Il settore delle costruzioni in Italia, classificato come settore ad alto rischio ai sensi del D.Lgs. 81/08, registra storicamente indici di frequenza e gravità degli infortuni significativamente superiori alla media di tutti i settori produttivi. L'INAIL pubblica con cadenza annuale e semestrale le elaborazioni statistiche degli infortuni denunciati, disaggregati per settore ATECO, tipologia di evento, conseguenza (con esito mortale, con inabilità permanente, con inabilità temporanea), Regione, genere e classe di età del lavoratore infortunato. I dati relativi all'anno 2025, consolidati nelle rilevazioni del primo semestre 2026, fotografano una situazione in lento miglioramento per il numero assoluto di infortuni indennizzati nel settore costruzioni, ma con un andamento degli infortuni mortali ancora preoccupante rispetto all'obiettivo di azzeramento degli eventi evitabili.
Dalla lettura delle statistiche INAIL 2025 per il settore costruzioni emergono alcune dinamiche di rilievo. In primo luogo, le cadute dall'alto si confermano come la principale causa di infortuni mortali in edilizia, contribuendo a oltre il 40% dei decessi nel settore, come rilevato nelle elaborazioni INAIL. Le circostanze più frequenti riguardano la caduta da ponteggi — spesso per mancanza o inadeguatezza dei parapetti o delle reti di sicurezza — la caduta attraverso lucernai e coperture non praticabili, e la caduta da scale portatili in condizioni di instabilità. La seconda causa per frequenza è rappresentata dagli schiacciamenti da parte di mezzi di movimentazione, seguiti dai seppellimenti in scavi e trincee e dalle folgorazioni per contatto con linee elettriche aeree.
Dal punto di vista della distribuzione geografica, le regioni del Nord Italia concentrano la maggior quota assoluta degli infortuni, coerentemente con la maggiore attività edilizia in queste aree, ma i tassi di incidenza per addetto risultano elevati anche in alcune regioni del Sud e delle Isole, dove il settore dell'edilizia informale e dei lavori di manutenzione su piccola scala presenta maggiori difficoltà di controllo ispettivo. La fascia di età dei lavoratori infortunati mostra una bimodalità: da un lato i lavoratori giovani con bassa anzianità di settore e limitata esperienza pratica, dall'altro i lavoratori over 55 con ridotta capacità di reazione agli eventi imprevisti. I lavoratori stranieri, che rappresentano una quota significativa della forza lavoro nel settore costruzioni, mostrano tassi di infortuni superiori alla media, riconducibili a barriere linguistiche nella comprensione delle procedure di sicurezza e a un maggiore impiego in mansioni a più elevato contenuto di rischio.
Le tendenze per il 2026 indicate dagli esperti INAIL e dai coordinatori per la sicurezza nei cantieri mettono in evidenza alcuni fattori di potenziale aggravamento del rischio. L'elevato volume di attività del settore, trainato dai lavori di ristrutturazione edilizia legati agli incentivi fiscali e dalle opere del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mantiene alta la pressione produttiva nei cantieri, con rischi di riduzione dei tempi dedicati alle misure di sicurezza. L'ingresso nel settore di nuovi soggetti — imprese di recente costituzione e lavoratori con limitata esperienza nel settore — richiede un'attenzione specifica alla formazione iniziale e all'addestramento pratico sulle procedure di sicurezza specifiche per il cantiere.
Il sistema della patente a crediti, pienamente operativo dal 2024, ha introdotto un elemento di incentivo positivo alla compliance: le imprese con punteggio elevato — che testimonia assenza di infortuni gravi, formazione completa e sistemi di gestione certificati — ottengono vantaggi nel sistema premiale. Tuttavia, i dati del primo anno di applicazione mostrano che la presenza della patente non ha ancora prodotto un effetto significativo sulla riduzione degli infortuni mortali, la cui prevenzione richiede interventi strutturali sulla cultura della sicurezza nei cantieri, oltre che sulla presenza fisica e competente dei coordinatori per l'esecuzione.
Per le imprese edili, l'analisi dei dati INAIL sull'andamento degli infortuni nel proprio settore di attività e nella propria area geografica rappresenta un input utile per aggiornare la valutazione dei rischi specifica del cantiere e per verificare l'adeguatezza delle misure preventive e protettive adottate. I Piani Operativi di Sicurezza (POS) devono essere aggiornati con riferimento alle specifiche lavorazioni in corso e alle evidenze emerse dall'analisi degli infortuni accaduti in cantieri analoghi.