o in terapia farmacologica che ne riduca la tolleranza al calore.
- Abbigliamento da lavoro idoneo: indumenti leggeri e traspiranti in fibre naturali o tecniche, adatti alle condizioni di lavoro in ambienti caldo-umidi.
- Informazione e formazione: i lavoratori devono conoscere i segni precoci di stress termico (vertigini, nausea, svenimento imminente) e le procedure di primo soccorso da adottare.
Rischio chimico e biologico: cosmetici, prodotti per trattamenti e contaminanti
Contatto con prodotti cosmetici e sostanze chimiche (dermatosi professionali)
Il personale addetto a trattamenti estetici, massaggi, fangoterapia e applicazioni cosmetiche è esposto quotidianamente a una varietà di prodotti chimici: oli essenziali, creme, maschere, coloranti, agenti depilatori, acidi per trattamenti peeling, prodotti a base di cloro per la sanificazione degli impianti. L'esposizione ripetuta e prolungata può determinare dermatiti irritative da contatto (da detergenti e disinfettanti) e dermatiti allergiche da contatto (da profumi, conservanti, coloranti, ossidanti in prodotti per capelli).
La valutazione del rischio chimico deve essere effettuata ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08, con censimento di tutte le sostanze chimiche utilizzate, analisi delle schede di dati di sicurezza (SDS) e adozione di misure di prevenzione (sostituzione dei prodotti più aggressivi, ventilazione adeguata dei locali di lavoro, fornitura di guanti monouso in nitrile o neoprene — non lattice, per ridurre il rischio di sensibilizzazione — e creme barriera).
Il Reg. CE 852/2004 in materia di igiene dei prodotti alimentari non si applica direttamente ai centri estetici, ma i principi di corretta prassi igienica (GHP) che ne derivano sono richiamati nelle linee guida di settore per la gestione igienica degli ambienti e delle attrezzature a contatto con la cute dei clienti.
Rischio biologico da funghi e batteri ambientali
Oltre alla legionella, gli ambienti caldo-umidi delle terme e delle SPA favoriscono la crescita di altri agenti biologici: funghi dermatofiti (responsabili di tinea pedis e onicomicosi — patologie professionali rilevanti per gli operatori a piedi nudi o con calzature inadeguate), Pseudomonas aeruginosa (contaminante frequente delle vasche idromassaggio e delle piscine insufficientemente clorurate), Staphylococcus aureus e altri batteri cutanei trasmissibili attraverso superfici e attrezzature condivise.
La valutazione del rischio biologico ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/08 (artt. 266–286) deve classificare gli agenti presenti, determinare il livello di rischio e identificare le misure di contenimento: pulizia e disinfezione programmata di superfici, lettini da massaggio, vasche e attrezzature; uso di teli monouso o adeguatamente lavati a temperature superiori a 60 °C; corretta tenuta degli impianti di filtrazione e disinfezione delle acque.
| Agente biologico | Fonte / vettore | Misura preventiva |
|---|---|---|
| Legionella pneumophila | Impianti idrici, aerosol vasche e docce | Controllo temperature, disinfezione impianti, Linee Guida ISS 2023 |
| Funghi dermatofiti (Trichophyton spp.) | Pavimenti bagnati, spogliatoi, attrezzature condivise | Calzature protettive, disinfezione superfici, teli monouso |
| Pseudomonas aeruginosa | Vasche idromassaggio e piscine sotto-clorurate | Monitoraggio cloro residuo, manutenzione filtri, campionamenti periodici |
| Staphylococcus aureus | Superfici e attrezzature a contatto con cute | Disinfezione tra un cliente e l'altro, guanti monouso, coprilettino |
Tabella indicativa. Non esaustiva degli agenti biologici potenzialmente presenti. La classificazione normativa degli agenti è quella del Titolo X D.Lgs. 81/08.
