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FAQ bombole di gas compressi: stoccaggio e uso sicuro

Le regole pratiche per tenere e usare in sicurezza bombole di ossigeno, acetilene, azoto, argon, CO2 e altri gas tecnici.

Risposta rapida

Le bombole vanno tenute in piedi e fissate, in locali ventilati, con infiammabili e comburenti separati, movimentate con carrelli e usate con riduttori e dispositivi adatti al gas. I rischi (incendio, esplosione, asfissia, caduta) vanno valutati nel DVR; oltre certe quantità il deposito è soggetto ai controlli dei Vigili del fuoco (DPR 151/2011).

Le domande che seguono riguardano i gas tecnici in bombole usati in officine, laboratori, cantine, saldatura e manutenzione. Per i serbatoi fissi e la rete del gas combustibile vedi le FAQ sugli impianti a gas.

Domande frequenti sulle bombole di gasFAQ

Quali rischi comportano le bombole di gas in azienda?
Dipendono dal gas e dal recipiente. Gas infiammabili (acetilene, idrogeno, GPL) possono provocare incendi ed esplosioni; l’ossigeno è comburente e fa bruciare violentemente materiali normalmente poco combustibili, compresi oli e grassi; gas inerti come azoto, argon e anidride carbonica possono sostituire l’ossigeno nell’aria e causare asfissia senza alcun segnale di allarme; alcuni gas sono tossici o corrosivi. A questo si aggiunge il rischio meccanico: una bombola che cade può rompere la valvola e trasformarsi in un proiettile. Tutti questi rischi vanno valutati nel DVR, anche ai sensi del Titolo IX (agenti chimici) e, per i gas infiammabili, del Titolo XI (atmosfere esplosive).
Come si riconosce il contenuto di una bombola?
L’identificazione certa è l’etichetta, che riporta nome del gas, pittogrammi di pericolo e indicazioni di sicurezza. Il colore dell’ogiva (la parte superiore) secondo la norma UNI EN 1089-3 è un’indicazione complementare: giallo per gas tossici o corrosivi, rosso per infiammabili, azzurro per ossidanti, verde brillante per inerti; alcuni gas hanno un colore proprio, come il bianco per l’ossigeno e il marrone rossiccio per l’acetilene. Bombole senza etichetta leggibile non vanno usate.
Come vanno stoccate?
In posizione verticale, assicurate con catene o rastrelliere contro la caduta, con il cappellotto di protezione della valvola quando non sono in uso. Il deposito deve essere ventilato, lontano da fonti di calore e da materiali combustibili, protetto dal sole e accessibile solo al personale autorizzato. Bombole piene e vuote vanno separate e identificate; gas infiammabili e comburenti vanno tenuti separati tra loro con distanza adeguata o con un muro. Locali interrati e sottoscala non sono adatti, soprattutto per gas più pesanti dell’aria.
Un deposito di bombole è soggetto al controllo dei Vigili del fuoco?
Può esserlo. Il DPR 151/2011 elenca tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi i depositi di gas infiammabili in recipienti mobili e quelli di gas comburenti oltre determinate quantità. Se l’azienda supera le soglie dell’Allegato I deve presentare la SCIA antincendio e mantenere le condizioni di sicurezza. Anche sotto soglia il deposito va considerato nella valutazione del rischio incendio secondo il DM 3 settembre 2021.
Come si movimentano e si usano in sicurezza?
Con appositi carrelli, mai rotolandole o trascinandole e mai sollevandole dal cappellotto. In uso devono essere fissate, con riduttore di pressione adatto al gas e in buono stato; per i gas infiammabili e l’ossigeno nella saldatura ossiacetilenica servono le valvole contro il ritorno di fiamma. Le valvole si aprono lentamente, senza attrezzi impropri, e non si lubrificano mai i raccordi dell’ossigeno. A fine lavoro si chiude la valvola della bombola, non solo quella del cannello.
Quali precauzioni servono con azoto, argon e CO2?
Sono i gas più sottovalutati: non hanno odore e non irritano, ma in un locale piccolo o poco ventilato possono ridurre l’ossigeno fino a provocare perdita di coscienza in pochi respiri. Servono ventilazione adeguata, rilevatori di ossigeno dove il gas è usato in quantità o in ambienti chiusi (celle, laboratori, cantine con anidride carbonica da fermentazione), procedure per gli ingressi e divieto di intervenire da soli in caso di persona a terra: chi entra senza protezione per soccorrere rischia di diventare la seconda vittima.
Chi controlla l’integrità delle bombole?
Le bombole sono recipienti a pressione trasportabili soggetti a revisione periodica secondo la normativa sul trasporto di merci pericolose (ADR) e sulle attrezzature a pressione trasportabili; di norma se ne occupa il proprietario, cioè il fornitore del gas, e la data dell’ultima revisione è punzonata sulla bombola. L’azienda utilizzatrice deve controllare all’arrivo che le bombole non siano danneggiate, corrose o con revisione scaduta e restituire quelle non idonee.
Che formazione serve agli addetti?
La formazione specifica sui rischi della mansione prevista dall’Accordo Stato-Regioni 17/04/2025, con contenuti su proprietà dei gas usati, lettura di etichette e schede di sicurezza, stoccaggio, movimentazione, uso dei riduttori, comportamento in caso di perdita o incendio. Per chi lavora in ambienti a rischio di asfissia o in spazi confinati servono anche le procedure e l’addestramento previsti per quelle attività.

Fonti normative

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