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Osservatorio · Settore Orafo e Gioielliero

Infortuni e Sicurezza nel Settore Orafo e Gioielliero

Analisi degli infortuni, delle malattie professionali e dei rischi specifici nel settore orafo e gioielliero italiano: dati INAIL 2022-2024 per i codici ATECO 32.12 e 32.13, esposizioni a acidi, cianuri, fumi metallici e radiazioni laser, normativa applicabile.

~3.800infortuni/anno nel settore orafo e gioielliero (ord. magn. INAIL)~38%quota malattie professionali da agenti chimici nel comparto (stima)ATECO 32.12/32.13classificazione fabbricazione gioielleria e bigiotteriaD.Lgs. 81/08 Titolo IXriferimento normativo agenti chimici pericolosi
Risposta rapida

Il settore orafo e gioielliero italiano concentra un profilo di rischio chimico tra i piu intensi dell'intero manifatturiero: acidi forti, cianuri galvanici, fumi di saldatura, metalli sensibilizzanti e radiazioni laser per marcatura coesistono spesso in laboratori di piccole dimensioni. I dati INAIL per i codici ATECO 32.12 e 32.13 mostrano un'incidenza delle malattie professionali — in particolare dermatosi e broncopneumopatie — superiore alla media del comparto manifatturiero. Questa pagina analizza i dati disponibili, i rischi prevalenti e il quadro normativo applicabile.

Il settore orafo in Italia: numeri e caratteristiche

Il settore orafo e gioielliero italiano e strutturalmente organizzato in distretti produttivi ad alta concentrazione territoriale: Vicenza e il Triveneto, Arezzo e Valdarno, Valenza Po (Alessandria), Napoli-Torre del Greco per il corallo e i cammei, Bassano del Grappa per la bigiotteria. Questa concentrazione geografica genera economie di scala nella filiera, ma anche una densita di laboratori artigiani e piccole imprese che pone sfide specifiche nella gestione della sicurezza sul lavoro.

In termini di classificazione ATECO, il settore e articolato principalmente nelle seguenti divisioni:

Codice ATECODescrizioneAddetti stimati (Italia)Tipologia prevalente
32.12Fabbricazione di oggetti di gioielleria e oreficeria~40.000Imprese artigiane, PMI distrettuali
32.13Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili~12.000Piccole imprese, laboratori terzisti
32.12 (galvanica)Processi galvanici interni (doratura, argentatura, rodiatura)~6.000Reparti galvanici interni, terzisti galvanica

Valori stimati su base Istat-Censimento Industria e dati INAIL. Il numero di addetti include sia dipendenti che artigiani iscritti alle gestioni INAIL competenti.

La struttura dimensionale del settore — caratterizzata da una prevalenza di unita produttive con meno di 15 addetti — determina una serie di criticita specifiche per la sicurezza sul lavoro: assenza di RSPP interno (frequente la nomina dell'RSPP esterno), difficolta di investimento in impianti di aspirazione e ventilazione adeguati, forte dipendenza dalla formazione informale trasmessa artigianalmente, e talvolta sottodimensionamento dei sistemi di prevenzione rispetto ai rischi reali. Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente anche alle microimprese e agli artigiani con dipendenti, senza deroghe basate sulla dimensione aziendale.

Nota sulle gestioni INAIL: i lavoratori del settore orafo rientrano nelle gestioni INAIL "Industria" (per i dipendenti delle imprese manifatturiere) o "Artigianato" (per gli artigiani iscritti agli albi). Le aliquote premiali INAIL per il settore orafo variano in base al codice di tariffa specifico e alla voce di rischio attribuita, che riflette la pericolosita intrinseca delle lavorazioni con agenti chimici e rischio fisico.

Dati INAIL sugli infortuni nel settore orafo (ATECO 32.12/32.13) — 2022-2024

I dati di infortunistica INAIL per il settore orafo sono desumibili dalla banca dati statistica INAIL (open.inail.it) filtrando per i codici ATECO 32.12 (fabbricazione di oggetti di gioielleria e oreficeria) e 32.13 (fabbricazione di bigiotteria). I valori di seguito riportati sono stime indicative basate sugli ordini di grandezza desumibili dalle serie storiche INAIL per il comparto, coerenti con i dati aggregati pubblicati nei Rapporti Annuali INAIL.

