Il settore agricolo si conferma ogni anno tra i comparti produttivi con il più alto tasso di infortuni gravi e mortali in Italia, con una concentrazione particolarmente accentuata nei mesi estivi. I dati INAIL relativi agli anni precedenti mostrano come il bimestre luglio-agosto registri sistematicamente un incremento degli eventi infortunistici rispetto alla media annuale, con cause riconducibili a fattori ambientali, organizzativi e di carenza formativa.
Tra i rischi principali per i lavoratori stagionali agricoli figurano: il rischio da stress termico e colpo di calore, amplificato dall’esposizione prolungata al sole nelle ore centrali della giornata; il rischio da utilizzo di macchine operatrici agricole (trattori, mietitrebbiatrici, imballatrici), che rappresenta storicamente la causa di infortuni mortali più frequente nel comparto; le cadute dall’alto da scale, impalcature o strutture temporanee durante la raccolta; i rischi chimici connessi al trattamento fitosanitario delle colture, con possibilità di intossicazioni acute o croniche.
Il D.Lgs. 81/08 all’art. 28 impone che la valutazione dei rischi consideri esplicitamente le caratteristiche dei lavoratori, incluse le condizioni di lavoro stagionale e temporaneo. L’art. 37 stabilisce l’obbligo di formazione per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla durata del contratto. Il datore di lavoro agricolo non può quindi limitarsi a un’informazione generica, ma deve garantire una formazione specifica ai rischi del mansionario e dell’ambiente di lavoro.
Le misure di prevenzione raccomandate includono: la pianificazione degli orari di lavoro in campo evitando le ore di massima insolazione (11-15), la fornitura di acqua fresca e aree di sosta ombreggiate, la verifica periodica delle macchine agricole con particolare attenzione ai dispositivi di protezione (ROPS per i trattori), la formazione pratica all’uso in sicurezza delle attrezzature, la consegna e il controllo dell’uso corretto dei DPI specifici per il rischio chimico.
Gli Accordi Stato-Regioni in materia di formazione degli operatori agricoli definiscono i contenuti minimi dei percorsi abilitativi per l’utilizzo di macchine agricole complesse. I datori di lavoro possono confrontarsi con consulenti specializzati per verificare gli obblighi applicabili alla propria realtà aziendale e impostare un piano di prevenzione adeguato al profilo di rischio stagionale.