I lavoratori somministrati (interinali) presentano tassi di infortuni storicamente più elevati rispetto ai dipendenti diretti a causa della maggiore mobilità tra ambienti di lavoro diversi, della minore conoscenza dei rischi specifici del sito e dei processi produttivi, e della formazione non sempre allineata ai rischi effettivi dell'azienda utilizzatrice. Il D.Lgs. 81/08 ripartisce gli obblighi di sicurezza tra agenzia somministratrice e impresa utilizzatrice.
Nota metodologica
Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
I dati sugli infortuni nel lavoro in somministrazione (fonte INAIL)
Il lavoro in somministrazione — comunemente noto come lavoro interinale — coinvolge in Italia una platea stimata di circa 400.000–500.000 lavoratori attivi ogni anno, pari indicativamente al 2–3% della forza lavoro dipendente assicurata all'INAIL. Nonostante questa quota relativamente contenuta, i lavoratori somministrati risultano storicamente sovra-rappresentati nelle statistiche degli infortuni sul lavoro, con un tasso di incidenza superiore alla media dei lavoratori dipendenti diretti.
Quota forza lavoro
~2–3%
Lavoratori somministrati attivi ogni anno (indicativo)
Tasso di infortuni
Superiore alla media
Rispetto ai lavoratori dipendenti diretti per parità di settore ATECO
Fase più critica
Primi giorni
Curva di apprendimento elevata nei primi giorni di missione presso l'utilizzatore
Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL aggregati per tipologia contrattuale.
Settori più colpiti
L'analisi dei dati INAIL per settore ATECO evidenzia una concentrazione degli infortuni tra i lavoratori somministrati in tre macro-aree produttive:
- Industria manifatturiera — in particolare metalmeccanica (taglio, presse, saldatura), lavorazione carni e agroalimentare (macchine alimentari, ambienti a temperatura controllata) e tessile-abbigliamento: settori con alta intensità di utilizzo di lavoratori interinali per coprire i picchi produttivi stagionali o gli ordini straordinari.
- Logistica e magazzino — movimentazione manuale dei carichi, utilizzo di carrelli elevatori (muletti), picking ad alta intensità: il settore e-commerce ha ampliato significativamente la base di lavoratori somministrati in questa categoria negli ultimi anni.
- Costruzioni— manovalanza, carpenteria, lavori di finitura: settore ad alto rischio per cadute dall'alto e contatto con attrezzature pericolose, dove la somministrazione integra le squadre dell'impresa principale nelle fasi di maggiore intensità cantieristica.
La curva di apprendimento nei primi giorni di missione
Uno degli aspetti più critici emersi dall'analisi dei dati INAIL riguarda la concentrazione degli infortuni nelle prime giornate di lavoro presso l'impresa utilizzatrice. Questo fenomeno — noto come curva di apprendimento — è amplificato nel lavoro in somministrazione perché il lavoratore si trova ripetutamente in ambienti produttivi nuovi, con attrezzature, layout e procedure operative non familiari. A differenza del dipendente diretto che attraversa questa fase una sola volta per datore di lavoro, il lavoratore interinale la affronta potenzialmente a ogni nuova missione.
Confronto tra lavoratori somministrati e diretti per macrosettore ATECO
Il confronto tra tassi di infortuni per tipologia contrattuale all'interno dello stesso macrosettore ATECO rivela che, a parità di settore produttivo, i lavoratori somministrati presentano un'incidenza infortunistica superiore rispetto ai colleghi a tempo indeterminato. Questo dato è particolarmente significativo perché isola il fattore contrattuale dalla variabile settoriale: il rischio aggiuntivo non deriva solo dal settore in cui opera il somministrato, ma dalla natura stessa del rapporto di lavoro e dalle caratteristiche strutturali della missione.
Trend 2020–2026: impatto della pandemia e ripresa
Il periodo 2020–2021 ha registrato un calo significativo dei flussi di lavoro in somministrazione, con una contrazione parallela delle denunce di infortuni in termini assoluti, in linea con la riduzione dell'attività produttiva in molti settori industriali. A partire dal 2022 i volumi di somministrazione sono tornati a crescere rapidamente, trainati dal rimbalzo della produzione manifatturiera e dall'esplosione del settore logistico legato all'e-commerce. I dati 2023–2024 mostrano un ritorno ai livelli pre-pandemia sia nei volumi di somministrazione sia nell'incidenza relativa degli infortuni.