AnnoInfortuni totali (stima)di cui mortali (stima)Malattie professionali (stima)Indice di incidenza (x 1.000 add.)
2022~3.950~4~480~29-32
2023~3.820~3~510~28-31
2024 (prov.)~3.690~3~530~27-30

Valori indicativi basati su ordini di grandezza INAIL — codici ATECO 32.12 e 32.13. I dati 2024 sono provvisori e soggetti a revisione. Non costituiscono dati ufficiali precisi. Fonte di riferimento: INAIL Banca Dati Statistica (open.inail.it) e Rapporto Annuale INAIL.

Il dato piu significativo non e tanto il numero assoluto di infortuni — in lieve calo nel triennio, in linea con il trend nazionale — quanto la tendenza in crescita delle denunce di malattia professionale. Questo fenomeno e coerente con una maggiore consapevolezza dei lavoratori e dei medici competenti riguardo alle patologie da esposizione cronica agli agenti chimici tipici del settore (dermatosi, broncopneumopatie, ipoacusia). Va inoltre considerato il fenomeno della sottodenuncia: molte malattie professionali nel settore orafo — in particolare le dermatosi allergiche — vengono trattate come patologie comuni, senza che venga avviata la procedura di riconoscimento INAIL.

Fenomeno della sottodenuncia: nel settore orafo artigiano, la sottodenuncia degli infortuni e delle malattie professionali e strutturalmente elevata. Le ragioni includono: la natura informale di molti rapporti di lavoro nelle micro-imprese distrettuali, la tendenza degli artigiani autonomi a non denunciare eventi di lieve entita, e la scarsa conoscenza dei percorsi di riconoscimento delle malattie professionali da parte dei lavoratori stessi. I dati ufficiali INAIL per questo settore vanno pertanto letti come stime per difetto rispetto all'effettiva incidenza delle patologie correlate al lavoro.

Principali malattie professionali nel settore orafo: dermatosi, ipoacusia e broncopneumopatie

Il profilo delle malattie professionali nel settore orafo e fortemente caratterizzato dall'esposizione cronica agli agenti chimici e fisici tipici delle lavorazioni orafe. Le patologie piu frequentemente denunciate all'INAIL nei codici ATECO 32.12 e 32.13 rientrano in tre grandi categorie: patologie cutanee da sensibilizzazione, patologie respiratorie da esposizione a polveri e fumi metallici, e ipoacusia professionale da esposizione a rumore.

Malattia professionaleAgente causale prevalenteQuota stimata MP settoreRiferimento normativo
Dermatite allergica da contattoNichel, cromo, cobalto, resine epossidiche~32% delle MP denunciateD.Lgs. 81/08 Titolo IX; Allegati XXXVIII e XLII
Dermatite irritativa da contattoAcidi forti (nitrico, cloridrico), solventi, decapanti~18% delle MP denunciateD.Lgs. 81/08 Titolo IX — Agenti chimici pericolosi
Ipoacusia professionaleRumore da macchine (laminatoi, trafilatori, torni)~22% delle MP denunciateD.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II
Broncopneumopatia da fumi metalliciFumi di saldatura, acidi volatili, fumi galvanici~14% delle MP denunciateD.Lgs. 81/08 Titolo IX — Agenti chimici
Intossicazione da cianuri (acuta/cronica)Cianuro di sodio/potassio nei bagni galvanici~4% delle MP (gravita elevata)D.Lgs. 81/08 Titolo IX; REACH SVHC
Lesioni oculari da radiazioni laser/UVLaser marcatura, archi di saldatura, lampade UV~6% delle MP denunciate (in crescita)D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo V — ROA
Disturbi muscoloscheletrici (mani/polsi)Movimenti ripetitivi, posture incongrue al banco~4% delle MP denunciateD.Lgs. 81/08 Titolo VI e Titolo VIII Capo III

Valori indicativi basati su ordini di grandezza desumibili dai dati INAIL per le divisioni ATECO 32.12 e 32.13. Non costituiscono dati ufficiali precisi. Fonte: INAIL Banca Dati Statistica, Rapporto Annuale INAIL.

