Etichettatura CLP/GHS: pittogrammi, frasi H e P e obblighi per le imprese
Il Reg. (CE) 1272/2008 CLP recepisce il sistema GHS ONU e disciplina l'etichettatura con pittogrammi di pericolo, frasi H e frasi P. Risposte alle domande più frequenti su obblighi del datore di lavoro, contenitori secondari, integrazione con la SDS e valutazione del rischio chimico.
D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida
Il Reg. CLP (1272/2008) stabilisce l'etichettatura con pittogrammi GHS, frasi H di pericolo e frasi P di prudenza; il datore di lavoro deve verificare che i prodotti introdotti in azienda siano correttamente etichettati e formare i lavoratori sulla lettura.
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Il Regolamento (CE) 1272/2008 CLP (Classification, Labelling and Packaging) recepisce nell'ordinamento europeo il sistema GHS (Globally Harmonised System) dell'ONU. Obbligatorio per le sostanze dal 1° dicembre 2010 e per le miscele dal 1° giugno 2015, il CLP ha sostituito le previgenti direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e garantisce l'uniformità dell'etichettatura chimica in tutta l'Unione Europea. Queste FAQ raccolgono i dubbi più frequenti di datori di lavoro, RSPP e addetti agli acquisti nella gestione quotidiana dei prodotti chimici etichettati CLP.
Struttura dell'etichetta CLP
Un'etichetta CLP conforme deve contenere: identificatore del prodotto (nome della sostanza o della miscela), pittogrammi di pericolo GHS, parola d'ordine (Danger o Warning), indicazioni di pericolo (frasi H), consigli di prudenza (frasi P), nome e recapito del fornitore responsabile dell'immissione sul mercato, quantità nominale del contenuto e, se applicabili, informazioni supplementari obbligatorie per normative specifiche.
I 9 pittogrammi GHS
Il sistema GHS prevede 9 pittogrammi su sfondo bianco con bordo rosso a rombo: GHS01 (esplosivo, bomba che esplode), GHS02 (infiammabile, fiamma), GHS03 (comburente, fiamma su cerchio), GHS04 (gas pressurizzato, bombola), GHS05 (corrosivo, corrosione di superficie e mano), GHS06 (acutamente tossico, teschio e tibie incrociate), GHS07 (irritante/nocivo, punto esclamativo), GHS08 (pericolo cronico per la salute, persona con asterisco sul petto), GHS09 (pericoloso per l'ambiente, albero e pesce morti). Ogni pittogramma corrisponde a specifiche classi di pericolo; un prodotto può riportare più pittogrammi contemporaneamente.
Obblighi del datore di lavoro
Prima di introdurre un prodotto chimico in azienda, il datore di lavoro deve verificare che l'etichetta CLP sia presente, completa, in lingua italiana e coerente con la Scheda di Dati di Sicurezza (SDS) fornita dal fornitore. In assenza di etichettatura conforme, l'utilizzo del prodotto deve essere sospeso fino alla rettifica da parte del fornitore.
Etichettatura per uso interno e recipienti secondari
I contenitori secondari (travasi, flaconi di lavoro, fustini ausiliari) devono essere identificati con almeno il nome del prodotto, i pittogrammi di pericolo principali e le avvertenze essenziali. Non è consentito travasare agenti chimici pericolosi in contenitori anonimi o recanti etichette di altri prodotti. Per le tubazioni fisse si applicano i colori convenzionali e le targhette di pericolo previsti dalle norme tecniche applicabili.
Aggiornamento frasi H e P con gli ATP
Le frasi H e P vengono aggiornate periodicamente tramite i Regolamenti di Adattamento al Progresso Tecnico (ATP) al Reg. CLP, che possono aggiungere nuove classi di pericolo, modificare classificazioni armonizzate o introdurre nuove frasi. Il datore di lavoro deve verificare che le etichette e le SDS dei prodotti in uso siano allineate all'ATP più recente in vigore.
Formazione dei lavoratori sulla lettura dell'etichetta
Ai sensi dell'art. 227 del D.Lgs. 81/08, il datore di lavoro è tenuto a formare i lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi sulla corretta interpretazione dell'etichetta CLP: significato dei pittogrammi, lettura delle frasi H e P, differenza tra Danger e Warning e comportamenti da adottare prima, durante e dopo l'utilizzo del prodotto. La formazione deve essere documentata e periodicamente aggiornata.
Domande frequenti sull'etichettatura CLP/GHSFAQ
Cosa significano le frasi H e P in etichetta?
