Il rischio psicosociale nei luoghi di lavoro comprende tutte le condizioni organizzative, relazionali e ambientali che possono causare danni alla salute psicofisica dei lavoratori. Lo stress lavoro-correlato (SLC)ne è la manifestazione più diffusa e normata: il D.Lgs. 81/08, all'art. 28, obbliga ogni datore di lavoro a valutarlo nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), seguendo i contenuti dell'Accordo Quadro Europeo dell'8 ottobre 2004. I dati indicativi disponibili per il 2024-2026 segnalano un aumento del disagio lavorativo in Italia, amplificato dalla diffusione del lavoro ibrido, dall'intensificazione dei carichi post-pandemia e dall'invecchiamento della forza lavoro. Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e basati su elaborazioni di ordini di grandezza desunti da fonti INAIL, EU-OSHA e letteratura scientifica di settore.
Nota metodologica
I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti da INAIL Open Data, Rapporti Annuali INAIL, EU-OSHA e letteratura scientifica peer-reviewed. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati consultare direttamente INAIL Open Data e EU-OSHA.
Definizione di rischio psicosociale: stress, mobbing, burnout, violenza e disagio organizzativo
Il rischio psicosociale è definito da EU-OSHA come l'insieme degli aspetti di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro, nonché dei contesti sociali e ambientali, che possono causare danni psicologici, sociali o fisici. La sua manifestazione più rilevante sul piano normativo italiano è lo stress lavoro-correlato (SLC), definito dall'Accordo Quadro Europeo dell'8 ottobre 2004 come una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale, e che consegue dal fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro.
Il rischio psicosociale include un ampio spettro di fenomeni tra loro correlati ma distinti:
Stress lavoro-correlato (SLC)
Condizione di malessere derivante da carichi di lavoro eccessivi, scarsa autonomia, ruolo ambiguo o conflittuale, mancanza di supporto da colleghi e superiori, orari irregolari. È il fenomeno normato dall'art. 28 D.Lgs. 81/08.
Burnout
Sindrome di esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione professionale tipica delle professioni di aiuto (sanitari, insegnanti, assistenti sociali). L'OMS lo ha incluso nell'ICD-11 come fenomeno occupazionale.
Mobbing e bossing
Comportamenti sistematici e intenzionalmente ostili perpetrati da colleghi (mobbing orizzontale) o superiori (bossing) con l'obiettivo di emarginare o costringere alle dimissioni un lavoratore specifico.
Violenza e molestie
Comportamenti fisici, verbali o non verbali inaccettabili che ledono la dignità del lavoratore. Disciplinati dall'Accordo Quadro Europeo del 26 aprile 2007 e dalla Convenzione ILO n. 190 (2019).
Disagio organizzativo
Condizione diffusa di insoddisfazione, scarsa motivazione e conflittualità interna derivante da carenze strutturali nell'organizzazione del lavoro: comunicazione inefficace, scarsa equità percepita, mancanza di riconoscimento.
Tecnostress
Forma di stress correlata all'uso pervasivo delle tecnologie digitali: iperconnettività, difficoltà di disconnessione (right to disconnect), sovraccarico informativo, monitoraggio digitale delle prestazioni.
L'obbligo di valutazione dello SLC: art. 28 D.Lgs. 81/08 e Accordo Quadro Europeo 2004
L'art. 28, comma 1, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro) stabilisce che la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischiper la sicurezza e la salute dei lavoratori, «ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004». L'obbligo è cogente per tutte le aziende, indipendentemente da dimensioni, settore e numero di dipendenti.
L'Accordo Quadro Europeo sullo stress lavoro-correlatodell'8 ottobre 2004 — sottoscritto da BusinessEurope, CEEP, UEAPME e ETUC — identifica i fattori potenzialmente causativi di SLC in due grandi categorie:
- Fattori di contenuto del lavoro: carichi e ritmi di lavoro, orari, ambiente fisico, complessità e variabilità dei compiti assegnati.
