Il progressivo invecchiamento della forza lavoro italiana — con una quota crescente di lavoratori over 55 attivi, destinata ad aumentare ulteriormente con l'innalzamento dell'età pensionabile — ha portato INAIL a pubblicare nel 2026 nuove linee guida sulla sorveglianza sanitaria per i lavoratori anziani, con indicazioni specifiche per il medico competente e per i datori di lavoro.
Le linee guida riconoscono che i lavoratori over 55 presentano caratteristiche fisiopatologiche specifiche che influenzano il profilo di rischio lavorativo: riduzione progressiva della capacità aerobica e della forza muscolare, aumento della suscettibilità agli infortuni da caduta, maggiore vulnerabilità agli effetti dello stress termico (sia caldo che freddo), riduzione della capacità di recupero dopo sforzi intensi, e maggiore prevalenza di patologie croniche che possono interagire con l'esposizione lavorativa a agenti fisici, chimici o biologici.
Il protocollo sanitario raccomandato per i lavoratori over 55 prevede: periodicità più ravvicinata delle visite mediche di sorveglianza sanitaria rispetto ai colleghi più giovani nelle stesse mansioni (annuale per mansioni a medio-alto rischio, biennale per mansioni a basso rischio); valutazione specifica della capacità funzionale residua per le mansioni che richiedono sforzo fisico elevato, lavoro in quota o utilizzo di macchinari con rischio elevato; screening audiometrico e spirometrico con maggiore attenzione alle variazioni nel tempo; valutazione dei rischi psicosociali con particolare attenzione al burnout, alla sindrome da esclusione digitale e alle difficoltà di adattamento ai cambiamenti organizzativi.
Le linee guida indicano anche le mansioni per le quali il rischio è aggravato in modo significativo dall'avanzare dell'età: lavori in quota e su scale, manovra di carichi pesanti, lavori in ambienti confinati, esposizione a vibrazioni meccaniche e rumore elevato, turni notturni e lavoro a turni rotanti. Per queste mansioni si raccomanda una rivalutazione dell'idoneità alla mansione almeno ogni due anni a partire dai 55 anni, con eventuale proposta di adattamento della mansione per preservare l'occupabilità del lavoratore senza compromettere la sicurezza.