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Osservatorio · Calzaturiero e Pelletteria

Sicurezza nel Calzaturiero e nella Pelletteria

Trend di infortuni e malattie professionali nel settore calzaturiero e della pelletteria 2026: rischi da solventi organici (n-esano, toluolo), polveri di cuoio, movimentazione e ATEX. Adempimenti D.Lgs. 81/08 e sorveglianza neurologica obbligatoria per i distretti di Fermo-Macerata, Brenta, Verona, Napoli e Barletta.

ATECO 15.20fabbricazione di calzature20 ppm TWAVLEP n-esano — tra i più bassi per solventi~3.500infortuni/anno stimati nel segmento calzature-pelletteria (settore C INAIL)D.Lgs. 233/2003riferimento ATEX per reparti con solventi infiammabili
Risposta rapida

Il settore calzaturiero e della pelletteria — che comprende la fabbricazione di calzature (ATECO 15.20), la produzione di articoli da viaggio, borse e pelletteria (ATECO 15.12) e la preparazione e concia di pellami e cuoio (ATECO 15.11) — presenta un profilo di rischio SSL caratterizzato da criticità specifiche e storicamente documentate. L'impiego di solventi organici nelle operazioni di incollaggio (n-esano, toluolo, acetato di etile, acetone) ha causato, nei decenni passati, gravi polineuropatie periferiche nei lavoratori dei principali distretti italiani (Fermo-Macerata, Brenta, Verona, Napoli, Barletta). Nonostante la sostituzione parziale delle formulazioni più pericolose, il rischio chimico rimane il fattore prioritario da valutare e gestire. Si aggiungono il rischio da polveri di cuoio (pneumoconiosi, allergie respiratorie), i rischi biomeccanici da movimenti ripetitivi degli arti superiori, il rumore dei macchinari e il rischio incendio-esplosione da solventi infiammabili (ATEX). Il declino produttivo per la competizione asiatica si accompagna alla permanenza di produzioni di lusso — con fornitori di marchi come Gucci e Prada — dove la maggiore attenzione qualitativa si riflette anche in una migliore cultura della sicurezza.

Il settore: struttura, distretti e contesto produttivo

L'industria calzaturiera e della pelletteria italiana è strutturata in distretti produttivi a forte specializzazione territoriale, con una netta prevalenza di piccole e medie imprese. La frammentazione dimensionale è uno degli elementi che più condiziona la qualità della gestione SSL: molte aziende operano con meno di 15 dipendenti, il che limita le risorse disponibili per la sicurezza pur non riducendo in alcun modo gli obblighi di legge.

Principali distretti produttivi

  • Fermo-Macerata (Marche):distretto a vocazione calzaturiera, tra i più grandi d'Italia per numero di addetti e imprese; forte presenza di terzismo per griffe del lusso.
  • Riviera del Brenta (Venezia-Padova): specializzato nella calzatura femminile di alta gamma; fornisce marchi internazionali del lusso.
  • Verona e provincia: produzione di calzatura sportiva, casual e da lavoro; significativa presenza di pelletterie.
  • Napoli: tradizione artigianale nella calzatura su misura; presenza di laboratori anche di piccole dimensioni.
  • Barletta (Puglia): produzione di calzature di fascia media e medio-bassa; forte esposizione alla concorrenza internazionale.

Codici ATECO rilevanti

  • 15.11 — Preparazione e concia del cuoio e delle pelli; preparazione e tintura di pellicce
  • 15.12 — Fabbricazione di articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria
  • 15.20 — Fabbricazione di calzature (la più rilevante per dimensione del comparto)

La filiera è spesso interconnessa: molte imprese calzaturiere si approvvigionano di semilavorati in cuoio da concerie (settore 13 e 15.11) e da pelletterie specializzate, con un profilo di rischio chimico che può variare significativamente a seconda della fase produttiva svolta.

