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Osservatorio · Lavoro Portuale e Marittimo

Sicurezza nel Lavoro Portuale e Marittimo

Il settore portuale e marittimo registra uno dei piu elevati indici di gravita degli infortuni in Italia. Analisi INAIL indicativa delle figure professionali piu esposte, dei rischi specifici (cadute da altezza, schiacciamento container, merci pericolose ADR/IMDG) e del quadro normativo applicabile.

~300.000lavoratori nel comparto portuale e marittimo (stima)Cadute da altezza1° causa di infortuni gravi in banchina (ind. INAIL)D.Lgs. 272/1999norma specifica per la sicurezza del lavoro portualeISPS Codecodice internazionale security/safety portuale (IMO 2002)
Risposta rapida

Il settore portuale e marittimo italiano — che comprende i 58 porti di interesse nazionale gestiti dalle Autorita di Sistema Portuale, i porti regionali e il naviglio mercantile e da pesca — impiega una forza lavoro stimata in circa 300.000 addetti tra operatori portuali, scaricatori, gruisti, macchinisti di nave, piloti, ormeggiatori e personale tecnico-amministrativo. Secondo i dati INAIL, il settore presenta uno dei piu elevati indici di gravita degli infortuni tra i comparti produttivi italiani: la combinazione di rischi meccanici (sollevamento container, movimenti di banchina), rischi di caduta da altezza (bordo nave, scalette, pontili), rischi chimici (merci pericolose, combustibili, gas di sentina) e rischi organizzativi (turni notturni, interferenze tra piu imprese) determina un profilo di sinistrosita particolarmente critico. Il D.Lgs. 272/1999, la L. 84/1994 sul riordino della legislazione in materia portuale e il D.Lgs. 81/08 costituiscono il quadro normativo di riferimento, integrato a livello internazionale dall'ISPS Code e dal Codice IMDG per le merci pericolose.

Nota metodologica

I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL e dalla banca dati INAIL Open Data. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Il settore portuale e marittimo italiano: dimensioni e figure professionali

I porti italiani movimentano ogni anno centinaia di milioni di tonnellate di merci e decine di milioni di passeggeri, posizionando l'Italia tra i principali hub logistici del Mediterraneo. Le figure professionali coinvolte nelle operazioni portuali sono molteplici e con profili di rischio molto differenziati: dagli operatori di gru portainer e reach stacker agli scaricatori di rinfuse, dai piloti portuali agli ormeggiatori, dai macchinisti di nave ai tecnici di manutenzione degli impianti di banchina.

La L. 84/1994 ha riformato il sistema del lavoro portuale introducendo le imprese portuali autorizzate (art. 16 e 17) e le Autorita Portuali, oggi confluite nelle Autorita di Sistema Portuale (AdSP). Questa frammentazione tra soggetti datoriali diversi — terminalisti, imprese di handling, spedizionieri, manutentori — crea ambienti di lavoro con interferenze multiple che richiedono un coordinamento stringente ai sensi del D.Lgs. 272/1999 e del D.Lgs. 81/08.

Figura professionaleArea operativaProfilo di rischio prevalente
Gruista portainer / RTGTerminal containerCaduta dall'alto, schiacciamento, investimento
Scaricatore / docksworkerBanchina e stiva naveMMC, caduta da bordo, contatto merci pericolose
Macchinista di naveSala macchine / copertaUstioni, rumore elevato, gas combustibili, spazi confinati
Operatore reach stacker / forkliftPiazzale containerInvestimento pedoni, ribaltamento, carichi instabili
Ormeggiatore / pilota portualeDarsena e bordo naveCaduta in mare, schiacciamento cavi, movimenti bruschi

Valori indicativi basati su ordini di grandezza INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati.

