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Guida settoriale · 2026

Sicurezza Fonderie e Fusione Metalli: Guida Completa 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza sul lavoro nelle fonderie e negli impianti di fusione di ghisa, acciaio e alluminio: DVR per rischio ALTO, fumi metallici, silice cristallina, calore severo (WBGT), rumore, radiazioni ottiche artificiali, ATEX polveri metalliche, formazione 16 ore, sorveglianza sanitaria specifica e sanzioni.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Le fonderie e gli impianti di fusione di metalli (ghisa, acciaio, alluminio — codici ATECO 24.51–24.54) sono classificati a profilo di rischio ALTOai sensi del D.Lgs. 81/08. La compresenza di rischi gravi — fumi metallici con agenti CMR (manganese, cromo VI, nichel), silice libera cristallina (IARC Gruppo 1), calore severo con WBGT spesso superiore a 28 °C, rumore oltre 90 dB(A), radiazioni ottiche artificiali da getti incandescenti e rischio esplosione da polveri metalliche (ATEX) — richiede un DVR approfondito, misure tecniche collettive strutturate, DPI specifici per mansione, formazione di 16 ore e sorveglianza sanitaria con protocollo dedicato (spirometria, RX torace, test neurologici, audiometria, visita cardiologica).

1. Quadro normativo applicabile alle fonderie

La sicurezza nelle fonderie e negli impianti di fusione di metalli (ghisa, acciaio, alluminio e altri metalli non ferrosi) si muove all'interno di un quadro normativo stratificato che combina la legislazione generale sulla sicurezza sul lavoro con discipline specifiche per i rischi chimici, fisici e da esplosione propri di questo settore.

Il riferimento principale e onnicomprensivo è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81(Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), che si applica integralmente a tutte le fonderie dalla presenza del primo lavoratore subordinato o equiparato. All'interno del TU le disposizioni più rilevanti per le fonderie sono: Titolo I (obblighi generali, DVR, nomina delle figure della prevenzione); Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi); Titolo VIII (agenti fisici — Capo II microclima caldo severo, Capo III rumore, Capo V radiazioni ottiche artificiali); Titolo IX (agenti chimici pericolosi — Capo I, e agenti cancerogeni e mutageni — Capo II per fumi con CMR); Titolo X (agenti biologici).

Per il rischio da atmosfere esplosive generate da polveri metalliche fini (alluminio, magnesio), il riferimento è il D.Lgs. 12 giugno 2003 n. 233, che recepisce la Direttiva 1999/92/CE(ATEX luoghi di lavoro) e impone la classificazione delle zone, la redazione del Documento di Protezione Contro le Esplosioni (DPCE) e l'utilizzo di attrezzature conformi alla Direttiva ATEX prodotti (2014/34/UE, recepita con D.Lgs. 85/2016). Per la prevenzione incendi si applica il D.M. 02 settembre 2021 e il DPR 151/2011. Per i valori limite di esposizione al cromo esavalente e altri CMR si applica la Direttiva 2017/2398/UErecepita in Italia. La formazione dei lavoratori segue l'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011aggiornato dall'Accordo SR 2025, con monte ore di 16 ore per il livello di rischio ALTO.

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla specifica fonderia e a supportare la gestione documentale completa adattata al tipo di fusione (ghisa, acciaio, alluminio, altri metalli non ferrosi) e alle mansioni presenti nell'impianto.

2. DVR e profilo di rischio ALTO: ATECO 24.51–24.54

Il Documento di Valutazione dei Rischi è il documento fondamentale del sistema di sicurezza. Nelle fonderie e negli impianti di fusione il profilo di rischio è classificato ALTOdall'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 per i seguenti codici ATECO della divisione 24 (Produzione di metalli):

Codice ATECODescrizione attivitàPrincipali agenti di rischio specifici
24.51Fusione di ghisa e produzione di tubi in ghisaFumi di fusione (Mn, CO), silice (sabbie), calore severo, rumore cubilotto
24.52Fusione di acciaioFumi EAF (Mn, Ni, Cr VI), silice refrattaria, ROA da arco, calore severo
24.53Fusione di metalli leggeri (alluminio, magnesio)Fumi Al (fluoruri, ossido di Al), ATEX polveri Al/Mg, calore, CO
24.54Fusione di altri metalli non ferrosi (rame, zinco, piombo, bronzo, ottone)Fumi Zn (febbre da fumi metallici), piombo (neurotossico), CO, calore

Il DVR di una fonderia deve includere la valutazione di tutti i rischi significativi presenti: rischio chimico da fumi metallici (con identificazione degli agenti CMR e confronto con i VLA dell'Allegato XXXVIII D.Lgs. 81/08), rischio da silice libera cristallina (Titolo IX Capo II), rischio da microclima caldo severo (Titolo VIII Capo II), rischio rumore (Titolo VIII Capo III), rischio da ROA (Titolo VIII Capo V), rischio ATEX (D.Lgs. 233/2003), rischio meccanico da attrezzature e macchine (Titolo III), rischio MMC per movimentazione lingotti e getti (Titolo VI), rischio di incendio ed esplosione. Il DVR deve contenere anche il programma delle misure di miglioramento con responsabilità e scadenze, il piano dei DPI per mansione, i nominativi di RSPP, RLS e medico competente. Deve essere aggiornato ad ogni modifica significativa del processo produttivo, in caso di infortuni o malattie professionali, e a seguito di ispezioni degli organi di vigilanza.

3. Rischio chimico: fumi metallici, gas CO e isocianati

Il rischio chimico nelle fonderie è tra i più complessi e articolati dell'industria manifatturiera. I fumi di fusione sono miscele di particelle metalliche ultrafini e gas prodotte dalle alte temperature dei processi di fusione e colata. Le principali sostanze pericolose e i relativi Valori Limite di Esposizione (VLA-TWA riferiti alla media pesata su 8 ore) ai sensi dell'Allegato XXXVIII D.Lgs. 81/08 sono riportati nella tabella seguente.

