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Cosa fare se…

Si è verificata una fuoriuscita di sostanze pericolose: procedura di emergenza

Uno sversamento di sostanze chimiche pericolose richiede risposta immediata coordinata. Ecco la sequenza operativa per il datore di lavoro e gli addetti all'emergenza.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

In caso di fuoriuscita di sostanze pericolose: allontana immediatamente il personale dall'area, attiva gli addetti all\'emergenza con i DPI adeguati (kit di contenimento sversamento), consulta la scheda di dati di sicurezza (SDS) per la sostanza coinvolta, avvisa i Vigili del Fuoco (115) se la situazione è fuori controllo. Notifica all'ARPA qualsiasi sversamento con impatto sull'ambiente, e alla Procura se vi sono vittime o danni gravi. Aggiorna il DVR e il piano di emergenza. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili in base alla classificazione della sostanza e all'entità dell\'evento.

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Documenti adattati alla tua attività

Personalizzati sul caso specifico

La situazione

Una fuoriuscita (o sversamento) di sostanze chimiche pericolose in ambiente di lavoro può coinvolgere liquidi, gas, polveri o aerosol classificati come infiammabili, corrosivi, tossici, cancerogeni o dannosi per l'ambiente. Le principali fonti normative che regolano la gestione dell'emergenza sono:

La gestione dell'emergenza chimica richiede una risposta coordinata su tre livelli simultanei: sicurezza delle persone (evacuazione, DPI, primo soccorso),contenimento dello sversamento (kit assorbenti, sigillatura, prevenzione propagazione) e adempimenti normativi (notifiche, conservazione prove, aggiornamento documentale).

Cosa rischi

Cosa devi fare ora

  1. Allarme, evacuazione e primo intervento

    Attiva il sistema di allarme, allontana immediatamente il personale dall'area interessata, interdi l'accesso ai non addetti. Chiama il 115 (VVF) se la fuoriuscita è fuori controllo o riguarda sostanze infiammabili/tossiche in grandi quantità. Il 112 se vi sono feriti.

  2. Consultazione SDS e uso del kit di contenimento

    Consulta immediatamente la scheda di dati di sicurezza (SDS) della sostanza coinvolta: sezione 6 (misure da adottare in caso di rilascio accidentale) e sezione 8 (DPI da utilizzare). Gli addetti all'emergenza in DPI adeguati attivano il kit di contenimento (assorbenti, materassini, pompe, contenitori).

  3. Messa in sicurezza dell'area e prevenzione propagazione

    Impedisci la propagazione dello sversamento verso scarichi, aree di lavoro adiacenti, suolo o corsi d'acqua. Posiziona materiali assorbenti e barriere. Chiudi eventuali valvole di alimentazione. Ventila l'area se ci sono vapori pericolosi.

  4. Notifica alle autorità competenti

    Se lo sversamento ha impatto ambientale (suolo, acque): notifica immediata all'ARPA e al Comune. Se vi sono feriti: avvisa 112 e Procura della Repubblica. Per stabilimenti Seveso: notifica all'autorità competente secondo le procedure del PEI.

  5. Gestione dei rifiuti da sversamento e bonifica

    I materiali assorbenti, i DPI utilizzati e i residui dello sversamento sono rifiuti pericolosi (D.Lgs. 152/2006). Smaltiscili tramite operatore autorizzato con formulario di identificazione rifiuto. Documenta la bonifica dell'area.

  6. Aggiornamento DVR e piano di emergenza

    Avvia l'indagine interna per identificare le cause (perdita da impianto, errore operativo, stoccaggio improprio). Aggiorna la valutazione del rischio chimico nel DVR (art. 223 D.Lgs. 81/08) e il piano di emergenza. Forma nuovamente gli addetti.

Tempi e priorità

AzioneQuandoPriorità
Allarme ed evacuazione area interessataImmediatoUrgente
Chiamata VVF (115) se fuoriuscita non controllabileImmediatoUrgente
Primo soccorso a eventuali feriti (112)Immediato se vi sono coinvoltiUrgente
Consultazione SDS e attivazione kit contenimentoEntro pochi minuti con DPI adeguatiUrgente
Notifica ARPA (impatto ambientale)Senza indugio, stessa giornataUrgente
Notifica Procura della Repubblica (se vi sono vittime)ImmediatoUrgente
Smaltimento rifiuti pericolosi da sversamentoEntro i termini del D.Lgs. 152/2006Alta
Aggiornamento DVR — rischio chimico e piano emergenzaEntro 30 giorni dall'eventoAlta
Nuova formazione addetti all'emergenza chimicaEntro 60 giorniAlta
Verifica applicabilità D.Lgs. 105/2015 (Seveso III)Pianificare se non già verificatoPianificare