Dati INAIL: infortuni nel lavoro portuale e marittimo 2024

Secondo le elaborazioni su dati INAIL (Rapporto Annuale 2025 e Open Data), il settore portuale e marittimo presenta un indice di gravita degli infortuni significativamente superiore alla media del manifatturiero. Le tipologie di evento infortunistico piu frequenti identificano aree di criticita specifiche:

Tipologia eventoFigure esposteNorma di riferimentoPriorita di intervento
Caduta da altezzaOrmeggiatori, lashing gang, gruistiD.Lgs. 272/1999 art. 14; D.Lgs. 81/08 Titolo IVParapetti, DPI anticaduta certificati, formazione
Schiacciamento containerOperatori banchina, autisti reach stackerD.Lgs. 81/08 art. 163-168Zone di esclusione, LOTO, segnalatori acustici
Contatto merci pericoloseScaricatori, addetti stivaggioCodice IMDG; D.Lgs. 81/08 Titolo IXFormazione ADR/IMDG, DPI chimici, SDS disponibile
Asfissia in spazi confinatiMacchinisti, manutentori, ispettori stivaD.P.R. 177/2011Bonifica preventiva, rivelatori gas, addetti recupero
Investimento da veicoliTutti i lavoratori di banchinaD.Lgs. 81/08 Allegato IV punto 1Separazione percorsi, segnaletica, velocita limitata

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL Rapporto Annuale e banca dati Open Data.

Quadro normativo: D.Lgs. 272/1999, L. 84/1994 e ISPS Code

Il lavoro portuale e marittimo e soggetto a un quadro normativo stratificato che combina la legislazione nazionale di sicurezza sul lavoro con le norme speciali di settore e il diritto internazionale marittimo.

D.Lgs. 272/1999 — Lavoro Portuale

Il D.Lgs. 272/1999 (attuazione Direttive 89/654/CEE, 89/656/CEE e 92/29/CEE per il settore della navigazione marittima e portuale) contiene le prescrizioni minime di sicurezza specifiche per le operazioni di carico, scarico, rizzaggio e dérizzaggio a bordo di navi e in banchina. Prevede obblighi dettagliati per: accesso sicuro alle navi (scalette e passerelle), sistemi di protezione contro le cadute in mare, segnaletica e illuminazione delle aree di lavoro notturne, coordinamento tra datori di lavoro in caso di lavori simultanei a bordo e in banchina.

L. 84/1994 — Ordinamento Portuale

La L. 84/1994 ha riformato il sistema portuale italiano introducendo le Autorita Portuali (oggi AdSP) e liberalizzando le operazioni portuali attraverso l'istituzione di imprese autorizzate ex art. 16 (operazioni portuali) e art. 17 (servizi portuali). Le imprese autorizzate sono soggette al rispetto delle norme di sicurezza del lavoro e devono dimostrare capacita tecnica e finanziaria all'atto del rilascio dell'autorizzazione. L'AdSP svolge anche funzioni di vigilanza sul rispetto delle norme di sicurezza all'interno delle aree portuali demaniali.

ISPS Code — Security e Safety

L'ISPS Code (International Ship and Port Facility Security Code), emanato dall'IMO nel 2002 e in vigore dal luglio 2004, e recepito in Italia dal D.Lgs. 203/2007. Distingue tre livelli di allerta security (MARSEC 1, 2, 3) e impone la redazione di un Piano di Sicurezza dello Scalo Portuale (PFSP) da parte di ogni terminal o porto. Il PFSO (Port Facility Security Officer) e la figura chiave per il coordinamento tra le misure di security (accesso non autorizzato, minacce terroristiche) e le misure di safety (prevenzione degli infortuni), che devono essere integrate nella pianificazione portuale.

Codice IMDG e Merci Pericolose

Il Codice IMDG (International Maritime Dangerous Goods Code) dell'IMO classifica le merci pericolose in 9 classi (da esplosivi a sostanze pericolose per l'ambiente) e stabilisce i requisiti di imballaggio, etichettatura, stivaggio e segregazione a bordo e durante le operazioni portuali. In Italia e recepito con specifici decreti ministeriali del MIT. I porti che trattano merci pericolose devono adottare procedure di emergenza (Emergency Response Plan) e garantire la formazione specifica di tutti gli addetti alla movimentazione, in linea con il D.Lgs. 81/08, Titolo IX.

D.P.R. 177/2011 — Spazi Confinati nelle Navi

Il D.P.R. 177/2011 disciplina le qualifiche e i requisiti minimi per chi lavora in spazi confinati o sospetti di inquinamento. Nelle navi, stive, doppi fondi, cofferdam e serbatoi rientrano a pieno titolo nella definizione di spazio confinato. Il decreto impone: la presenza di almeno un addetto al recupero esterno allo spazio, la misura continua dell'atmosfera con strumentazione multi-gas, la bonifica preventiva, e la formazione specifica documentata di tutti gli addetti. L'inosservanza e sanzionata penalmente e costituisce uno dei rilievi piu frequenti nelle ispezioni del MIT e dell'INL nei porti italiani.

