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Osservatorio Sicurezza Italia

Malattie Professionali in Italia: Trend e Prevenzione

Analisi delle malattie professionali denunciate all'INAIL: patologie prevalenti, settori a rischio e misure preventive. Dati indicativi elaborati su fonti INAIL 2024-2026.

MSDsMalattie muscolo-scheletriche: prima categoria per denunce INAILIpoacusiaSeconda patologia più denunciata, in calo grazie alla prevenzioneTumori professionaliMesotelioma e tumori polmonari: lunga latenza, alta gravitàINAILFonte open data e Rapporti Annuali
Risposta rapida

Le malattie professionali denunciate all'INAIL si concentrano in quattro grandi categorie: le malattie muscolo-scheletriche (MSD)— patologie del rachide, tendinopatie, sindromi da sovraccarico — rappresentano la quota più ampia delle denunce e sono in crescita nel periodo 2024-2026 (dato indicativo INAIL). L'ipoacusia da rumore è storicamente la seconda patologia più denunciata, sebbene in tendenziale riduzione grazie alle misure di insonorizzazione e ai DPI uditivi. Le malattie respiratorie — silicosi, asbestosi, BPCO da polveri — restano prevalenti nei settori estrattivi, edili e della lavorazione della pietra. I tumori professionali — in particolare il mesotelioma da amianto e i tumori polmonari da cancerogeni occupazionali — mostrano una lunga latenza (fino a 30-40 anni) e continuano a emergere anche in soggetti esposti decenni fa. Tutti i valori riportati sono indicativi e basati su elaborazioni su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali.

Nota metodologica

I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare direttamente INAIL Open Data.

Trend delle malattie professionali in Italia (dati INAIL indicativi)

Nel periodo 2024-2026 le denunce di malattia professionale all'INAIL mostrano un quadro composito: le patologie muscolo-scheletriche continuano a crescere in termini assoluti, riflettendo sia un aumento dell'esposizione a sovraccarico biomeccanico in settori come logistica, edilizia e manifattura, sia una maggiore consapevolezza e propensione alla denuncia da parte di lavoratori e medici competenti. L'ipoacusia mostra invece una tendenza alla riduzione nelle nuove denunce, effetto delle misure di prevenzione collettiva e dei DPI uditivi introdotte negli ultimi decenni.

I tumori professionali, pur numericamente inferiori, mantengono un peso rilevante in termini di gravità e costo sociale: il mesotelioma pleurico — causato da esposizione ad amianto anche risalente a decenni precedenti — continua a essere diagnosticato in soggetti esposti negli anni '70-'90. La lunga latenza (20-40 anni) di questi tumori fa sì che il loro numero non rifletta l'esposizione attuale, ma quella storica.

Malattie muscolo-scheletriche

In crescita

Prima categoria per numero di denunce INAIL; trend in aumento nel 2024-2026 (dato indicativo)

Ipoacusia da rumore

In riduzione

Seconda patologia storica per denunce; tendenzialmente in calo grazie a prevenzione e DPI (dato indicativo)

Tumori professionali

Lunga latenza

Mesotelioma e tumori polmonari: emergono decenni dopo l'esposizione, continuano le denunce da esposizioni storiche

Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali INAIL.

Le patologie più denunciate: MSDs, ipoacusia, silicosi, mesotelioma

Il quadro delle malattie professionali in Italia è dominato da quattro grandi categorie patologiche, ciascuna con caratteristiche di esposizione, latenza e settori di prevalenza distinti.

Malattie muscolo-scheletriche (MSD)

Le patologie muscolo-scheletriche da lavoro comprendono lombalgie croniche, ernie discali, sindromi da sovraccarico funzionale (tendiniti, epicondiliti, sindrome del tunnel carpale), patologie della spalla e del rachide cervicale. Sono causate da movimentazione manuale dei carichi (MMC), movimenti ripetitivi degli arti superiori, posture incongrue prolungate e lavoro con utensili vibranti. Il D.Lgs. 81/08 disciplina questi rischi nei Titoli VI (MMC, artt. 167-168) e VIII Capo III (vibrazioni, artt. 199-205). La valutazione del rischio richiede metodi standardizzati: NIOSH e MAC per la MMC, OCRA per i movimenti ripetitivi degli arti superiori.

