Le centrali elettriche e le reti di distribuzione energia presentano i profili di rischio tra i più gravi del panorama industriale: rischio elettrico ad alta e altissima tensione, campi elettromagnetici (CEM) da valutare ai sensi del Titolo VIII Capo IV D.Lgs. 81/08, lavori in quota su tralicci e torri con rischio di caduta dall'alto, spazi confinati nelle camerette e nei cunicoli porta-cavi, rischio di esplosione nelle centrali. Il DVR deve coprire tutti questi rischi per mansione; la formazione PES-PAV-PEI ai sensi della norma CEI 11-27 e le verifiche periodiche degli impianti ai sensi del DPR 462/2001 sono obbligatori.
1. Quadro normativo per centrali e reti di distribuzione
La sicurezza sul lavoro nelle centrali elettriche e nelle reti di distribuzione dell'energia si muove all'interno di un quadro normativo articolato che combina la legislazione generale sulla sicurezza sul lavoro con la normativa tecnica specifica del settore elettrico e con i requisiti regolatori del mercato energetico.
Il riferimento legislativo principale è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico), che si applica a tutti i gestori di impianti elettrici di produzione, trasmissione e distribuzione. I titoli più rilevanti sono: il Titolo III (attrezzature di lavoro, compresi gli impianti elettrici), il Titolo IV (cantieri temporanei e mobili, per i lavori in linea), il Titolo VIII Capo I (agenti fisici: rumore) e Capo IV (campi elettromagnetici, CEM), il Titolo IX Capo II e III (atmosfere esplosive - ATEX, per i locali con accumulo di idrogeno o gas), il Titolo XI (ambienti confinati, tramite il DPR 177/2011).
La normativa tecnica di riferimento principale è la norma CEI 11-27 "Lavori su impianti elettrici" (quinta edizione 2021), che definisce le procedure di sicurezza per i lavori sotto tensione e fuori tensione, le qualifiche professionali (PES, PAV, PEI) e i requisiti formativi. Si affianca la norma CEI 11-15 per i lavori sotto tensione in Alta Tensione e la norma CEI 64-8 per gli impianti elettrici utilizzatori. Il DPR 462/2001 disciplina le verifiche periodiche degli impianti di terra.
Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua struttura e supportiamo la gestione documentale del sistema di sicurezza per centrali, stazioni di trasformazione e reti di distribuzione.
2. DVR per distributori e gestori di rete (Enel, e-distribuzione)
Il Documento di Valutazione dei Rischi per un gestore di rete elettrica deve essere strutturato per tipologia di impianto (centrale di produzione, stazione di trasformazione AT/MT, cabina primaria, cabina secondaria, linea aerea, linea in cavo interrato) e per mansione (operatore di sala controllo, manutentore elettromeccanico, lineare, addetto a cunicoli e spazi confinati, operatore di pronto intervento).
La complessità del DVR per i grandi gestori di rete (Enel, e-distribuzione, Terna) deriva dalla molteplicità degli impianti e delle attività: dagli interventi in emergenza sulla rete dopo guasti (spesso in condizioni meteorologiche avverse e in orari notturni) alla manutenzione programmata delle stazioni AT. I gestori di rete di grandi dimensioni hanno tipicamente sistemi di gestione della salute e sicurezza certificati (OHSAS 18001 / ISO 45001), che non sostituiscono il DVR ma si integrano con esso. Per le cooperative e le imprese in appalto che lavorano per conto dei gestori, il DUVRI ai sensi dell'art. 26 D.Lgs. 81/08 è obbligatorio per regolare i rischi da interferenza.
3. Rischio elettrico: alta e altissima tensione
Il rischio elettrico nelle centrali e nelle reti di distribuzione si manifesta a livelli di tensione molto superiori a quelli degli impianti civili e industriali. Le reti italiane di trasmissione operano a 380 kV (Altissima Tensione — AAT) e 220 kV (Alta Tensione — AT); le reti di distribuzione a 132 kV, 66 kV e 20 kV (Media Tensione — MT); le reti di distribuzione in bassa tensione a 230/400 V (Bassa Tensione — BT).
I principali rischi elettrici sono:
- Contatto diretto con conduttori in tensione: particolarmente grave in AT/AAT, dove la folgorazione è letale a distanze molto superiori al contatto fisico (arco elettrico).
