L'acquisizione di macchinari usati è una pratica diffusa nelle imprese italiane, motivata da considerazioni di costo e disponibilità immediata. Tuttavia, questo processo comporta obblighi normativi che non sempre vengono adeguatamente considerati, con il rischio di incorrere in violazioni dell'art. 70 del D.Lgs. 81/08 e delle disposizioni del D.Lgs. 17/2010 (recepimento della Direttiva Macchine 2006/42/CE, in vigore fino al 14 gennaio 2027).
Il primo elemento da verificare all'atto dell'acquisto è la presenza della marcatura CE e della relativa Dichiarazione di Conformità. La marcatura CE attesta che la macchina, al momento della prima immissione sul mercato, soddisfaceva i requisiti essenziali di sicurezza applicabili. Tuttavia, è necessario verificare che la dichiarazione di conformità originale faccia riferimento alle direttive corrette per il tipo di macchina e che non vi siano state modifiche sostanziali successive alla prima marcatura, poiché queste potrebbero rendere la CE non più valida.
Nel caso di macchine usate sprovviste di marcatura CE (perché antecedenti all'entrata in vigore della Direttiva Macchine o perché fuori dall'ambito di applicazione), l'art. 70 del D.Lgs. 81/08 richiede che le attrezzature di lavoro siano comunque conformi ai requisiti minimi indicati nell'Allegato V del decreto. Il datore di lavoro acquirente deve verificare questa conformità attraverso una valutazione tecnica documentata e, ove necessario, effettuare adeguamenti prima della messa in servizio.
Quando il datore di lavoro effettua modifiche sostanziali a una macchina usata o la assembla da componenti, si configura la fattispecie del fabbricante di fatto: in questo caso, il soggetto è tenuto ad applicare la procedura di valutazione della conformità prevista dal D.Lgs. 17/2010, redigere la documentazione tecnica (fascicolo tecnico) e rilasciare una nuova Dichiarazione di Conformità UE. Si tratta di un obbligo spesso sottovalutato che comporta responsabilità significative.
La verifica della conformità di una macchina usata deve includere anche la valutazione delle istruzioni per l'uso: queste devono essere disponibili in lingua italiana, devono essere aggiornate e devono coprire le modalità operative effettivamente praticate nell'azienda acquirente. Istruzioni obsolete o in lingua straniera non comprensibile agli operatori costituiscono una carenza documentale rilevante in sede ispettiva.
Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alle macchine usate presenti o in corso di acquisto, a impostare le procedure di accettazione tecnica dei macchinari e a predisporre la documentazione necessaria per la corretta messa in servizio secondo le disposizioni vigenti.