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Osservatorio · Informatica, TLC e digitale

Sicurezza sul lavoro nel settore informatico, TLC e digitale

Rischi ergonomici VDT, stress lavoro-correlato, smart working, data center e lavori in quota per tecnici TLC: analisi basata su quadro normativo D.Lgs. 81/08 e dati INAIL indicativi con tendenze 2025-2026.

Titolo VIID.Lgs. 81/08 — VDT (Capo V)L. 81/2017Lavoro agile e smart workingArt. 28D.Lgs. 81/08 — stress lavoro-correlatoINAILFonte open data settore J
Risposta rapida

Il settore informatico, TLC e digitale (codici ATECO 62.01 produzione software, 62.02 consulenza ICT, 61.10 telecomunicazioni via cavo, 63.11 elaborazione dati) presenta un profilo di rischio spesso sottovalutato. I dati INAIL indicano un'incidenza di infortuni traumatici inferiore alla media manifatturiera, ma una crescita delle malattie professionali ergonomiche e dei disturbi psicosociali. La prevenzione efficace richiede una valutazione integrata che copra VDT, stress lavoro-correlato, smart working, rischi specifici dei data center e — per i tecnici di campo — lavori in quota e campi elettromagnetici.

Profilo di rischio del settore ICT e telecomunicazioni

Il settore J (informazione e comunicazione) della classificazione ATECO comprende realtà molto eterogenee: dalle software house con prevalenza di lavoro d'ufficio ai team di sistemisti che operano in data center, dai tecnici di campo che installano e manutengono reti ai call center con lavoratori esposti a rischi ergonomici e psicosociali simultanei. Questa eterogeneità rende necessaria una valutazione dei rischi specifica per mansione, non limitata al profilo "impiegato tipico".

Rischi ergonomici da videoterminale (VDT)

Il Titolo VII, Capo V del D.Lgs. 81/08 (artt. 172–179) regolamenta l'utilizzo dei videoterminali definendo obblighi precisi per i lavoratori che usano VDT per almeno 20 ore settimanali, deducendo le pause previste. Gli obblighi principali includono: valutazione del rischio della postazione (art. 174), con analisi di postura, illuminazione, riflessi sullo schermo, disposizione di tastiera e mouse; pause obbligatorie di 15 minuti ogni 2 ore di utilizzo continuativo (art. 175); sorveglianza sanitaria con visita oculistica periodica (ogni 5 anni, ogni 2 anni per over 50, art. 176); informazione e formazione sul corretto uso del VDT (art. 177). Le postazioni inadeguate determinano disturbi muscolo-scheletrici agli arti superiori (sindrome del tunnel carpale, epicondiliti, tendiniti), cervicalgie croniche e disturbi visivi da astenopia accomodativa: patologie in costante crescita nelle denunce INAIL del comparto.

Rischi psicosociali: stress lavoro-correlato e tecnostress

L'art. 28 c. 1 del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione di tutti i rischi, compreso quello da stress lavoro-correlato, secondo le indicazioni dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004 e della Circolare del Ministero del Lavoro del 18 novembre 2010. Nel settore ICT, i fattori di rischio psicosociale sono particolarmente rilevanti: carichi di lavoro non prevedibili con picchi legati a release di prodotto e incident notturni, pressione costante di aggiornamento tecnologico (tecnostress), difficoltà di disconnessione digitale e rischio di burnout da iperconnettività. I call center e i team di supporto tecnico presentano l'ulteriore fattore di rischio del lavoro emozionale con utenti in difficoltà. La valutazione deve essere documentata nel DVR con indicatori oggettivi (turnover, assenteismo, segnalazioni sanitarie) e, se necessario, con strumenti validati per la fase approfondita.

Smart working e lavoro agile: obblighi di sicurezza

La Legge 22 maggio 2017, n. 81 disciplina il lavoro agile stabilendo che il datore di lavoro è responsabile della sicurezza del lavoratore anche durante le prestazioni rese in modalità agile (art. 22). L'obbligo di consegna dell'informativa scritta sui rischi generali e specifici non esonera dalla valutazione della postazione remota: il DVR deve contenere una sezione dedicata alle postazioni di smart working con indicazione dei criteri ergonomici minimi per l'allestimento domestico (seduta regolabile, monitor a distanza idonea, illuminazione senza riflessi, supporto per laptop). L'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha segnalato tra le criticità più frequenti la mancata consegna dell'informativa e la totale assenza di valutazione della postazione remota nel DVR.

