Il settore portuale e marittimo italiano — che comprende i 58 porti di interesse nazionale gestiti dalle Autorita di Sistema Portuale, i porti regionali e il naviglio mercantile e da pesca — impiega una forza lavoro stimata in circa 300.000 addetti tra operatori portuali, scaricatori, gruisti, macchinisti di nave, piloti, ormeggiatori e personale tecnico-amministrativo. Secondo i dati INAIL, il settore presenta uno dei piu elevati indici di gravita degli infortuni tra i comparti produttivi italiani: la combinazione di rischi meccanici (sollevamento container, movimenti di banchina), rischi di caduta da altezza (bordo nave, scalette, pontili), rischi chimici (merci pericolose, combustibili, gas di sentina) e rischi organizzativi (turni notturni, interferenze tra piu imprese) determina un profilo di sinistrosita particolarmente critico. Il D.Lgs. 272/1999, la L. 84/1994 sul riordino della legislazione in materia portuale e il D.Lgs. 81/08 costituiscono il quadro normativo di riferimento, integrato a livello internazionale dall'ISPS Code e dal Codice IMDG per le merci pericolose.
Nota metodologica
I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL e dalla banca dati INAIL Open Data. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
Il settore portuale e marittimo italiano: dimensioni e figure professionali
I porti italiani movimentano ogni anno centinaia di milioni di tonnellate di merci e decine di milioni di passeggeri, posizionando l'Italia tra i principali hub logistici del Mediterraneo. Le figure professionali coinvolte nelle operazioni portuali sono molteplici e con profili di rischio molto differenziati: dagli operatori di gru portainer e reach stacker agli scaricatori di rinfuse, dai piloti portuali agli ormeggiatori, dai macchinisti di nave ai tecnici di manutenzione degli impianti di banchina.
La L. 84/1994 ha riformato il sistema del lavoro portuale introducendo le imprese portuali autorizzate (art. 16 e 17) e le Autorita Portuali, oggi confluite nelle Autorita di Sistema Portuale (AdSP). Questa frammentazione tra soggetti datoriali diversi — terminalisti, imprese di handling, spedizionieri, manutentori — crea ambienti di lavoro con interferenze multiple che richiedono un coordinamento stringente ai sensi del D.Lgs. 272/1999 e del D.Lgs. 81/08.
| Figura professionale | Area operativa | Profilo di rischio prevalente |
|---|---|---|
| Gruista portainer / RTG | Terminal container | Caduta dall'alto, schiacciamento, investimento |
| Scaricatore / docksworker | Banchina e stiva nave | MMC, caduta da bordo, contatto merci pericolose |
| Macchinista di nave | Sala macchine / coperta | Ustioni, rumore elevato, gas combustibili, spazi confinati |
| Operatore reach stacker / forklift | Piazzale container | Investimento pedoni, ribaltamento, carichi instabili |
| Ormeggiatore / pilota portuale | Darsena e bordo nave | Caduta in mare, schiacciamento cavi, movimenti bruschi |
Valori indicativi basati su ordini di grandezza INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati.
Dati INAIL: infortuni nel lavoro portuale e marittimo 2024
Secondo le elaborazioni su dati INAIL (Rapporto Annuale 2025 e Open Data), il settore portuale e marittimo presenta un indice di gravita degli infortuni significativamente superiore alla media del manifatturiero. Le tipologie di evento infortunistico piu frequenti identificano aree di criticita specifiche:
- Cadute da altezza (bordo nave, scalette, pontili)Le cadute da altezza rappresentano la prima causa di infortuni gravi e mortali nel settore portuale. Le aree critiche includono: scalette di bordo (brows e gangways), bordo coperta durante le operazioni di ormeggio, piattaforme di gru portainer, passerelle di accesso alle stive. Il D.Lgs. 272/1999, art. 14, prescrive specifiche misure di protezione collettiva (parapetti, reti di sicurezza) e il D.Lgs. 81/08, Titolo IV, Capo II disciplina i lavori in quota con rischio di caduta superiore a 2 metri.
