Ogni anno il Ministero della Salute elabora il Piano Nazionale Integrato (PNI) dei controlli ufficiali in materia di sicurezza alimentare, sanità e benessere degli animali e sanità delle piante, in applicazione del Reg. (UE) 2017/625 che ha ridisegnato il sistema dei controlli ufficiali nell'Unione Europea.
Per il 2026 le priorità di controllo dichiarate includono: la verifica della corretta gestione degli allergeni lungo la filiera (etichettatura, separazione fisica, gestione cross-contact), con particolare attenzione alla ristorazione collettiva e alla produzione artigianale; il monitoraggio dei contaminanti emergenti (PFAS nei prodotti ittici e vegetali, microplastiche nelle acque e nei prodotti della pesca, nuovi pesticidi); la sorveglianza dell'antimicrobico-resistenza (AMR) attraverso campionamenti su carni e prodotti di origine animale in linea con il Piano d'Azione Nazionale.
Il piano prevede inoltre il potenziamento dei controlli sulla filiera dei prodotti biologici (etichettatura e certificazione), sulle importazioni da Paesi terzi (in particolare spezie e prodotti ittici) e sulla corretta applicazione del Reg. CE 852/2004 e del Reg. CE 853/2004 nei piccoli stabilimenti di produzione alimentare.
Per le PMI alimentari, conoscere le priorità del PNI significa poter anticipare le aree di verifica delle ASL e degli NAS durante i sopralluoghi ispettivi. In particolare, si raccomanda di: aggiornare le procedure HACCP per la gestione degli allergeni secondo le più recenti linee guida del Ministero; documentare l'analisi dei rischi da contaminanti emergenti; disporre di piani di campionamento per i parametri microbiologici prioritari; conservare tutta la documentazione di autocontrollo in modo ordinato e accessibile.
L'adeguamento al PNI 2026 non è obbligatorio in sé, ma le aree prioritarie identificate dal piano saranno quelle oggetto di maggiore attenzione ispettiva nel corso dell'anno, rendendo essenziale per gli operatori essere preparati su questi fronti specifici.