Agente chimicoFonte nelle fonderieVLA-TWA (8h)Classificazione IARC / effetti principali
Manganese (Mn) e compostiFumi fusione ghisa/acciaio0,2 mg/m³ (come Mn, inalabile)Neurotossico: manganismo (parkinsonismo professionale)
Nichel (Ni) e compostiFumi acciaio inox, leghe Ni1 mg/m³ (Ni insolubile); 0,1 mg/m³ (Ni solubile)IARC Gruppo 1 — Ca polmone, Ca naso-sinusale (CMR)
Cromo esavalente (Cr VI)Fumi acciaio inox, saldatura riparazioni0,005 mg/m³ (Dir. 2017/2398/UE)IARC Gruppo 1 — Ca polmone (CMR); mucose nasali
Fluoruri (come F)Fumi fusione alluminio, fondenti2,5 mg/m³Fluorosi ossea, lesioni vie respiratorie
Ossido di alluminio (Al₂O₃)Fumi fusione alluminio4 mg/m³ (frazione respirabile)Pneumoconiosi da alluminio (aluminosi) ad alte concentrazioni
Monossido di carbonio (CO)Cubilotti, forni a gas, getti in raffreddamento20 ppm (TWA); 100 ppm (STEL 15 min)Asfissiante chimico; intossicazione acuta, aritmie cardiache
Isocianati (MDI/TDI)Resine a caldo per la produzione di anime0,02 mg/m³ (come NCO)CMR sospetti; asma professionale, sensibilizzazione respiratoria grave

Per tutti gli agenti chimici CMR (cromo VI, nichel, isocianati) la gestione del rischio segue il Titolo IX Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 233-245): obbligo di sostituzione o riduzione al minimo tecnicamente possibile, utilizzo di sistemi chiusi, impianti di captazione e aspirazione localizzata (LEV — Local Exhaust Ventilation) di alta efficienza con portate d'aria calcolate in base ai dati anemometrici e alle concentrazioni di processo, filtrazione con filtri HEPA per le polveri metalliche ultrafini, DPI respiratori con filtro idoneo (classe P3 per fumi metallici in combinazione con filtro ABEK per gas), obbligo di registro degli esposti (art. 243 D.Lgs. 81/08) con conservazione per almeno 40 anni.

Per il monossido di carbonio (CO) — presente in tutte le fonderie con forni a gas, cubilotti e nelle aree di raffreddamento dei getti — è obbligatoria l'installazione di rilevatori fissi di CO con allarme acustico e visivo tarati a livelli di pre-allarme (tipicamente 20 ppm) e di allarme principale (50 ppm). I lavoratori che operano in aree confinabili (fosse, cunicoli, getti in raffreddamento chiusi) devono essere dotati di rilevatori portatili di CO. Per gli isocianati (resine a caldo — cold box, hot box) l'aspirazione localizzata nelle aree di produzione delle anime è tecnicamente obbligatoria; i DPI respiratori comprendono maschere intere con filtro ABEK-P3. Deve essere adattato al caso specifico sulla base della caratterizzazione chimica del processo e dei risultati delle misurazioni strumentali.

Pressofusione di alluminio, zama e leghe non ferrose

Nelle fonderie di pressofusione (die casting di alluminio, zama e altre leghe non ferrose) e nelle fonderie di ottone e bronzo la composizione dei fumi metallici cambia rispetto alla ghisa. Nelle lavorazioni con leghe contenenti piombo si ha esposizione a ossidi di piombo, con VLE vincolante di 0,15 mg/m³ (Allegato XXXVIII D.Lgs. 81/08): al superamento del valore di azione di 0,075 mg/m³ scattano la sorveglianza sanitaria e il monitoraggio biologico della piombemia (art. 229 e Allegato XXXIX D.Lgs. 81/08). Nella pressofusione di zinco si genera ossido di zinco (ZnO), causa della febbre da fumi metallici (metal fume fever), da controllare con aspirazione localizzata sulle isole di pressofusione e protezione respiratoria con filtro P3. Anche i distaccanti nebulizzati sugli stampi e i fumi di lubrorefrigeranti vanno inclusi nella valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX.

4. Rischio silice libera cristallina e polveri di sabbia

La silice libera cristallina (SLC) nella forma di alfa-quarzo è classificata dall'IARC nel Gruppo 1 (cancerogeno certo per l'uomo)per l'induzione di silicosi e carcinoma polmonare nei lavoratori esposti per inalazione professionale. Nelle fonderie l'esposizione a SLC è una delle più critiche e storicamente documentate: le sabbie di formatura (sabbie silicee con contenuto in quarzo tipicamente del 90-99%) vengono utilizzate per produrre forme e anime nei processi di fonderia al verde, in resina e no-bake.

Le operazioni a maggiore potenziale di esposizione a SLC nelle fonderie sono:

Il VLA-TWA per la silice cristallina respirabile (alfa-quarzo) è di 0,1 mg/m³ (Allegato XXXVIII D.Lgs. 81/08). La valutazione deve essere effettuata con campionamenti personali in zona respiratoria secondo la metodica EN 13205 e analisi in XRD (diffrazione a raggi X). Le misure di prevenzione prioritarie comprendono: sostituzione delle sabbie silicee con sabbie a base di olivina, cromite o zircone (ove tecnologicamente compatibile con il processo); aspirazione localizzata ad alto rendimento nelle postazioni di sbavatura e sgranatura (velocità di captazione minima 1 m/s nei punti critici); sabbiatrici completamente chiuse con filtrazione delle polveri; bagnatura delle sabbie prima della movimentazione; DPI respiratori con filtro P3 (semimaschere EN 149 FFP3, o semimaschere facciali con filtro P3) per le operazioni residuali ad alta polverosità; sorveglianza sanitaria con spirometria e RX torace in protocollo specifico per la silice.

La silicosi — pneumoconiosi da silice — è una malattia professionale irreversibile e progressiva, indennizzata dall'INAIL. In caso di diagnosi di silicosi nei lavoratori di una fonderia, il datore di lavoro è soggetto all'obbligo di notifica ex art. 139 DPR 1124/1965 e alla revisione urgente delle misure di prevenzione.

5. Rischio fisico: calore severo (WBGT) vicino ai forni

Il calore severo è uno dei rischi fisici più caratteristici delle fonderie. I forni di fusione (forni ad arco elettrico per acciaio, forni ad induzione per alluminio e ghisa, cubilotti per ghisa) operano a temperature interne tra 700 °C (alluminio) e 1.700 °C (acciaio) e generano irraggiamento termico intense nelle postazioni di lavoro adiacenti. Nei periodi estivi, con temperatura ambientale esterna elevata, l'indice WBGT nelle aree di colata e spillaggio supera frequentemente i 30-35 °C, ben oltre i valori limite normativi.

