L'appalto, disciplinato dall'art. 1655 c.c., è il contratto con cui una parte (appaltatore) si obbliga, verso un corrispettivo in denaro, a compiere un'opera o un servizio con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio. Quando l'appalto si svolge all'interno dell'azienda del committente o nell'ambito del ciclo produttivo di quest'ultimo, l'art. 26 D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 impone al datore di lavoro committente specifici obblighi di coordinamento, cooperazione e gestione delle interferenze tra le diverse imprese operanti nello stesso luogo di lavoro.
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Definizione di appalto e contratto d'appalto ex art. 1655 c.c.
Il contratto d'appalto ex art. 1655 c.c. si caratterizza per tre elementi essenziali: l'organizzazione autonoma dei mezzi da parte dell'appaltatore, la gestione del rischio economico d'impresa in capo all'appaltatore, e il corrispettivo pattuito con il committente. Si distingue dal contratto d'opera (art. 2222 c.c.) in cui il prestatore è una persona fisica che opera principalmente con il proprio lavoro personale, e dalla somministrazione di lavoro (D.Lgs. 276/2003) in cui il rapporto di lavoro rimane in capo all'agenzia interinale. La distinzione non è meramente formale: il regime di sicurezza applicabile — e in particolare l'art. 26 D.Lgs. 81/08 — dipende dalla qualificazione giuridica del rapporto contrattuale.
Campo di applicazione dell'art. 26 D.Lgs. 81/08
L'art. 26 D.Lgs. 81/08 si applica ai contratti d'appalto, d'opera o di somministrazione conclusi dal datore di lavoro committente quando i lavori, i servizi o le forniture vengono eseguiti all'interno dell'azienda o nell'ambito dell'unità produttiva del committente, ovvero in luoghi di pertinenza dello stesso. La norma non si applica ai cantieri temporanei o mobili soggetti al Titolo IV D.Lgs. 81/08 (per i quali valgono le figure del Coordinatore per la Sicurezza) né alle mere forniture di materiali senza montaggio o installazione. La subfornitura — contratto con cui l'appaltatore affida a un terzo (subappaltatore) parte delle lavorazioni — è soggetta agli stessi obblighi se il subappaltatore opera nel medesimo luogo del committente.
Verifica dell'idoneità tecnico-professionale (ITP)
Prima di consentire l'accesso all'appaltatore, il committente è tenuto a verificare l'idoneità tecnico-professionale (ITP) dell'impresa affidataria. Ai sensi dell'art. 26 co. 1 lett. a) e dell'Allegato XVII D.Lgs. 81/08, la verifica minima richiede:
- Iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA) per l'attività oggetto dell'appalto.
- Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) in corso di validità, attestante la regolarità dei versamenti previdenziali e assicurativi.
- Autocertificazione dell'appaltatore relativa al possesso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e all'adozione di tutte le misure di tutela dei propri lavoratori.
La Circolare del Ministero del Lavoro n. 20 del 1° agosto 2012 ha chiarito che la verifica dell'ITP è un obbligo sostanziale e non meramente formale: il committente deve esaminare la documentazione con ragionevole diligenza. Supportiamo la gestione documentale di questa fase, predisponendo check-list e procedure di verifica ITP adatte al contesto aziendale.
Informazione sui rischi specifici del luogo di lavoro
L'art. 26 co. 1 lett. b) D.Lgs. 81/08 obbliga il committente a fornire all'appaltatore dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati a operarei lavoratori dell'impresa affidataria, incluse le misure di prevenzione e di emergenza adottate. Tale informazione deve avvenire prima dell'inizio dei lavori, in forma documentata. L'appaltatore, a sua volta, è tenuto a informare i propri lavoratori e a comunicare al committente i rischi specifici introdotti dalla propria attività.
DUVRI: cos'è e quando è obbligatorio
Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI), previsto dall'art. 26 co. 3 D.Lgs. 81/08, è il documento che il committente è tenuto a elaborare per individuare e gestire i rischi derivanti dalle interferenze tra le lavorazioni delle diverse imprese operanti nello stesso luogo. Il DUVRI è obbligatorio quando più imprese operano contemporaneamente o in successione negli stessi spazi e le rispettive attività si interferiscono. Non è invece richiesto per:
- Lavori di durata non superiore a 2 giorni-uomo che non comportino rischi particolari.
- Meri servizi di natura intellettuale, fornitura di materiali e attrezzature prive di installazione.
- Lavori o servizi svolti in luoghi separati senza alcuna interferenza fisica o temporale.
Il DUVRI è redatto dal committente (datore di lavoro), eventualmente in collaborazione con il RSPP, e deve essere allegato al contratto d'appalto. Viene aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni di esecuzione o subentrano nuove imprese.
Costi della sicurezza: obbligo contrattuale
L'art. 26 co. 5 D.Lgs. 81/08 stabilisce che i contratti d'appalto e d'opera devono indicare espressamente i costi della sicurezza relativi alle misure necessarie per eliminare o ridurre i rischi da interferenza. Tali costi non possono essere oggetto di ribasso nelle offerte. Devono essere tenuti distinti dai costi della sicurezza propri dell'appaltatore (che rientrano nel prezzo complessivo dell'appalto).
Responsabilità solidale committente-appaltatore-subappaltatore
L'art. 26 co. 4 D.Lgs. 81/08 prevede che il committente risponda in via solidale con l'appaltatore — e questi con i subappaltatori — per i danni causati ai lavoratori delle imprese appaltatrici o subappaltatrici, se derivanti da rischi specifici propri dell'attività delle imprese affidatarie. La responsabilità solidale non è automaticamente esclusa dalla corretta redazione del DUVRI: quest'ultimo è uno strumento di prevenzione e coordinamento, non uno schermo di responsabilità. Il committente che non ha verificato l'ITP o non ha fornito le informazioni sui rischi specifici risponde in misura più ampia.
Differenze tra appalto, contratto d'opera e somministrazione
In sintesi, le principali differenze rilevanti ai fini dell'art. 26 D.Lgs. 81/08 sono:
- Appalto (art. 1655 c.c.): imprenditore autonomo, organizzazione propria, rischio d'impresa proprio. Piena applicazione art. 26 con ITP, DUVRI e costi della sicurezza.
- Contratto d'opera (art. 2222 c.c.): persona fisica, prevalenza del lavoro personale senza organizzazione d'impresa. Art. 26 si applica con adattamenti; la verifica ITP è semplificata.
- Somministrazione di lavoro (D.Lgs. 276/2003): i lavoratori sono dipendenti dell'agenzia ma operano sotto la direzione e il controllo del committente (utilizzatore). Il committente è equiparato al datore di lavoro per gli obblighi di sicurezza sul luogo di lavoro; l'art. 26 si applica nei rapporti con eventuali altre imprese appaltatrici contemporaneamente presenti.
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Domande frequentiFAQ
Il DUVRI è sempre obbligatorio in un appalto?
Come si verifica l'idoneità tecnico-professionale (ITP) di un'impresa esterna?
Il committente risponde degli infortuni del dipendente dell'appaltatore?
Cosa succede se l'appaltatore subappalta senza autorizzazione del committente?
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