Le principali organizzazioni sindacali e datoriali italiane hanno sottoscritto il recepimento dell'accordo quadro europeo delle parti sociali sulla prevenzione dei rischi psicosociali nei luoghi di lavoro, in linea con l'Agenda strategica europea per la salute e sicurezza 2021-2027.
L'accordo consolida il quadro di riferimento degli accordi europei del 2004 sullo stress lavoro-correlato e del 2007 su molestie e violenza, aggiornandone i contenuti alla luce delle trasformazioni organizzative del lavoro (lavoro agile, lavoro a piattaforma, intelligenza artificiale nella gestione del personale, iperconnessione digitale). Viene introdotto il concetto di rischio psicosociale come rischio specifico da valutare nel DVR, non riconducibile esclusivamente allo stress, ma inclusivo di fenomeni di burnout, mobbing, violenza fisica e verbale da parte di clienti e pazienti (settore sanitario, commercio, trasporti).
Le imprese sono chiamate ad adottare procedure partecipative per la valutazione dei rischi psicosociali, coinvolgendo RLS/RLST, medico competente e lavoratori nelle diverse fasi del processo (identificazione, misurazione, prevenzione). Vengono indicate misure di prevenzione primaria (organizzazione del lavoro, carichi, autonomia decisionale), secondaria (formazione, supporto tra pari, EAP — Employee Assistance Programme) e terziaria (sostegno a chi ha già sviluppato patologie).
Il recepimento ha implicazioni operative per il DVR: la valutazione stress lavoro-correlato già prevista dall'art. 28 co. 1 D.Lgs. 81/08 deve essere aggiornata in coerenza con le nuove indicazioni metodologiche, con particolare attenzione ai contesti di lavoro agile e ai settori ad alto contatto con il pubblico.