- Fattori di contesto del lavoro:cultura e funzione organizzativa, ruolo nell'organizzazione, sviluppo di carriera, autonomia decisionale, relazioni interpersonali, interfaccia casa-lavoro.
La mancata valutazione dello SLC nel DVR configura una violazione dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08, sanzionata ai sensi dell'art. 55 con arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.457 a 4.914 euro (a carico del datore di lavoro e del RSPP che hanno collaborato alla redazione del DVR carente). Non è sufficiente una dichiarazione generica di assenza del rischio: è necessario un percorso valutativo documentato.
Attenzione
In sede ispettiva, l'assenza di qualsiasi riferimento alla valutazione dello SLC nel DVR è uno degli elementi esplicitamente verificati dagli organi di vigilanza PSAL (Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) delle ASL. La valutazione deve essere aggiornata ogni volta che si verificano mutamenti significativi dell'organizzazione del lavoro (art. 29, comma 3).
Il metodo INAIL per la valutazione dello stress lavoro-correlato (indicatori oggettivi e soggettivi)
La metodologia elaborata da INAIL (aggiornamento 2017) è il riferimento nazionale per condurre la valutazione dello SLC in conformità all'art. 28 del D.Lgs. 81/08. Il percorso si articola in due fasi sequenziali.
Fase 1 — Valutazione preliminare (indicatori oggettivi)
La valutazione preliminare si basa su indicatori verificabili documentalmente, suddivisi in tre aree di analisi:
- Indicatori aziendali (eventi sentinella): tasso di assenteismo, indice infortunistico, ricambio del personale (turnover), procedimenti e sanzioni disciplinari, richieste di cambio mansione, segnalazioni di disagio da parte dei lavoratori o del medico competente.
- Contenuto del lavoro:analisi dell'ambiente di lavoro e attrezzature, carichi e ritmi di lavoro, orario di lavoro e turni, corrispondenza tra competenze del lavoratore e requisiti della mansione.
- Contesto del lavoro:funzione e cultura organizzativa, ruolo nell'organizzazione, autonomia decisionale, sviluppo di carriera, rapporti interpersonali al lavoro, interfaccia casa-lavoro.
Il risultato della valutazione preliminare determina il livello di rischio (basso, medio, alto). Se il rischio è classificato come non rilevante (basso), il datore documenta i risultati nel DVR e pianifica rivalutazioni periodiche. Se emergono elementi di rischio medio o alto, si procede alla fase approfondita.
Fase 2 — Valutazione approfondita (indicatori soggettivi)
La fase approfondita rileva la percezione soggettiva dei lavoratori attraverso strumenti validati scientificamente, da somministrare a tutti i lavoratori o a gruppi omogenei. Gli strumenti più utilizzati in Italia nell'ambito del metodo INAIL sono:
| Strumento | Dimensioni rilevate | Note |
|---|---|---|
| HSE Management Standards Indicator Tool (adattato INAIL) | Domande, controllo, supporto del management, supporto dei colleghi, relazioni, ruolo, cambiamento | Questionario di riferimento per il metodo INAIL; adattato e validato per il contesto italiano |
| DCSQ — Demand-Control-Support Questionnaire (Karasek) | Domande psicologiche, latitudine decisionale (controllo), supporto sociale | Modello teorico classico; indica il quadrante «high strain» come più a rischio |
| COPSOQ — Copenhagen Psychosocial Questionnaire | Oltre 40 dimensioni: esigenze lavorative, ritmo, influenza, supporto, comunità, qualità della leadership | Strumento più articolato; versione breve (23 item) disponibile per aziende piccole |
| MBI — Maslach Burnout Inventory | Esaurimento emotivo, depersonalizzazione, realizzazione personale | Specifico per burnout; indicato per professioni di aiuto (sanitari, educatori) |
Tabella indicativa. Strumenti validati nell'ambito della metodologia INAIL per la valutazione SLC.