- Schiacciamento da container e carichi sospesiLo schiacciamento da parte di container in movimento (gru portainer, reach stacker, AGV — Automated Guided Vehicle) e tra le cause piu frequenti di infortuni gravi in banchina. Il mancato rispetto delle zone di esclusione durante le operazioni di sollevamento, l'assenza di segnalatori acustici e visivi adeguati e il transito di pedoni nelle aree di movimentazione meccanizzata sono i fattori di rischio principali. La procedura LOTO (Lock Out Tag Out) e obbligatoria durante la manutenzione dei mezzi di movimentazione.
- Contatto con merci pericolose (classi IMDG/ADR)La manipolazione di merci pericolose (classi IMDG: esplosivi, gas compressi, liquidi infiammabili, sostanze corrosive e tossiche) espone gli operatori portuali a rischi chimici acuti in caso di perdita di contenimento. Gli incidenti piu frequenti riguardano: fuoriuscita di gas da container refrigerati o cisterne, rottura di imballaggi IBC, contatto cutaneo con sostanze corrosive durante le operazioni di stivaggio. Il D.Lgs. 81/08, Titolo IX, impone la valutazione del rischio chimico e la formazione specifica.
- Rischi in spazi confinati (stive, doppi fondi, serbatoi)Le operazioni in stive, doppi fondi, cofferdam e serbatoi di nave configurano lavori in spazi confinati ai sensi del D.P.R. 177/2011. I rischi principali includono: atmosfere deficienti di ossigeno (O2 < 19,5%) per decomposizione organica di rinfuse o azione di gas inerti usati per fumigazione, presenza di gas combustibili (metano, H2S), temperature estreme. Il D.P.R. 177/2011 impone procedure specifiche di accesso: bonifica preventiva, misura continua dell'atmosfera, presenza di addetti al recupero.
- Investimento da veicoli di banchinaIl traffico misto tra mezzi di movimentazione pesanti (reach stacker, trattori portuali, AGV, autoveicoli per il ritiro merci) e lavoratori a piedi nelle aree di banchina e piazzale e una delle principali cause di infortuni nel terminal container. La separazione fisica dei percorsi pedonali dai corridoi di transito dei mezzi, la segnaletica orizzontale e verticale adeguata e la formazione degli operatori sono misure essenziali di prevenzione.
| Tipologia evento | Figure esposte | Norma di riferimento | Priorita di intervento |
|---|---|---|---|
| Caduta da altezza | Ormeggiatori, lashing gang, gruisti | D.Lgs. 272/1999 art. 14; D.Lgs. 81/08 Titolo IV | Parapetti, DPI anticaduta certificati, formazione |
| Schiacciamento container | Operatori banchina, autisti reach stacker | D.Lgs. 81/08 art. 163-168 | Zone di esclusione, LOTO, segnalatori acustici |
| Contatto merci pericolose | Scaricatori, addetti stivaggio | Codice IMDG; D.Lgs. 81/08 Titolo IX | Formazione ADR/IMDG, DPI chimici, SDS disponibile |
| Asfissia in spazi confinati | Macchinisti, manutentori, ispettori stiva | D.P.R. 177/2011 | Bonifica preventiva, rivelatori gas, addetti recupero |
| Investimento da veicoli | Tutti i lavoratori di banchina | D.Lgs. 81/08 Allegato IV punto 1 | Separazione percorsi, segnaletica, velocita limitata |
Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL Rapporto Annuale e banca dati Open Data.
Quadro normativo: D.Lgs. 272/1999, L. 84/1994 e ISPS Code
Il lavoro portuale e marittimo e soggetto a un quadro normativo stratificato che combina la legislazione nazionale di sicurezza sul lavoro con le norme speciali di settore e il diritto internazionale marittimo.
D.Lgs. 272/1999 — Lavoro Portuale
Il D.Lgs. 272/1999 (attuazione Direttive 89/654/CEE, 89/656/CEE e 92/29/CEE per il settore della navigazione marittima e portuale) contiene le prescrizioni minime di sicurezza specifiche per le operazioni di carico, scarico, rizzaggio e dérizzaggio a bordo di navi e in banchina. Prevede obblighi dettagliati per: accesso sicuro alle navi (scalette e passerelle), sistemi di protezione contro le cadute in mare, segnaletica e illuminazione delle aree di lavoro notturne, coordinamento tra datori di lavoro in caso di lavori simultanei a bordo e in banchina.