- Contatto indiretto tramite masse o strutture metalliche che abbiano assunto potenziale a causa di guasti all'isolamento.
- Arco elettrico: in AT/AAT un arco elettrico innescato dall'avvicinamento eccessivo o da un guasto libera energia termica e pressione d'onda che possono essere letali a diversi metri di distanza. La protezione richiede DPI specifici per la resistenza all'arco (categoria ATPV — Arc Thermal Performance Value).
- Induzione elettromagnetica: le linee AT in esercizio inducono tensioni nei circuiti aperti vicini (conduttori sezionati, strutture metalliche isolate), rendendo necessaria la messa a terra e in cortocircuito prima di ogni lavoro.
Le misure di prevenzione si basano sul rigoroso rispetto delle distanze di sicurezza definite dalla norma CEI 11-27 (zone: di pericolo, di lavoro sotto tensione, di lavoro in prossimità) e sulla procedura di messa fuori tensione (MFT) per i lavori fuori tensione.
4. Campi elettromagnetici (CEM): valutazione e limiti
I campi elettromagnetici a bassa frequenza (50 Hz) generati dalle linee AT/AAT e dalle stazioni di trasformazione sono un rischio specifico per i lavoratori del settore elettrico, disciplinato dal Titolo VIII Capo IV D.Lgs. 81/08 (artt. 206-212) in recepimento della Direttiva 2013/35/UE.
I valori di azione (VA) per il campo magnetico a 50 Hz sono definiti all'Allegato XXXVI del D.Lgs. 81/08: VA basso pari a 1 mT e VA alto pari a 100 mT. I valori limite di esposizione (VLE) per gli effetti sanitari non sensoriali sono 100 mV/m per il campo elettrico indotto (corrispettivo di B pari a circa 2 mT a 50 Hz). Nelle immediate vicinanze di stazioni AT e sotto le linee aree si possono registrare valori di campo magnetico che superano i valori di azione, richiedendo la valutazione approfondita e l'adozione di misure preventive.
Particolare attenzione va riservata ai lavoratori portatori di dispositivi medici attivi impiantati (pace-maker, defibrillatori impiantabili): per questi soggetti i livelli di campo da non superare possono essere molto più bassi dei VA generali, richiedendo una valutazione individuale in collaborazione con il medico competente e lo specialista cardiologo.
5. Lavori sotto tensione e fuori tensione: CEI 11-27
La norma CEI 11-27 "Lavori su impianti elettrici" è il principale riferimento tecnico per l'esecuzione in sicurezza di qualsiasi attività su impianti elettrici. La norma distingue tra:
- Lavori fuori tensione (in senso stretto): l'impianto è messo fuori tensione con la procedura MFT a cinque fasi (sezionamento, blocco reinserimento, verifica assenza tensione, messa a terra e in cortocircuito, protezione delle parti in tensione vicine). Questi lavori possono essere eseguiti da PES o PAV sotto supervisione.
- Lavori in prossimità di parti in tensione: i lavoratori operano nella zona di avvicinamento (DA — distanza di avvicinamento) ma non entrano nella zona di lavoro sotto tensione (DL). Richiedono misure di protezione specifiche (barriere, schermi isolanti) e la qualifica PES o PAV.
- Lavori sotto tensione: i lavoratori entrano nella zona DL e toccano parti in tensione o lavorano nella loro immediata vicinanza con utensili e DPI isolanti. Richiedono la qualifica PEI e l'adozione di metodi di lavoro specifici (metodo a contatto, metodo a distanza, metodo in potenziale). I lavori sotto tensione in AT richiedono l'abilitazione specifica ai sensi della norma CEI 11-15.
Il Responsabile dei Lavori (RL), la Persona Preposta alla Conduzione dei Lavori (PPCL) e il Preposto ai Lavori (PL) sono le figure organizzative definite dalla CEI 11-27 per la gestione in sicurezza dei cantieri elettrici.
6. Rischio caduta dall'alto: pali, torri e tralicci
I lavori in quota su pali in legno o calcestruzzo, su torri metalliche e su tralicci delle linee aeree sono tra le attività a maggiore rischio di infortunio grave o mortale nel settore elettrico. Il Titolo IV Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 111-131) definisce gli obblighi per i lavori in quota (operazioni eseguite ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile).