Settori con maggiore incidenza di SLC: sanità, educazione, call center, grande distribuzione, pubblica amministrazione
I dati EU-OSHA e la letteratura scientifica identificano alcuni settori strutturalmente più esposti al rischio psicosociale. L'incidenza elevata è correlata a fattori specifici di contesto (contatto diretto con il pubblico, turni notturni, elevata responsabilità, bassa autonomia decisionale, vincoli burocratici). I seguenti dati sono indicativi.
Sanità e assistenza
Turni notturni, carico emotivo da pazienti critici, carenza di organico, responsabilità elevata, rischio di violenza da utenti
Burnout, esaurimento emotivo
Educazione e formazione
Gestione di classi numerose e difficili, relazioni con genitori, burocrazia crescente, scarso riconoscimento sociale e retributivo
Burnout, stress cronico
Call center
Script rigidi, monitoraggio continuo delle prestazioni, ritmi imposti dalla tecnologia, contatto con utenti ostili, scarsa autonomia
SLC alto, alta rotazione del personale
Grande distribuzione
Lavoro festivo e notturno, carichi stagionali, contatto con clienti, turni variabili, bassi margini di autonomia organizzativa
SLC, disagio organizzativo
Pubblica amministrazione
Vincoli burocratici, scarsa flessibilità organizzativa, carico crescente senza aumento di risorse, conflitti di ruolo, transizione digitale
Disagio organizzativo, presentismo
Forze dell'ordine e soccorso
Esposizione a eventi traumatici, turni irregolari, responsabilità in contesti di crisi, rischio PTSD occupazionale
PTSD, burnout da vicarianza
Classificazione indicativa. Fonte: EU-OSHA — Psychosocial risks and stress at work; INAIL Rapporti Annuali.
Dati e tendenze 2024-2026: aumento assenteismo correlato a SLC, post-pandemia, lavoro ibrido
Le tendenze emergenti nel biennio 2024-2026 mostrano un quadro di disagio lavorativo in crescita rispetto al periodo pre-pandemico, con dinamiche specifiche legate alla diffusione del lavoro ibrido e ai processi di riorganizzazione post-COVID. I dati che seguono sono indicativi.
Effetti post-pandemia sull'esposizione al rischio psicosociale
Il periodo 2020-2023 ha modificato strutturalmente le condizioni di lavoro in molti settori: la diffusione massiva del lavoro da remoto ha ridotto alcune fonti di SLC (pendolarismo, conflitti interpersonali diretti) ma ne ha introdotte di nuove (isolamento, difficoltà di disconnessione, confusione tra spazio domestico e professionale, riduzione del supporto sociale informale). I lavoratori rientrati in presenza dopo lunghi periodi di smart working mostrano, secondo i dati indicativi disponibili, una quota maggiore di disagio adattativo rispetto alle generazioni precedenti.
Lavoro ibrido e nuove fonti di SLC
Il lavoro ibrido — combinazione di presenza in ufficio e lavoro da remoto — introduce fattori di rischio psicosociale specifici che il DVR deve esplicitamente considerare:
- Difficoltà di disconnessione: la reperibilità tecnologica continua erode i tempi di recupero e aumenta il rischio di esaurimento. Il D.Lgs. 81/2017 (Smart Working) prevede il diritto alla disconnessione, la cui attuazione concreta resta eterogenea.
- Isolamento e riduzione del supporto sociale: i lavoratori in remoto segnalano con maggiore frequenza senso di esclusione dalle dinamiche informali del gruppo e difficoltà nel ricevere supporto dai colleghi e dai superiori.
- Monitoraggio digitale delle prestazioni:l'uso di strumenti di controllo remoto dell'attività (tracking dell'orario, software di monitoraggio degli accessi) può ampliare il rischio psicosociale se percepito come invasivo o non proporzionato.
- Confusione dei ruoli: la mancanza di confini netti tra spazio domestico e professionale aumenta il conflitto casa-lavoro, in particolare per i lavoratori con carichi di cura familiari.