La valutazione del rischio da microclima caldo severo è obbligatoria ai sensi del Titolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 181-185) e si effettua mediante misurazioni strumentali con l'indice WBGT (norma ISO 7243:2017), confrontato con i valori limite in funzione dell'attività metabolica (M) del lavoratore:

Categoria metabolicaM (W)VL WBGT acclimatatoVL WBGT non acclimatato
M2 — Lavoro leggero (collaudo getti)125–20030 °C28 °C
M3 — Lavoro moderato (operazioni di colata)200–26028 °C26 °C
M4 — Lavoro pesante (formatura manuale, sbavatura)260–36026 °C23 °C

Le misure di prevenzione e protezione contro il calore severo nelle fonderie devono essere strutturate su più livelli. Le misure tecniche di engineering comprendono: schermature radianti riflettenti (alluminio lucidata) installate tra il forno e le postazioni di lavoro; sistemi di raffreddamento localizzato per convezione forzata (ventilatori assiali orientati verso le postazioni a fianco dei forni) o evaporativi; cabine climatizzate per le postazioni di controllo e supervisione; tute raffreddate ad aria compressa (vortex cooling) o ad acqua circolante per gli operatori che compiono operazioni ravvicinate al forno (spillaggio, piombatura delle siviere). Le misure organizzative comprendono: rotazione programmata dei lavoratori tra postazioni calde e fredde con turni di esposizione massima non superiori a 45-60 minuti alternati a pause recupero di almeno 15-20 minuti in aree a temperatura normale; fornitura di acqua fresca e sali minerali in quantità sufficiente; adattamento progressivo per i lavoratori non acclimatati (prime due settimane di lavoro in fonderia con esposizione graduale al calore). I DPI termici obbligatori comprendono: tute in fibra ignifuga EN ISO 11612 (classificazione A1-A2 per propagazione fiamma, B per convezione, C per calore radiante, appropriata al livello di esposizione); guanti anti-calore Cat. III EN 407; visiere basculanti anteroiche con filtro IR per le operazioni di colata. La sorveglianza sanitaria prevede visita preventiva con ECG, valutazione cardiologica e pressoria, ed esclusione dalla mansione in aree di calore severo dei lavoratori con cardiopatie, ipertensione non controllata, insufficienza renale cronica o in terapia con farmaci interferenti con la termoregolazione. Deve essere adattato al caso specifico.

6. Rischio fisico: rumore (forni, sbavatura, sabbiatrici)

Il rumore nelle fonderie è generato da molteplici sorgenti e raggiunge livelli di esposizione frequentemente superiori agli 85-90 dB(A) — livello superiore di azione ex art. 196 D.Lgs. 81/08 — e in molti casi superiori a 100 dB(A) nelle operazioni di sbavatura con scalpelli pneumatici e nelle aree di sgranatura vibrante. La valutazione del rischio rumore è obbligatoria ai sensi del Titolo VIII Capo III D.Lgs. 81/08 (artt. 187-198) e deve essere effettuata con fonometria integrante di classe 1 o 2 in condizioni rappresentative dell'attività.

Le principali sorgenti di rumore nelle fonderie e i livelli indicativi tipici sono:

Le misure di prevenzione e protezione comprendono: insonorizzazione delle macchine con pannelli fonoassorbenti e cabine acustiche per le operazioni più rumorose; acquisto di macchine con livello di potenza sonora garantito più basso (principio di sostituzione); rotazione dei lavoratori per ridurre il LEX,8h individuale; DPI uditivi obbligatori per esposizioni superiori al livello superiore di azione (SNR adeguato al livello di esposizione, tipicamente cuffie antirumore con SNR 28-35 dB o tappi preformati con SNR 30-37 dB); segnalazione delle zone obbligatorie di utilizzo dei DPI uditivi con cartellonistica conforme (ISO 7010-M003). La sorveglianza sanitaria con audiometria annuale è obbligatoria per i lavoratori esposti a LEX,8h superiore a 85 dB(A).

7. Rischio fisico: radiazioni ottiche artificiali (ROA)

Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) nelle fonderie sono prodotte dai getti di metallo incandescente durante la colata, dalle siviere di trasporto del metallo liquido, dai pozzetti di colata, dai cubilotti durante il prelievo e l'eventuale spillaggio del metallo, e dalle operazioni di saldatura per riparazione dei getti difettosi. Il rischio da ROA è disciplinato dal Titolo VIII Capo V D.Lgs. 81/08(artt. 213-220), che obbliga il datore di lavoro a valutare e, se necessario, misurare o calcolare l'esposizione dei lavoratori alle radiazioni ottiche artificiali.

I metalli liquidi in fonderia sono emettitori di corpo nero a temperature molto elevate: l'acciaio liquido (1.500-1.600 °C) emette irradianza nell'infrarosso (IR) e nel visibile che può superare di molti ordini di grandezza i Valori Limite di Esposizione (VLE) per il cristallino (cataratta da infrarosso — malattia professionale storica dei fonditori) e per la retina. Le radiazioni UV sono predominanti nelle operazioni di saldatura ad arco per la riparazione dei getti. I DPI obbligatori per la protezione dalle ROA nelle fonderie comprendono:

La valutazione quantitativa delle ROA deve essere effettuata per misura strumentale (radiometri a banda larga calibrati per UV, VIS, IR) o per stima mediante i dati tecnici delle sorgenti e gli algoritmi della norma CIE 203. I risultati devono essere confrontati con i VLE pubblicati nell'Allegato XXXVII Parte I e Parte II del D.Lgs. 81/08.

8. Rischio meccanico: getti, macchine, sbavatura

Il rischio meccanico nelle fonderie è tra i principali determinanti degli infortuni gravi e mortali del settore. Le macchine e le attrezzature utilizzate nelle fonderie rientrano nella definizione di attrezzature di lavoro ai sensi del Titolo III D.Lgs. 81/08 e devono essere conformi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE (recepita con D.Lgs. 17/2010), destinata a essere sostituita dal Regolamento UE 2023/1230 dal 20 gennaio 2027. Ogni macchina deve recare la marcatura CE con dichiarazione di conformità.

