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Sicurezza

Volontari di Protezione Civile e D.Lgs. 81/08: le tutele applicabili

Il D.Lgs. 81/2008 si applica ai volontari di protezione civile come 'lavoratori equiparati'. Una panoramica delle tutele, degli obblighi delle organizzazioni di volontariato e delle specificità del sistema emergenziale.

· Redazione 123 Consulenza

Il rapporto tra il D.Lgs. 81/2008 e le organizzazioni di volontariato di protezione civile è un tema complesso, caratterizzato da un regime speciale che si affianca e in parte deroga alla disciplina ordinaria del Testo Unico Sicurezza.

I volontari di protezione civile operano nell'ambito di organizzazioni di volontariato (OdV) iscritte all'albo nazionale o regionale della protezione civile, oppure sono inquadrati nei Gruppi Comunali o nelle associazioni affiliate alle grandi reti nazionali (ANPAS, CRI, CNSAS, VVF volontari). La loro qualificazione giuridica è quella di 'lavoratori equiparati' ai sensi dell'art. 3, comma 3-bis del D.Lgs. 81/2008, introdotto con il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).

Il D.Lgs. 81/2008 si applica ai volontari di protezione civile con alcune specificità dettate dalla natura delle attività e dall'organizzazione emergenziale. La valutazione dei rischi deve coprire tutte le tipologie di intervento previste dall'organizzazione: alluvioni, terremoti, incendi boschivi, ricerche di persone disperse, supporto logistico e sanitario. La formazione specifica è affidata al sistema formativo della protezione civile (Dipartimento della Protezione Civile, regioni, scuole di protezione civile) e deve integrare i contenuti minimi del D.Lgs. 81/2008. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria quando i volontari sono esposti a rischi tabellati quali agenti biologici, prodotti chimici pericolosi o radiazioni.

Le OdV hanno l'obbligo di nominare un RSPP con i requisiti di legge (o svolgere la funzione direttamente se la struttura è piccola e rientra nei casi ammessi), di costituire il Servizio di Prevenzione e Protezione, e di redigere un DVR che copra anche le attività di emergenza. Il mancato adempimento espone i dirigenti dell'OdV a responsabilità analoghe a quelle del datore di lavoro.

Un aspetto critico emerso dall'analisi degli infortuni che coinvolgono volontari è la gestione del rischio da sforzo fisico e da stress acuto durante le operazioni di soccorso. La formazione deve prevedere protocolli di autoprotezione, il riconoscimento dei segnali di affaticamento e la rotazione obbligatoria dei turni durante le operazioni prolungate.

Il Codice del Terzo Settore ha chiarito che il volontario non può ricevere compensi per la propria attività, ma ha diritto al rimborso spese documentate e, soprattutto, alla copertura assicurativa INAIL o equivalente durante le attività di protezione civile. Le strutture operative nazionali come Vigili del Fuoco volontari, CRI e CNSAS hanno sviluppato sistemi di gestione della sicurezza integrati con il D.Lgs. 81/2008 che possono servire da riferimento per le OdV di minori dimensioni.

protezione civile volontari D.Lgs. 81/08 OdV

Fonti normative

  • D.Lgs. 81/2008 art. 3 comma 3-bis
  • D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore)
  • Dipartimento Protezione Civile — formazione volontari
  • INAIL — copertura assicurativa volontari protezione civile

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