Nota metodologica

I riferimenti agli andamenti del settore riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni qualitative su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono statistiche ufficiali certificate. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Tipo di rischioMansioni / contesti prevalentiRiferimento normativo
Ergonomico VDTSviluppatori, sistemisti, call center, analistiTitolo VII Capo V D.Lgs. 81/08 (artt. 172–179)
Stress lavoro-correlato e burnoutICT in generale, call center, DevOps, PMArt. 28 D.Lgs. 81/08 — Accordo europeo 2004
Postazione smart workingTutti i lavoratori in modalità agileArt. 22 L. 81/2017 — Titolo VII D.Lgs. 81/08
Elettrico (data center)Sistemisti, manutentori data centerArt. 80 D.Lgs. 81/08 — norma CEI 11-27
Incendio e gas inerti (data center)Personale sale server, manutentoriTitolo I — D.M. 3 agosto 2015 antincendio
Caduta dall'alto (lavori in quota)Tecnici TLC su torri, tralicci, ripetitoriTitolo IV Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 107–130)
Campi elettromagnetici (CEM)Tecnici manutenzione reti, installatori antenneTitolo VIII Capo IV D.Lgs. 81/08

Tabella indicativa. Elaborazione su quadro normativo D.Lgs. 81/08 e dati INAIL aggregati per comparto (settore J ATECO).

Rischi specifici: data center e tecnici di campo TLC

Rischi nei data center e nelle sale server

L'espansione dell'infrastruttura cloud e dell'intelligenza artificiale sta determinando una crescita significativa dei data center in Italia, con apertura di nuovi siti a Milano, Roma e nel Nord-Est. Questo trend amplifica l'esposizione di un numero crescente di lavoratori ai rischi specifici di questi ambienti.

Il rischio elettricoè primario: la densità di potenza installata (UPS da centinaia di kVA, gruppi elettrogeni, quadri MT/BT) impone la valutazione ai sensi dell'art. 80 del D.Lgs. 81/08, il rispetto delle norme CEI EN 50110 per l'esercizio degli impianti elettrici e CEI 11-27 per i lavori elettrici sotto tensione, con designazione di Persona Esperta (PES) e Persona Avvertita (PAV).

Il rischio incendionei data center è classificato come incendio di classe C (apparati elettrici sotto tensione). I sistemi di spegnimento automatico a gas inerte (argon, azoto, Novec 1230 / FK-5-1-12) o a CO2 richiedono procedure di emergenza specifiche: segnalazione pre-scarica con tempo sufficiente per l'evacuazione, verifica dell'assenza di personale prima della scarica automatica, procedura di lock-out per inibire il sistema durante le attività di manutenzione. Il rischio di atmosfera asfissiante da scarica di CO2 o gas inerti in spazio confinato è reale e richiede procedure documentate.

Il microclimanei data center è caratterizzato da forti gradienti termici: le corsie fredde (cold aisle) possono essere a 18–20°C con correnti d'aria significative, mentre le corsie calde (hot aisle) raggiungono temperature superiori a 35–40°C. L'esposizione alternata a questi microclimi nella stessa sessione lavorativa richiede una valutazione del microclima ai sensi del Titolo VIII Capo III bis del D.Lgs. 81/08 e l'adozione di DPI termici appropriati (indumenti da lavoro adeguati, guanti per le operazioni in cold aisle).

Lavori in quota per tecnici TLC

I tecnici che installano, manutengono e collocano antenne su tralicci, torri autoportanti, tetti di edifici e ripetitori montani svolgono lavori in quota ai sensi dell'art. 107 del D.Lgs. 81/08 con rischio di caduta dall'alto che rappresenta la principale causa di infortuni mortali nel settore. Le misure obbligatorie prevedono: sistemi anticaduta individuali certificati EN 361 (imbragatura anticaduta) con cordino assorbitore EN 355 e punto di ancoraggio conforme EN 795; formazione specifica per l'utilizzo di DPI anticaduta ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012; piano di emergenza per il recupero del lavoratore sospeso nel vuoto (la sindrome da sospensione inerte può determinare conseguenze gravi entro 10–15 minuti). Le scale a pioli utilizzate per l'accesso alle torri devono essere conformi alla norma EN 131 e ancorate in sommità.

