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FAQ Sicurezza Gru e Attrezzature di Sollevamento — Obblighi D.Lgs. 81/08

Risposte alle domande più frequenti sulla sicurezza delle gru a torre, gru mobili, paranchi e attrezzature di sollevamento in cantiere e in ambito industriale: verifiche periodiche INAIL, formazione gruisti, Piano di Utilizzo delle Gru, distanze da linee elettriche e prevenzione del ribaltamento ai sensi del D.Lgs. 81/08 e del D.M. 11 aprile 2011.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il D.Lgs. 81/08 (art. 71 e Allegato VII D.M. 11/4/2011) obbliga il datore di lavoro a effettuare la prima verifica entro 60 giorni dalla messa in servizio e le verifiche periodiche biennali su gru a torre, gru mobili e paranchi con portata superiore a 2.000 kg. L'Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 impone l'abilitazione specifica per gli operatori gruisti con rinnovo quinquennale. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua realtà produttiva o al tuo cantiere e a predisporre la documentazione necessaria.

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Queste FAQ raccolgono i dubbi più comuni di datori di lavoro, RSPP, coordinatori per la sicurezza (CSP/CSE) e responsabili di cantiere in merito alla corretta gestione delle attrezzature di sollevamento, con particolare riferimento alle gru a torre, alle gru su autocarro, alle gru semoventi e ai paranchi elettrici impiegati nei cantieri edili e nell'industria.

Domande frequenti sulla sicurezza delle gru e delle attrezzature di sollevamentoFAQ

Quali verifiche periodiche devono essere effettuate sulle gru a torre e chi le esegue?
Le gru a torre sono attrezzature di lavoro soggette a verifiche periodiche obbligatorie ai sensi dell'art. 71, comma 11, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e del D.M. 11 aprile 2011, che ha istituito il sistema nazionale di verifica delle attrezzature di lavoro. Il regime si articola in due fasi distinte: la prima verifica e le verifiche periodiche successive. La prima verifica deve essere richiesta dal datore di lavoro utilizzatore all'INAIL entro 60 giorni dalla messa in servizio dell'attrezzatura. L'INAIL, ove non vi provveda direttamente entro 45 giorni dalla richiesta, può delegare la competenza a soggetti pubblici e privati abilitati (organismi di ispezione di tipo A, B o C accreditati da Accredia). In questa fase si accerta la corretta installazione, la conformità al libretto di istruzione del fabbricante, l'integrità strutturale della macchina e la corretta taratura dei dispositivi di sicurezza obbligatori: limitatore di carico, finecorsa meccanici ed elettrici, anemometro con dispositivo di allarme. Le verifiche periodiche successive sono cadenzate ogni 2 anni per le gru a torre (Allegato VII al D.M. 11/4/2011). Le verifiche periodiche sono affidate alle ASL/ARPA territorialmente competenti oppure, su richiesta del datore di lavoro, ai soggetti pubblici e privati abilitati, che devono effettuarle entro 30 giorni dalla richiesta. Il verbale con esito positivo è il documento che autorizza la prosecuzione dell'utilizzo. Ogni verifica deve essere documentata sul libretto matricolare dell'attrezzatura. Il libretto deve contenere: la dichiarazione di conformità CE, il verbale di prima verifica, il registro delle verifiche periodiche e delle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Il datore di lavoro è tenuto a conservarlo e a esibirlo agli organi di vigilanza. In caso di mancata verifica nei termini prescritti, l'attrezzatura non può essere utilizzata e il datore di lavoro è soggetto alle sanzioni dell'art. 87 del D.Lgs. 81/08. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a gestire le scadenze del piano di verifica.
Qual è la formazione obbligatoria per i gruisti — operatori di gru a torre e gru su autocarro?
L'abilitazione degli operatori di gru è disciplinata dall'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, pubblicato in G.U. n. 60 del 12 marzo 2012, in attuazione dell'art. 73, comma 5, del D.Lgs. 81/08. L'accordo ha introdotto l'obbligo di abilitazione specifica per l'utilizzo di gru a torre, gru su autocarro e gru semoventi. Per la gru a torre il percorso formativo prevede un modulo teorico della durata minima di 6 ore, contenente nozioni di fisica applicata al sollevamento, lettura del diagramma di carico, procedure di montaggio e smontaggio, dispositivi di sicurezza e normativa vigente. Il modulo tecnico-pratico ha una durata minima di 8 ore con esercitazioni in cabina e manovre operative. Totale minimo: 14 ore, con verifica finale davanti a una commissione che comprende un esperto nominato dall'organo di vigilanza. Per la gru su autocarro (autocarro con braccio idraulico) il percorso è analogo: modulo teorico di 6 ore e modulo pratico-applicativo di 8 ore, per un totale di 14 ore. Per le gru semoventi su ruote con braccio telescopico il monte ore aumenta a 22 ore, di cui almeno 10 dedicate alla pratica. Per le gru semoventi su cingoli con braccio a traliccio è previsto uno specifico modulo aggiuntivo sui calcoli di stabilità. Il rinnovo dell'abilitazione è obbligatorio ogni 5 anni e prevede un corso di aggiornamento di almeno 4 ore. Il mancato rinnovo comporta la decadenza dell'abilitazione e il divieto di utilizzo della macchina. Il datore di lavoro non può impiegare su tali attrezzature lavoratori privi del relativo attestato, pena l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 87 del D.Lgs. 81/08. L'abilitazione si aggiunge — e non sostituisce — la formazione generale e specifica sui rischi ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/08.