Dermatosi da cromo e nichel: il problema piu diffuso

La dermatite allergica da contatto a cromo e nichel rappresenta la patologia professionale piu frequentemente diagnosticata negli orafi e nei gioiellieri italiani. Il nichel e presente nelle leghe metalliche per bigiotteria (ottone, alpacca), nei prodotti di galvanostegia e come contaminante in alcune leghe auree di bassa caratura. Il cromo esavalente — nella sua forma piu pericolosa — si genera durante la cromatura galvanica e durante la saldatura di acciai inossidabili, operazione talvolta presente nei laboratori orafo-gioiellieri per la lavorazione di supporti e montature.

La sensibilizzazione al nichel o al cromo e irreversibile: una volta sviluppata la reazione allergica, il lavoratore mantiene la sensibilizzazione per tutta la vita e reagisce anche a dosi minime dell'agente. Questo comporta che il medico competente, in sede di sorveglianza sanitaria, debba valutare attentamente l'idoneita alla mansione specifica e, se necessario, prescrivere un cambio di mansione che eviti l'esposizione agli agenti sensibilizzanti.

Ipoacusia professionale: il rumore nei laboratori orafi

L'ipoacusia professionale e la seconda malattia professionale per frequenza nel settore orafo. Le sorgenti di rumore nei laboratori orafo-gioiellieri includono: laminatoi per la riduzione degli spessori delle leghe metalliche (livelli sonori spesso superiori a 90 dB(A)), trafilatori per la produzione di fili, macchine centrifughe per la fusione a cera persa, sabbiatrici e rullatrici per la finitura superficiale, e torni per metalli. La valutazione del rischio rumore ai sensi del Titolo VIII Capo II del D.Lgs. 81/08 deve includere la misurazione dei livelli di esposizione personale giornaliera (LEX,8h) e di picco (LCpeak), con adozione delle misure di prevenzione corrispondenti al livello di azione o al valore limite di esposizione superato.

Rischi chimici dominanti: acido nitrico, acido cloridrico, cianuri e solventi

Il profilo di rischio chimico del settore orafo e tra i piu complessi dell'intero panorama manifatturiero italiano. In un singolo laboratorio di medie dimensioni possono coesistere decine di sostanze chimiche pericolose, con potenziali interazioni tra di esse che richiedono una valutazione specifica. I principali gruppi di agenti chimici pericolosi nel settore sono analizzati di seguito.

Rischio critico — Cianuri galvanici: i bagni galvanici cianotici (doratura, argentatura, rodiatura in soluzione cianiotica) presentano il rischio acuto piu grave del settore. Il cianuro di sodio e il cianuro di potassio sono classificati come sostanze con tossicita acuta Cat. 1 (H290 molto tossici per ingestione, inalazione e contatto cutaneo). In ambiente acido — per esempio in caso di contaminazione accidentale dei bagni cianotici con un acido — si libera acido cianidrico (HCN) in forma gassosa, con effetti immediatamente pericolosi per la vita. La separazione fisica e procedurale tra i bagni acidi e i bagni cianotici e un requisito di sicurezza primario, non derogabile.

Rischi fisici nel settore orafo: calore, radiazioni UV, laser e rumore da macchine

Accanto al dominante rischio chimico, il settore orafo presenta un profilo di rischi fisici significativo e spesso sottovalutato. Le sorgenti di rischio fisico nei laboratori orafo-gioiellieri includono il calore da fusione, le radiazioni ottiche artificiali (UV da archi di saldatura, radiazione laser per marcatura e incisione), il rumore da macchine di lavorazione e le vibrazioni da utensili manuali.

Attenzione — Laser per marcatura: i sistemi laser a fibra per marcatura e incisione di metalli preziosi (comunemente utilizzati per marchi, punzoni, personalizzazioni) operano tipicamente a potenze di 20-100 W in classe 4. Un singolo impulso laser diretto o riflesso che colpisca l'occhio non protetto puo causare una lesione retinica permanente in pochi millisecondi, prima che il riflesso palpebrale possa intervenire. L'uso di DPI oculari con specifiche ottiche certificate per la lunghezza d'onda del laser e obbligatorio per tutti i presenti nell'area di lavoro durante il funzionamento del laser.