Radiazioni non ionizzanti (CEM) per tecnici di rete

Il Titolo VIII, Capo IV del D.Lgs. 81/08 (artt. 206–212) disciplina la protezione dai campi elettromagnetici (CEM). I tecnici che lavorano in prossimità di antenne attive per reti radiomobili (4G/5G), stazioni radio base e ponti radio sono esposti a campi elettromagnetici che possono superare i valori di azione previsti dalla Direttiva 2013/35/UE (recepita dal D.Lgs. 159/2016, che ha modificato il Titolo VIII del D.Lgs. 81/08). La valutazione del rischio CEM deve essere effettuata prima di ogni intervento in prossimità di impianti attivi; laddove la valutazione indichi superamento dei valori di azione, è obbligatoria la messa fuori servizio dell'impianto (de-energizzazione) o il mantenimento di distanze di sicurezza certificate dal costruttore.

Malattie professionali e dati INAIL nel settore J

Il settore J (informazione e comunicazione) si distingue dagli altri settori per una bassa incidenza relativa di infortuni traumatici gravi, ma per una crescita progressiva delle malattie professionali legate all'ergonomia e ai rischi psicosociali. I dati INAIL indicano le seguenti tendenze per il comparto:

Disturbi muscolo-scheletrici (DMS) agli arti superiori

Le tendiniti del sovraspinoso, le epicondiliti laterali, la sindrome del tunnel carpale e le tendinopatie dei flessori delle dita sono le patologie professionali più denunciate tra i lavoratori ICT con prolungato uso di tastiera e mouse. La valutazione ergonomica della postazione (altezza piano di lavoro, inclinazione del monitor, posizione di tastiera e mouse, utilizzo di poggiapolsi) e le pause programmate rappresentano le misure preventive principali. L'art. 175 del D.Lgs. 81/08 impone pause di almeno 15 minuti ogni 2 ore di utilizzo continuativo del VDT, ma nella pratica lavorativa del settore questo requisito è frequentemente disatteso, come rilevato dagli accertamenti ispettivi dell'INL.

Disturbi visivi da astenopia accomodativa

L'utilizzo prolungato di schermi ad alta risoluzione in ambienti con illuminazione inadeguata (riflessi, abbagliamento, contrasto insufficiente) determina sintomi di affaticamento visivo (astenopia) con cefalea, visione annebbiata, bruciore oculare e difficoltà di messa a fuoco. La sorveglianza sanitaria VDT con valutazione oculistica periodica (art. 176 D.Lgs. 81/08) è lo strumento di diagnosi precoce; la correzione dell'illuminazione della postazione e del posizionamento del monitor sono le misure di prevenzione primarie.

Disturbi psicosociali: burnout e ansia da prestazione

Il settore ICT presenta tassi di burnout e disturbi d'ansia correlati al lavoro superiori alla media nazionale, con particolare concentrazione nei profili di sviluppo software in modalità agile (sprint con scadenze ravvicinate), nei team di incident response e nei call center tecnici. Le malattie psichiatriche e i disturbi dell'adattamento sono in crescita nelle denunce di malattia professionale del comparto, anche se la difficoltà di stabilire il nesso causale con la specifica attività lavorativa mantiene il tasso di riconoscimento INAIL relativamente basso.

Malattia professionaleProfili più espostiMisura preventiva principale
Sindrome del tunnel carpaleSviluppatori, data entry, call centerPostazione ergonomica, pause VDT, sorveglianza sanitaria
Epicondilite lateraleUtilizzo intensivo del mouseMouse verticale o trackball, poggiapolso, pause
Cervicalgia cronicaLavoratori VDT con schermo mal posizionatoAltezza monitor a livello occhi, seduta regolabile
Astenopia accomodativaTutti i lavoratori VDTIlluminazione corretta, sorveglianza oculistica, pause
Burnout / disturbi adattamentoICT agile, call center, incident responseValutazione stress lavoro-correlato, organizzazione turni

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL settore J e letteratura medico-legale. Non esaustiva delle patologie tabellate INAIL per comparto.

