Il pericolo chimico è la presenza in un alimento di sostanze dannose: contaminanti delle materie prime (micotossine, metalli), composti che si formano in lavorazione (acrilammide, istamina), migrazione dai materiali a contatto e residui di detergenti. Si controlla con fornitori qualificati, procedure di cottura e pulizia e materiali idonei, rispettando i limiti dei regolamenti UE.
Che cos’è il pericolo chimico
Rispetto ai microrganismi, le sostanze chimiche raramente provocano un malessere immediato: il danno dipende spesso dall’esposizione ripetuta nel tempo. Per questo i limiti di legge sono fissati come tenori massimi e l’operatore deve conoscere quali sostanze possono essere presenti nei propri prodotti, anche quando non si vedono e non alterano il sapore.
Per l’analisi dei pericoli conviene raggrupparle per origine. Ci sono le sostanze già presenti nelle materie prime, come micotossine nei cereali e nella frutta secca, metalli nel pesce o residui di fitosanitari negli ortaggi. Ci sono quelle che si formano durante la lavorazione o la conservazione: acrilammide nelle cotture ad alta temperatura, istamina nel pesce conservato male, prodotti di degradazione negli oli di frittura. Poi le sostanze che migrano dai materiali e oggetti a contatto con gli alimenti (MOCA) e quelle introdotte per errore, come detergenti, disinfettanti, lubrificanti o additivi oltre le dosi consentite.
Anche gli allergeni sono un pericolo chimico, ma per la loro gestione specifica rimandiamo alle pagine sugli allergeni nel piano HACCP e sulla contaminazione crociata.
Fonti, riferimenti normativi e controlli
| Pericolo | Riferimento | Come si controlla |
|---|---|---|
| Contaminanti (micotossine, metalli, nitrati, IPA) | Reg. (UE) 2023/915 sui tenori massimi | Fornitori qualificati, specifiche e certificati, controllo visivo di cereali e frutta secca, conservazione all’asciutto |
| Residui di fitosanitari | Reg. (CE) 396/2005 | Fornitori affidabili, lavaggio di frutta e verdura |
| Acrilammide | Reg. (UE) 2017/2158 | Misure di attenuazione per patatine fritte, pane, prodotti da forno e caffè |
| Istamina | Reg. (CE) 2073/2005 | Catena del freddo per tonno, sgombro, alici, sardine e altre specie ricche di istidina |
| Oli di frittura degradati | Manuale HACCP e indicazioni delle autorità sanitarie | Temperatura controllata, filtrazione, sostituzione programmata, test rapidi dei composti polari |
| Migrazione da MOCA | Reg. (CE) 1935/2004; Reg. (UE) 10/2011 per la plastica | Dichiarazioni di conformità, uso secondo le istruzioni del fornitore |
| Detergenti, disinfettanti, lubrificanti | Reg. CE 852/2004, Allegato II | Prodotti idonei, dosaggi e risciacqui da scheda tecnica, stoccaggio separato |
Limiti di legge verificabili
I tenori massimi dei contaminanti sono raccolti nel Reg. (UE) 2023/915, che ha sostituito il precedente Reg. (CE) 1881/2006. Alcuni valori, utili per capire l’ordine di grandezza dei controlli richiesti ai fornitori:
| Sostanza e alimento | Limite | Fonte |
|---|---|---|
| Mercurio nei prodotti della pesca e nel muscolo di pesce in generale | 0,50 mg/kg | Reg. (UE) 2023/915 |
| Mercurio in specie predatrici come tonno, pesce spada, squali, marlin | 1,0 mg/kg | Reg. (UE) 2023/915 |
| Mercurio nei cefalopodi | 0,30 mg/kg | Reg. (UE) 2023/915 |
| Istamina nei prodotti della pesca di specie ricche di istidina | 9 campioni: al massimo 2 tra 100 e 200 mg/kg, gli altri fino a 100 mg/kg, nessuno oltre 200 mg/kg | Reg. (CE) 2073/2005, voce 1.26 |
| Istamina nel pesce maturato con trattamento enzimatico in salamoia | 9 campioni: m 200 mg/kg, M 400 mg/kg | Reg. (CE) 2073/2005, voce 1.27 |
| Acrilammide nelle patatine fritte pronte | 500 µg/kg (livello di riferimento) | Reg. (UE) 2017/2158, Allegato IV |
| Acrilammide nel pane morbido a base di frumento | 50 µg/kg (livello di riferimento) | Reg. (UE) 2017/2158, Allegato IV |
| Acrilammide nel caffè tostato | 400 µg/kg (livello di riferimento) | Reg. (UE) 2017/2158, Allegato IV |
| Migrazione globale dai materiali in plastica | 10 mg per dm² di superficie | Reg. (UE) 10/2011, art. 12 |
Attenzione alla natura diversa dei limiti. I tenori massimi del Reg. 2023/915 e i criteri per l’istamina sono soglie di accettabilità del prodotto. I livelli di riferimento dell’acrilammide non lo sono: se superati, l’operatore deve rivedere le misure di attenuazione e correggere il processo, come prevede l’art. 2 del Reg. 2017/2158.
