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Guida completa · 2026

Sicurezza negli Studi di Design e Interior Design: Guida Completa 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza sul lavoro in uno studio di design industriale, interior design, progettazione di interni e arredamento: DVR, rischio VDT, ergonomia della postazione, stress lavoro-correlato, rischio chimico nelle aree di modellismo, movimentazione dei campionari, sopralluoghi in cantiere, formazione obbligatoria e sorveglianza sanitaria.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Uno studio di design industriale, interior design o progettazione di interni e arredamento con almeno un lavoratore dipendente deve gestire la sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 con un DVR personalizzato sui rischi tipici del settore. Gli obblighi principali riguardano: la valutazione del rischio VDT per i lavoratori che usano il monitor per 20 o più ore settimanali con sorveglianza sanitaria dedicata, la valutazione del rischio chimico nelle aree di modellismo e prototipazione, la valutazione del rischio da movimentazione dei campionari pesanti, la valutazione dello stress lavoro-correlato da scadenze e clienti esigenti, la dotazione di DPI per i sopralluoghi in cantieri e siti in ristrutturazione e la formazione obbligatoria dei lavoratori. Gli obblighi applicabili devono essere adattati al caso specifico in funzione della struttura e delle attività dello studio.

1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08 per studi di design e interior design

Gli studi di design industriale, interior design, progettazione di interni e arredamento e gli studi di grafica e comunicazione visiva che esercitano in forma strutturata con lavoratori dipendenti o equiparati sono soggetti al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81(Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) nella sua integralità. La classificazione ATECO prevalente per questi studi è la 74.10(attività di design specializzate), che include il design industriale, il fashion design, il design grafico, il design di interni, il web design e le attività di consulenza estetica. Questo codice colloca le attività nel settore terziario.

La natura creativa e professionale dell'attività non esonera il datore di lavoro dagli obblighi del Titolo I del D.Lgs. 81/08: redazione del DVR, nomina dell'RSPP, formazione e informazione dei lavoratori, sorveglianza sanitaria ove prevista, gestione delle emergenze. Il profilo di rischio di uno studio di design è più articolato rispetto a un ufficio amministrativo puro, perché comprende rischi specifici legati all'uso intensivo di videoterminali, alla presenza di aree di modellismo e prototipazione con agenti chimici, alla movimentazione di campionari e materiali pesanti e all'accesso a cantieri e siti in ristrutturazione per i sopralluoghi.

La presenza di collaboratori con diverse qualifiche contrattuali (dipendenti, co.co.co., stagisti, freelance) è comune negli studi di design e richiede una valutazione attenta degli obblighi applicabili per ciascuna categoria. Gli obblighi devono essere verificati in relazione alla struttura concreta dello studio: ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua specifica realtà.

2. DVR per studi di design, interior design e arredamento

Il Documento di Valutazione dei Rischiè il documento centrale del sistema di sicurezza. Per uno studio di design va redatto non appena è presente almeno un lavoratore subordinato o equiparato ai sensi dell'art. 2 lett. a) D.Lgs. 81/08. Rientrano nella definizione: dipendenti con contratto a tempo indeterminato o determinato, apprendisti, stagisti e tirocinanti (se inseriti nell'organizzazione aziendale con vincolo di orario e direttive), collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.). I designer e i professionisti con partita IVA che operino in modo genuinamente autonomo sono esclusi, ma la distinzione richiede una valutazione caso per caso.

Il DVR di uno studio di design deve contenere ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08: la relazione sulla valutazione di tutti i rischi presenti per mansione (VDT, ergonomia, stress lavoro-correlato, rischio chimico nelle aree di modellismo, movimentazione campionari, rischi da cantiere per i professionisti che accedono ai siti, rischio elettrico degli impianti, rumore); le misure di prevenzione e protezione adottate; il programma di miglioramento con responsabilità e tempi; i nominativi di RSPP, medico competente (se nominato) e RLS. Il documento va firmato dal datore di lavoro e dall'RSPP e aggiornato a ogni variazione significativa.