Ipoacusia da rumore

L'ipoacusia professionale da rumore è una perdita uditiva neurosensoriale bilaterale causata da esposizione prolungata a livelli sonori elevati. È disciplinata dal Titolo VIII Capo II del D.Lgs. 81/08 (artt. 181-198). I valori limite di esposizione sono fissati a 87 dB(A) per il livello di esposizione giornaliero, con valori di azione inferiori (80 e 85 dB(A)) che attivano misure preventive progressive. I settori più colpiti storicamente sono metalmeccanico, edilizia, fonderie, falegnameria e industria tessile. La prevenzione efficace si basa prima sulla riduzione del rumore alla fonte e sull'insonorizzazione, poi sull'uso di DPI uditivi idonei.

Silicosi e malattie respiratorie da polveri

La silicosi è una pneumoconiosi causata dall'inalazione di polveri di silice cristallina respirabile (SCR), presente in quarzo, arenaria, granito, ceramica e calcestruzzo. Determina una fibrosi polmonare progressiva e aumenta il rischio di tubercolosi e tumore polmonare. Il D.M. sulle Tabelle delle malattie professionali la include tra le malattie tabellate. L'Accordo Stato-Regioni del 2019 (recepimento Protocollo europeo NEPSI) ha introdotto misure specifiche per la prevenzione dell'esposizione a SCR nei settori della lavorazione della pietra, ceramica ed edilizia. La valutazione dell'esposizione a SCR deve essere eseguita con campionatori personali e la misurazione deve essere confrontata con il valore limite occupazionale (VLO) fissato dalla direttiva 2017/2398/UE recepita in Italia.

Mesotelioma e tumori professionali da amianto

Il mesotelioma pleurico è il tumore professionale più strettamente associato all'esposizione ad amianto: è causato quasi esclusivamente da fibre di amianto ed è incluso nel Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM) gestito dall'INAIL. L'amianto è stato vietato in Italia dal 1992 (L. 257/1992), ma il mesotelioma continua a emergere per la lunga latenza (20-40 anni). Nei cantieri edili, negli impianti industriali e nelle navi costruite prima del 1992 è ancora presente amianto in opera, la cui rimozione richiede piani di lavoro specifici (art. 256 D.Lgs. 81/08) e operatori abilitati con formazione specifica.

PatologiaAgente causaleRiferimento normativo
Lombalgia / ernia discale professionaleMovimentazione manuale carichi, vibrazioniD.Lgs. 81/08 Titolo VI, artt. 167-168; Titolo VIII Capo III
Sindrome del tunnel carpale (STC)Movimenti ripetitivi arti superioriD.Lgs. 81/08 art. 168; metodo OCRA
Ipoacusia da rumoreRumore > 80 dB(A)D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II, artt. 181-198
SilicosiSilice cristallina respirabile (SCR)D.M. Tabelle MP; Dir. 2017/2398/UE
Mesotelioma pleuricoFibre di amiantoD.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo III, artt. 246-261; L. 257/1992
Dermatosi professionaliAgenti chimici, solventi, latticeD.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo I; D.M. Tabelle MP

Tabella indicativa. Elaborazione su normativa vigente e dati INAIL.

I settori più colpiti: edilizia, metalmeccanico, agricoltura, chimica

Le malattie professionali non sono distribuite uniformemente tra i settori produttivi: la loro prevalenza dipende dai fattori di rischio specifici di ciascun comparto e dall'intensità e durata dell'esposizione. I dati INAIL indicativi identificano quattro macro-settori con la più alta incidenza di malattie professionali.