La gerarchia delle misure preventive per il rischio di caduta è: (1) misure collettive prioritarie (PLE, parapetti fissi sulle piattaforme di accesso); (2) sistemi di arresto caduta individuali (imbragatura anticaduta UNI EN 361, cordino con assorbitore UNI EN 355, sistema anticaduta su fune o guida UNI EN 353); (3) sistemi di posizionamento su fune (work positioning UNI EN 358) per il lavoro in posizione sulle strutture. I lavoratori che operano in quota sulle strutture delle linee elettriche devono essere specificamente formati all'utilizzo dei sistemi di accesso e posizionamento su fune (SPAF, norma UNI EN 12841) e all'uso dei DPI anticaduta, con esercitazioni pratiche periodiche.
7. Rischio esplosione nelle centrali
Nelle centrali elettriche possono essere presenti fonti di rischio di esplosione legate a: batterie di accumulatori al piombo (che durante la carica producono idrogeno, gas infiammabile e potenzialmente esplosivo), trasformatori a olio (l'olio dielettrico, in caso di surriscaldamento o arco elettrico, può vaporizzare e infiammarsi), celle a combustibile in alcune centrali di nuova generazione.
Le aree con rischio di atmosfera esplosiva devono essere classificate ai sensi del Titolo XI D.Lgs. 81/08 e della Direttiva ATEX 2014/34/UE: i locali batterie sono tipicamente classificati zona 2 (atmosfera esplosiva presente occasionalmente in condizioni normali) o zona 1 in prossimità delle batterie durante la carica. Le apparecchiature elettriche nelle zone ATEX devono avere la marcatura Ex con categoria idonea alla zona. Il locale batterie deve essere dotato di ventilazione forzata che mantenga la concentrazione di idrogeno al di sotto del 25% del LEL (limite inferiore di esplosività, pari all'1% in volume in aria). Il documento di classificazione delle zone ATEX e il piano di salvataggio devono essere elaborati e conservati.
8. Spazi confinati: cunicoli, pozzi e cabine interrate
I cunicoli porta-cavi, le camerette di ispezione (tombini), le cabine interrate e i locali tecnici sotterranei delle reti di distribuzione sono classificati come "ambienti sospetti di inquinamento o confinati" ai sensi del DPR 14 settembre 2011 n. 177. I lavori in questi ambienti sono soggetti a una disciplina speciale che richiede la qualificazione dell'impresa e la formazione specifica dei lavoratori.
Prima di ogni accesso è obbligatoria la verifica dell'atmosfera interna con strumentazione calibrata: concentrazione di ossigeno (sicura tra 19,5% e 23,5%), assenza di gas tossici (H2S, CO) e di gas infiammabili (CH4, vapori di solventi). La ventilazione forzata deve precedere l'ingresso e continuare durante i lavori. Un lavoratore qualificato (il guardiano) deve restare all'esterno con piena capacità di comunicare con l'interno e di attivare i soccorsi. I DPI per la respirazione (autorespiratori, maschere con fornitura di aria esterna) devono essere disponibili e i lavoratori devono essere addestrati al loro uso. Il piano di emergenza per il recupero di un lavoratore infortunato o privo di sensi all'interno dello spazio confinato è un elemento critico della gestione del rischio.
9. Formazione PES-PAV-PEI e abilitazioni elettriche
La formazione specifica per i lavori elettrici è strutturata dalla norma CEI 11-27 e dall'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011. I lavoratori del settore elettrico rientrano nel comparto industriale classificato a rischio alto: la formazione dei lavoratori prevede 16 ore totali (4 generali + 12 specifiche), con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni.
Oltre alla formazione base del D.Lgs. 81/08, il personale elettrico deve ricevere la formazione specifica per l'attribuzione delle qualifiche CEI 11-27:
- Per la qualifica PAV: formazione sulle procedure di sicurezza della CEI 11-27, sui rischi specifici dell'impianto su cui si opera, sull'utilizzo dei DPI elettrici, sulle procedure di emergenza.
- Per la qualifica PES: formazione più approfondita sulle procedure MFT, sulla gestione dei cantieri elettrici come RL o PPCL, sull'identificazione e verifica delle condizioni di sicurezza dell'impianto.