L. 84/1994 — Ordinamento Portuale
La L. 84/1994 ha riformato il sistema portuale italiano introducendo le Autorita Portuali (oggi AdSP) e liberalizzando le operazioni portuali attraverso l'istituzione di imprese autorizzate ex art. 16 (operazioni portuali) e art. 17 (servizi portuali). Le imprese autorizzate sono soggette al rispetto delle norme di sicurezza del lavoro e devono dimostrare capacita tecnica e finanziaria all'atto del rilascio dell'autorizzazione. L'AdSP svolge anche funzioni di vigilanza sul rispetto delle norme di sicurezza all'interno delle aree portuali demaniali.
ISPS Code — Security e Safety
L'ISPS Code (International Ship and Port Facility Security Code), emanato dall'IMO nel 2002 e in vigore dal luglio 2004, e recepito in Italia dal D.Lgs. 203/2007. Distingue tre livelli di allerta security (MARSEC 1, 2, 3) e impone la redazione di un Piano di Sicurezza dello Scalo Portuale (PFSP) da parte di ogni terminal o porto. Il PFSO (Port Facility Security Officer) e la figura chiave per il coordinamento tra le misure di security (accesso non autorizzato, minacce terroristiche) e le misure di safety (prevenzione degli infortuni), che devono essere integrate nella pianificazione portuale.
Codice IMDG e Merci Pericolose
Il Codice IMDG (International Maritime Dangerous Goods Code) dell'IMO classifica le merci pericolose in 9 classi (da esplosivi a sostanze pericolose per l'ambiente) e stabilisce i requisiti di imballaggio, etichettatura, stivaggio e segregazione a bordo e durante le operazioni portuali. In Italia e recepito con specifici decreti ministeriali del MIT. I porti che trattano merci pericolose devono adottare procedure di emergenza (Emergency Response Plan) e garantire la formazione specifica di tutti gli addetti alla movimentazione, in linea con il D.Lgs. 81/08, Titolo IX.
D.P.R. 177/2011 — Spazi Confinati nelle Navi
Il D.P.R. 177/2011 disciplina le qualifiche e i requisiti minimi per chi lavora in spazi confinati o sospetti di inquinamento. Nelle navi, stive, doppi fondi, cofferdam e serbatoi rientrano a pieno titolo nella definizione di spazio confinato. Il decreto impone: la presenza di almeno un addetto al recupero esterno allo spazio, la misura continua dell'atmosfera con strumentazione multi-gas, la bonifica preventiva, e la formazione specifica documentata di tutti gli addetti. L'inosservanza e sanzionata penalmente e costituisce uno dei rilievi piu frequenti nelle ispezioni del MIT e dell'INL nei porti italiani.
Cause principali degli infortuni nel settore portuale
L'analisi degli infortuni nel settore portuale evidenzia una serie di fattori ricorrenti, spesso combinati tra loro, che alimentano la sinistrosita del comparto:
- Interferenze tra piu datori di lavoro nella stessa areaLa coesistenza in banchina di lavoratori appartenenti a imprese diverse (terminalista, impresa di handling, impresa di riparazione, spedizioniere, autotrasportatore) crea rischi di interferenza che devono essere gestiti con DUVRI o, ove applicabile, piano di sicurezza e coordinamento. L'assenza o l'inadeguatezza del coordinamento e uno dei rilievi piu frequenti nelle ispezioni INL nei porti.
- Turni notturni e lavoro in condizioni di scarsa visibilitaI porti operano 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Il lavoro notturno riduce la vigilanza, aumenta i tempi di reazione e diminuisce la percezione dei rischi. Le operazioni di banchina in ore notturne richiedono illuminazione artificiale adeguata (D.Lgs. 272/1999 art. 11), abbigliamento ad alta visibilita (EN ISO 20471) e procedure rafforzate di comunicazione tra operatori e gruisti.