Tendenze 2025-2026 nel settore informatico e TLC

L'evoluzione rapida del settore digitale genera nuovi profili di rischio che richiedono aggiornamento continuo della valutazione dei rischi. Le principali tendenze in atto per il biennio 2025-2026 sono:

Espansione dei data center e nuovi rischi infrastrutturali

La crescita della domanda di capacità computazionale per l'intelligenza artificiale generativa (AI) e per i servizi cloud ibridi sta accelerando la costruzione di nuovi data center in Italia. Questo comporta un aumento dei lavoratori esposti ai rischi specifici di questi ambienti (elettrico, incendio, gas inerti, microclima) e una crescente domanda di competenze in sicurezza impiantistica specifica. La progettazione della sicurezza dei nuovi data center deve integrare fin dalla fase di costruzione le prescrizioni antincendio (D.M. 3 agosto 2015) e i requisiti della norma EN 50600 per le infrastrutture di data center.

AI workplace e nuovi rischi decisionali

L'integrazione di strumenti di intelligenza artificiale nei flussi di lavoro ICT introduce nuove questioni di sicurezza sul lavoro ancora parzialmente esplorate dalla normativa vigente: dipendenza cognitiva dai sistemi AI con riduzione della vigilanza critica (automation bias), aumento del carico decisionale per validare gli output dell'AI, e possibile intensificazione del ritmo di lavoro favorita dall'automazione dei compiti a basso valore aggiunto. La valutazione del rischio psicosociale nei team che utilizzano intensivamente strumenti AI dovrebbe includere questi nuovi fattori nell'analisi delle caratteristiche del compito (art. 28 D.Lgs. 81/08).

Gaming industry: profili di rischio specifici

Il settore del gaming e dello sviluppo di videogiochi, in crescita significativa in Italia, presenta un profilo di rischio peculiare: intensità di lavoro molto elevata nei periodi pre-lancio ("crunch culture"), esposizione prolungata a VDT e cuffie (con rischio uditivo da auricolari ad alto volume), sedentarietà e rischio psicosociale da ritmi irregolari. Il fenomeno del crunch — periodi di lavoro intensivo anche di 60–80 ore settimanali prima del rilascio di un titolo — è documentato come fattore di rischio per burnout, disturbi muscolo-scheletrici e problemi di salute mentale. Il DVR delle aziende del gaming deve esplicitamente valutare questi picchi di lavoro come fattori di rischio psicosociale.

Criticità ispettive rilevate dall'INL

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha rilevato nel settore ICT le seguenti criticità ricorrenti: mancata o carente valutazione del rischio VDT (postazioni non analizzate, sorveglianza sanitaria VDT non attivata); assenza di informativa sul rischio da stress lavoro-correlato nel DVR; smart working introdotto senza consegna dell'informativa scritta prevista dall'art. 22 della Legge 81/2017; mancata formazione specifica per i tecnici TLC che svolgono lavori in quota. Queste irregolarità sono fonte di sanzioni amministrative ai sensi del D.Lgs. 81/08 ma, soprattutto, di rischi concreti per la salute dei lavoratori.

