Il settore della pesca professionale in Italia è disciplinato, sotto il profilo della sicurezza e della salute dei lavoratori a bordo delle navi da pesca, dal D.Lgs. 17 agosto 1999 n. 271, che ha recepito la Direttiva 93/103/CE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute nel lavoro a bordo dei pescherecci. Con la circolare del 2026, il Ministero del Lavoro ha inteso fornire chiarimenti interpretativi su alcuni aspetti che hanno generato incertezze applicative tra gli armatori e gli ispettori del lavoro.
Il Piano di Sicurezza della Nave (PSN) è lo strumento equivalente al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) previsto dal D.Lgs. 81/08 per le unità da pesca. La circolare chiarisce che il PSN deve essere redatto dall'armatore (o dal comandante quando coincide con l'armatore) con il supporto del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, deve coprire tutti i rischi specifici della navigazione da pesca (stabilità nave, movimentazione del pescato, rete e attrezzature di pesca, condizioni meteomarine, pericoli di caduta a mare) e va aggiornato ad ogni modifica significativa dell'unità o delle modalità di pesca praticate.
Sul fronte della formazione, la circolare ricorda che tutti i componenti dell'equipaggio delle navi da pesca devono essere in possesso dei titoli professionali e dei certificati di addestramento previsti dalla Convenzione STCW-F (International Convention on Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Fishing Vessel Personnel), recepita in Italia con il D.M. 30 novembre 2007. In particolare, sono obbligatori i corsi di sopravvivenza e sicurezza personale, lotta antincendio, pronto soccorso elementare e prevenzione dell'inquinamento marino.
La circolare precisa inoltre che le unità da pesca con lunghezza fuori tutto inferiore a 15 metri sono soggette al D.Lgs. 271/1999 ma beneficiano di alcune semplificazioni procedurali per la redazione del PSN, fermo restando l'obbligo di dotare l'imbarcazione dei dispositivi di sicurezza collettiva e individuale prescritti (zattere di salvataggio omologate, giubbotti di salvataggio, segnalatori di posizione EPIRB/PLB). Le autorità ispettive competenti sono la Capitaneria di Porto per gli aspetti di sicurezza marittima e l'Ispettorato Nazionale del Lavoro per quelli giuslavoristici.