Documenti che servono

Documenti da conservare e/o predisporre

  • Schede di dati di sicurezza (SDS) di tutte le sostanze coinvolte
  • Verbale interno dell'evento (data, ora, causa, sostanze coinvolte, quantità)
  • Registro degli addetti all'emergenza e attestati di formazione
  • Documentazione dell'intervento di contenimento e bonifica
  • Formulari di identificazione rifiuto (FIR) per i materiali assorbenti smaltiti
  • Comunicazione all'ARPA e ricevuta di invio
  • Comunicazione ai VVF e verbale del loro intervento (se intervenuti)
  • DVR — sezione rischio chimico aggiornata
  • Piano di Emergenza Interno aggiornato
  • Piano di Emergenza Interno (PEI) per stabilimenti Seveso
  • Denuncia/comunicazione INAIL se vi sono lavoratori infortunati
  • Documentazione fotografica dell'area durante e dopo l'evento

Come ti possiamo aiutare

Ti affianchiamo nella gestione tecnica dell'evento: verifichiamo la completezza e l'aggiornamento delle SDS, analizziamo le cause dello sversamento, aggiorniamo la valutazione del rischio chimico nel DVR (Titolo IX D.Lgs. 81/08) e revisioniamo il piano di emergenza. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili in materia ambientale e, se necessario, a valutare l'applicabilità del D.Lgs. 105/2015 (Seveso III) in base alle sostanze presenti e alle quantità stoccate.

Per aziende che non dispongono di un piano di emergenza chimica strutturato, predisponiamo le procedure operative di risposta allo sversamento, il censimento delle sostanze pericolose con le relative SDS e il programma di formazione per gli addetti all'emergenza, nel rispetto degli artt. 43 e 65 D.Lgs. 81/08.

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Domande frequentiFAQ

Devo chiamare i Vigili del Fuoco per qualsiasi sversamento?
Non necessariamente. Per sversamenti di piccola entità gestibili con il kit interno dagli addetti in DPI adeguati, l'intervento VVF non è obbligatorio. Va invece chiamato il 115 quando la fuoriuscita è fuori controllo, riguarda sostanze infiammabili in quantità significative, o quando vi sono rischi di incendio/esplosione o di coinvolgimento di persone.
Dove trovo le istruzioni per gestire l'emergenza durante uno sversamento?
Nella scheda di dati di sicurezza (SDS) della sostanza, sezione 6 (misure in caso di rilascio accidentale) e sezione 8 (controllo dell'esposizione e DPI). Le SDS devono essere disponibili in formato aggiornato (REACH, Reg. UE 2020/878) e accessibili a tutti gli addetti.
Quando devo notificare l'evento all'ARPA?
Ogni volta che lo sversamento ha o potrebbe avere un impatto su suolo, acque superficiali o sotterranee. La notifica deve essere immediata per consentire eventuali misure di protezione. Il ritardo o l'omissione può configurare il reato di omessa bonifica (art. 257 D.Lgs. 152/2006).
I materiali assorbenti usati per il contenimento sono rifiuti pericolosi?
Sì, se hanno assorbito una sostanza classificata come pericolosa. Devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi tramite operatore autorizzato, con formulario di identificazione rifiuto (FIR) e nel rispetto dei termini di stoccaggio del D.Lgs. 152/2006.
La mia azienda è soggetta alla Direttiva Seveso III?
Dipende dal tipo di sostanze presenti e dalle quantità stoccate. Il D.Lgs. 105/2015 definisce due soglie per ciascuna categoria di sostanza pericolosa. Se le quantità superano la soglia inferiore, scattano obblighi di notifica e Piano di Emergenza Interno. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua situazione specifica.
Devo aggiornare il DVR dopo uno sversamento?
Sì. L'art. 29 c. 3 D.Lgs. 81/08 richiede la rielaborazione della valutazione del rischio quando si verificano eventi significativi, inclusi sversamenti e incidenti chimici. Va aggiornata la sezione relativa al rischio chimico (Titolo IX) e il piano di emergenza.
Cosa rischio penalmente se uno sversamento causa danni ambientali?
La compromissione significativa di suolo o acque integra il reato di inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p., pena da 2 a 6 anni). In caso di danni irreversibili o di vasta portata il reato è il disastro ambientale (art. 452-quater c.p., pena da 5 a 15 anni). Il datore di lavoro risponde anche per omessa segnalazione e omessa bonifica.

Riferimenti normativi

Fonti normative

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