La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è un obbligo previsto dall'art. 28 del D.Lgs. 81/08 sin dalla sua entrata in vigore nel 2008, ma è rimasta a lungo uno degli adempimenti meno presidiati dalle imprese. L'INAIL ha aggiornato nel 2025 la propria metodologia di riferimento, già introdotta con le indicazioni operative del 2010 e successive revisioni, per tenere conto dei cambiamenti intervenuti nell'organizzazione del lavoro — in particolare la diffusione dello smartworking e del lavoro ibrido — e dei nuovi rischi psicosociali emergenti.
La metodologia INAIL aggiornata si articola in una fase preliminare, basata su indicatori oggettivi e verificabili (i cosiddetti indicatori sentinella), e in una fase di approfondimento, da attivare quando la fase preliminare evidenzia la presenza di rischio. Gli indicatori sentinella monitorati nella fase preliminare comprendono: tasso di assenteismo, turnover del personale, frequenza degli infortuni, richieste di cambio mansione, procedimenti disciplinari, segnalazioni di conflitti e molestie. A questi si aggiungono indicatori di contenuto del lavoro (carico di lavoro, orari, autonomia decisionale, monotonia) e di contesto del lavoro (ruolo nell'organizzazione, relazioni interpersonali, sviluppo di carriera, interfaccia casa-lavoro). La novità del 2025 riguarda l'introduzione di indicatori specifici per i lavoratori in smartworking, che considerano l'isolamento, la difficoltà a disconnettersi e la sovrapposizione tra spazio lavorativo e spazio domestico.
La fase approfondita della valutazione, necessaria quando gli indicatori sentinella segnalano un livello di rischio medio o alto, prevede il coinvolgimento diretto dei lavoratori attraverso focus group e questionari validati scientificamente. Il medico competente svolge un ruolo centrale nella fase approfondita, sia nella scelta degli strumenti di indagine che nell'interpretazione dei risultati e nella proposta di misure correttive. L'aggiornamento 2025 della metodologia INAIL ha integrato questionari specifici per l'identificazione del burnout e del workaholism, che rappresentano condizioni di rischio psicosociale sempre più diffuse nelle professioni ad alta intensità cognitiva ed emotiva.
Le imprese che non hanno ancora effettuato la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, o che l'hanno effettuata con metodologie non validate o non aggiornate, sono esposte a sanzioni ai sensi dell'art. 55 del D.Lgs. 81/08. In caso di infortuni o malattie professionali riconducibili allo stress lavoro-correlato, l'assenza di una valutazione adeguata può aggravare significativamente la responsabilità penale e civile del datore di lavoro. Le organizzazioni sono invitate ad avviare o aggiornare il proprio processo di valutazione del rischio SLC adottando la metodologia INAIL 2025, coinvolgendo il medico competente, il RSPP e il RLS sin dalla fase preliminare.