Nelle realtà più piccole (fino a 10 dipendenti, attività classificata a rischio basso) il datore di lavoro può assumere direttamente il ruolo di RSPP seguendo il corso da 16 ore previsto dall'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011. Per studi con aree di modellismo o prototipazione con agenti chimici rilevanti, o con sopralluoghi sistematici in cantieri, la nomina di un RSPP esterno qualificato offre maggiore copertura tecnica. Il DVR deve essere adattato al caso specifico.

3. Rischio VDT: videoterminali, ergonomia della postazione, illuminazione

Il rischio da utilizzo di videoterminali è il rischio dominante negli studi di design e interior design. I designer, i progettisti CAD, i grafici e i visualizer 3D trascorrono la quasi totalità del tempo lavorativo davanti a uno o più monitor, utilizzando software di modellazione, renderizzazione, progettazione BIM e suite grafiche che richiedono elevata concentrazione visiva e posture statiche prolungate. Gli artt. 173-179 D.Lgs. 81/08 e l'Allegato XXXIV disciplinano i requisiti delle postazioni VDT e i diritti dei lavoratori.

Elemento della postazioneRequisiti D.Lgs. 81/08 Allegato XXXIV
SchermoImmagine stabile senza sfarfallio, orientamento e inclinazione regolabili, assenza di riflessi fastidiosi, luminosità e contrasto regolabili; per i designer grafici: calibrazione colore (profilo ICC) su monitor ad ampia gamma cromatica
Tastiera e dispositivi di inputTastiera separabile dallo schermo e inclinabile, superficie opaca, spazio per i polsi; tavolette grafiche e penne digitali posizionate ergonomicamente sulla stessa superficie del piano di lavoro
Piano di lavoroSuperficie opaca e a bassa riflessione, dimensioni sufficienti per monitor (eventualmente doppio o grande formato), tavoletta grafica e documenti cartacei; altezza fissa o regolabile con spazio per gli arti inferiori
SedileAltezza regolabile, schienale regolabile in altezza e inclinazione, base stabile a cinque punti con rotelle; poggiapiedi su richiesta del lavoratore; braccioli regolabili per i disegnatori con uso intensivo di tavolette grafiche
IlluminazioneIlluminazione generale e localizzata adeguata (300-500 lux sulla scrivania); evitare riflessi sullo schermo e abbagliamento diretto; finestre con tende o veneziane regolabili; attenzione al contrasto tra schermo scuro e ambienti sovra-illuminati negli studi con pareti bianche
Microclima e rumoreTemperatura e umidità adeguate (18-26 gradi, 40-60% UR); ventilazione senza correnti d'aria dirette; livello di rumore non tale da disturbare concentrazione e comunicazione; attenzione ai sistemi di raffreddamento delle workstation grafiche ad alte prestazioni

La norma UNI EN ISO 9241 fornisce indicazioni ergonomiche di dettaglio sulle postazioni VDT ed è il riferimento tecnico per la valutazione. I progettisti che lavorano con monitor di grandi dimensioni (27 pollici e oltre) o con configurazioni multi-schermo richiedono una valutazione ergonomica specifica della distanza visiva, dell'altezza del monitor e della postura del collo. Il diritto alla pausa di 15 minuti ogni 2 ore di utilizzo continuativo del VDT è inderogabile e deve essere organizzato dal datore di lavoro.

4. Stress lavoro-correlato: scadenze, clienti esigenti, lavoro su commessa

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato è obbligatoria per tutti i datori di lavoro ai sensi dell'art. 28 c. 1 D.Lgs. 81/08 e delle indicazioni della Commissione Consultiva Permanente del 18/11/2010, recepite nelle Linee Guida INAIL. Il settore del design e dell'interior design presenta fattori di rischio stress specifici e spesso sottovalutati, legati alla natura del lavoro su commessa e alla relazione con i clienti:

La valutazione segue il percorso in due fasi delle Linee Guida INAIL: una fase preliminare oggettiva (indicatori sentinella, fattori di contenuto e di contesto del lavoro) e, se il rischio risulta non trascurabile, una fase approfondita con strumenti di valutazione soggettiva. Le misure correttive tipiche per gli studi di design riguardano l'organizzazione del lavoro (definizione di procedure di gestione delle commesse, pianificazione realistica dei tempi di progetto, politiche sull'orario e sul diritto alla disconnessione) e la formazione manageriale dei titolari e dei senior designer con funzioni di coordinamento.