Assenteismo correlato a SLC
In aumento (dato indicativo)
Aumento delle assenze per disturbi psicologici e psicosomatici nella PA e nella sanità nel triennio 2022-2024 (fonte indicativa)
Presentismo
Fenomeno rilevante
Lavoratori presenti ma non produttivi a causa di disagio psicologico: costo stimato superiore all'assenteismo (fonte EU-OSHA indicativa)
Burnout nelle professioni sanitarie
Prevalenza elevata
Studi post-pandemia segnalano prevalenza significativa di esaurimento emotivo nel personale sanitario (dato indicativo)
Valori indicativi. Elaborazione su EU-OSHA, INAIL e letteratura scientifica internazionale.
Il legame tra rischio psicosociale e assenteismo/presentismo: impatto economico sulle aziende
Il rischio psicosociale non produce soltanto danni alla salute individuale dei lavoratori: genera costi economici diretti e indiretti rilevanti per le organizzazioni. EU-OSHA stima che lo stress lavoro-correlato sia responsabile, a livello europeo, di una quota significativa delle giornate lavorative perse ogni anno. In Italia, i dati indicativi disponibili segnalano un trend di aumento delle assenze per cause psicologiche e psicosomatiche, in particolare nei settori pubblica amministrazione, sanità e istruzione.
Assenteismo da SLC
L'assenteismo correlato a stress e disagio psicologico presenta caratteristiche specifiche rispetto all'assenteismo da infortuni fisici: episodi più brevi ma più frequenti, difficoltà di diagnosi e attribuzione causale, maggiore stigma che porta al ritardo nella richiesta di cura. I costi diretti includono le indennità di malattia, la sostituzione del lavoratore assente e la redistribuzione dei carichi su colleghi presenti — che a loro volta aumentano il rischio di SLC in un effetto a cascata.
Presentismo
Il presentismo— la presenza fisica al lavoro in condizioni di disagio psicologico che impedisce la piena produttività — è un fenomeno economicamente più rilevante dell'assenteismo, pur essendo più difficile da misurare. Un lavoratore in stato di esaurimento o burnout che continua a lavorare produce output di qualità ridotta, commette più errori e aumenta il rischio di infortuni correlati a fattori umani (distrazione, stanchezza, ridotta reattività). Le stime EU-OSHA indicano che il costo del presentismo per stress lavoro-correlato potrebbe superare quello dell'assenteismo, sebbene i dati italiani specifici siano ancora limitati e di natura indicativa.
| Voce di costo | Tipo | Impatto organizzativo |
|---|---|---|
| Indennità di malattia e sostituzione | Costo diretto | Onere INPS + costo sostituto temporaneo o straordinari dei colleghi |
| Riduzione della produttività (presentismo) | Costo indiretto | Output ridotto, errori, qualità del servizio degradata |
| Turnover del personale | Costo indiretto | Costi di selezione, formazione, perdita di know-how; il disagio SLC è tra le prime cause di dimissioni volontarie |
| Danni reputazionali e legali | Costo potenziale | Contenziosi per danno biologico da SLC, art. 2087 c.c.; indagini ispettive PSAL |
| Incremento infortuni da fattori umani | Costo diretto + indiretto | SLC riduce attenzione e reattività; aumenta il rischio di incidenti in settori ad alta intensità operativa |
Tabella indicativa. Elaborazione su EU-OSHA e letteratura scientifica.
Strumenti validati per la valutazione: questionari HSE (Health and Safety Executive UK), DCSQ (Karasek), COPSOQ
La scelta dello strumento di rilevazione soggettiva per la fase approfondita della valutazione SLC deve essere guidata da criteri di validità psicometrica, pertinenza rispetto al contesto organizzativo e compatibilità con il metodo INAIL. Di seguito una descrizione approfondita dei tre strumenti principali.
HSE Management Standards Indicator Tool
Sviluppato dall'Health and Safety Executive del Regno Unito e adattato da INAIL per il contesto italiano, il questionario HSE è lo strumento di riferimento del metodo INAIL. Rileva sette dimensioni psicosociali organizzate in standard di gestione (Management Standards):
- Domande (Demands): carichi di lavoro, ritmi, orari, ambiente fisico.