Le frasi H (Hazard statements, "indicazioni di pericolo") e le frasi P (Precautionary statements, "consigli di prudenza") sono elementi obbligatori dell'etichetta CLP, stabiliti dal Reg. (CE) 1272/2008 e armonizzati a livello europeo in recepimento del sistema GHS ONU. Le frasi H descrivono la natura del pericolo della sostanza o miscela: ogni frase è identificata da un codice alfanumerico (es. H225 = "liquido e vapori facilmente infiammabili", H302 = "nocivo se ingerito", H411 = "tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata"). Le frasi P forniscono istruzioni operative su come conservare, manipolare e utilizzare il prodotto in sicurezza e cosa fare in caso di esposizione accidentale. Sono raggruppate in categorie: P1xx (generali), P2xx (prevenzione), P3xx (risposta), P4xx (conservazione), P5xx (smaltimento). Entrambe le serie di frasi sono standardizzate: lo stesso codice ha lo stesso significato in tutti i Paesi UE e vengono aggiornate tramite gli ATP (Adattamento al Progresso Tecnico) al Reg. CLP. I lavoratori devono ricevere formazione specifica per interpretare correttamente frasi H e P e tradurle in comportamenti operativi sicuri.
Il datore di lavoro deve verificare l'etichettatura dei prodotti acquistati?
Sì. Ai sensi dell'art. 227, comma 1, del D.Lgs. 81/08 e del Titolo IX sulle sostanze pericolose, il datore di lavoro ha l'obbligo di verificare che le sostanze e le miscele introdotte in azienda siano correttamente classificate ed etichettate secondo il Reg. CLP prima che i lavoratori le utilizzino. Questo significa controllare che l'etichetta riporti tutti gli elementi obbligatori: identificatore del prodotto, pittogrammi GHS appropriati, parola d'ordine (Danger o Warning), frasi H pertinenti, frasi P selezionate in base all'uso previsto, dati del fornitore responsabile dell'immissione sul mercato. Se un prodotto è privo di etichetta CLP, se l'etichetta è in lingua straniera o se la classificazione appare incongruente con le proprietà del prodotto, il datore di lavoro deve sospendere l'utilizzo e contattare il fornitore per la rettifica. La verifica dell'etichettatura è anche il punto di partenza per la valutazione del rischio chimico: un'etichetta con pittogramma GHS06 (teschio e tibie incrociate) o GHS08 (pericolo cronico per la salute) segnala immediatamente la necessità di misure di protezione stringenti.
I contenitori secondari in azienda devono avere un'etichetta?
Sì, con alcune specificità. Il Reg. CLP si applica ai prodotti immessi sul mercato, ma il D.Lgs. 81/08 (art. 225) impone che anche i contenitori secondari e le tubazioni interne all'azienda contenenti agenti chimici pericolosi siano chiaramente identificati. Per i recipienti secondari — come flaconi di lavoro, fustini ausiliari o contenitori utilizzati per il travaso dall'imballaggio originale — l'etichettatura può essere semplificata rispetto all'etichetta CLP completa, ma deve riportare almeno: nome del prodotto o identificatore inequivocabile, pittogrammi di pericolo principali, avvertenze essenziali sulla manipolazione sicura. Non è in alcun caso accettabile trasvasare un agente chimico pericoloso in un contenitore non etichettato o, peggio, recante l'etichetta di un prodotto diverso. Per le tubazioni fisse, si applicano i colori convenzionali di identificazione e le targhette di pericolo previste dalle norme tecniche. In caso di emergenza, l'assenza di etichettatura sui contenitori secondari può impedire al personale di primo soccorso di identificare la sostanza coinvolta e adottare le contromisure appropriate.
Qual è la differenza tra Danger e Warning in etichetta?
"Danger" (in italiano "Pericolo") e "Warning" (in italiano "Attenzione") sono le due possibili parole d'ordine (signal words) previste dal Reg. CLP che indicano la gravità relativa del pericolo di una sostanza o miscela. "Danger" viene utilizzato per le classi e categorie di pericolo più severe, indicando uno o più pericoli gravi che richiedono misure di precauzione stringenti: è ad esempio la parola d'ordine delle sostanze acutamente tossiche cat. 1-3, dei liquidi infiammabili cat. 1-2, dei cancerogeni cat. 1A-1B e dei sensibilizzanti respiratori cat. 1. "Warning" viene utilizzato per le classi e categorie di pericolo meno severe, indicando pericoli di entità minore che richiedono comunque precauzioni: è la parola d'ordine delle sostanze irritanti cat. 2, dei liquidi infiammabili cat. 3 e delle sostanze nocive per ingestione cat. 4. Quando una sostanza o miscela presenta pericoli che ricadono in entrambe le categorie, in etichetta si riporta solo "Danger". La parola d'ordine orienta il lavoratore in una prima valutazione immediata del livello di attenzione necessario e guida la scelta delle misure di protezione nella lettura iniziale dell'etichetta.
