Risposta rapida
Il lavoratore non può rifiutare i DPI (artt. 20 e 78 del D.Lgs. 81/2008) e rischia sanzioni penali e disciplinari. Datore di lavoro e preposto devono però pretenderne l’uso e vigilare: se tollerano il mancato uso, rispondono dell’eventuale infortunio.
Riferimenti: D.Lgs. 81/2008, artt. 18, 19, 20, 59, 76-78; L. 300/1970, art. 7.
Domande frequenti sul rifiuto dei DPIFAQ
Il lavoratore può rifiutarsi di indossare i DPI?
No. Usare in modo appropriato i DPI messi a disposizione è un obbligo del lavoratore (art. 20, comma 2, lett. d, e art. 78 del D.Lgs. 81/2008): deve averne cura, non modificarli di propria iniziativa e segnalare subito difetti o inconvenienti. Il rifiuto è una violazione punita dall’art. 59 con l’arresto fino a un mese o l’ammenda, e può essere sanzionato anche sul piano disciplinare.
Cosa deve fare il datore di lavoro se un dipendente non usa i DPI?
Deve fornire DPI idonei (art. 18, comma 1, lett. d), richiederne l’uso (lett. f) e vigilare, direttamente o tramite dirigenti e preposti. Il preposto, se rileva comportamenti non conformi, deve intervenire per modificarli e, se il lavoratore persiste, interrompere la sua attività e informare i superiori (art. 19, come modificato dalla L. 215/2021). Il datore di lavoro può avviare il procedimento disciplinare previsto dall’art. 7 della L. 300/1970 e dal contratto collettivo.
Il rifiuto del lavoratore libera il datore di lavoro dalla responsabilità in caso di infortunio?
Di regola no. La giurisprudenza ritiene che il datore di lavoro debba prevedere e impedire anche le condotte imprudenti prevedibili del lavoratore, vigilando in modo effettivo: se tollera che i DPI non vengano usati, risponde dell’infortunio. La responsabilità del datore di lavoro può venire meno solo quando il comportamento del lavoratore è abnorme ed eccezionale, del tutto estraneo alle mansioni e imprevedibile, e il datore di lavoro ha adempiuto a tutti i propri obblighi.
Come si documenta la consegna dei DPI?
Con un modulo di consegna firmato dal lavoratore che indichi tipo e modello del DPI, data, istruzioni ricevute; con la registrazione della formazione e, per i DPI di III categoria e per i protettori dell’udito, dell’addestramento obbligatorio (art. 77, comma 5). È utile documentare anche le sostituzioni e i richiami scritti in caso di mancato uso.
Il rifiuto ripetuto può portare al licenziamento?
Sì, nei casi più gravi e ripetuti, dopo il procedimento disciplinare e nel rispetto della proporzionalità prevista dal contratto collettivo: la giurisprudenza ha ritenuto legittimo il licenziamento per la reiterata violazione delle norme di sicurezza, in particolare quando mette in pericolo anche altre persone. La valutazione dipende dal caso concreto.
E se il DPI è scomodo o provoca disturbi?
Il lavoratore deve segnalarlo, non smettere di usarlo. Il datore di lavoro deve scegliere DPI adeguati ai rischi e alle condizioni di lavoro, tenendo conto delle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore e adattabili alla persona (artt. 76 e 77): esistono quasi sempre modelli e taglie diversi. In caso di problemi di salute (allergie, patologie) il medico competente può indicare DPI alternativi.
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