Chi è responsabile della sicurezza quando un'azienda noleggia una gru a torre in cantiere?
Il noleggio di una gru a torre a caldo (con operatore) o a freddo (senza operatore) genera un sistema articolato di responsabilità che coinvolge più soggetti: il noleggiante, il datore di lavoro committente o impresa affidataria, il CSP/CSE e l'operatore. Il noleggiante — l'impresa che fornisce la gru — ha l'obbligo di consegnare una macchina in perfetto stato di manutenzione, con la documentazione aggiornata (dichiarazione CE, libretto matricolare con ultima verifica periodica con esito positivo) e di assicurarsi che l'attrezzatura sia adeguata alla tipologia di lavori. In caso di noleggio a caldo, l'operatore rimane alle dipendenze funzionali del noleggiante, ma è soggetto alle direttive operative del cantiere per quanto riguarda le modalità di esecuzione dei lavori. Il datore di lavoro utilizzatore — l'impresa affidataria o la committenza — è tenuto, ai sensi dell'art. 71 del D.Lgs. 81/08, a verificare la rispondenza della gru alle proprie esigenze produttive, a garantire il corretto montaggio eseguito da personale qualificato del fornitore con direttore del montaggio designato, a predisporre il piano di utilizzo della gru, a verificare la resistenza del suolo di appoggio tramite idonea documentazione geotecnica e a organizzare i lavori evitando interferenze pericolose tra la gru e le altre lavorazioni. Il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) è responsabile del coordinamento tra le diverse imprese presenti in cantiere, con specifico riguardo all'area di influenza della gru, alle interferenze tra gru sovrapposti o adiacenti e all'aggiornamento del PSC in caso di variazioni del programma lavori. L'operatore ha l'obbligo di verificare quotidianamente il buono stato dell'attrezzatura prima dell'utilizzo, segnalare anomalie al preposto, non superare i carichi ammissibili e rispettare le procedure operative. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili in relazione alla struttura contrattuale del tuo cantiere.
Il Piano di Utilizzo delle Gru (PUG) è obbligatorio in cantiere?
Il Piano di Utilizzo delle Gru (PUG), talvolta denominato Piano di Gestione delle Attrezzature di Cantiere (PGAC), non è oggetto di un esplicito obbligo normativo autonomo in una singola disposizione di legge, ma il suo contenuto è di fatto richiesto da più norme del D.Lgs. 81/08 e dei relativi allegati. L'art. 91 del D.Lgs. 81/08 impone al Coordinatore per la Progettazione (CSP) di redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), che — ai sensi dell'Allegato XV, punto 2.3.5 — deve contenere le misure di prevenzione e protezione relative all'uso di attrezzature di lavoro e, in particolare, le modalità di coordinamento nell'uso delle gru, le zone di interferenza, le portate, gli sbracci massimi e i percorsi di manovra. Questo obbligo diventa sostanzialmente equivalente alla redazione di un PUG ogni qualvolta in cantiere siano presenti una o più gru con rischio di interferenza. Le Linee Guida INAIL "Gru a torre nei cantieri — Rischi e misure di prevenzione" raccomandano esplicitamente la redazione di un PUG separato ogniqualvolta più gru operino in prossimità, vi siano rischi di interferenza tra le aree di lavoro delle gru, oppure la presenza della gru sia critica per la sequenza operativa. Il PUG deve tipicamente contenere: planimetria di cantiere con posizionamento della gru e area di influenza; diagramma di carico del modello specifico installato; calcolo della portata ai diversi sbracci; analisi del suolo e carichi di fondazione; individuazione delle zone vietate all'azione della gru (linee elettriche, proprietà terze, zone pedonali); procedure di montaggio, smontaggio e utilizzo; protocollo di emergenza in caso di guasto o condizioni meteorologiche avverse; sistema di comunicazione tra imbracatore e gruista. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili al tuo specifico cantiere e a strutturare il PUG in modo conforme alla normativa e alle Linee Guida INAIL.
Qual è la distanza di sicurezza minima che una gru deve rispettare dalle linee elettriche aeree?
