L'INAIL ha pubblicato l'analisi tematica degli infortuni per caduta dall'alto nel settore dell'edilizia con riferimento all'anno 2025, uno studio che conferma come questa tipologia di evento sia la principale causa di infortuni mortali e gravi nel comparto delle costruzioni in Italia.
I dati 2025 mostrano che le cadute dall'alto rappresentano circa il 38% del totale degli infortuni gravi (con prognosi superiore a 40 giorni o con postumi permanenti) nel settore edile, e oltre il 40% degli infortuni mortali nel comparto. Le situazioni più critiche identificate dall'analisi sono: i lavori su ponteggi metallici fissi (cadute per assenza o insufficienza di parapetti), i lavori su coperture inclinate o piane (mancanza di linee vita o reti di sicurezza), l'utilizzo di scale portatili in condizioni non conformi, i lavori su piattaforme di lavoro elevabili (PLE) e i lavori in prossimità di aperture nel vuoto non protette.
L'analisi INAIL evidenzia i fattori di rischio più frequentemente riscontrati nelle inchieste sugli infortuni: carenze nel coordinamento della sicurezza in cantiere, formazione insufficiente o non specifica per le lavorazioni effettuate, mancata o inadeguata consegna dei DPI anticaduta (imbracature, sistemi di ancoraggio), fretta o pressioni sui tempi di esecuzione che inducono i lavoratori a rinunciare alle misure di protezione.
Le misure preventive raccomandate dall'INAIL per ridurre gli infortuni da caduta dall'alto comprendono: la progettazione dei sistemi di protezione collettiva prima dell'avvio del cantiere; la verifica sistematica dell'idoneità e della corretta installazione dei ponteggi tramite il piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.); la predisposizione di sistemi di ancoraggio permanenti sulle coperture; la formazione specifica sull'uso dei DPI anticaduta con verifiche pratiche.