Contesto economico: il settore ha subito una contrazione produttiva significativa per effetto della competizione asiatica, con riduzione del numero di imprese e addetti. Tuttavia, la fascia alta del mercato — calzatura di lusso e pelletteria per grandi marchi della moda — ha mantenuto o incrementato la produzione in Italia, introducendo anche standard qualitativi e di conformità che si riflettono positivamente sulla gestione della sicurezza nei fornitori qualificati.

Rischi specifici: solventi organici e agenti chimici

Il rischio chimico da solventi organici è il fattore di pericolo storicamente più rilevante e documentato nel settore calzaturiero. Le operazioni di incollaggio — che interessano l'assemblaggio delle parti della scarpa (tomaia, suola, contrafforti) — richiedono l'uso di adesivi a base di solventi la cui composizione chimica determina i profili di rischio per la salute dei lavoratori.

Rischi fisici, biomeccanici ed ergonomici

Accanto al rischio chimico, il settore calzaturiero e della pelletteria presenta significativi rischi fisici e biomeccanici, responsabili di una quota rilevante delle malattie professionali denunciate all'INAIL negli ultimi anni.

Fattore di rischioOperazioni interessateEffetti sulla saluteRiferimento normativo
Movimenti ripetitivi arti superioriCucitura, orlatura, incollaggio, taglio manuale, finituraSindrome del tunnel carpale, tendiniti, epicondiliteD.Lgs. 81/08 Titolo VI; metodo OCRA/checklist OCRA
Postura seduta prolungataQuasi tutte le lavorazioni manuali su bancoLombalgia, cervicalgia, patologie del rachideD.Lgs. 81/08 Titolo VI; EN ISO 9241-5
Rischio da presse e taglierineFustellatura, taglio suole, timbraturaInfortuni da schiacciamento e taglio alle maniD.Lgs. 81/08 Titolo III; Dir. Macchine 2006/42/CE
RumoreOperazioni di ribattitura, bachiatura, macchine da cucire industrialiIpoacusia professionale da rumoreD.Lgs. 81/08 Titolo VIII, Capo II; valori LEX 80/85/87 dB(A)
Vibrazioni mano-braccio (HAV)Lucidatura con attrezzi vibranti, rifinituraSindrome di Raynaud professionale, danni vascolari e neurologiciD.Lgs. 81/08 Titolo VIII, Capo III; VLA: 2,5 m/s²

La sindrome del tunnel carpale e le tendinopatie agli arti superiori sono tra le malattie professionali più frequentemente denunciate dai lavoratori del calzaturiero. Il rischio da movimenti ripetitivi deve essere valutato con metodi validati (checklist OCRA o metodo OCRA completo) e deve portare a misure di prevenzione organizzative (rotazione delle mansioni, pause programmate), tecniche (ausili, strumenti ergonomici) e di sorveglianza sanitaria periodica.

Rischio incendio ed esplosione: la normativa ATEX nei reparti con solventi

L'utilizzo di solventi organici infiammabili nei reparti di incollaggio e pulizia introduce un rischio significativo di incendio ed esplosione. Quando la concentrazione di vapori infiammabili nell'aria si trova tra il limite inferiore di esplodibilità (LEL) e il limite superiore (UEL), qualsiasi fonte di innesco può causare un'esplosione o un incendio rapido.

Dati INAIL: infortuni e malattie professionali nel settore manifatturiero (settore C)

I dati INAIL per il settore calzaturiero e della pelletteria sono ricompresi nell'aggregato del manifatturiero (settore C). Le stime disponibili sulla base delle statistiche pubbliche della Banca Dati INAIL (open.inail.it) indicano per il segmento calzature-pelletteria (ATECO 15.11, 15.12, 15.20) un volume complessivo stimato tra 3.000 e 4.000 infortuni denunciati per anno, con una quota crescente di malattie professionali riconosciute.