- Controllo (Control): autonomia decisionale, flessibilità di orario, partecipazione alle decisioni.
- Supporto del management (Manager Support): accesso al supporto, informazione, feedback.
- Supporto dei colleghi (Peer Support): clima relazionale, collaborazione, aiuto reciproco.
- Relazioni (Relationships): assenza di comportamenti inaccettabili, gestione dei conflitti.
- Ruolo (Role): chiarezza del ruolo, assenza di conflitto di ruolo.
- Cambiamento (Change): gestione partecipata dei cambiamenti organizzativi.
DCSQ — Demand-Control-Support Questionnaire (Karasek e Theorell)
Il modello Job Demand-Control di Karasek (1979), successivamente esteso con la dimensione del supporto sociale da Theorell, è uno dei paradigmi teorici più solidi in letteratura. Il DCSQ rileva tre dimensioni:
- Domande psicologiche: carico cognitivo, pressione temporale, conflitti tra richieste.
- Latitudine decisionale (controllo): discrezionalità nell'uso delle competenze e nell'organizzare il lavoro.
- Supporto sociale: da colleghi e superiori.
I lavoratori in condizione di «high strain» (alto carico, basso controllo) e «iso-strain» (alto carico, basso controllo, basso supporto) sono quelli a maggiore rischio di SLC e patologie cardiovascolari correlate allo stress.
COPSOQ — Copenhagen Psychosocial Questionnaire
Il COPSOQ (Kristensen et al., 2000; terza versione 2019) è lo strumento più articolato, con oltre 40 dimensioni psicosociali. Disponibile in versione breve (23 item, adatta a piccole aziende), media e lunga, è stato validato in numerosi Paesi europei inclusa l'Italia. Copre dimensioni che gli altri strumenti non rilevano: qualità della leadership, comunità lavorativa, significato del lavoro, impegno lavorativo. La versione breve è utilizzabile come screening iniziale; la versione lunga fornisce una fotografia psicosociale organizzativa più completa.
Misure preventive efficaci: supervisione clinica, EAP, formazione dei manager, work-life balance
Le misure di prevenzione del rischio psicosociale si classificano — analogamente agli altri rischi lavorativi — in misure primarie (rimozione o riduzione delle fonti di rischio), misure secondarie (potenziamento delle risorse individuali e di gruppo) e misure terziarie (supporto a lavoratori già in difficoltà). Le più efficaci agiscono sulla struttura organizzativa, non solo sul singolo lavoratore.
Misure primarie: interventi sull'organizzazione del lavoro
- Ridefinizione dei carichi di lavoro: analisi e redistribuzione delle mansioni per eliminare i picchi di sovraccarico cronico; revisione degli organici nelle unità operative sistematicamente sotto-dimensionate.
- Chiarezza dei ruoli:definizione scritta delle mansioni, delle responsabilità e delle linee di autorità per ridurre l'ambiguità e il conflitto di ruolo.
- Partecipazione dei lavoratori: coinvolgimento attivo dei lavoratori e dei loro rappresentanti (RLS) nella progettazione delle misure preventive; approccio bottom-up alla risoluzione dei problemi organizzativi.
- Flessibilità oraria e work-life balance: orari flessibili, possibilità di lavoro da remoto (ove compatibile), politiche di disconnessione digitale, gestione equa dei turni notturni e festivi.
Misure secondarie: formazione e supporto
- Formazione dei manager: percorsi formativi specifici per sviluppare competenze di leadership positiva, comunicazione efficace, gestione costruttiva dei conflitti, riconoscimento precoce dei segnali di disagio nei collaboratori. I manager di linea sono il principale fattore di protezione o di rischio psicosociale per i loro team.