CLP e SDS si integrano tra loro?
Sì, CLP e SDS sono strumenti complementari e interdipendenti del sistema di comunicazione dei pericoli chimici. Il Reg. CLP stabilisce la classificazione della sostanza o miscela e determina il contenuto dell'etichetta (pittogrammi, parola d'ordine, frasi H e P). La Scheda di Dati di Sicurezza (SDS), redatta ai sensi del Reg. REACH, sviluppa e approfondisce le informazioni dell'etichetta in modo sistematico attraverso 16 sezioni standardizzate. In particolare, la sezione 2 della SDS (Identificazione dei pericoli) riporta integralmente la classificazione CLP e tutte le frasi H; la sezione 8 (Controllo dell'esposizione e DPI) fornisce informazioni dettagliate sui dispositivi di protezione individuale collegati alle frasi P dell'etichetta. Le due fonti devono essere coerenti tra loro: una classificazione presente in SDS che non corrisponde all'etichetta del prodotto è un segnale di non conformità che il datore di lavoro deve segnalare al fornitore e documentare. In pratica, l'etichetta CLP è la "sintesi rapida" del pericolo pensata per l'utilizzo quotidiano, mentre la SDS è il "manuale tecnico completo" pensato per la valutazione del rischio, la formazione e la gestione delle emergenze.
Come si usa un'etichetta CLP per fare la valutazione del rischio chimico?
L'etichetta CLP è il punto di partenza operativo per la valutazione del rischio chimico prevista dall'art. 223 del D.Lgs. 81/08, ma da sola non è sufficiente. La lettura sistematica dell'etichetta consente di: (1) identificare i pericoli principali tramite i pittogrammi GHS (infiammabilità, tossicità acuta, pericolo cronico per la salute, pericolosità ambientale); (2) inquadrare la gravità del pericolo tramite la parola d'ordine (Danger/Warning); (3) ricavare le misure di prevenzione raccomandate tramite le frasi P; (4) ottenere il codice identificativo della sostanza per reperire la SDS completa con i valori limite di esposizione professionale (VLEP). Tuttavia, la valutazione del rischio richiede di integrare le informazioni dell'etichetta con la SDS completa (in particolare la sezione 8 per gli EPI e la sezione 11 per la tossicologia), con la stima dell'esposizione effettiva in base alle condizioni reali di utilizzo (quantità, frequenza, ventilazione, modalità operative) e con i VLEP nazionali pubblicati dal Ministero della Salute. Il risultato finale è l'inserimento della valutazione nel DVR con le misure di prevenzione e protezione concrete e il piano di sorveglianza sanitaria dove richiesto.
Le frasi H e P sono le stesse in tutta Europa?
Sì. Le frasi H (Hazard statements) e le frasi P (Precautionary statements) sono armonizzate a livello europeo e derivano dalla ricezione del sistema GHS ONU nel Reg. (CE) 1272/2008 CLP. Ogni codice di frase H e P ha lo stesso significato in tutti i 27 Paesi membri dell'Unione Europea, garantendo la comunicazione univoca dei pericoli lungo la catena di approvvigionamento transfrontaliera. La differenza tra gli Stati membri riguarda esclusivamente la lingua di traduzione: in Italia le frasi sono in italiano, in Germania in tedesco, in Francia in francese, ma il codice alfanumerico rimane invariato in tutta l'UE. Le frasi H e P vengono aggiornate periodicamente tramite i Regolamenti di Adattamento al Progresso Tecnico (ATP) al Reg. CLP: ogni ATP può aggiungere nuove frasi, modificare quelle esistenti o eliminare quelle obsolete sulla base di nuove evidenze scientifiche o degli accordi GHS ONU aggiornati. I datori di lavoro devono verificare che le etichette e le SDS dei prodotti in uso riflettano le frasi H e P nella versione aggiornata all'ATP più recente in vigore al momento dell'acquisto.
