Il Reg. CE 852/2004 vieta di interrompere la catena del freddo, salvo brevi periodi compatibili con la sicurezza (Allegato II, capitolo IX). Alcuni limiti sono fissati da norme specifiche, come il Reg. CE 853/2004 per i prodotti di origine animale e il D.Lgs. 110/1992 per i surgelati. Gli altri li stabilisce l’operatore nel manuale, sulla base dell’analisi dei pericoli.
Cosa dice il capitolo IX dell’Allegato II
Il punto 5 del capitolo IX stabilisce che materie prime, ingredienti, semilavorati e prodotti finiti che possono favorire la crescita di patogeni o la formazione di tossine non devono essere conservati a temperature che possano comportare rischi per la salute. La catena del freddo non deve essere interrotta; sono ammessi periodi limitati fuori controllo di temperatura per esigenze pratiche, come la preparazione, il trasporto o la vendita, purché non comportino rischi.
Il punto 6 chiede che gli alimenti da tenere o servire a basse temperature siano raffreddati il più rapidamente possibile dopo il trattamento termico, fino a una temperatura che non comporti rischi. Il punto 7 regola lo scongelamento, che va fatto in modo da ridurre la crescita microbica, con scolo dei liquidi se rappresentano un rischio. Il regolamento non fissa numeri: i valori vengono da norme di settore o dal manuale.
Limiti fissati da norme specifiche
| Prodotto | Limite | Riferimento |
|---|---|---|
| Carni fresche di ungulati | non oltre 7 °C | Reg. CE 853/2004, All. III, sez. I |
| Frattaglie | non oltre 3 °C | Reg. CE 853/2004, All. III, sez. I |
| Carni macinate | non oltre 2 °C | Reg. CE 853/2004, All. III, sez. V |
| Prodotti della pesca freschi | temperatura vicina a quella del ghiaccio fondente | Reg. CE 853/2004, All. III, sez. VIII |
| Pesce destinato a essere consumato crudo | congelamento a -20 °C per almeno 24 ore o a -35 °C per almeno 15 ore, in ogni parte del prodotto | Reg. CE 853/2004, All. III, sez. VIII, cap. III, parte D |
| Alimenti surgelati | -18 °C o inferiore | D.Lgs. 110/1992 |
Le soglie del Reg. CE 853/2004 riguardano in primo luogo gli stabilimenti soggetti a quel regolamento, ma sono un riferimento prudente anche per macellerie e ristoranti. Il trattamento del pesce crudo contro i parassiti vale invece anche per la ristorazione che serve sushi, carpacci o marinati: se il pesce non è acquistato già trattato, serve un abbattitore in grado di raggiungere quei valori e una registrazione del ciclo.
Limiti che fissa il manuale
Per gli altri alimenti deperibili, come gastronomia, creme, latticini aperti e verdure lavorate, il limite lo stabilisce l’operatore. Molti manuali adottano 0-4 °C per i refrigerati, ma la scelta va motivata in base ai prodotti e alla durata di conservazione. Allo stesso modo il manuale fissa cottura al cuore, mantenimento a caldo, raffreddamento rapido e rigenerazione. L’importante è che i valori siano scritti, misurati, registrati e collegati a un’azione correttiva per ogni superamento.
| Fase | Cosa deve indicare il manuale | Come si misura |
|---|---|---|
| Ricevimento | Temperature accettabili per categoria e criterio di respingimento | Sonda o termometro a infrarossi sulla merce, lettura del mezzo |
| Conservazione | Limite per frigorifero, cella, congelatore | Termometro dell’impianto o data logger |
| Cottura | Temperatura al cuore per tipo di prodotto | Sonda a infissione pulita tra un uso e l’altro |
| Raffreddamento | Temperatura finale e tempo massimo per raggiungerla | Sonda dell’abbattitore, stampa o registrazione del ciclo |
| Mantenimento a caldo | Temperatura minima e tempo massimo di esposizione | Sonda sul prodotto nel banco caldo |
Il calcolatore temperature HACCP aiuta a confrontare i valori misurati con i limiti scelti. Le decisioni su quale controllo sia un punto critico e quale un prerequisito si prendono nel manuale di autocontrollo, a partire dal pericolo microbiologico del prodotto.
Strumenti, taratura e registrazioni
- Termometri di frigoriferi e celle leggibili senza aprire la porta, sonde a infissione per cotture e abbattimento.
- Verifica periodica degli strumenti, per esempio con il confronto con un termometro di riferimento o in acqua e ghiaccio: vedi la voce taratura degli strumenti.
- Registrazioni con la frequenza fissata dal manuale, di solito all’apertura e alla chiusura o per turno.
- Data logger con allarme per le celle più importanti: i report vanno conservati e le anomalie annotate.
Per la registrazione manuale puoi usare il modello PDF del registro temperature. L’errore tipico in ispezione è un registro con valori tutti identici, sempre «3 °C», mentre il termometro del frigo segna 7 °C davanti all’ispettore: è il segnale che le letture non vengono fatte. Valori realistici, con qualche oscillazione e le relative note, sono più credibili.
Se la temperatura è fuori limite
- Verificare lo strumento e ripetere la misura direttamente sul prodotto, non solo sull’aria della cella.
- Stimare da quanto tempo dura lo scostamento, partendo dall’ultima lettura corretta registrata.
- Spostare i prodotti in un altro frigorifero o cella funzionante.
- Decidere sui prodotti in base a tipo, temperatura raggiunta e tempo: uso immediato, cottura o eliminazione secondo i criteri del manuale.
- Registrare evento, decisione e intervento tecnico, e gestirlo come non conformità.
Esempio: una gelateria trova al mattino il conservatore delle basi a -8 °C invece del valore di esercizio scritto nel manuale, dopo un blackout notturno. Le basi già pastorizzate e rimaste a lungo fuori limite vanno valutate secondo i criteri scritti; se il manuale non li prevede, la decisione prudente è eliminarle. Da quel momento conviene un data logger con allarme che registri la durata dell’evento.
Ricevimento, trasporto e controlli ufficiali
Al ricevimento si controllano temperatura dei prodotti e del mezzo, integrità degli imballi e scadenze, con facoltà di respingere la merce non conforme e annotarlo. Chi trasporta alimenti deve mantenerli alle temperature corrette con mezzi idonei e, quando serve, permetterne il monitoraggio (Allegato II, capitolo IV). Il D.Lgs. 193/2007, art. 6, punisce il mancato rispetto dei requisiti dell’Allegato II con sanzione da 500 a 3.000 euro (comma 5) e la mancata o non corretta applicazione delle procedure, come le registrazioni non tenute, con sanzione da 1.000 a 6.000 euro (comma 8). Con la nostra consulenza HACCP definiamo i limiti per i tuoi prodotti, le frequenze di controllo e le azioni correttive, e verifichiamo che strumenti e registri reggano un sopralluogo.
Domande frequentiFAQ
La temperatura di 4 °C per i frigoriferi è un obbligo di legge?
Quante volte al giorno vanno registrate le temperature?
I data logger sostituiscono il registro cartaceo?
Posso ricongelare un prodotto scongelato?
Fonti normative
Pagine collegate
Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?
Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.