I principali scenari di rischio meccanico nelle fonderie sono:

I DPI obbligatori per il rischio meccanico nelle fonderie comprendono: elmetto di protezione (EN 397) con barbozzale nelle aree di colata e trasporto con gru; calzature di sicurezza S3 SRC (EN ISO 20345) con puntale e lamina in acciaio e suola antiperforazione; guanti meccanici Cat. II (EN 388) per la manipolazione dei getti; protezione oculare (occhiali o visiera) per tutte le operazioni di sbavatura e rifinitura. La segnalazione delle zone a rischio meccanico deve essere conforme alla norma ISO 7010.

9. Rischio ATEX: polveri metalliche (alluminio, magnesio)

Le polveri di metalli leggeri — in particolare alluminio (Al) e magnesio (Mg) — sono tra le polveri industriali con maggiore energia di accensione minima (MIE) molto bassa e alta velocità di propagazione della fiamma, il che le rende potenzialmente esplosive in sospensione nell'aria quando la concentrazione supera il Limite Esplosivo Inferiore (LEL). Per le polveri di alluminio con granulometria fine (< 200 µm) il LEL è tipicamente di 30-100 g/m³, con MIE di 10-100 mJ — valori molto bassi che rendono le scariche elettrostatiche una sorgente di accensione rilevante.

Il quadro normativo ATEX applicabile alle fonderie di alluminio e alle lavorazioni con polveri di magnesio si articola in:

Le aree a rischio ATEX in una fonderia di alluminio sono tipicamente: la zona di caricamento del forno (polveri di Al durante il caricamento di trucioli e rottami di alluminio); i circuiti di aspirazione delle polveri di sbavatura dei getti di alluminio; i filtri di depolverazione (Zona 20 all'interno del filtro, Zona 21 nell'area intorno al filtro); le aree di stoccaggio delle polveri e dei trucioli fini. Per i forni di fusione con trattamento fondente (flussaggio con gas cloro o composti clorurati per la pulizia dell'alluminio liquido), va valutato anche il rischio da emissioni di gas tossici (HCl, Cl₂).

Il Documento di Protezione Contro le Esplosioni (DPCE) deve contenere: la classificazione delle zone ATEX con planimetria; l'elenco delle sorgenti di rilascio di polvere esplosiva; l'elenco delle sorgenti di accensione potenziali (impianti elettrici, componenti meccanici, scariche elettrostatiche, superfici calde); le misure di prevenzione (eliminazione delle sorgenti di accensione, sistemi di inertizzazione, aspirazione e filtrazione) e di protezione (sistemi di soppressione o sfogo dell'esplosione per i filtri di depolverazione); la procedura di coordinamento per le imprese esterne che operano nelle zone classificate. Deve essere adattato al caso specifico della fonderia con il supporto di un consulente ATEX qualificato.

10. Movimentazione carichi: lingotti e getti pesanti

La movimentazione manuale dei carichi(MMC) è disciplinata dal Titolo VI D.Lgs. 81/08 (artt. 167-171) e dall'Allegato XXXIII (valori limite di riferimento per il sollevamento). Nelle fonderie i carichi tipici soggetti a MMC o a movimentazione meccanica assistita comprendono: lingotti e pani di metallo (alluminio: 10-30 kg; ghisa: 10-50 kg); getti estratti dalla forma prima della sbavatura (da pochi kg a diverse decine di kg per i getti di media dimensione); materozze e colate di ritorno; rifiniture di fonderia; sacchi di sabbia, leganti e additivi per la preparazione delle forme.

La valutazione del rischio MMC nelle fonderie deve essere effettuata con il metodo NIOSH (per il sollevamento) e il metodo OCRA o RULA/REBA (per i rischi da posture e movimenti ripetitivi nelle postazioni di sbavatura manuale). Per i getti che superano il limite raccomandato di sollevamento (23 kg per l'uomo in condizioni ottimali, art. 167 e Allegato XXXIII D.Lgs. 81/08), l'utilizzo di sistemi di sollevamento meccanici è obbligatorio. Le attrezzature di sollevamento utilizzabili nelle fonderie comprendono: carroponti e gru a bandiera per i getti più pesanti; manipolatori pneumatici bilanciatori (zero-gravity) per i getti di media dimensione (> 10-15 kg) nelle postazioni di sbavatura; transpallet e carrelli elevatori per il movimento dei pallet di lingotti e materiale.

I carrelli elevatori nelle fonderie devono essere conformi alle normative ATEX nelle zone classificate (motori e impianti elettrici in categoria appropriata) e i loro operatori devono essere in possesso dell'abilitazione prevista dall'Accordo Stato-Regioni 22/02/2012 (corso da 12 ore teoria + 4 ore pratica con verifica finale, validità 5 anni). La formazione degli imbracatori addetti alle gru e ai carroponti è obbligatoria ai sensi dell'art. 71 D.Lgs. 81/08 e dell'Accordo SR 22/02/2012 (corso specifico per imbracatori e segnalatori).

11. Formazione obbligatoria: 16 ore rischio ALTO

Le fonderie di ghisa, acciaio, alluminio e metalli non ferrosi (ATECO 24.51–24.54) sono classificate come attività a rischio ALTO dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. Il monte ore di formazione dei lavoratori è di 16 ore totali: 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica sui rischi del settore. L'aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni.

I principali contenuti della formazione specifica per i lavoratori delle fonderie comprendono:

I percorsi formativi obbligatori aggiuntivi per i lavoratori delle fonderie comprendono: formazione antincendio livello 2 (8 ore, DM 02/09/2021) o livello 3 (16 ore) per attività a rischio elevato; formazione primo soccorso gruppo A (16 ore, D.M. 388/2003) per fonderie con codice ATECO a rischio infortuni elevato; formazione ATEX per gli addetti alle zone classificate; formazione per operatori di carrelli elevatori e di gru. I preposti (capofonderia, capoturno di colata) frequentano un percorso aggiuntivo di 8 ore. Il datore di lavoro RSPP per rischio alto frequenta il corso da 48 ore con aggiornamento quinquennale.