Le frasi H (Hazard statements, "indicazioni di pericolo") e le frasi P (Precautionary statements, "consigli di prudenza") sono elementi obbligatori dell'etichetta CLP, stabiliti dal Reg. (CE) 1272/2008 e armonizzati a livello europeo in recepimento del sistema GHS ONU. Le frasi H descrivono la natura del pericolo della sostanza o miscela: ogni frase è identificata da un codice alfanumerico (es. H225 = "liquido e vapori facilmente infiammabili", H302 = "nocivo se ingerito", H411 = "tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata"). Le frasi P forniscono istruzioni operative su come conservare, manipolare e utilizzare il prodotto in sicurezza e cosa fare in caso di esposizione accidentale. Sono raggruppate in categorie: P1xx (generali), P2xx (prevenzione), P3xx (risposta), P4xx (conservazione), P5xx (smaltimento). Entrambe le serie di frasi sono standardizzate: lo stesso codice ha lo stesso significato in tutti i Paesi UE e vengono aggiornate tramite gli ATP (Adattamento al Progresso Tecnico) al Reg. CLP. I lavoratori devono ricevere formazione specifica per interpretare correttamente frasi H e P e tradurle in comportamenti operativi sicuri.
Il datore di lavoro deve verificare l'etichettatura dei prodotti acquistati?
Sì. Ai sensi dell'art. 227, comma 1, del D.Lgs. 81/08 e del Titolo IX sulle sostanze pericolose, il datore di lavoro ha l'obbligo di verificare che le sostanze e le miscele introdotte in azienda siano correttamente classificate ed etichettate secondo il Reg. CLP prima che i lavoratori le utilizzino. Questo significa controllare che l'etichetta riporti tutti gli elementi obbligatori: identificatore del prodotto, pittogrammi GHS appropriati, parola d'ordine (Danger o Warning), frasi H pertinenti, frasi P selezionate in base all'uso previsto, dati del fornitore responsabile dell'immissione sul mercato. Se un prodotto è privo di etichetta CLP, se l'etichetta è in lingua straniera o se la classificazione appare incongruente con le proprietà del prodotto, il datore di lavoro deve sospendere l'utilizzo e contattare il fornitore per la rettifica. La verifica dell'etichettatura è anche il punto di partenza per la valutazione del rischio chimico: un'etichetta con pittogramma GHS06 (teschio e tibie incrociate) o GHS08 (pericolo cronico per la salute) segnala immediatamente la necessità di misure di protezione stringenti.
I contenitori secondari in azienda devono avere un'etichetta?
Sì, con alcune specificità. Il Reg. CLP si applica ai prodotti immessi sul mercato, ma il D.Lgs. 81/08 (art. 225) impone che anche i contenitori secondari e le tubazioni interne all'azienda contenenti agenti chimici pericolosi siano chiaramente identificati. Per i recipienti secondari — come flaconi di lavoro, fustini ausiliari o contenitori utilizzati per il travaso dall'imballaggio originale — l'etichettatura può essere semplificata rispetto all'etichetta CLP completa, ma deve riportare almeno: nome del prodotto o identificatore inequivocabile, pittogrammi di pericolo principali, avvertenze essenziali sulla manipolazione sicura. Non è in alcun caso accettabile trasvasare un agente chimico pericoloso in un contenitore non etichettato o, peggio, recante l'etichetta di un prodotto diverso. Per le tubazioni fisse, si applicano i colori convenzionali di identificazione e le targhette di pericolo previste dalle norme tecniche. In caso di emergenza, l'assenza di etichettatura sui contenitori secondari può impedire al personale di primo soccorso di identificare la sostanza coinvolta e adottare le contromisure appropriate.
Qual è la differenza tra Danger e Warning in etichetta?
"Danger" (in italiano "Pericolo") e "Warning" (in italiano "Attenzione") sono le due possibili parole d'ordine (signal words) previste dal Reg. CLP che indicano la gravità relativa del pericolo di una sostanza o miscela. "Danger" viene utilizzato per le classi e categorie di pericolo più severe, indicando uno o più pericoli gravi che richiedono misure di precauzione stringenti: è ad esempio la parola d'ordine delle sostanze acutamente tossiche cat. 1-3, dei liquidi infiammabili cat. 1-2, dei cancerogeni cat. 1A-1B e dei sensibilizzanti respiratori cat. 1. "Warning" viene utilizzato per le classi e categorie di pericolo meno severe, indicando pericoli di entità minore che richiedono comunque precauzioni: è la parola d'ordine delle sostanze irritanti cat. 2, dei liquidi infiammabili cat. 3 e delle sostanze nocive per ingestione cat. 4. Quando una sostanza o miscela presenta pericoli che ricadono in entrambe le categorie, in etichetta si riporta solo "Danger". La parola d'ordine orienta il lavoratore in una prima valutazione immediata del livello di attenzione necessario e guida la scelta delle misure di protezione nella lettura iniziale dell'etichetta.