Edilizia e costruzioni

MSDs da MMC (muratori, carpentieri), silicosi da taglio laterizi e conglomerati, mesotelioma da rimozione amianto, ipoacusia da macchinari da cantiere.

Metalmeccanico

Ipoacusia da rumore di macchine utensili, MSDs da movimenti ripetitivi e vibrazioni mano-braccio, dermatosi da oli minerali e refrigeranti.

Agricoltura

MSDs da posture incongrue e MMC (raccolta manuale), patologie respiratorie da polveri organiche e miceti, dermatosi e intossicazioni da fitofarmaci.

Industria chimica e gomma-plastica

Tumori professionali da cancerogeni chimici (benzene, cromo VI, amine aromatiche), dermatosi da solventi, patologie respiratorie da vapori e nebbie.

Prevenzione primaria e secondaria delle malattie professionali

La prevenzione delle malattie professionali si articola su due livelli complementari, entrambi richiamati dal D.Lgs. 81/08 e dalle norme tecniche di settore.

Prevenzione primaria: eliminare o ridurre il rischio alla fonte

La prevenzione primaria agisce sulle cause delle malattie professionali prima che il danno si manifesti. Le misure si applicano secondo la gerarchia dell'art. 15 del D.Lgs. 81/08:

Prevenzione secondaria: diagnosi precoce e sorveglianza sanitaria

La prevenzione secondaria mira a identificare la malattia professionale nelle fasi precoci, prima che il danno diventi irreversibile. Il principale strumento è la sorveglianza sanitaria periodica affidata al medico competente (art. 41 D.Lgs. 81/08). La sorveglianza comprende:

Attenzione

Per le malattie a lunga latenza (amianto, silicosi, tumori professionali), la sorveglianza sanitaria deve proseguire anche dopo la cessazione dell'esposizione, per tutto il periodo di latenza stimato. Il medico competente deve indicare nella cartella sanitaria la necessità di questa sorveglianza post-esposizione e il lavoratore deve essere informato.

Sorveglianza sanitaria come strumento di diagnosi precoce

La sorveglianza sanitaria obbligatoria prevista dall'art. 41 del D.Lgs. 81/08 è lo strumento cardine per la diagnosi precoce delle malattie professionali. Il medico competente deve predisporre un protocollo sanitario specifico per ciascun rischio lavorativo presente in azienda, con cadenza e tipologia di esami calibrate sul profilo di rischio.

Il protocollo sanitario e la sua personalizzazione

Il protocollo sanitario non è standardizzato per legge: spetta al medico competente definire, per ciascuna mansione e per ciascun rischio, la frequenza delle visite (annuale, biennale, triennale), gli accertamenti complementari (esami ematologici, strumentali, biologici) e i criteri per il giudizio di idoneità. Il protocollo deve essere aggiornato ogni volta che cambia il profilo di rischio dell'azienda o le conoscenze scientifiche disponibili.

Il giudizio di idoneità e i suoi effetti

All'esito della sorveglianza sanitaria, il medico competente esprime un giudizio di idoneità alla mansione specifica (art. 41, comma 6, D.Lgs. 81/08):

Sorveglianza per rischio rumore

Audiometria obbligatoria per esposizioni > 80 dB(A); frequenza annuale per esposizioni > 85 dB(A) o con fattori di rischio individuali

Sorveglianza per rischio MMC

Visita con anamnesi muscoloscheletrica e valutazione rachide; accertamenti strumentali (RX, EMG) per patologie sospette

Sorveglianza per agenti cancerogeni

Protocollo specifico per ciascun cancerogeno; cartella conservata 40 anni; sorveglianza post-esposizione obbligatoria (art. 229 D.Lgs. 81/08)

Sorveglianza per silice e amianto

Spirometria, radiografia del torace (HRCT in casi selezionati); sorveglianza post-esposizione per tutta la vita lavorativa e oltre