12. Sorveglianza sanitaria: protocollo specifico fonderie

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria ai sensi dell'art. 41 D.Lgs. 81/08 per i lavoratori delle fonderie in ragione della pluralità di esposizioni a rischi gravi. Il medico competente, nominato con lettera di incarico dal datore di lavoro, collabora alla redazione del DVR e definisce il protocollo sanitario specifico per la fonderia, con indicazione degli accertamenti da effettuare per ogni mansione e per ogni agente di rischio significativo.

Il protocollo sanitario tipico per una fonderia di ghisa e acciaio comprende:

Il medico competente rilascia il giudizio di idoneità alla mansione specifica per ogni lavoratore. I giudizi di idoneità con limitazioni o di inidoneità parziale o totale devono essere recepiti dall'organizzazione del lavoro (es. esclusione dalla postazione di sbavatura per lavoratori con insufficienza respiratoria da silicosi iniziale). I lavoratori con malattia professionale riconosciuta (silicosi, ipoacusia da rumore, manganismo) devono essere denunciati all'INAIL ai sensi dell'art. 139 DPR 1124/1965. Il registro degli esposti a CMR (art. 243 D.Lgs. 81/08) deve essere conservato per almeno 40 anni.

13. Sanzioni D.Lgs. 81/08

Le fonderie e gli impianti di fusione di metalli sono soggetti a ispezioni da parte di più organi di vigilanza: ASL/PSAL e INL per la sicurezza sul lavoro; ARPA per le emissioni in atmosfera (autorizzazioni AIA); VVF per la prevenzione incendi; INAIL per la verifica del rispetto degli obblighi in materia di infortuni e malattie professionali.

Le principali sanzioni ai sensi del D.Lgs. 81/08 (artt. 55-60) sono:

In caso di infortuni gravi o mortali si aggiungono i profili penali ex artt. 589-590 c.p. (omicidio colposo e lesioni colpose con circostanza aggravante della violazione delle norme di sicurezza sul lavoro). Le prescrizioni ex D.Lgs. 758/94 emesse dall'ASL/PSAL sospendono il procedimento penale: il datore di lavoro può regolarizzare entro il termine prescritto e pagare un quarto del massimo dell'ammenda. Per le fonderie di alluminio, la mancata classificazione delle zone ATEX in presenza di polveri metalliche esplosive può configurare anche il reato di omissione dolosa di cautele antinfortunistiche ex art. 437 c.p. in caso di evento esplosivo.

Checklist adempimenti fonderie e impianti di fusione

  • DVR redatto e aggiornato (art. 28 D.Lgs. 81/08) con profilo di rischio ALTO per ATECO 24.51–24.54
  • RSPP nominato (titolare o professionista esterno con corso 48h rischio alto)
  • Valutazione rischio chimico CMR: fumi metallici (Mn, Ni, Cr VI), silice cristallina, isocianati — Titolo IX Capo II D.Lgs. 81/08
  • Registro degli esposti ad agenti cancerogeni compilato e conservato (art. 243 D.Lgs. 81/08)
  • Misurazioni strumentali dell'esposizione a silice libera cristallina (XRD) e fumi metallici documentate
  • Impianti di aspirazione localizzata (LEV) installati e periodicamente verificati (sbavatura, formatura, produzione anime)
  • Rilevatori fissi CO installati e calibrati nelle aree di fonderia e colata
  • Valutazione rischio da microclima caldo severo con misurazioni WBGT (ISO 7243) documentate
  • Classificazione zone ATEX e redazione DPCE (D.Lgs. 233/2003) per fonderie di alluminio e metalli leggeri
  • Valutazione rischio rumore con fonometria: DPI uditivi forniti per postazioni > 85 dB(A)
  • Valutazione rischio ROA: visiere e filtri IR/UV conformi EN 169/EN 170 forniti agli operatori di colata
  • Formazione lavoratori completata: 16h (4h generale + 12h specifica rischio ALTO)
  • Formazione specifica ATEX per addetti alle zone classificate documentata
  • Medico competente nominato con protocollo sanitario specifico per fonderia (silice, Mn, calore, rumore, ROA)
  • Sorveglianza sanitaria attivata: spirometria + RX torace per silice; test neurologici per Mn; audiometria per rumore
  • DPI per mansione consegnati con verbale firmato (DPI termici, respiratori P3, uditi, visiere IR, calzature S3 SRC)