Distribuzione regionale
La maggiore concentrazione di lavoratori somministrati — e dei relativi infortuni — si registra nelle regioni del Nord Italia ad alta intensità industriale: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte accolgono la quota preponderante delle missioni di somministrazione, concentrate nei distretti industriali metalmeccanici, nei poli logistici e nei centri di distribuzione della grande distribuzione organizzata e dell'e-commerce.
Analisi indicativa basata su dati INAIL aggregati per regione e tipologia contrattuale.
La ripartizione degli obblighi di sicurezza tra agenzia e utilizzatore
Il quadro normativo del lavoro in somministrazione in materia di sicurezza si articola su due livelli distinti: il D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 (artt. 20–28), che regolamenta il contratto di somministrazione, e il D.Lgs. 81/08, che all'art. 3 co. 5 disciplina espressamente la ripartizione degli obblighi di prevenzione.
| Soggetto | Obblighi (art. 3 co. 5 D.Lgs. 81/08) |
|---|---|
| Agenzia di somministrazione | Formazione generale pre-missione; fornitura DPI di base; sorveglianza sanitaria pre-invio per le mansioni che la richiedono; verifica idoneità alla mansione indicata nel contratto di missione |
| Impresa utilizzatrice | Formazione specifica sui rischi del posto di lavoro e delle attrezzature; fornitura di DPI specifici per quel sito; integrazione del somministrato nel DVR e nei processi produttivi; sorveglianza sanitaria per rischi emersi durante la missione |
| Entrambi i soggetti | In caso di infortunio, la responsabilità si ripartisce in proporzione alle rispettive inadempienze; il giudice valuta il contributo causale di ciascun soggetto |
Giurisprudenza recente in materia di infortuni nel lavoro somministrato
La Corte di Cassazione penale ha consolidato nel tempo un orientamento che attribuisce all'impresa utilizzatrice un obbligo di valutazione del rischio specifico per il singolo lavoratore somministrato, non limitato alla generica integrazione del somministrato nel DVR aziendale. In particolare, l'utilizzatore deve verificare che la formazione ricevuta dall'agenzia sia adeguata ai rischi concreti del sito e, in caso contrario, integrare la formazione prima che il lavoratore inizi a operare. Il semplice richiamo al fatto che la formazione spettava all'agenzia non è sufficiente a escludere la responsabilità dell'utilizzatore se il rischio specifico era conoscibile e il lavoratore non era stato adeguatamente preparato.
Comunicazione preventiva e adempimenti amministrativi
Sul fronte degli adempimenti formali, il contratto di somministrazione deve essere comunicato all'INPS e, per i casi previsti dalla normativa, alla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL). La scheda di rischio sito-specifica deve essere allegata o richiamate nel contratto di missione stipulato tra agenzia e utilizzatore, consentendo all'agenzia di calibrare la formazione pre-invio sui rischi effettivi del luogo di lavoro.
Orientamento giurisprudenziale
La Cassazione penale ha chiarito che l'utilizzatore non può limitarsi a ricevere il lavoratore somministrato e assegnarlo alla mansione: deve verificare attivamente che la formazione ricevuta sia adeguata ai rischi specifici di quel sito e di quella postazione. L'obbligo di sicurezza dell'utilizzatore è equiparato a quello del datore di lavoro diretto per tutti i rischi connessi all'ambiente e alle attrezzature presenti nel proprio stabilimento.
I settori e le mansioni a maggiore rischio
L'analisi della distribuzione degli infortuni tra i lavoratori somministrati per settore produttivo e per tipologia di mansione consente di identificare le combinazioni di rischio più critiche su cui concentrare gli sforzi preventivi.
Logistica e magazzino
Movimentazione carichi, carrelli elevatori, picking ad alta velocità
Il boom dell'e-commerce ha reso questo settore il principale bacino di assorbimento del lavoro in somministrazione. I rischi principali: lombalgia da MMC, investimento da muletto, caduta da scaffalatura. Turni notturni e pressione sui tempi di evasione amplificano il rischio.