Esempi per tipo di attività
- Ristorante e pizzeria: frittura di patatine e cotture al forno ad alta temperatura (acrilammide), pesce azzurro e tonno (istamina), detergenti usati vicino ai piani di lavoro.
- Bar: caffè, toast e panini tostati, detergenti per la macchina del caffè che vanno risciacquati secondo istruzioni.
- Panificio e pasticceria: farine e frutta secca come veicoli di micotossine, cottura del pane e dei biscotti, stampi e carte da forno da usare entro le temperature indicate.
- Pescheria e gastronomia: istamina nel pesce azzurro, mercurio nelle specie predatrici, vaschette e film per l’esposizione al banco.
- Asporto e delivery: contenitori in plastica o carta per alimenti caldi, grassi o acidi, da scegliere in base alla dichiarazione di conformità.
Prevenzione: cosa prevedere nel manuale
- Analisi per fase: per ogni fase del diagramma di flusso, quali sostanze possono essere presenti, formarsi o essere introdotte.
- Fornitori: elenco dei fornitori qualificati, specifiche richieste per le materie prime a rischio e documenti da conservare.
- Ricevimento e conservazione: temperatura del pesce a rischio istamina, integrità delle confezioni, conservazione all’asciutto di cereali e frutta secca.
- Cottura e frittura: per chi vende al dettaglio, il Reg. 2017/2158 indica tra le misure friggere sotto i 175 °C, usare oli adatti, schiumare spesso l’olio ed esporre in cucina una guida colori per la doratura delle patatine.
- MOCA: elenco dei materiali usati, dichiarazioni di conformità e condizioni d’uso (temperatura, tipo di alimento, tempo di contatto).
- Pulizia: prodotti adatti all’industria alimentare, concentrazioni e risciacqui indicati nel piano di pulizia, detergenti stoccati lontano dagli alimenti e mai travasati in bottiglie anonime.
Monitoraggio e registrazioni
Per il pericolo chimico il monitoraggio è in larga parte documentale: si verifica che fornitori e materiali siano quelli previsti e che le istruzioni vengano seguite. Una checklist minima:
- schede tecniche e certificati dei fornitori per le materie prime a rischio, aggiornati;
- dichiarazioni di conformità dei MOCA, comprese vaschette e contenitori per l’asporto;
- temperature al ricevimento del pesce delle specie a rischio istamina;
- registro di controllo e cambio dell’olio di frittura, se previsto dal manuale;
- misure di attenuazione dell’acrilammide applicate, con la guida colori esposta;
- schede di sicurezza dei detergenti e istruzioni di diluizione.
Esempio: un ristorante con due friggitrici
Esempio: un ristorante frigge patatine surgelate e pesce. Il manuale prevede di seguire le istruzioni di cottura indicate sulla confezione delle patatine, di impostare le friggitrici sotto i 175 °C, di schiumare l’olio più volte durante il servizio e di sostituirlo quando il test rapido dei composti polari raggiunge la soglia stabilita nel manuale o quando colore e odore cambiano. Ogni sostituzione si annota nel registro con data e firma; accanto alla friggitrice è appesa la guida colori.
Errori frequenti
- Detergenti travasati in bottiglie per bevande o conservati sugli scaffali delle derrate.
- Contenitori in plastica non destinati ad alimenti, o usati oltre le temperature indicate dal fornitore.
- Alimenti acidi conservati in recipienti metallici non idonei o in teglie di alluminio per giorni.
- Olio di frittura usato finché scurisce, senza un criterio di sostituzione scritto.
- Pesce azzurro lasciato a temperatura ambiente durante la pulizia, con rischio di formazione di istamina che la cottura non elimina.
Per verificare quali pericoli chimici riguardano davvero la tua attività e come documentarli, puoi partire dal manuale di autocontrollo HACCP o chiedere una consulenza HACCP sul tuo caso specifico.
Domande frequentiFAQ
Le misure contro l’acrilammide riguardano anche bar e ristoranti?
Serve la dichiarazione di conformità per le vaschette da asporto?
La cottura elimina l’istamina dal pesce?
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