Risposta rapida
Il D.Lgs. 81/2008 fissa tre soglie: 80 dB(A) (informazione e protettori disponibili), 85 dB(A) (protettori obbligatori, sorveglianza sanitaria, programma di riduzione) e 87 dB(A) come valore limite da non superare, considerando l’attenuazione dei protettori.
Riferimenti: D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII, Capo II (artt. 187-198); norma UNI EN ISO 9612 per le misure.
Domande frequenti sul rumoreFAQ
Quali sono i valori di riferimento per il rumore?
L’art. 189 del D.Lgs. 81/2008 fissa tre soglie, riferite all’esposizione giornaliera su 8 ore (LEX,8h) e alla pressione acustica di picco: valori inferiori di azione 80 dB(A) e 135 dB(C); valori superiori di azione 85 dB(A) e 137 dB(C); valori limite di esposizione 87 dB(A) e 140 dB(C). Solo per il confronto con il valore limite si tiene conto dell’attenuazione dei protettori auricolari.
Cosa scatta al superamento di ciascuna soglia?
Sopra 80 dB(A): informazione e formazione specifiche, messa a disposizione dei protettori auricolari, visita medica su richiesta del lavoratore o se il medico competente la ritiene opportuna. Sopra 85 dB(A): obbligo di indossare i protettori, sorveglianza sanitaria, programma di misure tecniche e organizzative per ridurre l’esposizione, segnalazione e delimitazione delle aree. Il valore limite di 87 dB(A), calcolato con i protettori, non deve mai essere superato: se succede, si interviene subito per riportare l’esposizione sotto il limite e si individuano le cause (artt. 192-196).
Bisogna sempre misurare il rumore?
No. La valutazione è sempre obbligatoria (art. 190), ma se si può fondatamente ritenere che i valori inferiori di azione non siano superati, come in un normale ufficio, si può concludere senza misure, motivandolo. Quando i valori possono essere superati si misura con fonometri o dosimetri secondo la UNI EN ISO 9612, da personale qualificato. La valutazione si aggiorna almeno ogni quattro anni (art. 181) e quando cambiano macchine, lavorazioni o turni.
Bar, ristoranti e locali con musica devono valutare il rumore?
Sì, come ogni datore di lavoro. In cucine e sale tradizionali l’esposizione resta spesso sotto 80 dB(A); nei locali con musica amplificata, discoteche e concerti i valori possono superare 85 dB(A) e richiedono misure. Per il settore musica e attività ricreative l’art. 198 rinvia a linee guida specifiche.
Come si scelgono i protettori auricolari?
In base al livello e allo spettro del rumore e al tipo di attività: inserti, archetti o cuffie, con un’attenuazione che riporti il livello all’orecchio idealmente tra 65 e 80 dB(A). Un’attenuazione eccessiva isola il lavoratore e gli impedisce di sentire segnali e colleghi. Vanno considerati comfort, compatibilità con altri DPI e igiene. I protettori dell’udito sono DPI di III categoria: serve l’addestramento all’uso (art. 77, comma 5).
Le cuffie con musica o gli auricolari personali vanno bene come DPI?
No, salvo che si tratti di protettori certificati come DPI. Gli auricolari per ascoltare musica non attenuano il rumore ambientale e aggiungono altra energia sonora; inoltre possono impedire di sentire allarmi e mezzi in movimento. Esistono protettori certificati con funzioni di comunicazione o di limitazione del livello, da valutare caso per caso.
Ogni quanto si fa la visita per gli esposti al rumore?
Per i lavoratori esposti oltre i valori superiori di azione la sorveglianza sanitaria è obbligatoria; la periodicità è di norma annuale o diversa decisa dal medico competente in base alla valutazione (art. 196). Comprende la visita e l’esame audiometrico. Se emerge un danno uditivo legato al lavoro, il datore di lavoro rivede la valutazione e le misure.
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 189 — Valori limite di esposizione e valori di azione
- D.Lgs. 81/2008, art. 190 — Valutazione del rischio
- D.Lgs. 81/2008, art. 193 — Uso dei dispositivi di protezione individuali
- D.Lgs. 81/2008, art. 196 — Sorveglianza sanitaria
- UNI EN ISO 9612 — Determinazione dell’esposizione al rumore negli ambienti di lavoro
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