FAQ — Sicurezza fonderie e fusione metalliFAQ

Un'impresa di fusione ghisa con 5 dipendenti deve redigere il DVR?
Sì, in modo assoluto e senza eccezioni dimensionali. Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è obbligatorio ai sensi dell&apos;art. 17 comma 1 lett. a) e dell&apos;art. 28 del D.Lgs. 81/08 per qualsiasi datore di lavoro che abbia anche un solo lavoratore subordinato o equiparato. L&apos;assenza di soglie dimensionali è particolarmente rilevante nelle fonderie e negli impianti di fusione, dove il profilo di rischio è classificato ALTO per la compresenza di numerosi fattori di pericolo gravi: esposizione a fumi metallici contenenti agenti cancerogeni (manganese, nichel, cromo VI), silice libera cristallina (silicosi, IARC Gruppo 1), calore severo con indice WBGT tipicamente superiore ai valori limite, rumore impulsivo ad alta intensità, radiazioni ottiche artificiali da getti incandescenti, rischio esplosione da polveri metalliche sottili (ATEX). Il DVR di una fonderia di ghisa (ATECO 24.51) con 5 dipendenti deve obbligatoriamente contenere: la valutazione del rischio chimico con identificazione degli agenti presenti (fumi di fusione, manganese, silice cristallina, CO) e confronto con i Valori Limite di Esposizione Professionale (VLA-TWA e VLA-STEL) dell&apos;Allegato XXXVIII D.Lgs. 81/08; la valutazione del microclima caldo severo con misurazioni WBGT ai sensi della ISO 7243; la valutazione del rischio rumore con fonometria; la classificazione delle zone ATEX (se presenti polveri metalliche fini in sospensione); la valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali (ROA) ai sensi del Titolo VIII Capo V; la valutazione del rischio MMC per i movimentatori di lingotti e getti. Il DVR deve indicare i DPI specifici per mansione, il piano di miglioramento con tempi e responsabilità, e i nominativi di RSPP, RLS e medico competente.
Cosa prevede la valutazione del rischio da silice nelle fonderie di ghisa e alluminio?
La silice libera cristallina (SLC) è classificata dall&apos;IARC come cancerogeno del Gruppo 1 (per l&apos;uomo) per la forma alfa-quarzo inalata durante le attività lavorative, in particolare per i lavoratori delle fonderie. La valutazione del rischio da SLC nelle fonderie rientra nel Titolo IX D.Lgs. 81/08 (agenti chimici pericolosi con effetti CMR) e segue le disposizioni del Titolo IX Capo II (agenti cancerogeni e mutageni, artt. 233-245). Il Valore Limite di Esposizione Ambientale (VLA-TWA) per la silice cristallina respirabile (alfa-quarzo) è di 0,1 mg/m³ come media pesata su 8 ore (Allegato XXXVIII D.Lgs. 81/08, aggiornato sulla base della Direttiva UE sugli agenti CMR). Nelle fonderie l&apos;esposizione a SLC avviene principalmente durante: la preparazione delle forme e delle anime in sabbia silica (formatura); la sgranatura e la sbavatura dei getti (operazioni meccaniche di rimozione della sabbia solidificata attaccata al getto); le operazioni di pulitura meccanica con sabbiatrici; la movimentazione di sabbie esausite; la demolizione dei refrattari a base di silice. La valutazione dell&apos;esposizione a SLC deve essere effettuata con campionamenti personali in zona respiratoria (EN 13205) e analisi gravimetrica con determinazione della frazione respirabile, seguita da analisi in diffrazione a raggi X (XRD) per la quantificazione della silice cristallina. Qualora la valutazione strumentale evidenzi superamenti o avvicinamenti al VLA, le misure di prevenzione prioritarie sono: sostituzione o riduzione dell&apos;uso di sabbie silicee (ove tecnicamente possibile), impianti di aspirazione localizzata in tutte le postazioni di sbavatura e sgranatura, sabbiatrici completamente chiuse con aspirazione ad alto rendimento, DPI respiratori con filtro P3 (semimaschere con filtro P3 o autorespiratori ad aria per esposizioni elevate). La sorveglianza sanitaria deve includere spirometria e RX torace (o HRCT nei casi selezionati) con cadenza stabilita dal medico competente in base all&apos;entità dell&apos;esposizione.
Quali sono i valori limite per manganese e cromo esavalente nelle fonderie?
Manganese e cromo esavalente sono tra i più importanti agenti chimici pericolosi presenti nelle fonderie di ghisa e acciaio; entrambi sono soggetti a Valori Limite di Esposizione (VLA) vincolanti nella normativa italiana. Il manganese (Mn) è presente come componente delle leghe di ghisa e acciaio (contenuto tipico nell&apos;acciaio al manganese fino al 13-14%) e si libera nei fumi di fusione e di colata sotto forma di ossido di manganese (MnO, Mn₂O₃, Mn₃O₄). L&apos;esposizione cronica al manganese causa il manganismo, una sindrome neurologica con sintomi simili al Parkinson (tremore, rigidità, disturbi dell&apos;equilibrio, disfunzioni cognitive). Il VLA-TWA per il manganese e i suoi composti inorganici è di 0,2 mg/m³ (come Mn, frazione inalabile) ai sensi dell&apos;Allegato XXXVIII del D.Lgs. 81/08. Il VLA-STEL (valore limite per brevi esposizioni, 15 minuti) è di 0,6 mg/m³. Questi valori sono tra i più bassi nell&apos;elenco degli agenti chimici, il che riflette l&apos;elevata neurotossicità del manganese anche a basse concentrazioni. Il cromo esavalente (Cr VI) è presente nelle fonderie di acciaio inossidabile e nei trattamenti termici di leghe contenenti cromo; è classificato come cancerogeno del Gruppo 1 IARC (carcinoma polmonare, carcinoma naso-sinusale). Il VLA-TWA per il cromo esavalente è di 0,005 mg/m³ (5 µg/m³, come Cr VI) ai sensi della Direttiva 2017/2398/UE recepita in Italia, con un valore transitorio di 0,010 mg/m³ per alcune operazioni specifiche. Il nichel e i suoi composti sono anch&apos;essi classificati come CMR Gruppo 1 IARC. Per tutti questi agenti CMR la valutazione e la gestione del rischio seguono il Titolo IX Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 233-245): obbligo di eliminazione o sostituzione se tecnicamente possibile, utilizzo di sistemi chiusi, aspirazione localizzata, DPI respiratori con filtro idoneo, sorveglianza sanitaria obbligatoria, registro degli esposti (ex art. 243 D.Lgs. 81/08).
Come si valuta il rischio da calore severo vicino ai forni di fusione?
Il rischio da calore severo nei lavoratori addetti ai forni di fusione (forni ad arco elettrico, forni ad induzione, cubilotti) è uno dei principali rischi fisici delle fonderie. La valutazione è obbligatoria ai sensi del Titolo VIII Capo II del D.Lgs. 81/08 (artt. 181-185) e si effettua con il metodo WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) ai sensi della norma ISO 7243:2017 e, per una valutazione analitica più precisa dello stress termico metabolico, con il metodo PHS (Predicted Heat Strain) della norma ISO 7933:2004. Nelle fonderie le temperature rilevate nelle postazioni vicine ai forni di fusione e di colata raggiungono frequentemente valori di WBGT compresi tra 28 e 40°C o superiori. I valori limite di riferimento ISO 7243 per lavoratori acclimatati con metabolismo medio-alto (categoria M3: 200-260 W, corrispondente alle operazioni di fonderia) sono di 28°C WBGT; per lavoratori non acclimatati il limite scende a 26°C. Il superamento del limite WBGT indica condizioni di stress termico che possono evolvere verso patologie gravi (colpo di calore, sincope da calore, crampi da calore). Le misure obbligatorie in caso di superamento dei valori di azione comprendono: misure tecniche di engineering (raffreddamento localizzato per convezione forzata nelle postazioni a fianco dei forni, schermature radianti riflettenti tra il forno e la postazione di lavoro, tute raffreddate ad aria compressa o ad acqua per gli operatori che compiono operazioni ravvicinate al forno di fusione); misure organizzative (rotazione programmata delle mansioni con turni di esposizione non superiori a 45-60 minuti alternati a pause in zone fresche, fornitura di acqua fresca e sali minerali, adattamento degli orari estivi); sorveglianza sanitaria con il medico competente (visita preventiva con valutazione cardiologica, ECG, PA; visita periodica annuale; giudizio di idoneità con eventuale esclusione dei lavoratori con patologie cardiovascolari, tiroidee o in terapia con farmaci termosensibili). I DPI termici per le fonderie comprendono: tute in fibra ignifuga (EN ISO 11612), guanti anti-calore Cat. III (EN 407), visiere facciali anti-calore (EN 166/EN 170), schermo facciale anteroico per la colata.
Le fonderie di alluminio sono soggette alla normativa ATEX?
