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FAQ Sicurezza Call Center — Rischi Specifici Operatori VDT

Risposte alle domande più frequenti sulla sicurezza nei call center: classificazione come videoterminalisti, pause obbligatorie, rischio acustico da cuffie, stress da lavoro correlato, sorveglianza sanitaria e obblighi del datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

I call center presentano un profilo di rischio specifico che combina esposizione a VDT, rischio psicosociale e rischio acustico. Ti supportiamo nella redazione della sezione DVR dedicata agli operatori videoterminalisti, nella valutazione del rischio SLC con metodologia INAIL e nell'impostazione del protocollo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori turnisti.

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Queste FAQ raccolgono i dubbi più frequenti di datori di lavoro, RSPP e HR manager sulla sicurezza nei call center, con riferimento al Titolo VII (VDT), al Titolo VIII (rumore) e al Titolo I (valutazione dei rischi, stress lavoro correlato) del D.Lgs. 81/08.

Domande frequenti sulla sicurezza nei call centerFAQ

Gli operatori di call center sono classificati come videoterminalisti?
Sì: se utilizzano il VDT per almeno 20 ore settimanali nette dalle pause obbligatorie rientrano nella categoria dei videoterminalisti ai sensi dell'art. 173 D.Lgs. 81/08. Tale classificazione comporta il diritto alla sorveglianza sanitaria periodica (visita medica con esame della vista), il diritto alla fornitura di occhiali correttivi per uso VDT a carico del datore se prescritti dal medico competente, e l'obbligo per il datore di valutare i rischi specifici della mansione nel DVR.
Quali rischi specifici hanno i call center?
I principali rischi nei call center sono: rischio ergonomico da postura seduta prolungata (rachide cervicale e lombare, arto superiore); rischio VDT con affaticamento visivo, disturbi muscoloscheletrici e cefalea; rischio acustico da cuffie telefoniche, inclusi picchi di rumore impulsivo per chiamate con linee disturbate; rischio psicosociale da stress da lavoro correlato (SLC), con carichi di lavoro elevati, pressione sugli obiettivi, lavoro ripetitivo e scarsa autonomia decisionale; rischio microclima in open space affollati con impianti di climatizzazione condivisi.
Quali pause devono avere gli operatori di call center?
L'art. 175 D.Lgs. 81/08 stabilisce per i lavoratori addetti ai VDT una pausa di almeno 15 minuti ogni 2 ore di lavoro continuativo al videoterminale, oppure un'interruzione equivalente mediante svolgimento di altre mansioni non al VDT. La pausa non è cumulabile (non si possono accumulare le pause per ridurre l'orario giornaliero) e non è sostituibile con turni più brevi. I call center con turni continuativi al telefono e al VDT devono garantire questa cadenza anche nei periodi di picco delle chiamate.
Il rischio acustico da cuffie va valutato nel DVR?
Sì. Le cuffie telefoniche usate in modo continuativo possono generare livelli di esposizione al rumore che superano i valori di azione inferiori (80 dB(A) LEX,8h) o superiori (85 dB(A)) previsti dal Titolo VIII D.Lgs. 81/08. Il DVR deve contenere la valutazione del rumore da cuffie (misura fonometrica o stima basata su dati tecnici del fabbricante) e, se si superano i valori di azione, prevedere misure di riduzione come limitatori di volume elettronici nelle cuffie e riduzione della durata dell'esposizione.
Lo stress da lavoro correlato nei call center come va valutato?
La valutazione del rischio stress da lavoro correlato (SLC) si conduce con la metodologia INAIL aggiornata (Metodo di valutazione dello stress lavoro correlato, revisione 2017): fase preliminare con indicatori sentinella oggettivi (assenteismo, infortuni, turnover, ricorso al medico); fase approfondita con valutazione dei fattori di contenuto del lavoro (carico, ritmo, orari) e di contesto (ruolo, relazioni, sviluppo di carriera). I call center outbound con obiettivi di vendita pressanti, sistemi di monitoraggio delle chiamate e alta rotazione del personale sono classificabili ad alto rischio SLC e richiedono una valutazione approfondita obbligatoria.
Il datore di lavoro di un call center deve fornire occhiali da vista?
L'obbligo di fornitura degli occhiali da lavoro per uso VDT scatta solo se il medico competente, a seguito della sorveglianza sanitaria, prescrive la necessità di una correzione visiva specifica per il lavoro al videoterminale e gli occhiali normalmente utilizzati dal lavoratore non risultano adeguati per quella distanza di lavoro. In tal caso il datore fornisce occhiali idonei all'uso VDT (montatura e lenti adeguate alla distanza schermo): non si tratta di sostituire il normale servizio ottico né di fornire occhiali da lettura generici.
Che obblighi ha il datore verso i call center in modalità smart working?
Il datore di lavoro con operatori in smart working deve: consegnare e aggiornare annualmente l'informativa sui rischi generali e specifici della postazione di lavoro domestica ex L. 81/2017; acquisire l'autocertificazione del lavoratore sull'idoneità della postazione (spazio, illuminazione, ergonomia, connessione); garantire gli stessi diritti alla sorveglianza sanitaria periodica previsti per i lavoratori in sede; mantenere la possibilità, previo accordo con il lavoratore, di verificare la postazione per accertarne la conformità ai requisiti minimi del D.Lgs. 81/08.