Approfondisci

FAQ sulle malattie professionali e la prevenzioneFAQ

Cosa sono le malattie professionali e come si distinguono dagli infortuni sul lavoro?
Le malattie professionali (o tecnopatìe) sono patologie causate dall'esposizione a fattori di rischio presenti nell'ambiente di lavoro, che si sviluppano in modo lento e progressivo nel tempo, a differenza degli infortuni che hanno un'origine traumatica e improvvisa. Il D.Lgs. 81/08 le disciplina attraverso i Titoli VII-XI e le relative norme tecniche. Il D.M. sulle Tabelle delle malattie professionali distingue le malattie "tabellate" — per le quali vige la presunzione legale del nesso causale con la mansione lavorativa — da quelle "non tabellate", per cui il lavoratore deve dimostrare il nesso causale. Le principali categorie includono: malattie muscolo-scheletriche (MSD), ipoacusia da rumore, pneumoconiosi (silicosi, asbestosi), tumori professionali (mesotelioma, tumore polmonare) e patologie cutanee da agenti chimici.
Come si denuncia una malattia professionale all'INAIL e chi deve farlo?
La denuncia di malattia professionale all'INAIL è disciplinata dall'art. 139 del D.P.R. 1124/1965 e successive modificazioni. Il medico che per primo diagnostica o sospetta una malattia professionale è obbligato a presentare denuncia all'INAIL entro 5 giorni dalla diagnosi. Il lavoratore deve comunicare la malattia professionale al datore di lavoro, che a sua volta ha l'obbligo di denuncia all'INAIL entro 5 giorni dal momento in cui ne viene a conoscenza (per le malattie tabellate) o dalla ricezione del certificato medico (per le non tabellate). La denuncia può essere presentata telematicamente tramite il portale INAIL. Il medico competente, nell'ambito della sorveglianza sanitaria, ha un ruolo fondamentale nell'identificazione precoce delle malattie professionali e deve segnalare i casi sospetti ai sensi dell'art. 40 del D.Lgs. 81/08.
Come si previene l'ipoacusia da rumore in ambiente di lavoro?
La prevenzione dell'ipoacusia da rumore si basa sulla gerarchia delle misure di controllo prevista dall'art. 15 del D.Lgs. 81/08 e dalle disposizioni specifiche del Titolo VIII Capo II. Le misure si applicano in ordine di priorità: (1) eliminazione o riduzione del rumore alla fonte tramite sostituzione di macchinari rumorosi con attrezzature più silenziose; (2) misure tecniche di insonorizzazione (cabine fonoassorbenti, pannelli antirumore, smorzatori di vibrazioni); (3) misure organizzative come la rotazione delle mansioni per ridurre il tempo di esposizione e l'allontanamento dei lavoratori dalle fonti di rumore; (4) DPI uditivi (cuffie, tappi auricolari) come ultima risorsa, obbligatori sopra gli 85 dB(A). La valutazione del rischio rumore deve essere eseguita con fonometri calibrati da tecnici abilitati. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti a livelli superiori agli 80 dB(A) e deve includere audiometria periodica per la diagnosi precoce del danno uditivo.
Quali sono gli obblighi del medico competente in materia di malattie professionali?
Il medico competente ha obblighi specifici in materia di malattie professionali ai sensi degli artt. 25 e 40 del D.Lgs. 81/08. Deve: collaborare con il datore alla valutazione del rischio e alla redazione del DVR, con particolare attenzione ai rischi che possono generare patologie professionali; eseguire la sorveglianza sanitaria periodica sui lavoratori esposti a rischi tabellati, con protocolli sanitari calibrati sui rischi specifici; istituire e aggiornare le cartelle sanitarie e di rischio per ciascun lavoratore, conservandole per almeno 10 anni (40 anni per i cancerogeni); trasmettere annualmente all'INAIL i dati aggregati sulla salute dei lavoratori tramite il modello 3.bis; segnalare all'INAIL i casi di malattia professionale diagnosticati o sospettati. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, consegnare al lavoratore copia della cartella sanitaria con le indicazioni sui rischi professionali cui è stato esposto.

Fonti normative

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