5. Rischio chimico: colle, solventi, spray fissativi e vernici nelle aree di modellismo

Il rischio chimico è il rischio più spesso sottovalutato negli studi di design. Mentre gli studi di design puro con attività interamente digitale hanno un'esposizione chimica limitata, gli studi che svolgono attività di modellismo fisico, prototipazione, realizzazione di campioni, maquette e mockup espongono i lavoratori a una varietà di agenti chimici disciplinati dal Titolo IX D.Lgs. 81/08.

Le sostanze chimiche più frequentemente presenti nelle aree di modellismo e prototipazione degli studi di design includono:

La valutazione del rischio chimico deve essere documentata nel DVR attraverso la raccolta e l'analisi delle Schede di Dati di Sicurezza (SDS)di tutti i prodotti utilizzati, la stima dell'esposizione dei lavoratori (frequenza e durata d'uso, caratteristiche dell'ambiente) e il confronto con i valori limite di esposizione professionale. Le misure di prevenzione e protezione comprendono: ventilazione naturale o meccanica adeguata (aspirazione localizzata nelle aree di modellismo), DPI idonei (guanti resistenti ai solventi, occhiali, maschere con filtri appropriati), sostituzione delle sostanze più pericolose con alternative meno nocive ove tecnicamente possibile, corretta etichettatura e stoccaggio (armadio ignifugo per i prodotti infiammabili). Se il rischio chimico non risulta basso, può essere necessaria la sorveglianza sanitaria specifica con medico competente.

6. Movimentazione campionari: tessuti, piastrelle, marmi e cataloghi

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) negli studi di interior design e arredamento è un rischio concreto legato alla natura del lavoro di selezione e presentazione ai clienti di campionari di materiali spesso molto pesanti. Il Titolo VI D.Lgs. 81/08 (artt. 167-171) disciplina la valutazione e la prevenzione del rischio da MMC.

Le attività che comportano MMC rilevante negli studi di design e interior design includono:

La valutazione del rischio MMC va effettuata con i metodi standardizzati: l'indice di sollevamento NIOSH per le attività di sollevamento e abbassamento, il metodo Snook-Ciriello per traino e spinta. Le misure correttive comprendono: utilizzo di carrelli o ausilii per la movimentazione dei campionari pesanti, organizzazione degli spazi di magazzino campioni con ripiani a altezze idonee (zona verde di sollevamento tra altezza gionocchio e altezza gomito), formazione dei lavoratori sulle tecniche corrette di sollevamento, rotazione dei carichi tra i lavoratori. Il rischio MMC deve essere adattato al caso specifico in funzione delle attività concretamente svolte dallo studio.

7. Sopralluoghi in cantieri e siti in ristrutturazione: obblighi e DPI

I professionisti dell'interior design e dell'arredamento accedono frequentemente a cantieri edili e siti in ristrutturazione per rilievi, verifiche di avanzamento lavori, coordinamento con imprese edili e artigiani (imbianchini, posatori, elettricisti, idraulici, falegnami). Ogni volta che si accede a un sito in cui sono in corso lavorazioni edili, si entra nell'ambito di applicazione del Titolo IV D.Lgs. 81/08 (cantieri temporanei e mobili).

I rischi tipici dei cantieri e dei siti in ristrutturazione a cui i professionisti del design si espongono durante i sopralluoghi includono: caduta di materiali dall'alto durante le lavorazioni, scivolamento su superfici irregolari, sporche o bagnate (massetti freschi, sfridi di materiali), inciampo su cavi, tubi e materiali a terra, polveri da demolizione e da taglio di materiali (con possibile presenza di amianto in edifici ante 1992), rumore da lavorazioni in corso, rischio elettrico da impianti provvisori di cantiere, rischio di investimento da macchine operatrici nelle fasi di movimentazione materiali.

I DPI minimirichiesti per l'accesso ai cantieri ai sensi del Regolamento UE 2016/425 e delle norme tecniche di riferimento sono:

In funzione delle attività specifiche svolte nel sito, possono essere necessari: guanti da lavoro, occhiali di protezione (in presenza di lavorazioni che producono schizzi o polveri), mascherina FFP2 o FFP3 in presenza di polveri significative. In presenza di sospetta amianto (edifici pre-1992), il sopralluogo deve essere gestito con procedure specifiche e il professionista non deve procedere autonomamente in aree con materiali potenzialmente contenenti amianto.

