Il Decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177 — che regolamenta le attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o classificati come spazi confinati ai sensi del D.Lgs. 81/2008 — compie nel 2026 quindici anni dall'entrata in vigore. L'anniversario è occasione per fare il punto sull'applicazione del decreto, sulle criticità riscontrate in sede ispettiva e sugli aggiornamenti procedurali in discussione.
Gli spazi confinati — pozzi, fogne, cisterne, serbatoi, vasche, silos, gallerie, cunicoli, camere sotterranee — sono ambienti in cui le attività lavorative presentano un elevato potenziale di rischio mortale, correlato principalmente alla carenza di ossigeno, alla presenza di gas tossici o infiammabili, all'impossibilità di uscita autonoma in caso di incidente. I dati INAIL degli ultimi anni confermano che gli infortuni in spazi confinati hanno tassi di mortalità molto superiori alla media, con una particolare frequenza nel fenomeno del cosiddetto salvataggio in cascata (soccorritori che perdono la vita nel tentare di estrarre un infortunato).
Il DPR 177/2011 introduce un sistema qualificatorio specifico: le imprese che intendono operare in spazi confinati devono possedere una serie di requisiti minimi — esperienza documentabile, formazione specifica del personale, disponibilità delle attrezzature idonee — e, qualora operino come appaltatrici, acquisire una dichiarazione di conformità da parte del committente. La formazione obbligatoria prevista dal decreto (almeno un giorno ogni tre anni) è stata giudicata insufficiente da più parti.
Tra le criticità applicative emerse in quindici anni di vigenza: la difficoltà di classificare correttamente gli ambienti di lavoro come spazi confinati (con rischio di esclusione dal regime protettivo del DPR); la scarsa applicazione nelle piccole imprese artigiane e nei lavori in economia; la mancanza di un sistema di qualificazione verificabile da terzi soggetti; l'assenza di aggiornamento formativo adeguato per il responsabile di ingresso e per i lavoratori.
Nel 2026 è in corso una consultazione tra il Ministero del Lavoro, INAIL, le parti sociali e le associazioni professionali per valutare possibili modifiche al DPR 177/2011: tra le proposte discusse figurano l'estensione della durata della formazione obbligatoria, l'introduzione di una procedura di permesso di lavoro standardizzata e la creazione di un registro delle imprese qualificate per lavori in spazi confinati.
Per i datori di lavoro che affidano lavori in spazi confinati ad imprese appaltatrici, il DPR 177/2011 prevede specifiche responsabilità: verifica dei requisiti dell'appaltatore, informazione sui rischi specifici presenti nello spazio, coordinamento delle misure di emergenza. La mancata osservanza di questi obblighi comporta sanzioni amministrative e può determinare responsabilità penale in caso di infortunio.