Tendenze e aree di miglioramento nel settore orafo-gioielliero

L'analisi del trend infortunistico e delle malattie professionali nel settore orafo-gioielliero nel triennio 2022-2024 evidenzia alcune tendenze significative e identifica le aree dove le azioni di miglioramento potrebbero avere il maggiore impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

Tendenze in atto

Aree prioritarie di miglioramento

Formazione specifica sui rischi chimici nei laboratori artigiani

La formazione dei lavoratori sui rischi chimici specifici del settore — in particolare sui rischi da cianuri galvanici, acidi forti e fumi metallici — e uno dei gap piu rilevanti nei laboratori artigiani del comparto. Il D.Lgs. 81/08 (art. 37 e 36) obbliga il datore di lavoro a fornire informazione e formazione adeguata a tutti i lavoratori sui rischi specifici della loro mansione. La formazione per il settore orafo deve essere strutturata sulla reale tipologia di rischi presenti e non limitarsi ai moduli generici.

Sorveglianza sanitaria adeguata ai rischi specifici

La sorveglianza sanitaria nei laboratori orafi deve essere calibrata sui rischi specifici presenti: il piano di sorveglianza deve prevedere esami cutanei periodici per i lavoratori esposti a metalli sensibilizzanti, spirometria per gli esposti a fumi e vapori chimici, audiometria per gli esposti a rumore superiore agli 80 dB(A), e visita oculistica per gli utilizzatori di laser. Una sorveglianza sanitaria generica, non calibrata sui rischi specifici del laboratorio, non assolve adeguatamente agli obblighi del D.Lgs. 81/08.

Monitoraggio ambientale periodico degli agenti chimici

Il monitoraggio ambientale periodico dei livelli di acido cianidrico, vapori acidi, COV e polveri metalliche aerodisperse nei laboratori orafi e uno strumento essenziale per verificare l'efficacia dei sistemi di aspirazione e la rispondenza ai valori limite di esposizione professionale (VLEP) definiti dall'Allegato XXXVIII del D.Lgs. 81/08 e dai TLV pubblicati dall'ACGIH. Le campagne di monitoraggio ambientale — affidate a igienisti industriali o a laboratori accreditati — dovrebbero essere ripetute con frequenza almeno biennale o ogniqualvolta vengano introdotti nuovi agenti chimici o modificati i processi produttivi.

