La legionella è un batterio che si moltiplica nell'acqua tiepida e stagnante e si trasmette inalando goccioline d'acqua contaminata (aerosol), per esempio da docce, rubinetti, torri di raffreddamento, umidificatori e vasche idromassaggio. Il rischio aumenta con il caldo e dopo periodi di inattività degli impianti, come la riapertura estiva di strutture stagionali.
Le norme di riferimento
- Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Conferenza Stato-Regioni, 7 maggio 2015): indicano a gestori di strutture ricettive, sanitarie, termali, impianti sportivi e luoghi di lavoro come valutare il rischio, quali controlli fare e come intervenire in caso di contaminazione.
- D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18: recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 sulle acque destinate al consumo umano e introduce la valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni degli edifici prioritari (tra cui ospedali, strutture ricettive, palestre, scuole, istituti penitenziari), con un parametro specifico per la legionella.
- D.Lgs. 81/2008, Titolo X: la Legionella pneumophila è un agente biologico del gruppo 2 (Allegato XLVI). Se i lavoratori possono esserne esposti, il rischio va valutato nel DVR (art. 271).
Chi deve occuparsene
Il gestore della struttura o il datore di lavoro che ha la disponibilità dell'impianto. In un edificio in affitto è importante chiarire per contratto chi gestisce la manutenzione dell'impianto idrico e degli impianti di climatizzazione.
Cosa prevede la valutazione del rischio
- Mappatura degli impianti: produzione di acqua calda sanitaria, accumuli, rami poco usati, docce, torri evaporative, umidificatori.
- Individuazione dei punti critici: temperature dell'acqua calda insufficienti, ristagni, incrostazioni, terminali inutilizzati.
- Piano di controllo: manutenzione, pulizia e disinfezione periodiche, verifica delle temperature, campionamenti nei punti rappresentativi con la frequenza stabilita dalla valutazione.
- Procedure in caso di risultati positivi o di casi di malattia, con la bonifica e la verifica della sua efficacia.
- Registro degli interventi e dei risultati.
La valutazione va rivista quando cambiano gli impianti, dopo lavori o lunghi periodi di chiusura e quando i risultati dei campionamenti lo richiedono.
Errori frequenti
- Riaprire una struttura stagionale senza far scorrere l'acqua e senza disinfezione dell'impianto.
- Mantenere l'acqua calda a temperature intermedie, ideali per la crescita del batterio.
- Fare campionamenti senza una valutazione del rischio che dica dove e quando prelevare.
Cosa fare in pratica
Incarica un tecnico di redigere o aggiornare la valutazione del rischio legionella, adotta un registro dei controlli e inserisci il rischio nel DVR per gli addetti alla manutenzione e per chi è esposto ad aerosol. Un modello di partenza è il piano di controllo legionella; per il quadro sul rischio biologico vedi rischio biologico.