- Per la qualifica PEI: formazione specifica ai metodi di lavoro sotto tensione (a contatto, a distanza, in potenziale), sull'utilizzo degli utensili isolanti e dei DPI per la protezione dall'arco elettrico, con addestramento pratico obbligatorio su impianti simulati o fuori tensione prima dell'autorizzazione ai lavori reali sotto tensione.
La formazione antincendio (D.M. 02/09/2021, livello elevato per le attività a rischio alto) e la formazione specifica per i lavori in quota con SPAF e per le attività in spazi confinati (DPR 177/2011) completano il profilo formativo obbligatorio.
10. Sorveglianza sanitaria per esposizione a CEM
La sorveglianza sanitaria per i lavoratori del settore elettrico è obbligatoria ai sensi dell'art. 41 D.Lgs. 81/08 per i rischi che la richiedono: esposizione a CEM superiore ai valori di azione (Titolo VIII Capo IV), lavori in quota con utilizzo di DPI anticaduta (sorveglianza della idoneità fisica per i lavori in quota), rumore da macchinari nelle centrali, turni notturni prolungati.
Il protocollo sanitario per i lavoratori esposti a CEM include: valutazione anamnestica specifica per la presenza di dispositivi medici impiantati (pace-maker, ICD, neurostimolatori), esame obiettivo cardiovascolare, eventuali accertamenti strumentali se richiesti dal medico competente. Per i portatori di dispositivi medici attivi impiantati esposti a CEM superiori ai valori di azione, il medico competente deve valutare l'idoneità alla mansione specifica in collaborazione con lo specialista cardiologo o neurologo. La sorveglianza sanitaria comprende anche la valutazione dell'idoneità alla guida di veicoli e alla movimentazione di mezzi di lavoro, critica per i lineari che operano con autocarri e piattaforme aeree.
FAQ — Sicurezza nelle centrali elettriche e reti di distribuzioneFAQ
Quali sono le figure di PES, PAV e PEI previste dalla norma CEI 11-27 e chi può ricoprirle?
Come si valuta il rischio da campi elettromagnetici (CEM) per i lavoratori vicino alle linee ad alta tensione?
Cosa prevede la procedura di messa fuori tensione (MFT) ai sensi della norma CEI 11-27 prima di intervenire su un impianto?
Quali sono i requisiti di sicurezza per i lavori in quota su tralicci e torri delle linee elettriche?
Come si gestisce la sicurezza negli spazi confinati come cunicoli cavi e camerette di ispezione delle reti elettriche?
Il DPR 462/2001 sulle verifiche periodiche degli impianti si applica anche alle stazioni elettriche AT/MT?
12. Fonti normative
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 28, 36-37, 41, Titoli IV, VIII, IX, XI)
- D.Lgs. 81/08 artt. 206-212 — Campi elettromagnetici (CEM): valori limite e obblighi
- DPR 22 ottobre 2001 n. 462 — Verifiche periodiche impianti di messa a terra e impianti elettrici pericolosi
- DPR 14 settembre 2011 n. 177 — Qualificazione delle imprese per lavori in ambienti confinati
- D.Lgs. 81/08 artt. 287-297 e Allegato XLIX — Atmosfere esplosive (ATEX): classificazione delle zone
- Norma CEI 11-27:2021 — Lavori su impianti elettrici (quinta edizione): PES, PAV, PEI, MFT, LSBT
- Norma CEI 11-15 — Esecuzione dei lavori sotto tensione su impianti di Alta Tensione
- Norma CEI 64-8:2012 e varianti — Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata
- Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione dei lavoratori, preposti e dirigenti
- Direttiva 2013/35/UE — Esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da campi elettromagnetici (recepita con D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo IV)
- Direttiva 2014/34/UE (ATEX) — Apparecchiature e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive
- UNI EN 361:2003 — Imbracature anticaduta per lavori in quota
- UNI EN 355:2002 — Assorbitori di energia e cordini con assorbitore di energia
- UNI EN 12841:2006 — Sistemi di accesso e posizionamento su fune: dispositivi di regolazione sulla fune
- UNI EN ISO 9612:2011 — Acustica: determinazione dell'esposizione al rumore in ambiente di lavoro
Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla tipologia degli impianti, dalle mansioni presenti, dai livelli di tensione e dalla normativa vigente. DVR, classificazione ATEX, valutazione CEM, procedure CEI 11-27 e sorveglianza sanitaria devono essere adattati al caso concreto. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e supportiamo la gestione documentale.
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