- Formazione insufficiente su rischi specifici del settoreLa formazione generica ex D.Lgs. 81/08 (formazione generale + formazione specifica per rischio medio o alto) non e sufficiente per i lavoratori portuali: servono moduli specifici su movimentazione container, accesso sicuro a bordo nave, classi di merci pericolose IMDG, procedure in spazi confinati e risposta alle emergenze chimiche. L'Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 si applica anche alle attrezzature tipiche del porto (gru a torre, carrelli elevatori di grande portata, piattaforme aeree).
- Mancato utilizzo dei DPI in ambiente operativo difficileL'ambiente portuale — con condizioni climatiche variabili, superfici scivolose, spazio ridotto e fretta operativa — riduce l'effettivo utilizzo dei DPI (imbragature anticaduta, guanti chimici, occhiali, maschere filtranti). Il datore di lavoro e responsabile non solo della fornitura ma anche della vigilanza sull'effettivo utilizzo dei DPI da parte dei propri lavoratori (D.Lgs. 81/08, art. 77-78).
- Variabilita dei carichi e imprevedibilita delle naviLa variabilita dei carichi (tipologia merci, peso, dimensioni, classi di pericolo) e lo stato di conservazione delle navi (scalette danneggiate, coperture stiva non standard, sistemi di illuminazione interna insufficienti) introducono fattori di rischio difficilmente standardizzabili. La valutazione pre-operativa della nave — con ispezione del bordeggio, verifica delle scalette di accesso e controllo della documentazione delle merci pericolose — e una misura preventiva fondamentale.
Misure di prevenzione e strumenti INAIL per il settore portuale
Le imprese portuali possono accedere agli strumenti INAIL di incentivazione alla prevenzione disponibili per tutti i settori produttivi, con alcune specificita legate alla dimensione e alla natura delle lavorazioni:
OT23 — Oscillazione per Prevenzione
Le imprese portuali possono richiedere la riduzione del tasso premio INAIL attraverso il modello OT23, documentando interventi migliorativi adottati nell'anno precedente: acquisto di DPI di terza categoria, installazione di sistemi di rilevazione gas, adozione di procedure per spazi confinati, formazione specifica certificata. Il punteggio minimo per accedere alla riduzione e 100 punti; la domanda deve essere presentata entro il 28 febbraio di ogni anno sul portale INAIL.
Contributo ISI INAIL
Il bando ISI INAIL finanzia a fondo perduto (fino al 65% delle spese ammissibili) gli investimenti in sicurezza delle imprese. Le imprese portuali possono presentare progetti per: sistemi di rilevazione atmosferica multi-gas, DPI di terza categoria (imbragature, autorespiratori), sistemi di separazione percorsi pedonali/veicolare, formazione specialistica documentata. Le finestre di accesso sono pubblicate annualmente da INAIL.
Progetti di Ricerca INAIL-Porti
L'INAIL svolge attivita di ricerca applicata sulla sicurezza portuale attraverso il Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti (DIT). I risultati includono linee guida specifiche per la movimentazione dei container, procedure per il lavoro in spazi confinati a bordo nave e modelli di valutazione del rischio per le operazioni di rizzaggio. I documenti sono accessibili gratuitamente sul sito INAIL.
Documentazione obbligatoria per le imprese portuali
Le imprese portuali devono tenere aggiornati: DVR specifico per le operazioni di banchina e bordo nave, DUVRI per le interferenze con altre imprese, Piano di Emergenza Interno (inclusa risposta a sversamenti di merci pericolose), registro degli addetti a spazi confinati e relativa formazione, attestazioni di abilitazione per le attrezzature di sollevamento. La documentazione deve essere disponibile durante le operazioni per le verifiche ispettive di INL, ASL e Capitaneria di Porto.
Come strutturare la sicurezza in un'impresa portuale
La costruzione di un sistema di gestione della sicurezza efficace in ambito portuale segue una sequenza logica che parte dalla valutazione dei rischi specifici e arriva alla verifica dei risultati:
- DVR specifico per operazioni portualiIl Documento di Valutazione dei Rischi deve essere redatto tenendo conto delle specifiche lavorazioni del terminal o dell'impresa portuale: tipologia di merci movimentate (incluse classi IMDG), attrezzature utilizzate (gru, reach stacker, forklift, AGV), aree di lavoro (banchina aperta, stiva, spazi confinati), turni e lavoro notturno, interferenze con altre imprese. Un DVR generico non copre i rischi specifici del lavoro portuale e non ha valore ai fini della prevenzione e della conformita normativa.