- Employee Assistance Program (EAP):programmi di supporto psicologico riservato e volontario, accessibili ai lavoratori e spesso ai familiari, che includono sportelli di ascolto, consulenza psicologica breve, supporto per problemi legali o finanziari. Gli EAP sono correlati a riduzione dell'assenteismo e aumento della retention, secondo i dati indicativi disponibili.
- Supervisione clinica: nelle professioni di aiuto (operatori sanitari, assistenti sociali, educatori), la supervisione clinica di gruppo o individuale condotta da un professionista esperto è una misura di prevenzione del burnout con evidenze scientifiche consolidate.
Misure terziarie: supporto ai lavoratori in difficoltà
- Protocolli di rientro al lavoro: percorsi strutturati per la reintegrazione progressiva dei lavoratori assenti per motivi psicologici, con riduzione temporanea del carico e affiancamento.
- Mediazione dei conflitti: accesso a figure di mediazione interna o esterna per la gestione di conflitti interpersonali o situazioni di molestia prima che degenerino.
- Segnalazione sicura (whistleblowing): canali anonimi e protetti per la segnalazione di comportamenti lesivi della dignità o della sicurezza, in attuazione del D.Lgs. 24/2023 (Whistleblowing).
Formazione manager su leadership positiva
Sviluppare competenze di comunicazione, riconoscimento precoce del disagio e gestione costruttiva dei conflitti nei responsabili di team
EAP — Employee Assistance Program
Sportello psicologico riservato, consulenze brevi, supporto per problemi legali/finanziari: riduce assenteismo e aumenta il senso di cura organizzativa
Supervisione clinica per professioni di aiuto
Misura evidence-based per prevenire il burnout in operatori sanitari, educatori e assistenti sociali; da includere nel piano di prevenzione del rischio psicosociale
Politiche di disconnessione digitale
Definire orari di reperibilità, vietare messaggi fuori orario su piattaforme di lavoro, garantire il diritto alla disconnessione previsto dal D.Lgs. 81/2017
Approfondisci
- Osservatorio sicurezza
Panoramica completa dei dati infortunistici italiani per settore e anno.
- Salute mentale e lavoro
Tendenze generali sulla salute mentale nei luoghi di lavoro italiani ed europei.
- Infortuni per macro-settore
Confronto tra settori a più alta incidenza infortunistica: costruzioni, sanità, logistica.
- Sicurezza nelle piccole imprese
DVR, RSPP e valutazione del rischio psicosociale nelle micro e piccole imprese.
FAQ — Rischio psicosociale e stress lavoro-correlatoFAQ
L'art. 28 D.Lgs. 81/08 obbliga davvero a valutare lo stress lavoro-correlato?
Qual è il metodo riconosciuto in Italia per valutare lo stress lavoro-correlato?
Il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile in caso di danni da stress lavoro-correlato?
Qual è la differenza tra stress lavoro-correlato e mobbing?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — art. 28: Valutazione dei rischi incluso lo stress lavoro-correlato
- Accordo Quadro Europeo sullo stress lavoro-correlato, 8 ottobre 2004 — BusinessEurope, ETUC, UEAPME, CEEP
- INAIL — Metodologia per la valutazione dello stress lavoro-correlato (edizione 2017)
- EU-OSHA — Psychosocial risks and stress at work
- Accordo Quadro Europeo su molestie e violenza sul lavoro, 26 aprile 2007
- Karasek R., Theorell T. — Healthy Work: Stress, Productivity and the Reconstruction of Working Life (1990)
- Kristensen T.S. et al. — The Copenhagen Psychosocial Questionnaire (COPSOQ): a tool for the assessment of psychosocial factors at work — Scand J Work Environ Health 2005
- Maslach C., Jackson S.E. — Maslach Burnout Inventory Manual (terza ed., 1996)
- INAIL Rapporto Annuale (edizioni 2022–2024) — sezione malattie professionali e fattori di rischio psicosociale
- D.Lgs. 22 giugno 2012, n. 81 (art. 19 L. 81/2017) — disciplina del lavoro agile e diritto alla disconnessione
La tua azienda ha valutato il rischio psicosociale nel DVR?
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