I dati citati sono stime indicative su elaborazioni di statistiche pubbliche INAIL. Per analisi settoriali precise consultare la Banca Dati Statistica INAIL (open.inail.it) e i Rapporti Annuali INAIL. I codici ATECO 15.11, 15.12 e 15.20 permettono ricerche specifiche per il segmento calzaturiero-pelletteria.

Adempimenti SSL prioritari per il settore calzaturiero e della pelletteria

Data la specificità del profilo di rischio, alcuni adempimenti SSL assumono carattere prioritario per le aziende del settore calzaturiero e della pelletteria, indipendentemente dalla dimensione aziendale.

AdempimentoRiferimento normativoSpecificità del settore
Valutazione rischio chimico da solventi (VRC)D.Lgs. 81/08, artt. 223-228; Titolo IXDeve includere: elenco completo dei solventi (n-esano, toluolo, acetato di etile, acetone), VLEP applicabili, campionamenti ambientali periodici, valutazione degli effetti additivi per miscele di solventi
Sorveglianza sanitaria neurologica (n-esano)D.Lgs. 81/08, art. 41; Allegato XXXVIIIProtocollo specifico con valutazione neurologica, biomonitoraggio (acido 2,5-esandionico urinario), cadenza almeno annuale per esposti a n-esano; EMG se indicata clinicamente
Impianto aspirazione localizzata (LEV) ai posti di incollaggioD.Lgs. 81/08, art. 225; Titolo IXObbligatorio quando la ventilazione generale non garantisce il rispetto dei VLEP; verifica periodica dell'efficienza dell'impianto e documentazione della manutenzione
Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE)D.Lgs. 81/08, artt. 290-298; D.Lgs. 233/2003Obbligatorio in presenza di solventi infiammabili; classificazione zone ATEX, scelta di attrezzature Ex, formazione specifica dei lavoratori
Valutazione rischio da movimenti ripetitivi (OCRA)D.Lgs. 81/08, Titolo VI, art. 168Metodo OCRA per la valutazione quantitativa del rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori nelle operazioni di cucitura, orlatura, incollaggio manuale e finitura
DPI mano-braccio categoria III contro agenti chimiciD.Lgs. 81/08, art. 77; Reg. UE 2016/425Guanti chimici compatibili con i solventi impiegati (verifica tabelle resistenza chimica); categoria III per rischi gravi e irreversibili; documentazione della scelta nel DVR

Attenzione alla filiera:il datore di lavoro committente che affida fasi produttive in appalto (es. incollaggio, rifinitura) a terzisti deve verificare, ai sensi dell'art. 26 del D.Lgs. 81/08, che il terzista adempia agli obblighi di valutazione del rischio chimico e disponga dei relativi sistemi di prevenzione. La scheda di sicurezza (SDS) dei prodotti chimici deve essere trasmessa al terzista prima dell'inizio delle lavorazioni.