Il datore di lavoro dello studio che invia dipendenti in cantiere è tenuto a fornire loro i DPI idonei (art. 77 D.Lgs. 81/08), a formarli sui rischi specifici dei cantieri e a dotarli di procedure operative per i sopralluoghi. La consegna dei DPI deve essere documentata con verbale firmato dal lavoratore.

8. Rischio elettrico negli impianti di ufficio

Il rischio elettrico negli studi di design è legato principalmente agli impianti elettrici degli uffici e delle postazioni di lavoro, disciplinati dal Titolo III artt. 80-86 D.Lgs. 81/08. Le workstation grafiche ad alte prestazioni (con schede video professionali, monitor multipli, server di rendering), i plotter, i taglieri elettrici, le luci di laboratorio e le attrezzature delle aree di modellismo rappresentano carichi elettrici significativi che richiedono impianti adeguatamente dimensionati.

Gli obblighi del datore di lavoro in materia di rischio elettrico includono: la verifica della conformità dell'impianto elettrico alla normativa vigente (D.M. 37/2008 per gli impianti), la manutenzione periodica dell'impianto con verifica delle prese, dei cavi e dei quadri elettrici, il divieto di uso di ciabatte e prolunghe non conformi o sovraccaricate, la verifica dell'impianto di messa a terra e dei dispositivi di protezione differenziale (interruttori salvavita). Il rischio elettrico va valutato nel DVR e le misure adottate documentate.

Negli studi con aree di modellismo e prototipazione che utilizzano attrezzature elettriche (mini-fresatrici a controllo numerico, stampanti 3D, laminatori, taglierine a caldo), la valutazione del rischio elettrico richiede attenzione specifica alle attrezzature di lavoro (conformità CE, manutenzione documentata, formazione degli operatori) e alla protezione dell'area di lavoro.

9. Formazione obbligatoria: livello di rischio per studi di design

La classificazione del rischio per la formazione degli studi di design (ATECO 74.10) è determinata dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 in funzione delle attività concretamente svolte:

La formazione specifica per gli studi di design deve coprire i rischi concretamente presenti: utilizzo sicuro dei videoterminali e delle postazioni di lavoro, prevenzione dell'affaticamento visivo e muscolo-scheletrico, gestione corretta dei prodotti chimici nelle aree di modellismo, tecniche di movimentazione dei campionari, rischi durante i sopralluoghi in cantiere (per il personale che vi accede). I preposti (senior designer con funzioni di coordinamento, responsabili di progetto) devono seguire un percorso aggiuntivo di 8 ore. I dirigenti il corso da 16 ore.

La formazione degli addetti al servizio di prevenzione incendi segue il D.M. 02/09/2021: la maggior parte degli studi di design ricade nel livello 1 (corso da 4 ore), salvo strutture con superfici maggiori o con aree di modellismo con prodotti infiammabili che possono richiedere il livello 2 (8 ore). La formazione di primo soccorso (D.M. 388/2003) è obbligatoria per almeno un addetto per sede.

10. Sorveglianza sanitaria: medico competente per VDT e rischio chimico

Negli studi di design la sorveglianza sanitaria può essere obbligatoria per due rischi distinti, che possono coesistere:

In entrambi i casi il datore di lavoro deve nominare il medico competente, che collabora alla valutazione del rischio, esprime i giudizi di idoneità alla mansione specifica (idoneo, idoneo con prescrizioni, non idoneo temporaneo/permanente) e comunica i risultati al datore di lavoro e al lavoratore. Il lavoratore può richiedere la visita in qualsiasi momento, anche al di fuori della periodicità ordinaria. Il quadro degli obblighi di sorveglianza sanitaria deve essere adattato al caso specifico in funzione delle attività e dei rischi concretamente presenti.