Radiazioni ottiche artificiali UV: lettini solarium e fototerapia
Le strutture wellness che dispongono di lettini solarium, cabine UV per la terapia PUVA o apparecchiature per fototerapia cutanea espongono gli operatori al rischio da radiazioni ottiche artificiali (ROA) di tipo ultravioletto. La normativa di riferimento è il Titolo VIII, Capo V del D.Lgs. 81/08 (artt. 213–218), che recepisce la Direttiva 2006/25/CE.
Valori limite di esposizione e obblighi del datore di lavoro
Il datore di lavoro deve valutare i livelli di esposizione alle ROA UV emesse dalle sorgenti presenti, confrontarli con i valori limite di esposizione (VLE) stabiliti dall'Allegato XXXVII del D.Lgs. 81/08 e adottare misure di protezione quando i VLE sono superati o vi sia probabilità di superamento. Gli obblighi pratici includono:
- Misura o stima dell'irradianza:determinazione dei livelli di esposizione UV attraverso misurazione strumentale o dati forniti dal fabbricante dell'apparecchiatura.
- DPI oculari:fornitura e obbligo d'uso di occhiali protettivi UV certificati (EN 170 per radiazioni UV-A/UV-B, EN 172 per i solarium) durante le operazioni di controllo, manutenzione e avvio delle apparecchiature.
- Protezione della cute: minimizzazione del tempo di esposizione diretta, indumenti protettivi per le aree cutanee non necessariamente esposte durante le operazioni di manutenzione.
- Sorveglianza sanitaria: per i lavoratori per i quali la valutazione evidenzi un rischio superiore ai VLE; il medico competente determina la periodicità degli accertamenti.
- Informazione e formazione: i lavoratori esposti devono essere informati sui rischi a lungo termine (eritema solare professionale, aumento del rischio di carcinoma cutaneo non melanoma) e sui corretti comportamenti di prevenzione.
Attenzione
La valutazione del rischio da ROA deve essere aggiornata ogni volta che si introducono nuove apparecchiature o si modificano quelle esistenti. Il semplice rispetto delle istruzioni d'uso del fabbricante non esonera il datore di lavoro dall'obbligo di valutazione ai sensi del D.Lgs. 81/08.
Movimentazione manuale di pazienti e clienti
Gli operatori che erogano trattamenti fisioterapici, massaggi terapeutici, idrokinesiterapia e fangoterapia sono esposti al rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC) e da movimenti ripetitivi degli arti superiori, disciplinati dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (artt. 167–171) e dall'Allegato XXXIII.
La valutazione del rischio da movimentazione manuale dei pazienti e clienti deve essere effettuata con metodi validati: metodo MAPO (Movimentazione e Assistenza del Paziente Ospedalizzato) per le strutture che effettuano movimentazione di persone non autosufficienti, metodo NIOSH o ISO 11228 per la movimentazione di carichi inanimati (attrezzature, taniche di prodotti, materiale).
Per i massaggiatori e gli operatori del benessere, il rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori deve essere valutato con il metodo OCRA (Occupational Repetitive Actions) o metodi equivalenti (EN 1005-5, ISO 11228-3), considerando la frequenza dei trattamenti giornalieri, la forza applicata durante i massaggi, le posture incongrue del polso e della spalla.
DVR specifico per terme e SPA: struttura e contenuti obbligatori
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) di una struttura termale o SPA deve integrare la valutazione di tutti i rischi specifici del settore, spesso non adeguatamente coperti dai DVR generici per attività di servizi alla persona.
Le sezioni che caratterizzano il DVR del settore wellness rispetto a quello di un'azienda generica sono:
- Valutazione rischio legionella integrata con il piano di controllo e manutenzione degli impianti idrici (allegato al DVR o documento separato collegato);
- Valutazione rischio biologico ai sensi del Titolo X D.Lgs. 81/08, con classificazione degli agenti biologici presenti e delle misure di contenimento;
- Valutazione rischio scivolamento con mappatura delle zone a rischio, caratteristiche delle pavimentazioni e misure adottate;
- Valutazione rischio ROA per le strutture con lampade UV, con dati di irradianza e confronto con i VLE;
- Valutazione rischio chimico per i prodotti cosmetici e i biocidi utilizzati, con inventario delle SDS e misure di prevenzione e protezione;
- Valutazione rischio MMC e movimenti ripetitivi per le mansioni di massaggio, fisioterapia e trattamenti idroterapici;
- Valutazione rischio stress termico per il personale operante in saune, bagni di vapore e vasche termali ad alta temperatura.
