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Sicurezza sul lavoro

Farmaci antiblastici: rischi e obblighi per le farmacie

Antiblastici e medicinali pericolosi: valutazione del rischio, cappe e sistemi chiusi, formazione, sorveglianza sanitaria e tutela della gravidanza.

· Aggiornato il

Molti farmaci antiblastici (chemioterapici citotossici) sono cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione. Il rischio per chi li manipola riguarda soprattutto la preparazione delle dosi, ma anche la ricezione, lo stoccaggio, la dispensazione, la gestione dei rifiuti e la pulizia di superfici contaminate.

Il quadro normativo

Si applica il Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/2008. Con il D.Lgs. 135/2024, che ha recepito la Direttiva (UE) 2022/431, il capo riguarda oggi gli agenti cancerogeni, mutageni e le sostanze tossiche per la riproduzione. La direttiva ha inoltre richiamato in modo esplicito i medicinali pericolosi e la necessità di una formazione specifica per chi li manipola.

Il documento tecnico di riferimento resta il Provvedimento della Conferenza Stato-Regioni del 5 agosto 1999, con le linee guida sull'esposizione a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario.

Dove nasce l'esposizione

Le vie principali sono il contatto cutaneo e l'inalazione di aerosol o polveri. Situazioni tipiche:

Nelle farmacie territoriali la preparazione di dosi di antiblastici è rara, ma restano possibili esposizioni nella gestione delle confezioni, nella preparazione galenica di altri medicinali pericolosi e in caso di rotture.

Misure di prevenzione

Il datore di lavoro (il titolare o la direzione della struttura) deve:

Formazione e sorveglianza sanitaria

I lavoratori esposti devono ricevere informazione e formazione specifica sui farmaci trattati, sulle procedure e sull'uso dei DPI, da ripetere periodicamente. Il medico competente attiva la sorveglianza sanitaria (art. 242) e, per gli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni, il datore di lavoro tiene il registro degli esposti previsto dall'art. 243.

Gravidanza e allattamento

L'art. 7 del D.Lgs. 151/2001 vieta di adibire le lavoratrici in gravidanza, e nei mesi successivi al parto previsti dalla norma, a lavori che le espongono ad agenti pericolosi per la gravidanza. Le linee guida del 1999 escludono le lavoratrici in gravidanza e in allattamento dalla manipolazione di antiblastici. La procedura aziendale deve prevedere come comunicare lo stato di gravidanza e come ricollocare la lavoratrice.

Errori frequenti

Cosa fare in pratica

Aggiorna l'elenco dei medicinali pericolosi trattati, verifica lo stato delle cappe e le procedure di pulizia, organizza la formazione specifica e controlla con il medico competente protocollo sanitario e registro degli esposti.

antiblastici farmacia agenti cancerogeni D.Lgs. 81/2008

Fonti normative

Testo a cura della redazione di 123 Consulenza. Ultimo aggiornamento: . Le informazioni hanno carattere generale: per l’applicazione al tuo caso verifica il testo vigente delle norme citate.

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