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Microclima nei Luoghi di Lavoro

Definizione di microclima, parametri fisici rilevanti, indici di comfort PMV/PPD, valutazione degli ambienti severi caldi e freddi e adempimenti previsti dal Titolo VIII Capo III del D.Lgs. 81/08.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il microclima è l'insieme delle condizioni fisiche dell'ambiente di lavoro che influiscono sugli scambi termici tra il corpo umano e l'ambiente circostante. I parametri che lo definiscono sono: temperatura dell'aria, umidità relativa, velocità dell'aria e temperatura radiante media (irraggiamento termico). La valutazione del rischio microclima è obbligatoria ai sensi del Titolo VIII Capo III del D.Lgs. 81/08 (artt. 180-185) e deve essere riportata nel DVR. La norma distingue tra situazioni di comfort termico (ambienti moderati) e condizioni di stress termico (ambienti severi caldi o freddi) che richiedono misure di prevenzione specifiche.

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Riferimento normativo

La disciplina del rischio da agenti fisici comprende il microclima nel Titolo VIII Capo III del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (artt. 180-185), che costituisce la norma quadro sugli agenti fisici nei luoghi di lavoro, recependo la Direttiva 2002/44/CE e le indicazioni delle norme tecniche internazionali. Il D.Lgs. 81/08 art. 63 e Allegato IV disciplinano i requisiti minimi degli ambienti di lavoro, tra cui temperatura, aerazione e umidità. Le norme tecniche di riferimento sono la ISO 7730:2005 (Ergonomia degli ambienti termici — Determinazione analitica e interpretazione del comfort termico) e la ISO 7933:2004 (ambienti severi caldi) e la ISO 11079:2007 (ambienti severi freddi).

I quattro parametri del microclima

  • Temperatura dell'aria (Ta): misurata in gradi Celsius con termometro schermato dall'irraggiamento, è il parametro più immediato ma non sufficiente da solo a descrivere il comfort termico.
  • Umidità relativa (UR): percentuale di vapore acqueo presente nell'aria rispetto al valore di saturazione alla stessa temperatura. Valori ottimali per ambienti moderati: 40-60 %. L'umidità influisce sulla capacità di dissipazione del calore corporeo per evaporazione del sudore.
  • Velocità dell'aria (Va): la corrente d'aria aumenta lo scambio convettivo e contribuisce alla percezione di fresco in ambienti caldi e di disagio da correnti d'aria fredde. Si misura con anemometri a filo caldo o ad elica.
  • Temperatura radiante media (Tr): media ponderata delle temperature delle superfici circostanti che irradiano calore verso il lavoratore (pareti calde, forni, impianti). Si calcola a partire dalla temperatura del globotermometro (globo nero).

Comfort termico e indici PMV/PPD (ISO 7730)

Negli ambienti moderati (uffici, negozi, ambienti produttivi non estremi) la valutazione del comfort termico si avvale degli indici definiti dalla norma ISO 7730:2005:

  • PMV — Predicted Mean Vote: indice che esprime il voto termico medio previsto di un grande gruppo di persone in una scala da −3 (molto freddo) a +3 (molto caldo). Il valore ottimale è PMV = 0 (neutralità termica). Si calcola in funzione dei sei parametri: temperatura aria, umidità relativa, velocità aria, temperatura radiante media, attività metabolica e resistenza termica dell'abbigliamento (clo).
  • PPD — Predicted Percentage Dissatisfied: percentuale prevista di persone insoddisfatte delle condizioni termiche. La norma ISO 7730 fissa come obiettivo di qualità A (PPD < 6 %, PMV compreso tra −0,2 e +0,2), qualità B (PPD < 10 %) e qualità C (PPD < 15 %).

Ambienti severi caldi: indice WBGT

Negli ambienti severi caldi (fonderie, vetrerie, cucine industriali, lavori estivi all'aperto) la valutazione si basa sull'indice WBGT — Wet Bulb Globe Temperature (ISO 7243:2017 e allegato VI D.M. 9 settembre 1994), che combina temperatura del bulbo umido naturale, temperatura del globotermometro e, per ambienti all'aperto con irraggiamento solare, la temperatura dell'aria secca. Il WBGT viene confrontato con i valori limite di riferimento tabulati in funzione del carico metabolico (da riposo fino a lavoro molto pesante) e dell'acclimatazione del lavoratore. Il superamento dei valori guida indica la necessità di misure preventive (riduzione del carico di lavoro, pause, reidratazione, climatizzazione).

Ambienti severi freddi: indice IREQ e WCI

Negli ambienti severi freddi (celle frigorifere, ambienti refrigerati industriali, lavori all'aperto in stagione invernale) si utilizzano:

  • IREQ — Insulation Required (ISO 11079:2007): valore di isolamento termico dell'abbigliamento necessario per mantenere il bilancio termico del corpo. Consente di selezionare DPI termici adeguati.
  • WCI — Wind Chill Index: stima la temperatura percepita tenendo conto della velocità del vento, utilizzata principalmente per lavori all'aperto.

Valutazione nel DVR e misure preventive

L'art. 28 D.Lgs. 81/08 impone l'inserimento della valutazione del rischio microclima nel DVR. La procedura valutativa comprende:

  • Identificazione delle mansioni e dei reparti con potenziale esposizione a condizioni microclimatiche significative.
  • Misurazione strumentale dei quattro parametri fisici con strumentazione conforme alle norme tecniche.
  • Calcolo degli indici (PMV/PPD per ambienti moderati; WBGT per ambienti severi caldi; IREQ per ambienti freddi).
  • Confronto con i valori di riferimento normativi e tecnici.
  • Definizione delle misure preventive e protettive: climatizzazione, schermatura delle sorgenti di calore radiante, ventilazione, abbigliamento protettivo (DPI termici), organizzazione del lavoro (pause, rotazione), fornitura di bevande.

Il medico competente collabora alla valutazione e può indicare categorie di lavoratori particolarmente sensibili (patologie cardiovascolari, diabetici, lavoratori anziani) per i quali adottare misure aggiuntive.

DPI per temperature estreme

Per gli ambienti severi caldi si utilizzano indumenti ad alta visibilità e resistenti al calore (EN ISO 11612), guanti termoresistenti (EN 407), visiere e schermi facciali antiirraggiamento. Per gli ambienti freddi si impiegano indumenti di protezione dal freddo (EN ISO 11079, EN 342), guanti per il freddo (EN 511), calzature isolanti e, ove necessario, dispositivi di riscaldamento autonomo.

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Domande frequentiFAQ

La valutazione del microclima è obbligatoria anche per un semplice ufficio?
Sì. Tutti i datori di lavoro sono tenuti a valutare il rischio microclima nel DVR ai sensi degli artt. 17 e 28 D.Lgs. 81/08. Per gli ambienti d'ufficio con impianti di climatizzazione, la valutazione può concludersi con un livello di rischio basso documentando i parametri misurati e il rispetto dei requisiti dell'Allegato IV D.Lgs. 81/08. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua specifica realtà aziendale.
Quali sono i valori di temperatura consigliati negli ambienti di lavoro sedentario?
L'Allegato IV punto 1.9 del D.Lgs. 81/08 indica che la temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori. Per lavoro sedentario, le norme tecniche e la prassi indicano un intervallo ottimale di 20-24 °C in inverno e 23-26 °C in estate, con umidità relativa del 40-60 %. Ti aiutiamo a verificare la conformità del vostro ambiente di lavoro.

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