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Domande frequentiFAQ

Gli operatori di call center sono classificati come videoterminalisti?
Sì: se utilizzano il VDT per almeno 20 ore settimanali nette dalle pause obbligatorie rientrano nella categoria dei videoterminalisti ai sensi dell'art. 173 D.Lgs. 81/08. Tale classificazione comporta il diritto alla sorveglianza sanitaria periodica (visita medica con esame della vista), il diritto alla fornitura di occhiali correttivi per uso VDT a carico del datore se prescritti dal medico competente, e l'obbligo per il datore di valutare i rischi specifici della mansione nel DVR.
Quali rischi specifici hanno i call center?
I principali rischi nei call center sono: rischio ergonomico da postura seduta prolungata (rachide cervicale e lombare, arto superiore); rischio VDT con affaticamento visivo, disturbi muscoloscheletrici e cefalea; rischio acustico da cuffie telefoniche, inclusi picchi di rumore impulsivo per chiamate con linee disturbate; rischio psicosociale da stress da lavoro correlato (SLC), con carichi di lavoro elevati, pressione sugli obiettivi, lavoro ripetitivo e scarsa autonomia decisionale; rischio microclima in open space affollati con impianti di climatizzazione condivisi.
Quali pause devono avere gli operatori di call center?
L'art. 175 D.Lgs. 81/08 stabilisce per i lavoratori addetti ai VDT una pausa di almeno 15 minuti ogni 2 ore di lavoro continuativo al videoterminale, oppure un'interruzione equivalente mediante svolgimento di altre mansioni non al VDT. La pausa non è cumulabile (non si possono accumulare le pause per ridurre l'orario giornaliero) e non è sostituibile con turni più brevi. I call center con turni continuativi al telefono e al VDT devono garantire questa cadenza anche nei periodi di picco delle chiamate.
Il rischio acustico da cuffie va valutato nel DVR?
Sì. Le cuffie telefoniche usate in modo continuativo possono generare livelli di esposizione al rumore che superano i valori di azione inferiori (80 dB(A) LEX,8h) o superiori (85 dB(A)) previsti dal Titolo VIII D.Lgs. 81/08. Il DVR deve contenere la valutazione del rumore da cuffie (misura fonometrica o stima basata su dati tecnici del fabbricante) e, se si superano i valori di azione, prevedere misure di riduzione come limitatori di volume elettronici nelle cuffie e riduzione della durata dell'esposizione.
Lo stress da lavoro correlato nei call center come va valutato?
La valutazione del rischio stress da lavoro correlato (SLC) si conduce con la metodologia INAIL aggiornata (Metodo di valutazione dello stress lavoro correlato, revisione 2017): fase preliminare con indicatori sentinella oggettivi (assenteismo, infortuni, turnover, ricorso al medico); fase approfondita con valutazione dei fattori di contenuto del lavoro (carico, ritmo, orari) e di contesto (ruolo, relazioni, sviluppo di carriera). I call center outbound con obiettivi di vendita pressanti, sistemi di monitoraggio delle chiamate e alta rotazione del personale sono classificabili ad alto rischio SLC e richiedono una valutazione approfondita obbligatoria.
Il datore di lavoro di un call center deve fornire occhiali da vista?
L'obbligo di fornitura degli occhiali da lavoro per uso VDT scatta solo se il medico competente, a seguito della sorveglianza sanitaria, prescrive la necessità di una correzione visiva specifica per il lavoro al videoterminale e gli occhiali normalmente utilizzati dal lavoratore non risultano adeguati per quella distanza di lavoro. In tal caso il datore fornisce occhiali idonei all'uso VDT (montatura e lenti adeguate alla distanza schermo): non si tratta di sostituire il normale servizio ottico né di fornire occhiali da lettura generici.
Che obblighi ha il datore verso i call center in modalità smart working?
Il datore di lavoro con operatori in smart working deve: consegnare e aggiornare annualmente l'informativa sui rischi generali e specifici della postazione di lavoro domestica ex L. 81/2017; acquisire l'autocertificazione del lavoratore sull'idoneità della postazione (spazio, illuminazione, ergonomia, connessione); garantire gli stessi diritti alla sorveglianza sanitaria periodica previsti per i lavoratori in sede; mantenere la possibilità, previo accordo con il lavoratore, di verificare la postazione per accertarne la conformità ai requisiti minimi del D.Lgs. 81/08.

Fonti normative

  • Titolo VII D.Lgs. 81/08 — attrezzature munite di videoterminali (artt. 172-179)
  • Art. 173 D.Lgs. 81/08 — definizione di videoterminalista (soglia 20 ore/settimana)
  • Art. 175 D.Lgs. 81/08 — pause e interruzioni per lavoratori VDT
  • Titolo VIII D.Lgs. 81/08 — agenti fisici, rischio rumore (artt. 180-186)
  • Art. 28 D.Lgs. 81/08 — valutazione di tutti i rischi incluso stress lavoro correlato
  • INAIL — Metodo di valutazione dello stress lavoro correlato, revisione 2017
  • L. 81/2017 — misure per la tutela del lavoro autonomo e smart working
  • Allegato IV D.Lgs. 81/08 — requisiti dei luoghi di lavoro (microclima)

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