Checklist di conformità per studi di design e interior design

  • DVR con valutazione specifica del rischio VDT per i lavoratori con 20+ ore settimanali
  • Valutazione del rischio chimico con raccolta SDS dei prodotti utilizzati nelle aree di modellismo
  • Valutazione del rischio da movimentazione manuale dei campionari pesanti (NIOSH/Snook-Ciriello)
  • Valutazione del rischio stress lavoro-correlato (fase preliminare documentata)
  • Formazione lavoratori con modulo specifico su VDT, rischio chimico e sopralluoghi in cantiere
  • Sorveglianza sanitaria con medico competente nominato per gli addetti VDT 20+ ore/settimana e per il rischio chimico
  • DPI per sopralluoghi in cantiere (elmetto, calzature S3, giubbotto alta visibilità) con verbale di consegna
  • Nomina RSPP (datore di lavoro con corso 16 ore o RSPP esterno qualificato)
  • Stoccaggio conforme dei prodotti chimici (armadio ignifugo per solventi infiammabili, etichettatura)
  • Verifica impianto elettrico e conformità attrezzature nelle aree di modellismo

11. Collaboratori, co.co.co. e lavoratori autonomi: obblighi specifici

La struttura organizzativa degli studi di design e interior design è spesso caratterizzata da una presenza significativa di figure non strettamente dipendenti: designer freelance con partita IVA, collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), stagisti, tirocinanti, consulenti specialistici (stilisti, architetti del paesaggio, consulenti di illuminazione). La loro qualificazione giuridica determina l'applicabilità degli obblighi del D.Lgs. 81/08.

I lavoratori autonomi(art. 2222 c.c. con partita IVA e autonomia organizzativa effettiva) non rientrano nella definizione di lavoratori ai sensi dell'art. 2 D.Lgs. 81/08, ma sono soggetti all'art. 21 che prevede obblighi a loro carico: munirsi di idonei DPI, utilizzare attrezzature di lavoro conformi, munirsi di tessera di riconoscimento se operano in cantieri. Il datore di lavoro committente è tenuto a verificare l'idoneità del lavoratore autonomo e a fornirgli le informazioni sui rischi del luogo di lavoro.

I collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)ai sensi dell'art. 409 c.p.c. sono equiparati ai lavoratori dipendenti ai fini del D.Lgs. 81/08 (art. 2 lett. a), con conseguente applicazione di tutti gli obblighi: formazione, informazione, DPI, inclusione nel DVR, sorveglianza sanitaria ove dovuta. La distinzione tra lavoro autonomo genuino e collaborazione di fatto eterorganizzata (con orari fissi, strumenti forniti dallo studio, esclusività) è critica sia ai fini lavoristici sia ai fini della sicurezza e va valutata con attenzione.

Gli stagisti e tirocinantiinseriti nell'organizzazione dello studio con vincolo di orario e sotto la direzione dello studio sono equiparati ai lavoratori ai fini della sicurezza: devono ricevere formazione, informazione e DPI idonei all'attività svolta, anche se la convenzione di tirocinio non prevede un rapporto di lavoro subordinato. Gli obblighi applicabili devono essere adattati al caso specifico.

12. Sanzioni e ispezioni INL per studi di design

Gli studi di design e interior design sono soggetti all'attività ispettiva dell'INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro)per i rapporti di lavoro e la regolarità contributiva e dell'ASL/PSAL per la sicurezza sul lavoro. Le ispezioni possono essere programmate, casuali o originate da un infortunio o da una segnalazione di un lavoratore.

Le principali violazioni contestate negli studi di design sono: assenza o inadeguatezza del DVR (in particolare, mancata valutazione del rischio VDT, del rischio chimico nelle aree di modellismo e del rischio da MMC per i campionari), mancata sorveglianza sanitaria per gli addetti VDT con 20+ ore settimanali, mancata valutazione del rischio chimico con raccolta delle SDS dei prodotti utilizzati, mancata formazione dei lavoratori, mancata nomina dell'RSPP, assenza della documentazione relativa ai DPI per i sopralluoghi in cantiere, irregolarità nella qualificazione dei rapporti di lavoro dei collaboratori.

Le sanzioni ai sensi del D.Lgs. 81/08 applicabili agli studi di design sono:

Le prescrizioni ex D.Lgs. 758/94 sospendono il procedimento penale e consentono la regolarizzazione con pagamento di un quarto del massimo dell'ammenda. Il mancato rispetto della prescrizione riattiva il procedimento penale. La recidiva e la presenza di infortuni aumentano significativamente il rischio di procedimento.