Metalmeccanica e manifattura
Taglio, presse, saldatura, proiezione di schegge
Settore storico della somministrazione. Rischi da contatto con organi in movimento, amputazioni, ustioni. I lavoratori somministrati vengono spesso impiegati su linee di produzione senza adeguata formazione sull'attrezzatura specifica del sito.
Food processing
Macchine per il taglio, ambienti freddi, pavimenti scivolosi
Macellazione, salumifici, lavorazione pesce: alta incidenza di tagli e amputazioni. Gli ambienti a temperatura controllata (celle frigorifere) aumentano la fatica muscolare e rallentano i tempi di reazione. Forte presenza di lavoratori stranieri somministrati.
Costruzioni
Cadute dall'alto, lavori su ponteggi, contatto con attrezzature
I somministrati in edilizia vengono spesso impiegati come manovalanza di supporto in fasi intensive del cantiere. Rischio elevato per cadute dall'alto (ponteggi, aperture nel vuoto) e per l'utilizzo di attrezzature non familiari senza adeguato addestramento.
Mansioni a rischio più elevato
All'interno di questi settori, alcune mansioni concentrate la maggior parte degli eventi infortunistici tra i somministrati:
- Magazziniere / picker — movimentazione manuale ripetitiva, utilizzo di carrelli elevatori, ritmi elevati imposti dai sistemi WMS (Warehouse Management System).
- Operatore di linea — addetto a postazioni fisse su linee di produzione manifatturiera, a rischio per le macchine non familiari e la pressione del ritmo di linea.
- Addetto alle spedizioni — carico/scarico mezzi pesanti, utilizzo di transpallet e muletti, rischio di investimento nelle aree di manovra.
- Operaio metalmeccanico / assemblatore— lavoro su presse, torni, centri di lavoro CNC: elevato rischio da contatto con organi in movimento se la formazione sull'attrezzatura specifica non è stata erogata.
Fattori di rischio aggravanti
Oltre alle caratteristiche specifiche di ogni mansione, concorrono ad amplificare il rischio infortunistico nei lavoratori somministrati alcuni fattori trasversali:
- Barriera linguistica — i lavoratori stranieri somministrati (una quota significativa della forza lavoro interinale) possono non comprendere le istruzioni operative, i segnali di sicurezza e le comunicazioni verbali durante il lavoro. La barriera linguistica si somma alla scarsa familiarità con il sito, moltiplicando il rischio.
- Turnover elevato — la natura stessa della somministrazione comporta una rotazione frequente tra missioni e siti. Il lavoratore non accumula esperienza in un unico ambiente produttivo ma deve adattarsi continuamente a contesti nuovi.
- Ridotto periodo di addestramento — nelle missioni brevi (pochi giorni o settimane) la pressione produttiva porta spesso a ridurre al minimo il periodo di affiancamento, esponendo il lavoratore ai rischi prima che abbia acquisito sufficiente familiarità con le attrezzature e le procedure.
- Pressione produttiva — i lavoratori somministrati sono spesso impiegati per coprire picchi di produzione, il che significa ambienti già sotto stress, ritmi intensi e minore attenzione alla supervisione dei nuovi arrivati.
Tendenze e raccomandazioni per il 2026
Il panorama del lavoro in somministrazione sta attraversando una fase di trasformazione significativa, trainata dalla crescita del settore logistico e da un progressivo rafforzamento del quadro normativo e contrattuale in materia di sicurezza.
Aumento della somministrazione nel settore e-commerce e logistica
La crescita strutturale dell'e-commerce — con operatori come Amazon, GLS, DHL, BRT, SDA e la grande distribuzione organizzata — ha reso il settore logistico il principale bacino di assorbimento del lavoro in somministrazione negli ultimi anni. Questa tendenza si prevede in ulteriore crescita nel 2026, con un aumento del numero di missioni in magazzini, centri di distribuzione e hub intermodali. Il profilo di rischio di questo settore — combinazione di MMC, carrelli elevatori, turni notturni e ritmi elevati — rende particolarmente urgente la definizione di protocolli formativi standardizzati pre-missione specifici per la logistica.