Cause principali degli infortuni nel settore portuale

L'analisi degli infortuni nel settore portuale evidenzia una serie di fattori ricorrenti, spesso combinati tra loro, che alimentano la sinistrosita del comparto:

Misure di prevenzione e strumenti INAIL per il settore portuale

Le imprese portuali possono accedere agli strumenti INAIL di incentivazione alla prevenzione disponibili per tutti i settori produttivi, con alcune specificita legate alla dimensione e alla natura delle lavorazioni:

OT23 — Oscillazione per Prevenzione

Le imprese portuali possono richiedere la riduzione del tasso premio INAIL attraverso il modello OT23, documentando interventi migliorativi adottati nell'anno precedente: acquisto di DPI di terza categoria, installazione di sistemi di rilevazione gas, adozione di procedure per spazi confinati, formazione specifica certificata. Il punteggio minimo per accedere alla riduzione e 100 punti; la domanda deve essere presentata entro il 28 febbraio di ogni anno sul portale INAIL.

Contributo ISI INAIL

Il bando ISI INAIL finanzia a fondo perduto (fino al 65% delle spese ammissibili) gli investimenti in sicurezza delle imprese. Le imprese portuali possono presentare progetti per: sistemi di rilevazione atmosferica multi-gas, DPI di terza categoria (imbragature, autorespiratori), sistemi di separazione percorsi pedonali/veicolare, formazione specialistica documentata. Le finestre di accesso sono pubblicate annualmente da INAIL.

Progetti di Ricerca INAIL-Porti

L'INAIL svolge attivita di ricerca applicata sulla sicurezza portuale attraverso il Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti (DIT). I risultati includono linee guida specifiche per la movimentazione dei container, procedure per il lavoro in spazi confinati a bordo nave e modelli di valutazione del rischio per le operazioni di rizzaggio. I documenti sono accessibili gratuitamente sul sito INAIL.

Documentazione obbligatoria per le imprese portuali

Le imprese portuali devono tenere aggiornati: DVR specifico per le operazioni di banchina e bordo nave, DUVRI per le interferenze con altre imprese, Piano di Emergenza Interno (inclusa risposta a sversamenti di merci pericolose), registro degli addetti a spazi confinati e relativa formazione, attestazioni di abilitazione per le attrezzature di sollevamento. La documentazione deve essere disponibile durante le operazioni per le verifiche ispettive di INL, ASL e Capitaneria di Porto.

Come strutturare la sicurezza in un'impresa portuale

La costruzione di un sistema di gestione della sicurezza efficace in ambito portuale segue una sequenza logica che parte dalla valutazione dei rischi specifici e arriva alla verifica dei risultati:

Approfondisci

Domande frequenti sulla sicurezza nel lavoro portuale e marittimoFAQ

Chi è responsabile della sicurezza in porto quando operano più imprese contemporaneamente?
In ambito portuale, la coesistenza di più soggetti datoriali (terminalisti, imprese portuali autorizzate ex L. 84/1994, imprese di riparazione navale, spedizionieri) impone il coordinamento ai sensi del D.Lgs. 272/1999 e del D.Lgs. 81/08, art. 26. L'Autorità di Sistema Portuale (AdSP) svolge un ruolo di coordinamento generale, mentre ogni datore di lavoro è responsabile delle proprie lavorazioni. Nei cantieri portuali con interferenze tra imprese diverse è obbligatoria la predisposizione del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali) o, se ricorrono i presupposti, la nomina del Coordinatore per la sicurezza. Il D.Lgs. 272/1999, art. 5, prevede specifici obblighi di cooperazione e coordinamento tra i datori di lavoro operanti nella stessa area portuale.
Il D.Lgs. 272/1999 si applica anche alle operazioni a bordo delle navi?
Il D.Lgs. 272/1999 (attuazione della Direttiva 92/29/CEE e 93/103/CE) disciplina le prescrizioni minime di sicurezza e salute per il lavoro a bordo delle navi da pesca e, in combinato con il D.Lgs. 81/08, si applica alle operazioni portuali condotte a bordo di navi mercantili ormeggiate. Le operazioni di carico, scarico e stivaggio a bordo rientrano nel campo di applicazione della normativa portuale specifica e del Testo Unico Sicurezza; il comandante della nave rimane responsabile della sicurezza del personale di bordo, mentre il datore di lavoro dell'impresa portuale risponde per i propri lavoratori. Le interferenze tra lavoratori di bordo e lavoratori portuali richiedono procedure di coordinamento preventivo e, ove necessario, permessi di lavoro (Permit to Work).
Come vengono gestite le merci pericolose nei porti italiani?
La gestione delle merci pericolose nei porti italiani è regolata dal Codice IMDG (International Maritime Dangerous Goods Code), recepito in Italia con D.M. Trasporti, e dal D.Lgs. 272/1999. Le merci pericolose classificate ADR (accordo europeo trasporto stradale) o IMDG devono essere accompagnate da scheda di sicurezza (SDS), adeguatamente etichettate e stivate secondo le compatibilità di classe. I lavoratori portuali che maneggiano carichi pericolosi (classi IMDG: esplosivi, gas compressi, sostanze infiammabili, corrosivi, tossici) devono ricevere formazione specifica ai sensi del D.Lgs. 81/08, Titolo IX (agenti chimici). Il DVR deve includere la valutazione del rischio chimico per le specifiche classi di merce trattate nell'area di competenza.
Quali sono i rischi principali nella movimentazione dei container in banchina?
La movimentazione dei container in banchina concentra alcuni tra i rischi infortunistici più gravi del settore portuale: schiacciamento da parte di container in caduta o da spreader di gru portainer, investimento da veicoli di banchina (reach stacker, trattori portuali, AGV), caduta dall'alto durante le operazioni di twistlock e di controllo container, esposizione a gas pericolosi (CO, fumi diesel in aree confinate, eventuale contaminazione da container con residui di gas inerti). Il gruista di gru portainer e il lashing gang (lavoratori addetti all'ancoraggio dei container) sono le figure con la maggiore esposizione a questi rischi. La procedura di blocco e segnalazione (Lock Out Tag Out) e l'uso di DPI specifici (casco, gilet ad alta visibilità, scarpe antiperforazione) sono requisiti minimi obbligatori.
Cos'è l'ISPS Code e quali effetti ha sulla sicurezza dei lavoratori portuali?
L'ISPS Code (International Ship and Port Facility Security Code), adottato dall'IMO nel 2002 e in vigore dal 2004, è il codice internazionale per la sicurezza delle navi e delle installazioni portuali. In Italia è recepito dal D.Lgs. 203/2007 e attuato dall'Autorità di Sistema Portuale con il Piano di Sicurezza dello Scalo Portuale (PFSP). L'ISPS Code distingue la sicurezza fisica dell'area portuale (security) dalla prevenzione degli infortuni (safety): le due dimensioni si integrano nella pianificazione portuale. Per i lavoratori, il codice comporta l'obbligo di identificazione, controllo degli accessi alle zone ad accesso limitato (ZAL), formazione sulla sicurezza portuale e procedure di risposta agli incidenti. Il Responsabile della Sicurezza dello Scalo Portuale (PFSO) coordina le misure di security con quelle di safety.

Fonti normative

  • INAIL — Rapporto Annuale 2025
  • INAIL Open Data — open.inail.it
  • INAIL — Banca Dati Statistica, infortuni per settore ATECO
  • D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 272 — Sicurezza lavoro portuale e marittimo
  • L. 28 gennaio 1994, n. 84 — Riordino della legislazione in materia portuale
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro)
  • D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Spazi confinati o sospetti di inquinamento
  • ISPS Code — IMO International Ship and Port Facility Security Code (2002)
  • D.Lgs. 28 giugno 2007, n. 203 — Recepimento ISPS Code in Italia
  • IMO — International Maritime Dangerous Goods (IMDG) Code, edizione aggiornata
  • Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — abilitazione attrezzature di lavoro
  • INAIL — Linee guida sicurezza nelle operazioni portuali (DIT)

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Supportiamo le imprese portuali nella redazione del DVR specifico per le operazioni di banchina e bordo nave, nella gestione delle interferenze con DUVRI e nell'accesso agli incentivi INAIL ISI e OT23.