CLP e SDS si integrano tra loro?
Sì, CLP e SDS sono strumenti complementari e interdipendenti del sistema di comunicazione dei pericoli chimici. Il Reg. CLP stabilisce la classificazione della sostanza o miscela e determina il contenuto dell'etichetta (pittogrammi, parola d'ordine, frasi H e P). La Scheda di Dati di Sicurezza (SDS), redatta ai sensi del Reg. REACH, sviluppa e approfondisce le informazioni dell'etichetta in modo sistematico attraverso 16 sezioni standardizzate. In particolare, la sezione 2 della SDS (Identificazione dei pericoli) riporta integralmente la classificazione CLP e tutte le frasi H; la sezione 8 (Controllo dell'esposizione e DPI) fornisce informazioni dettagliate sui dispositivi di protezione individuale collegati alle frasi P dell'etichetta. Le due fonti devono essere coerenti tra loro: una classificazione presente in SDS che non corrisponde all'etichetta del prodotto è un segnale di non conformità che il datore di lavoro deve segnalare al fornitore e documentare. In pratica, l'etichetta CLP è la "sintesi rapida" del pericolo pensata per l'utilizzo quotidiano, mentre la SDS è il "manuale tecnico completo" pensato per la valutazione del rischio, la formazione e la gestione delle emergenze.
Come si usa un'etichetta CLP per fare la valutazione del rischio chimico?
L'etichetta CLP è il punto di partenza operativo per la valutazione del rischio chimico prevista dall'art. 223 del D.Lgs. 81/08, ma da sola non è sufficiente. La lettura sistematica dell'etichetta consente di: (1) identificare i pericoli principali tramite i pittogrammi GHS (infiammabilità, tossicità acuta, pericolo cronico per la salute, pericolosità ambientale); (2) inquadrare la gravità del pericolo tramite la parola d'ordine (Danger/Warning); (3) ricavare le misure di prevenzione raccomandate tramite le frasi P; (4) ottenere il codice identificativo della sostanza per reperire la SDS completa con i valori limite di esposizione professionale (VLEP). Tuttavia, la valutazione del rischio richiede di integrare le informazioni dell'etichetta con la SDS completa (in particolare la sezione 8 per gli EPI e la sezione 11 per la tossicologia), con la stima dell'esposizione effettiva in base alle condizioni reali di utilizzo (quantità, frequenza, ventilazione, modalità operative) e con i VLEP nazionali pubblicati dal Ministero della Salute. Il risultato finale è l'inserimento della valutazione nel DVR con le misure di prevenzione e protezione concrete e il piano di sorveglianza sanitaria dove richiesto.
Le frasi H e P sono le stesse in tutta Europa?
Sì. Le frasi H (Hazard statements) e le frasi P (Precautionary statements) sono armonizzate a livello europeo e derivano dalla ricezione del sistema GHS ONU nel Reg. (CE) 1272/2008 CLP. Ogni codice di frase H e P ha lo stesso significato in tutti i 27 Paesi membri dell'Unione Europea, garantendo la comunicazione univoca dei pericoli lungo la catena di approvvigionamento transfrontaliera. La differenza tra gli Stati membri riguarda esclusivamente la lingua di traduzione: in Italia le frasi sono in italiano, in Germania in tedesco, in Francia in francese, ma il codice alfanumerico rimane invariato in tutta l'UE. Le frasi H e P vengono aggiornate periodicamente tramite i Regolamenti di Adattamento al Progresso Tecnico (ATP) al Reg. CLP: ogni ATP può aggiungere nuove frasi, modificare quelle esistenti o eliminare quelle obsolete sulla base di nuove evidenze scientifiche o degli accordi GHS ONU aggiornati. I datori di lavoro devono verificare che le etichette e le SDS dei prodotti in uso riflettano le frasi H e P nella versione aggiornata all'ATP più recente in vigore al momento dell'acquisto.
Fonti normative
Reg. (CE) 1272/2008 CLP — Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e miscele
Reg. (CE) 1907/2006 REACH — Art. 31: schede di dati di sicurezza
D.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo I — Protezione da agenti chimici (artt. 221-232)
Art. 223 D.Lgs. 81/08 — Valutazione del rischio da agenti chimici
Art. 225 D.Lgs. 81/08 — Misure e principi generali per la prevenzione del rischio chimico
Art. 227 D.Lgs. 81/08 — Informazione e formazione dei lavoratori
Linee guida ECHA per la classificazione e etichettatura CLP (Guidance on the Application of the CLP Criteria)
Sistema GHS ONU — Purple Book, Rev. 10 (2023)
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