Nuove normative e rafforzamento della formazione specifica
Nel corso del 2025–2026 sono in discussione revisioni normative volte a rafforzare l'obbligo di formazione specifica prima dell'inizio della missione, con particolare attenzione alla documentazione dell'avvenuta formazione sito-specifica e alla sua trasmissione tra agenzia e utilizzatore. L'obiettivo è ridurre il divario tra formazione generale (quasi sempre erogata) e formazione specifica (spesso carente nelle missioni brevi).
Protocolli EBITEMP e Forma.Temp per la formazione
Il sistema bilaterale del settore — EBITEMP (Ente Bilaterale Nazionale per il Lavoro Temporaneo) e la Fondazione Forma.Temp — finanzia e gestisce percorsi formativi specifici per i lavoratori somministrati, inclusi corsi sulla sicurezza nei settori più a rischio. I fondi Forma.Temp rappresentano uno degli strumenti principali per la formazione pre-missione e per l'aggiornamento delle competenze dei lavoratori interinali. Le agenzie che aderiscono ai protocolli EBITEMP e utilizzano i percorsi Forma.Temp possono offrire ai propri lavoratori una formazione più allineata ai rischi effettivi dei siti in cui vengono inviati.
Buone pratiche per agenzie e imprese utilizzatrici
Checklist per agenzie e utilizzatori
- Sopralluogo preventivo dell'agenzia prima della prima missione per ogni nuovo cliente
- Scheda di rischio sito-specifica allegata al contratto di missione e aggiornata a ogni variazione
- Formazione on-the-job certificata nei primi giorni di missione con registro di affiancamento
- Materiale formativo bilingue per i lavoratori stranieri somministrati
- Verifica dell'idoneità alla mansione da parte del medico competente prima dell'invio
- Comunicazione strutturata tra il preposto dell'utilizzatore e il referente dell'agenzia
Ruolo dell'RLS/RLST nella verifica dell'integrazione dei somministrati
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dell'impresa utilizzatrice — o, per le aziende sprovviste di RLS interno, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) — ha il diritto e il dovere di verificare che i lavoratori somministrati siano adeguatamente integrati nei processi di sicurezza aziendali: che abbiano ricevuto la formazione specifica, che siano inclusi nelle procedure di emergenza, che utilizzino correttamente i DPI previsti per la loro mansione. L'RLS può segnalare le carenze al responsabile della sicurezza e, se necessario, all'organo di vigilanza (ASL/ITL).
Analisi basata su dati INAIL aggregati e su osservazioni di settore relative al periodo 2024–2026.
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Panoramica completa dei dati infortunistici italiani per settore e anno.
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L'impatto delle forme di lavoro atipico sul rischio infortunistico: dati e analisi.
FAQ sicurezza nel lavoro in somministrazioneFAQ
Un lavoratore interinale vittima di infortunio può agire in giudizio contro l'agenzia o contro l'utilizzatore?
L'agenzia somministratrice deve visitare i siti delle aziende utilizzatrici prima di inviarvi i lavoratori?
Il lavoratore somministrato ha diritto alla stessa formazione di un dipendente diretto?
Come si ripartisce la sorveglianza sanitaria tra agenzia e azienda utilizzatrice?
Quali sono le sanzioni per l'azienda utilizzatrice che non fornisce formazione specifica ai somministrati?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (art. 3 co. 5)
- D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 — artt. 20–28 somministrazione di lavoro
- INAIL — Statistiche infortuni per settore e tipologia contrattuale
- Rapporto Annuale INAIL 2024
- Circolare MLPS 11/2011 — somministrazione di lavoro e sicurezza sul lavoro
- Contratto collettivo nazionale Assolavoro/EBITEMP per i lavoratori somministrati
- Fondazione Forma.Temp — catalogo percorsi formativi per lavoratori somministrati
- EBITEMP — Ente Bilaterale Nazionale per il Lavoro Temporaneo — protocolli sicurezza
La tua azienda utilizza lavoratori somministrati?
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