Tendenze digitali e sicurezza nel wellness: tecnologie idrosanitarie smart
Il settore terme e SPA sta adottando progressivamente soluzioni tecnologiche innovative che hanno implicazioni dirette per la gestione della sicurezza occupazionale.
Monitoraggio in tempo reale degli impianti idrici
Sensori connessi per il monitoraggio continuo di temperatura, cloro residuo, pH e torbidità dell'acqua nelle vasche e negli impianti idrosanitari consentono un controllo costante dei parametri critici per la prevenzione della legionella e di altri rischi biologici. I dati raccolti in automatico possono essere archiviati digitalmente, semplificando la tenuta del registro degli interventi richiesto dalle Linee Guida ISS 2023 e riducendo il margine di errore umano nei controlli manuali.
App di prenotazione e gestione dei flussi di clienti
La digitalizzazione delle prenotazioni e la gestione degli accessi tramite app consentono di modulare i flussi di clienti nelle aree più a rischio (vasche idromassaggio, docce comuni), riducendo il sovraffollamento e il carico di lavoro istantaneo degli operatori. Una migliore pianificazione degli accessi riduce anche la pressione sui tempi di pulizia e sanificazione tra un accesso e l'altro, con riflessi positivi sulla prevenzione del rischio biologico e da scivolamento.
Piattaforme di gestione della manutenzione preventiva
Software CMMS (Computerized Maintenance Management System) per la pianificazione e il tracciamento della manutenzione preventiva degli impianti idrosanitari, di filtrazione e disinfezione consentono di garantire la continuità degli interventi programmati e la tracciabilità documentale richiesta dalla normativa, riducendo il rischio di omissioni che possano determinare condizioni di pericolo biologico.
Prospettiva 2026
L'integrazione di soluzioni IoT per il monitoraggio degli impianti idrici rappresenta una delle principali tendenze di innovazione del settore wellness. Tuttavia, l'adozione di tecnologie smart non sostituisce gli obblighi normativi di valutazione del rischio, formazione del personale e sorveglianza sanitaria previsti dal D.Lgs. 81/08 e dalle Linee Guida ISS 2023: essa li affianca, potenziandone l'efficacia operativa.
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FAQ sicurezza terme, SPA e centri wellnessFAQ
Quali sono gli obblighi del datore di lavoro in una SPA riguardo alla legionella?
Lo scivolamento è davvero la prima causa di infortunio nelle strutture wellness?
Le radiazioni UV dei lettini solarium sono pericolose per gli operatori delle SPA?
Quale formazione obbligatoria è richiesta per il personale di terme e centri wellness?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (artt. 17, 28, 167–171, 213–218, 266–286; Allegati XXXIII, XXXVII)
- Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi — ISS 2023 (aggiornamento)
- Regolamento CE 852/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio — Igiene dei prodotti alimentari (principi GHP richiamati per settori a contatto con cute)
- D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 — Disciplina delle acque termali (requisiti igienico-sanitari stabilimenti termali)
- INAIL — Linee di indirizzo per la prevenzione del rischio biologico nei settori dei servizi alla persona
- Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione obbligatoria sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08, art. 37)
- Norma DIN 51130 — Determinazione delle proprietà antisdrucciolo dei pavimenti in ambienti lavorativi con requisiti di uso di scarpe
- Norma EN ISO 20345 — Requisiti calzature di sicurezza (classificazione SRA/SRB/SRC resistenza allo scivolamento)
- ISO 7243 — Stima dello stress termico sull'operatore con l'indice WBGT
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