Sì, e in misura significativa. La normativa ATEX (acronimo di ATmosphères EXplosibles) si applica alle fonderie di alluminio, magnesio e altre leghe di metalli leggeri in virtù della pericolosità esplosiva delle polveri metalliche sottili in sospensione nell&apos;aria. Il quadro normativo si compone della Direttiva 1999/92/CE (ATEX luoghi di lavoro, recepita con D.Lgs. 233/2003) — che disciplina gli obblighi del datore di lavoro — e della Direttiva 2014/34/UE (ATEX prodotti, recepita con D.Lgs. 85/2016) — che disciplina le caratteristiche costruttive delle attrezzature destinate ad ambienti potenzialmente esplosivi. Le polveri di alluminio e di magnesio con granulometria inferiore a 200 µm (e in particolare le polveri con D50 < 100 µm) hanno temperature minime di infiammabilità molto basse (per le polveri di alluminio: TMI in strato ~260°C; TMI in nube ~550-650°C) e possono formare atmosfere esplosive se la concentrazione supera il LEL (Limite Esplosivo Inferiore, tipicamente 30-100 g/m³ per le polveri metalliche). Le aree a rischio nelle fonderie di alluminio includono: la zona di frantumazione e macinazione dei metalli di ritorno, i circuiti di aspirazione delle polveri di sbavatura, le aree di caricamento e stoccaggio delle cariche metalliche in polvere, i locali dei filtri di depolverazione. Il datore di lavoro deve adempiere a: classificazione delle zone ATEX (Zona 20: atmosfera esplosiva da polvere presente in modo continuo o per lunghi periodi; Zona 21: presente occasionalmente; Zona 22: presente raramente e per brevi periodi), redazione del Documento di Protezione Contro le Esplosioni (DPCE) ai sensi del D.Lgs. 233/2003, selezione di attrezzature di lavoro con marcatura Ex appropriate per la categoria di zona, formazione specifica ATEX per tutti i lavoratori che operano nelle zone classificate, ispezione e manutenzione periodica degli impianti elettrici e di aspirazione nelle zone ATEX.
Quante ore di formazione devono fare i lavoratori delle fonderie?
I lavoratori delle fonderie di ghisa, acciaio, alluminio e altri metalli (codici ATECO 24.51, 24.52, 24.53, 24.54) sono classificati in categoria di rischio ALTO ai sensi dell&apos;Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e del successivo Accordo SR 2025. Per la categoria di rischio ALTO il monte ore di formazione obbligatoria per i lavoratori è di 16 ore totali: 4 ore di formazione generale (concetti di rischio, danno, prevenzione, organizzazione della prevenzione, diritti e doveri dei lavoratori, organi di vigilanza, primo soccorso di base) e 12 ore di formazione specifica sui rischi del settore metalmeccanico-fonderia (rischio chimico da fumi metallici, silice, CO, isocianati; rischio da calore severo e WBGT; rischio rumore; radiazioni ottiche artificiali; rischio ATEX; movimentazione lingotti e getti; DPI per mansione; procedure di emergenza in fonderia). L&apos;aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni. Oltre alla formazione generale e specifica D.Lgs. 81/08, i lavoratori delle fonderie devono completare: formazione antincendio livello 2 o 3 in base alla classificazione dell&apos;attività (8 ore per rischio medio, DM 02/09/2021); formazione primo soccorso gruppo A (16 ore, D.M. 388/2003, per fonderie con codice ATECO ad alto rischio infortuni); formazione specifica per il rischio chimico CMR (aggiornamento annuale per gli esposti a Cr VI, Mn, silice cristallina, Ni); formazione ATEX per gli addetti alle zone classificate; formazione per operatori di carrelli elevatori (12 ore teoria + 4 ore pratica, Accordo SR 22/02/2012) e di gru a bandiera o carroponte (per gli addetti alla movimentazione dei getti e dei lingotti con sistemi di sollevamento). I preposti (capofonderia, capoturno) frequentano un percorso aggiuntivo di 8 ore. Il datore di lavoro RSPP per rischio alto frequenta il corso da 48 ore. Complessivamente, un fonditore pienamente formato accumula tra le 48 e le 60 ore di formazione obbligatoria.
Quali accertamenti sanitari sono obbligatori per i fonditori esposti a silice?
La sorveglianza sanitaria per i lavoratori delle fonderie esposti a silice libera cristallina è obbligatoria ai sensi dell&apos;art. 41 D.Lgs. 81/08 e dell&apos;art. 242 (sorveglianza sanitaria per agenti cancerogeni e mutageni), data la classificazione della silice cristallina respirabile come cancerogeno IARC Gruppo 1. Il protocollo sanitario è definito dal medico competente nominato dal datore di lavoro, con cadenza periodica determinata in funzione dell&apos;entità dell&apos;esposizione e del profilo di rischio individuale. Gli accertamenti sanitari minimi per i fonditori esposti a silice cristallina respirabile comprendono: visita medica preventiva all&apos;assunzione con anamnesi lavorativa e patologica (precedenti esposizioni a silice, storia respiratoria, tabagismo) e raccolta di spirometria basale (FVC, FEV1, rapporto FEV1/FVC); radiografia del torace in proiezione PA (o in alternativa la TC torace ad alta risoluzione — HRCT — per lesioni iniziali non evidenti alla RX) secondo la classificazione ILO-BIT (International Labour Organization Benzol-Infektionskrankheits-Tuberculose) delle opacità radiologiche; spirometria periodica (almeno annuale per esposizioni elevate, biennale per esposizioni moderate inferiori al VLA); eventuale visita pneumologica specialistica e DLCO (capacità di diffusione del CO) su indicazione clinica; test cutaneo alla tubercolina (Mantoux) o IGRA (Quantiferon TB Gold) dato il legame tra silicosi e aumentata suscettibilità alla tubercolosi. Oltre agli accertamenti per la silice, il protocollo sanitario delle fonderie di ghisa e acciaio include tipicamente: test neurologici (UPDRS scale) per l&apos;esposizione a manganese; audiometria annuale per i lavoratori esposti a rumore > 85 dB(A) (LEX,8h); valutazione cardiologica (ECG, PA) per i lavoratori esposti a calore severo; esame ematico con emocromo, enzimi epatici e funzione renale per i lavoratori esposti a più agenti chimici sistemici. La periodicità complessiva delle visite è annuale per il profilo di rischio tipico delle fonderie (rischio ALTO). Il medico competente rilascia il giudizio di idoneità alla mansione specifica e, in caso di silicosi accertata, attiva la procedura INAIL per malattia professionale.
Cosa sono le radiazioni ottiche artificiali (ROA) nelle fonderie e quali DPI sono richiesti?
Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) nelle fonderie sono le radiazioni non ionizzanti (UV, visibile, IR) emesse dai getti di metallo incandescente durante la colata, dalle siviere di trasporto, dagli operatori di sbavatura con smerigliatrici ad arco e da eventuali operazioni di saldatura per riparazione dei getti difettosi. Il rischio da ROA è disciplinato dal Titolo VIII Capo V del D.Lgs. 81/08 (artt. 213-220), che obbliga il datore di lavoro a valutare l&apos;esposizione dei lavoratori alle ROA e ad adottare le misure di prevenzione collettive e individuali. Le sorgenti ROA nelle fonderie emettono prevalentemente: radiazione infrarossa (IR-A e IR-B) a causa della temperatura elevata dei getti (acciaio liquido: circa 1.500-1.600°C; ghisa liquida: circa 1.200-1.400°C; alluminio liquido: circa 700-800°C), con valori di irradianza che superano ampiamente i valori limite di esposizione (VLE) per il cristallino e la retina; radiazione visibile ad alta luminanza, che può causare abbagliamento e danni retinici per esposizione acuta; radiazione UV nelle operazioni di saldatura e riparazione dei getti, con rischio di cheratocongiuntivite da UV (flash elettrico) e eritema cutaneo. I DPI obbligatori per la protezione contro le ROA nelle fonderie comprendono: visiere e occhiali con filtro per calore radiante e IR, conformi alla norma EN 166 (specifiche generali) e alla norma EN 169 (filtri per saldatura e operazioni ad arco — con numero di gradazione appropriato alla luminosità della sorgente) o EN 171 (filtri per infrarossi); per le operazioni di colata e spillaggio, si utilizzano tipicamente visiere basculanti anteroiche con filtro IR di gradazione 3-5 (per colata di ghisa e acciaio) o 2-4 (per alluminio); per le operazioni di saldatura di riparazione dei getti, il filtro di saldatura deve avere la gradazione prescritta dalla EN 169 in funzione dell&apos;intensità di corrente. Le protezioni per il corpo (grembiuli, ghette, guanti in fibra refrattaria) proteggono anche dalle ustioni da calore radiante IR. La valutazione quantitativa delle ROA deve essere effettuata o per misura strumentale (radiometri calibrati) o per stima mediante dati tecnici delle sorgenti e algoritmi di calcolo previsti dalla norma tecnica CIE 203:2012.

15. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 28, 36-37, 41, 55-60, 63, 77-79, Titoli VI, VIII, IX, X; Allegati XXXVIII, XXXIII, VII)
  • D.Lgs. 12 giugno 2003 n. 233 — Attuazione della Direttiva 1999/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive (ATEX)
  • Direttiva 1999/92/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio — Prescrizioni minime per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori in ambienti con atmosfere esplosive (ATEX luoghi di lavoro)
  • Direttiva 2017/2398/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio — Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall&apos;esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (cromo esavalente VLA-TWA 0,005 mg/m³)
  • D.Lgs. 4 dicembre 1992 n. 475 — Attuazione della Direttiva 89/686/CEE relativa ai dispositivi di protezione individuale (DPI), sostituito dal Reg. UE 2016/425
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro
  • DPR 1° agosto 2011 n. 151 — Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti ai sensi dell&apos;art. 37 D.Lgs. 81/08 (monte ore per livello di rischio ALTO: 16h)
  • Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — Attrezzature di lavoro — formazione per operatori di carrelli elevatori industriali semoventi e gru su autocarro
  • ISO 7243:2017 — Ergonomia degli ambienti termici — valutazione della sollecitazione termica mediante l&apos;indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature)
  • ISO 7933:2004 — Ergonomia dell&apos;ambiente termico — valutazione analitica e interpretazione dello stress termico mediante il calcolo dello stress termico previsto (PHS)
  • EN 166:2002 — Protezione personale degli occhi — specifiche generali (DPI per fonditori e operazioni di colata)
  • EN 169:2002 — Protezione personale degli occhi — filtri per saldatura e tecniche connesse — requisiti di trasmittanza e uso raccomandato
  • Regolamento UE 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio — Dispositivi di protezione individuale (DPI)
  • INAIL — Profilo di rischio fonderie di ghisa e metalli non ferrosi (linee guida di igiene industriale per la valutazione dell&apos;esposizione a silice, manganese e fumi metallici)
  • UNI EN ISO 11612:2015 — Indumenti di protezione — indumenti di protezione contro il calore e le fiamme — requisiti prestazionali minimi

Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla struttura dell'impianto, dal tipo di metallo fuso, dalle mansioni presenti e dalla normativa vigente al momento dell'applicazione. DVR, DPCE, valutazione del rischio chimico CMR, protocollo sanitario e classificazione ATEX devono essere redatti da professionisti abilitati e adattati al caso specifico della fonderia. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua attività e supportiamo la gestione documentale.

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