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FAQ certificato di prevenzione incendi (CPI)

Quali attività sono soggette ai controlli dei Vigili del fuoco, come funzionano SCIA e CPI, quando va rinnovata la conformità antincendio e quali documenti tenere.

Risposta rapida

CPI e SCIA antincendio servono solo alle 80 attività dell’Allegato I del DPR 151/2011. Si avvia l’attività con la SCIA ai Vigili del fuoco; per la categoria C segue il sopralluogo e il rilascio del CPI. La conformità si rinnova con un’attestazione ogni 5 anni (10 anni per alcune attività). Le attività non soggette restano comunque tenute agli obblighi antincendio del D.Lgs. 81/2008.

Per la valutazione del rischio incendio, gli addetti e la gestione dell’emergenza valgono, per tutte le aziende, i DM 1, 2 e 3 settembre 2021, che hanno sostituito il DM 10 marzo 1998.

Domande frequenti su CPI e SCIA antincendioFAQ

Quali attività devono avere il CPI o la SCIA antincendio?
Solo le 80 attività elencate nell’Allegato I del DPR 151/2011, divise nelle categorie A, B e C in base a dimensione e complessità. Alcuni esempi: uffici con oltre 300 persone presenti (attività 71), autorimesse oltre 300 m² (75), impianti termici con potenzialità superiore a 116 kW (74), gruppi elettrogeni oltre 25 kW (49), alberghi oltre 25 posti letto (66), locali adibiti a deposito oltre 1.000 m² con più di 5.000 kg di materiali combustibili (70), locali di pubblico spettacolo oltre 100 persone (65). Se l’attività non è in elenco non serve né CPI né SCIA, ma restano gli obblighi antincendio del D.Lgs. 81/2008 e dei DM 1, 2 e 3 settembre 2021.
Un ufficio con 10 dipendenti deve avere il CPI?
Di norma no: l’attività 71 riguarda aziende e uffici con oltre 300 persone presenti. Bisogna però controllare se nell’edificio ci sono altre attività soggette, come una centrale termica oltre 116 kW, un gruppo elettrogeno oltre 25 kW o un’autorimessa oltre 300 m², che possono essere di competenza del condominio o del proprietario. L’ufficio deve comunque avere la valutazione del rischio incendio nel DVR, la gestione dell’emergenza e gli addetti antincendio formati.
Che differenza c’è tra SCIA antincendio e CPI?
Dal DPR 151/2011 l’avvio di tutte le attività soggette avviene con la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) presentata al Comando dei Vigili del fuoco tramite il SUAP, corredata dall’asseverazione di un tecnico (art. 4). Per le categorie A e B il Comando effettua controlli a campione entro 60 giorni; per la categoria C effettua sempre un sopralluogo entro 60 giorni e, se l’esito è positivo, rilascia il certificato di prevenzione incendi. Per le categorie B e C, prima di costruire o modificare, serve anche la valutazione del progetto da parte dei Vigili del fuoco (art. 3).
Il CPI scade?
Non si parla più di scadenza del CPI ma di attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio (art. 5). Va presentata ogni 5 anni; per le attività 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dell’Allegato I la periodicità è di 10 anni. L’attestazione dichiara che non ci sono state variazioni rispetto alle condizioni di sicurezza e, se ci sono impianti di protezione attiva, è accompagnata dall’asseverazione di un professionista antincendio sulla loro efficienza.
Un’attività soggetta può lavorare senza SCIA o senza rinnovo?
No. Esercitare un’attività soggetta senza aver presentato la SCIA o senza il rinnovo periodico è un reato previsto dall’art. 20 del D.Lgs. 139/2006, punito con l’arresto o con l’ammenda. Inoltre, in caso di incendio, l’assenza degli adempimenti pesa sulla responsabilità del titolare e può creare problemi con l’assicurazione.
Chi presenta la pratica e chi è il professionista antincendio?
La SCIA e l’attestazione di rinnovo sono presentate dal titolare dell’attività. Progetto e asseverazioni sono firmati da un tecnico abilitato; per alcune certificazioni e asseverazioni serve un professionista antincendio iscritto negli elenchi del Ministero dell’Interno (DM 5 agosto 2011), dopo un corso specifico e con aggiornamento obbligatorio. L’elenco è consultabile sul sito dei Vigili del fuoco.
Se cambio attività o modifico i locali serve una nuova pratica?
Sì, se le modifiche comportano un aggravio delle condizioni di sicurezza antincendio preesistenti: in questo caso si ripete l’iter, con valutazione del progetto per le categorie B e C e nuova SCIA (art. 4, comma 6). Le modifiche che non aggravano il rischio vanno comunque documentate e comunicate al Comando con l’attestazione di rinnovo. Il cambio di titolare richiede la voltura della pratica.
Quali documenti vanno tenuti insieme al CPI?
Il registro dei controlli, delle verifiche e degli interventi di manutenzione su impianti, attrezzature e sistemi antincendio, da tenere aggiornato e mostrare ai Vigili del fuoco (art. 6). Controlli e manutenzione seguono il DM 1 settembre 2021 (in vigore dal 25 settembre 2022), che richiede tecnici manutentori qualificati. Servono inoltre il piano di emergenza, gli attestati degli addetti antincendio (DM 2 settembre 2021) e le dichiarazioni di conformità degli impianti.
Quanto costa la pratica di prevenzione incendi?
Il costo ha due parti: i corrispettivi dovuti ai Vigili del fuoco per valutazione del progetto, controlli e rinnovi, fissati da un decreto ministeriale in base al tipo di attività e alla categoria; e il compenso del professionista per progetto, asseverazione e pratiche. Il costo totale dipende quindi dall’attività, dalla dimensione e dallo stato degli impianti e va stimato caso per caso.

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