- Formazione specifica per mansione e per rischioOltre alla formazione obbligatoria ex D.Lgs. 81/08 (generale + specifica per rischio alto), i lavoratori portuali necessitano di formazione su: accesso e lavoro a bordo nave, procedure per spazi confinati (D.P.R. 177/2011), classi di merci pericolose IMDG, uso corretto di DPI anticaduta (imbragature EN 361), guida sicura dei mezzi di movimentazione. La formazione deve essere documentata e registrata per ogni lavoratore, anche ai fini dell'accesso agli incentivi INAIL.
- Procedure operative sicure (SOP) per le operazioni criticheLe procedure operative sicure (Standard Operating Procedures) documentano passo per passo come eseguire le operazioni ad alto rischio: accesso a stive e spazi confinati, movimentazione di carichi pericolosi, operazioni in quota, manutenzione degli impianti di sollevamento. Le SOP riducono la dipendenza dalla discrezionalita del singolo operatore e costituiscono un riferimento in sede ispettiva e giudiziaria.
- Coordinamento con le altre imprese e con l'AdSPIl coordinamento tra le imprese che operano contemporaneamente nella stessa area portuale deve essere formalizzato con DUVRI aggiornato e riunioni periodiche di coordinamento della sicurezza. L'interfaccia con l'Autorita di Sistema Portuale, la Capitaneria di Porto e il PFSO per le questioni di security integrata e fondamentale per la gestione delle emergenze e per la conformita complessiva del sistema portuale.
Approfondisci
- Lavoro in spazi confinati
Obblighi del D.P.R. 177/2011, procedure di bonifica, formazione e DPI per spazi confinati.
- Movimentazione manuale dei carichi
Valutazione del rischio MMC, metodi NIOSH e OCRA, misure di prevenzione per i lavoratori portuali.
- Agenti chimici pericolosi
Classificazione CLP/GHS, schede di sicurezza, VLE e DPI per la gestione di merci pericolose.
- Osservatorio Sicurezza
Dati, analisi e tendenze sulla sicurezza sul lavoro in Italia per settore produttivo.
- FAQ Formazione Sicurezza
Risposte alle domande piu frequenti su corsi, aggiornamenti e accordi Stato-Regioni.
Domande frequenti sulla sicurezza nel lavoro portuale e marittimoFAQ
Chi è responsabile della sicurezza in porto quando operano più imprese contemporaneamente?
Il D.Lgs. 272/1999 si applica anche alle operazioni a bordo delle navi?
Come vengono gestite le merci pericolose nei porti italiani?
Quali sono i rischi principali nella movimentazione dei container in banchina?
Cos'è l'ISPS Code e quali effetti ha sulla sicurezza dei lavoratori portuali?
Fonti normative
- INAIL — Rapporto Annuale 2025
- INAIL Open Data — open.inail.it
- INAIL — Banca Dati Statistica, infortuni per settore ATECO
- D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 272 — Sicurezza lavoro portuale e marittimo
- L. 28 gennaio 1994, n. 84 — Riordino della legislazione in materia portuale
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro)
- D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Spazi confinati o sospetti di inquinamento
- ISPS Code — IMO International Ship and Port Facility Security Code (2002)
- D.Lgs. 28 giugno 2007, n. 203 — Recepimento ISPS Code in Italia
- IMO — International Maritime Dangerous Goods (IMDG) Code, edizione aggiornata
- Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — abilitazione attrezzature di lavoro
- INAIL — Linee guida sicurezza nelle operazioni portuali (DIT)
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Supportiamo le imprese portuali nella redazione del DVR specifico per le operazioni di banchina e bordo nave, nella gestione delle interferenze con DUVRI e nell'accesso agli incentivi INAIL ISI e OT23.