Approfondisci

Domande frequenti su sicurezza nel calzaturiero e nella pelletteriaFAQ

Nei reparti di incollaggio è obbligatorio installare un sistema di aspirazione localizzata?
Sì. Il D.Lgs. 81/08, Titolo IX (agenti chimici pericolosi), impone al datore di lavoro di adottare misure tecniche di contenimento alla fonte quando si utilizzano sostanze pericolose volatili. Nei reparti di incollaggio del settore calzaturiero, dove si impiegano colle a base di solventi organici (acetato di etile, toluolo, n-esano), la ventilazione generale non è sufficiente a garantire il rispetto dei valori limite di esposizione professionale (VLEP). È obbligatoria l'installazione di impianti di aspirazione localizzata (LEV – Local Exhaust Ventilation) direttamente ai posti di lavoro, dimensionati in modo da mantenere la concentrazione degli agenti chimici al di sotto dei rispettivi VLEP. L'impianto deve essere verificato periodicamente e documentato nel DVR.
Qual è il valore limite di esposizione professionale (VLEP) per il n-esano nel settore calzaturiero?
Il n-esano è tra gli agenti chimici più critici nel settore calzaturiero e pelletteria, poiché è stato storicamente responsabile di gravi neuropatie periferiche (polineuropatia da n-esano) nei lavoratori italiani dei distretti della scarpa. Il valore limite di esposizione professionale (VLEP) per il n-esano, ai sensi dell'Allegato XXXVIII del D.Lgs. 81/08 e della Direttiva UE 2017/164, è di 20 ppm come media ponderata nel tempo (TWA su 8 ore). Si tratta di un limite molto basso rispetto ad altri solventi, che riflette l'elevata neurotossicità della sostanza. Il datore di lavoro è tenuto a monitorare la concentrazione ambientale con campionamenti periodici e, se necessario, attivare il biomonitoraggio (acido 2,5-esandionico nelle urine) per i lavoratori esposti.
La sorveglianza sanitaria neurologica è obbligatoria per i lavoratori esposti a n-esano?
Sì. La sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a n-esano deve includere una valutazione neurologica specifica, dato il rischio accertato di polineuropatia periferica (danno assonale ai nervi periferici). Il Medico Competente è tenuto a strutturare un protocollo di sorveglianza che comprenda, oltre agli esami di base, la valutazione dei sintomi neurologici soggettivi (parestesie, astenia agli arti inferiori), la valutazione clinica dei riflessi osteotendinei e, se indicato clinicamente, l'elettromiografia (EMG) per la misurazione della velocità di conduzione nervosa. La periodicità degli accertamenti deve essere definita in relazione al livello di esposizione rilevato. Il biomonitoraggio (dosaggio di acido 2,5-esandionico urinario) è raccomandato come indicatore di esposizione individuale.
I reparti dove si usano solventi infiammabili sono soggetti alla normativa ATEX?
Sì. Nei reparti calzaturieri e di pelletteria in cui si utilizzano solventi infiammabili (acetato di etile, toluolo, n-esano, acetone), può formarsi un'atmosfera esplosiva. In questi ambienti si applica la direttiva ATEX recepita in Italia con il D.Lgs. 81/08 (Titolo XI, artt. 288-297) e con il D.Lgs. 12 giugno 2003, n. 233 per le attrezzature. Il datore di lavoro deve redigere il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE), classificare le zone a rischio esplosivo (Zona 1 o Zona 2 per i vapori infiammabili), scegliere attrezzature con marcatura Ex appropriate alla zona e formare i lavoratori sui rischi e sulle procedure operative sicure. L'impianto elettrico nei locali ATEX deve rispettare le prescrizioni CEI EN 60079.

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro) — Titolo IX (agenti chimici), Titolo XI (ATEX)
  • D.Lgs. 81/08, Allegato XXXVIII — Valori limite di esposizione professionale agli agenti chimici (VLEP n-esano: 20 ppm TWA)
  • D.Lgs. 12 giugno 2003, n. 233 (recepimento direttiva ATEX 1999/92/CE)
  • Direttiva 2017/164/UE — Valori limite indicativi di esposizione professionale (quarta direttiva VLEP)
  • Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) — Allegato XVII, voce 47 (cromo VI nelle pelli)
  • Regolamento UE 2016/425 — Dispositivi di protezione individuale (categorizzazione guanti chimici)
  • INAIL — Banca Dati Statistica (open.inail.it) — Settore manifatturiero, ATECO 15.xx
  • INAIL — Rapporto Annuale INAIL (dati malattie professionali settore C)
  • INAIL — Monografie su polineuropatia da n-esano nei distretti calzaturieri italiani
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 (formazione lavoratori sicurezza)
  • Norma EN ISO 13857 — Distanze di sicurezza per organi in movimento su macchine
  • D.M. 3 agosto 2015 — Codice di Prevenzione Incendi (prevenzione rischio incendio nei locali con solventi)

La tua azienda calzaturiera o di pelletteria è in regola con gli obblighi SSL?

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