Approfondisci

FAQ sicurezza nel settore informatico e TLCFAQ

Il datore di lavoro deve valutare il rischio VDT anche per i dipendenti in smart working?
Sì. Il D.Lgs. 81/08 (Titolo VII, Capo V, artt. 172–179) definisce come lavoratore VDT chiunque utilizzi un'attrezzatura munita di videoterminale per almeno 20 ore settimanali, indipendentemente dal luogo in cui si svolge la prestazione. La Legge 22 maggio 2017, n. 81 sul lavoro agile specifica che il datore di lavoro è responsabile della sicurezza del lavoratore che presta attività in modalità agile e deve consegnare un'informativa scritta sui rischi generali e specifici connessi alla modalità di esecuzione del rapporto di lavoro (art. 22 L. 81/2017). Nella prassi, ciò significa che il DVR deve contemplare la postazione remota: il datore di lavoro deve fornire al lavoratore agile un'informativa sui criteri ergonomici minimi per l'allestimento della postazione domestica e documentare tale consegna. La sorveglianza sanitaria VDT resta obbligatoria (visita ogni 5 anni o ogni 2 anni per i lavoratori over 50 o con disturbi visivi) indipendentemente dalla sede di lavoro.
Quali rischi specifici sono presenti in un data center?
I data center presentano un profilo di rischio composito che include: (1) Rischio elettrico: la presenza di UPS, gruppi elettrogeni, quadri di distribuzione ad alta potenza e cablaggi strutturati richiede la valutazione del rischio elettrico ai sensi dell'art. 80 D.Lgs. 81/08 e il rispetto della norma CEI 11-27 per i lavori sotto tensione; (2) Rischio incendio di classe C (incendi di apparati elettrici sotto tensione): i sistemi di spegnimento automatico a gas inerte (argon, azoto, CO2 o agenti clean agent come FK-5-1-12) richiedono procedure di emergenza specifiche per evitare l'asfissia del personale presente; (3) Rischio da gas inerti: la scarica accidentale o intenzionale di sistemi a CO2 o altri gas inerti può ridurre la concentrazione di ossigeno a livelli pericolosi per la vita in spazi confinati; è obbligatoria la segnaletica di avvertimento, l'allarme pre-scarica con tempo di evacuazione sufficiente e la procedura di lock-out per la manutenzione; (4) Rischio microclima: i sistemi di raffreddamento intensivo (CRAC, CRAH, free cooling) creano gradienti termici significativi tra le corsie calde e fredde; (5) Ergonomia: la gestione dei rack e la movimentazione manuale di server e apparati pesanti espongono a rischi muscolo-scheletrici.
I tecnici TLC che lavorano su torri e ripetitori sono soggetti alla normativa sui lavori in quota?
Sì, pienamente. Il Titolo IV Capo II del D.Lgs. 81/08 (artt. 107–130) disciplina i lavori in quota, definiti come lavori eseguiti a più di 2 metri di altezza rispetto a un piano stabile. I tecnici che operano su tralicci, torri per antenne, ripetitori e infrastrutture passive di rete TLC svolgono tipicamente lavori in quota a quote elevate (anche superiori a 30–50 metri), con rischi di caduta dall'alto che costituiscono una delle principali cause di infortuni mortali nel settore. Le misure obbligatorie includono: sistemi di arresto caduta individuali (imbragatura anticaduta EN 361, cordino con assorbitore di energia EN 355, dispositivo di discesa EN 341), formazione specifica ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 per i lavori in quota, piano di emergenza per il recupero del lavoratore sospeso nel vuoto (sindrome da sospensione inerte). Il PIMUS (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio) è obbligatorio per i ponteggi; per le torri si redige un'analisi specifica del metodo di salita e dei sistemi di protezione collettiva e individuale.
Come si valuta lo stress lavoro-correlato per i lavoratori del settore ICT?
La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è obbligatoria per tutti i datori di lavoro ai sensi dell'art. 28 c. 1 del D.Lgs. 81/08, come chiarito dalla Circolare del Ministero del Lavoro del 18 novembre 2010. Nel settore ICT questo rischio assume connotazioni specifiche: i lavoratori sono esposti a carichi di lavoro variabili e picchi intensi (release di software, incident management notturni, scadenze di progetto), a iperconnettività e difficoltà di disconnessione (right to disconnect), al tecnostress derivante dall'obbligo di aggiornamento tecnologico continuo e alla frammentazione dell'attenzione da notifiche digitali. La metodologia di valutazione indicata dalla Commissione Consultiva Permanente prevede una fase preliminare con indicatori oggettivi (assenteismo, turnover, segnalazioni sanitarie) e una fase approfondita con strumenti validati (questionari, focus group) se la prima fase evidenzia criticità. Il settore ICT, con incidenza di burnout e difficoltà di work-life balance superiori alla media, richiede spesso di procedere direttamente alla fase approfondita.

Fonti normative

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Ti affianchiamo nella redazione del DVR per il settore informatico e TLC: valutazione VDT, stress lavoro-correlato, smart working, data center e lavori in quota per tecnici di campo. D.Lgs. 81/08 e L. 81/2017.