Approfondisci

Domande frequenti sulla sicurezza nel settore orafo e gioiellieroFAQ

Quali sono i principali agenti chimici pericolosi nel settore orafo e come vanno gestiti?
Il settore orafo utilizza un insieme di agenti chimici tra i piu pericolosi in ambito manifatturiero. L'acido nitrico e l'acido cloridrico vengono impiegati nei processi di decapaggio e affinazione dei metalli preziosi, con rischio di ustioni chimiche gravi e inalazione di vapori nitrossi. I cianuri — in particolare il cianuro di sodio e il cianuro di potassio — sono usati nei bagni galvanici di doratura e rodiatura, con rischio acuto di intossicazione anche per vie cutanee o per ingestione accidentale. La gestione di questi agenti richiede la valutazione specifica ai sensi del Titolo IX D.Lgs. 81/08 (agenti chimici pericolosi), la misurazione dei livelli di esposizione professionale (LEP), la sorveglianza sanitaria obbligatoria, DPI adeguati (guanti in neoprene/butile, maschere con filtri combinati per gas acidi e cianuri) e la disponibilità di antidoti specifici per i cianuri (kit con idrossicobalamina) nei locali di lavoro.
La dermatite da contatto nei lavoratori orafi e una malattia professionale riconosciuta dall'INAIL?
Si, la dermatite allergica da contatto causata da cromo, nichel e cobalto — metalli ampiamente presenti nelle leghe metalliche e nei bagni galvanici del settore orafo — e riconosciuta dall'INAIL come malattia professionale tabellata. La tabella delle malattie professionali nell'industria (allegata al D.P.R. 1124/1965, piu volte aggiornata) include le dermatosi da agenti chimici. Il lavoratore che sviluppa sensibilizzazione cutanea a nichel o cromo ha diritto alla denuncia di malattia professionale, alla sorveglianza sanitaria specifica e, in caso di impossibilita di continuare l'attivita, all'indennizzo INAIL. Il medico competente ha l'obbligo di segnalare i casi sospetti e di aggiornare il giudizio di idoneita in base agli esiti degli accertamenti allergologici.
I laser per marcatura e incisione nei laboratori orafi richiedono una valutazione del rischio specifica?
Si, l'utilizzo di laser per marcatura, incisione e taglio nei laboratori orafi richiede la valutazione del rischio radiazioni ottiche artificiali ai sensi del Titolo VIII Capo V del D.Lgs. 81/08, che recepisce la Direttiva 2006/25/CE. La valutazione deve classificare il laser secondo le norme IEC 60825-1 (Classe 1, 1M, 2, 2M, 3R, 3B o 4) e identificare i rischi specifici per occhi e cute. I laser di Classe 3B e 4 — tipici dei sistemi di marcatura industriale su metalli preziosi — richiedono: sorveglianza sanitaria obbligatoria con visita oculistica periodica, DPI oculari con filtraggio specifico per la lunghezza d'onda utilizzata, barriere fisiche o interblocchi per impedire l'esposizione accidentale, nomina dell'Addetto alla Sicurezza Laser (ASL/Laser Safety Officer) e segnalazione dell'area pericolosa. I vapori e i fumi generati dall'interazione del laser con i metalli preziosi e le leghe devono essere aspirati con sistemi di captazione localizzata.
Quali obblighi normativi si applicano all'uso di cianuri nei processi galvanici dell'oreficeria?
L'utilizzo di cianuri nei bagni galvanici del settore orafo e soggetto a un sistema di obblighi normativi stratificati. Ai sensi del D.Lgs. 81/08 (Titolo IX, agenti chimici pericolosi), il datore di lavoro deve valutare il rischio, adottare misure di prevenzione e protezione (aspirazione localizzata, ventilazione forzata, DPI) e attivare la sorveglianza sanitaria. Il D.Lgs. 152/06 (Codice Ambientale) disciplina la gestione dei reflui cianotici, classificati rifiuti pericolosi, con obbligo di trattamento prima dello scarico e registro di carico/scarico. Il Regolamento REACH (CE 1907/2006, recepito con D.Lgs. 133/2009 e aggiornamenti) impone la registrazione delle sostanze, la scheda di dati di sicurezza aggiornata e la valutazione CSR per gli usi identificati. I cianuri sono inoltre classificati come sostanze estremamente preoccupanti (SVHC — Substances of Very High Concern) nell'ambito dell'autorizzazione REACH, con obbligo di comunicazione nella catena di fornitura.

Fonti normative

  • INAIL — Banca Dati Statistica (open.inail.it) — ATECO 32.12 e 32.13
  • INAIL — Rapporto Annuale INAIL (edizioni 2022, 2023, 2024)
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza) — Titolo IX Agenti Chimici Pericolosi
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Titolo VIII Capo II (Agenti fisici: rumore)
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Titolo VIII Capo III (Agenti fisici: vibrazioni)
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Titolo VIII Capo V (Radiazioni ottiche artificiali)
  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Codice Ambientale) — Parte IV Rifiuti pericolosi
  • Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) — recepito con D.Lgs. 133/2009 e aggiornamenti; sostanze SVHC e autorizzazione
  • D.Lgs. 14 marzo 2003, n. 196 — Codice Privacy (gestione dati sanitari lavoratori)
  • Norma IEC 60825-1 — Sicurezza degli apparecchi laser: classificazione e requisiti
  • Norma CEI EN 60825-1 — Sicurezza del laser: classificazione e requisiti (recepimento italiano)
  • ACGIH — Threshold Limit Values (TLV) for Chemical Substances and Physical Agents
  • D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 — Testo Unico INAIL (tabelle malattie professionali)

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