Non aver valutato i rischi e redatto il DVR è una contravvenzione punita con l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro (art. 55, c. 1, lett. a, importi in vigore dal 6 ottobre 2023). Per la Cassazione anche un DVR esistente ma generico, copiato da modelli o non aggiornato dopo i cambiamenti che lo richiedono equivale, ai fini della colpa, a una valutazione omessa per il rischio non considerato; se quel rischio causa un infortunio, il datore ne risponde.
I principi affermati dalla Cassazione
1. La valutazione deve riguardare i rischi reali di quell’azienda
Il DVR deve descrivere le lavorazioni effettivamente svolte, i luoghi e le attrezzature, e indicare misure e responsabili di attuazione (art. 28, c. 2). Un documento standard, che non menziona la lavorazione da cui è derivato l’infortunio, non dimostra la valutazione di quel rischio.
art. 28 D.Lgs. 81/2008
2. Il DVR non ha scadenza, ma va rielaborato quando serve
Non esiste un termine fisso di validità. L’art. 29, c. 3, impone di rielaborarlo in occasione di modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione significative per la sicurezza, dell’evoluzione della tecnica, di infortuni significativi o quando la sorveglianza sanitaria ne evidenzia la necessità, entro 30 giorni. La mancata rielaborazione è valutata come colpa specifica se l’infortunio dipende dal cambiamento non considerato.
art. 29 c. 3 D.Lgs. 81/2008
3. L’obbligo non si delega
La valutazione dei rischi è riservata al datore di lavoro (art. 17). Affidarne la stesura a un consulente o all’RSPP è normale, ma la responsabilità del contenuto resta sua; il consulente può concorrere se ha commesso errori tecnici che hanno portato all’evento.
art. 17 c. 1 lett. a D.Lgs. 81/2008
4. Un DVR carente pesa anche sull’ente
Negli infortuni gravi o mortali la violazione dell’obbligo di valutazione è uno degli elementi su cui si fonda la responsabilità amministrativa della società ex art. 25-septies D.Lgs. 231/2001, quando l’omissione ha prodotto un risparmio di costi o di tempi per l’impresa.
art. 25-septies D.Lgs. 231/2001
Sanzioni e procedure
- DVR non redatto: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro (art. 55, c. 1, lett. a).
- Aziende con rischi particolari indicate dall’art. 55, c. 2 (tra cui quelle con esposizione ad agenti biologici dei gruppi 3 e 4, atmosfere esplosive, agenti cancerogeni, amianto, e i cantieri con più imprese di entità non inferiore a 200 uomini-giorno): arresto da quattro a otto mesi.
- DVR redatto senza alcuni degli elementi richiesti dall’art. 28: ammenda (art. 55, c. 3 e 4).
La mancata elaborazione del DVR rientra tra le violazioni che consentono all’Ispettorato di sospendere l’attività (art. 14 e allegato I). Per le contravvenzioni punite con pena alternativa l’organo di vigilanza impartisce una prescrizione: se il datore di lavoro la adempie e paga un quarto del massimo dell’ammenda, il reato si estingue (D.Lgs. 758/1994, art. 301 D.Lgs. 81/2008).
Le aziende piccole
L’obbligo vale da un lavoratore in su. Fino a 50 lavoratori si possono usare le procedure standardizzate (art. 29, c. 5-6), che restano però una valutazione: vanno compilate sulla realtà aziendale, non scaricate e firmate.
Cosa fare in azienda
- Verificare che il DVR descriva tutte le mansioni e le attrezzature effettivamente in uso, compresi lavori occasionali e manutenzioni.
- Fissare in un registro le occasioni che impongono la rielaborazione (nuove macchine, nuovi processi, infortuni) e rispettare i 30 giorni.
- Garantire la data certa e la consultazione dell’RLS.
- Collegare ogni misura del programma di miglioramento a un responsabile e a una scadenza.
Domande frequentiFAQ
Ogni quanto si aggiorna il DVR?
Un DVR fatto da un consulente esterno protegge il datore di lavoro?
Cosa succede se l’ispettore trova il DVR incompleto ma nessun infortunio?
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Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 17 (obblighi non delegabili)
- D.Lgs. 81/2008, art. 28 (oggetto della valutazione dei rischi)
- D.Lgs. 81/2008, art. 29 (modalità di effettuazione della valutazione)
- D.Lgs. 81/2008, art. 55 (sanzioni per datore di lavoro e dirigente)
- D.Lgs. 758/1994 (prescrizione delle contravvenzioni)
- D.Lgs. 231/2001, art. 25-septies
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