FAQ — Sicurezza studi di design e interior designFAQ

Gli studi di interior design con un solo dipendente devono redigere il DVR?
Sì. L'obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi scatta dalla presenza di almeno un lavoratore subordinato o equiparato ai sensi dell'art. 2 lett. a) D.Lgs. 81/08, indipendentemente dal numero di addetti. Uno studio di interior design con un solo collaboratore dipendente — a tempo pieno, part-time o a tempo determinato — è tenuto a redigere il DVR, a nominare l'RSPP e a predisporre tutta la documentazione prevista dal Testo Unico. Il documento deve coprire tutti i rischi specifici dell'attività: utilizzo prolungato di videoterminali (se 20 o più ore settimanali), ergonomia della postazione di lavoro, stress lavoro-correlato da scadenze e clienti esigenti, rischio chimico ove siano presenti aree di modellismo o prototipazione con colle, solventi e spray, movimentazione di campionari pesanti, rischi da sopralluogo in cantieri e siti in ristrutturazione. Gli obblighi applicabili devono essere verificati in relazione alla struttura concreta dello studio: ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua specifica realtà.
Quando scatta l'obbligo di sorveglianza sanitaria per gli addetti VDT in uno studio di design?
La sorveglianza sanitaria per gli addetti ai videoterminali è obbligatoria ai sensi degli artt. 175-178 D.Lgs. 81/08 quando il lavoratore utilizza il VDT per almeno 20 ore settimanali, al netto delle pause di legge (15 minuti ogni 2 ore di utilizzo continuativo). Nei moderni studi di design industriale e interior design è frequente che tutti o quasi tutti i lavoratori superino questa soglia, data la centralità del lavoro al computer con software CAD, software BIM, suite grafiche e strumenti di rendering 3D. Il datore di lavoro deve nominare il medico competente, che effettua: la visita preventiva prima dell'inizio dell'attività al VDT (con valutazione della funzione visiva e delle condizioni muscolo-scheletriche), le visite periodiche ogni 5 anni per i lavoratori fino a 50 anni e ogni 2 anni per lavoratori oltre i 50 anni o con patologie oculari o muscolo-scheletriche documentate, e la visita su richiesta del lavoratore in qualsiasi momento. Se il medico competente lo ritiene necessario, prescrive lenti correttive specifiche per il lavoro al VDT, che il datore di lavoro deve fornire a proprie spese. Il quadro degli obblighi deve essere adattato al caso specifico in funzione dell'organizzazione dello studio.
Come si gestisce il rischio chimico nelle aree di modellismo e prototipazione degli studi di design?
Il rischio chimico nelle aree di modellismo, prototipazione e produzione di campioni e maquette è disciplinato dal Titolo IX D.Lgs. 81/08. Le sostanze tipicamente presenti — colle a contatto, colle cianoacriliche, cementini, solventi organici (acetone, alcol isopropilico, diluenti), spray fissativi, vernici in bomboletta, resine epossidiche, stucchi e siliconi — richiedono una valutazione del rischio chimico documentata nel DVR. Il processo di valutazione prevede l'identificazione di tutte le sostanze utilizzate (tramite le Schede di Dati di Sicurezza, SDS, rese disponibili dai fornitori), la stima dell'esposizione dei lavoratori e il confronto con i valori limite di esposizione professionale (OEL). Le misure di prevenzione e protezione tipiche per queste aree includono: ventilazione naturale o forzata adeguata (aspirazione localizzata presso le fonti di emissione), DPI idonei (guanti in nitrile resistenti ai solventi, occhiali di protezione, maschera con filtro appropriato per vapori organici), sostituzione delle sostanze più pericolose con alternative meno nocive, corretta etichettatura e stoccaggio dei prodotti chimici (con armadio ignifugo per i solventi infiammabili), formazione specifica dei lavoratori. Se la valutazione evidenzia un rischio chimico non basso, può essere necessaria la sorveglianza sanitaria con medico competente anche per questo rischio specifico, in aggiunta a quella per VDT.
Quale formazione è obbligatoria per i lavoratori di uno studio di interior design?
Gli studi di design industriale e interior design rientrano nella classificazione ATECO 74.10 (attività di design specializzate), settore terziario a rischio basso o basso/medio in base alle attività concretamente svolte. Per gli studi con attività prevalentemente d'ufficio (progettazione al computer, riunioni con clienti, gestione commesse), il monte ore di formazione previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 è di 8 ore totali (4 ore di formazione generale e 4 ore di formazione specifica). L'aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni. Per gli studi con aree di modellismo, prototipazione o sopralluoghi sistematici in cantieri e siti in ristrutturazione, il profilo di rischio può essere classificato basso/medio, con conseguente monte ore di formazione specifica più elevato. I preposti (responsabili di progetto, senior designer con funzioni di coordinamento) devono seguire un percorso aggiuntivo di 8 ore. La formazione antincendio segue il D.M. 02/09/2021 e per la maggior parte degli studi di design ricade nel livello 1 (corso da 4 ore), a meno di strutture più grandi. La formazione di primo soccorso è obbligatoria per almeno un addetto. Il dettaglio degli obblighi formativi deve essere adattato al caso specifico.
Quali DPI sono obbligatori per i sopralluoghi in cantieri e siti in ristrutturazione?
Quando un professionista del design — interior designer, progettista di interni, arredatore — accede a un cantiere edile o a un sito in ristrutturazione per effettuare sopralluoghi, rilievi, verifiche di avanzamento lavori o coordinamento con imprese edili e artigiani, rientra nell'ambito di applicazione del Titolo IV D.Lgs. 81/08 relativo ai cantieri temporanei e mobili. I DPI minimi richiesti per l'accesso ai cantieri sono stabiliti dal Regolamento UE 2016/425 e dalle norme tecniche di riferimento: elmetto di protezione conforme alla UNI EN 397, calzature di sicurezza con puntale antischiacciamento e suola antiperforazione categoria S3 (o almeno S1P in funzione del rischio specifico), giubbotto o giacca ad alta visibilità conforme alla UNI EN ISO 20471 classe 2 o 3. In funzione delle specifiche attività svolte nel sito, possono essere necessari guanti da lavoro, occhiali di protezione (ad esempio in presenza di lavorazioni che producono schizzi o polveri), mascherina FFP2 o FFP3 in presenza di polveri da demolizione o da materiali contenenti amianto (da gestire con procedura specifica). Se il sopralluogo avviene in un cantiere con più imprese esecutrici, il sito deve disporre del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e il professionista deve rispettarne le disposizioni. I DPI devono essere consegnati ai lavoratori con verbale firmato e il loro utilizzo deve essere verificato dal datore di lavoro.

14. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 28, 36-37, 41, 55, 173-179 VDT, Titolo IX agenti chimici, Titolo VI MMC, Titolo IV cantieri)
  • D.Lgs. 81/08 artt. 173-179 e Allegato XXXIV — Uso delle attrezzature munite di videoterminali
  • D.Lgs. 81/08 Titolo IX artt. 221-232 — Protezione da agenti chimici: valutazione, misure di prevenzione, DPI, sorveglianza sanitaria
  • D.Lgs. 81/08 Titolo VI artt. 167-171 — Movimentazione manuale dei carichi
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ai sensi del D.Lgs. 81/08
  • Accordo Stato-Regioni 7 luglio 2016 — Indicazioni operative attuative degli obblighi di formazione
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro (prevenzione incendi)
  • Linee Guida INAIL — Valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato (edizione 2017, aggiornamento 2023)
  • Indicazioni della Commissione Consultiva Permanente — Metodo di valutazione preliminare dello stress lavoro-correlato (18 novembre 2010)
  • UNI EN ISO 9241 — Ergonomia dell'interazione uomo-sistema (postazioni con videoterminali) — menzione come riferimento tecnico di settore
  • Regolamento UE 2016/425 — Dispositivi di protezione individuale (DPI): requisiti e classificazione
  • D.Lgs. 81/08 Titolo III artt. 80-86 — Impianti e attrezzature elettriche: obblighi del datore di lavoro

Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla struttura dello studio, dalle mansioni presenti, dall'attività concretamente svolta e dalla normativa vigente. DVR, valutazione VDT, valutazione del rischio chimico, valutazione dello stress lavoro-correlato e sorveglianza sanitaria devono essere adattati al caso concreto da professionisti qualificati.

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