Le distanze di sicurezza dalle linee elettriche aeree sono definite dall'Allegato IX al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, in conformità con la Norma CEI EN 50110-1 e con le disposizioni del D.M. 14 giugno 2011. I valori minimi di distanza che qualsiasi parte della gru — compresi i carichi sospesi, i cavi di sollevamento e il braccio — deve mantenere in ogni condizione operativa sono i seguenti: - Tensione nominale fino a 1 kV (bassa tensione): distanza minima 3 metri - Tensione nominale oltre 1 kV fino a 35 kV (media tensione): distanza minima 5 metri - Tensione nominale oltre 35 kV fino a 150 kV (alta tensione): distanza minima 7 metri - Tensione nominale oltre 150 kV fino a 380 kV (altissima tensione): distanza minima 9 metri Prima di installare una gru in prossimità di linee aeree è obbligatorio acquisire dall'ente distributore (E-Distribuzione o altro gestore della rete) le informazioni sulla tensione nominale della linea e sulla posizione esatta dei conduttori. Questa verifica preliminare è a carico del datore di lavoro e deve essere documentata nel PSC o nel PUG. Qualora le distanze di sicurezza non possano essere rispettate, il datore di lavoro deve: richiedere all'ente gestore la messa fuori tensione temporanea della linea per tutta la durata dei lavori, con rilascio di certificato di lavori in zona non elettrica; oppure concordare con il gestore l'installazione di schermature fisiche protettive (mantovane, guaine isolanti sui conduttori) certificate; oppure richiedere la deviazione della linea su percorso alternativo. In nessun caso è possibile operare all'interno delle distanze di sicurezza senza accordo scritto con il gestore. Il personale del cantiere deve essere informato e formato sul rischio elettrico e le aree a rischio devono essere segnalate con cartellonistica adeguata.
Quando un paranco elettrico è soggetto alle stesse verifiche periodiche di una gru?
I paranchi elettrici e manuali sono attrezzature di lavoro a tutti gli effetti e, al superamento di determinate soglie di portata, sono soggetti al medesimo regime di verifiche periodiche previsto per le gru dal D.M. 11 aprile 2011. L'Allegato VII al D.M. 11/4/2011 elenca le categorie di attrezzature di lavoro soggette a verifiche periodiche e include espressamente i paranchi con portata superiore a 2.000 kg tra le attrezzature da assoggettare a verifica INAIL o soggetti abilitati con periodicità biennale (ogni 2 anni). I paranchi con portata uguale o inferiore a 2.000 kg sono invece soggetti alla sola manutenzione programmata a cura del datore di lavoro, secondo le indicazioni del fabbricante, senza verifica INAIL formale — ma comunque con l'obbligo di documentare le operazioni di controllo nel registro di manutenzione. Anche per i paranchi con portata superiore a 2.000 kg si applica il regime di prima verifica: entro 60 giorni dalla messa in servizio il datore di lavoro deve richiedere la prima verifica all'INAIL, che può delegarla a soggetti abilitati. I documenti da conservare sono: dichiarazione di conformità CE del fabbricante; istruzioni d'uso in lingua italiana; verbale di prima verifica con esito positivo; registro delle verifiche periodiche; registro delle manutenzioni; certificati dei test sui ganci e sui cavi o catene. Il gancio di sollevamento va ispezionato visivamente prima di ogni utilizzo e sottoposto a esame non distruttivo (magnetoscopia o liquidi penetranti) con cadenza almeno annuale o secondo le indicazioni del fabbricante. Per i paranchi installati su carroponte, la verifica include anche le guide di scorrimento, i carrelli e i dispositivi elettrici di arresto di fine corsa. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla specifica portata e tipologia di paranco in uso nella tua azienda.
Come si gestisce la verifica periodica di una gru mobile su autocarro e qual è la differenza rispetto alla revisione del veicolo?
L'autocarro dotato di gru a braccio idraulico (cosiddetto "autocarro-gru" o "camion gru") è soggetto a un doppio regime di verifiche, che riguardano rispettivamente il veicolo (componente stradale) e la gru idraulica (attrezzatura di lavoro), e che devono essere gestite in modo indipendente. Per la componente veicolo si applica la disciplina del Codice della Strada (D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285) e del Regolamento di esecuzione (D.P.R. 495/1992): revisione periodica obbligatoria presso la Motorizzazione Civile o centri autorizzati, generalmente annuale per i veicoli adibiti al trasporto cose con massa a pieno carico superiore a 3.500 kg. Per la gru idraulica montata sul telaio si applica il D.M. 11 aprile 2011: la gru è classificata come "gru su autocarro" nell'Allegato VII e soggetta a prima verifica INAIL entro 60 giorni dalla messa in servizio e a verifica periodica biennale (ogni 2 anni). Queste verifiche riguardano esclusivamente la componentistica di sollevamento — braccio, cilindri idraulici, gancio, limitatori di carico, stabilizzatori — e non la parte motrice o il telaio. La verifica INAIL della gru e la revisione del veicolo sono documenti distinti che devono entrambi essere in corso di validità affinché l'autocarro-gru possa essere legalmente impiegato per operazioni di sollevamento. Un autocarro-gru con revisione stradale in regola ma con verifica INAIL scaduta non può essere utilizzato per sollevare carichi: l'organo di vigilanza può disporne il fermo immediato. È responsabilità del datore di lavoro tenere aggiornate entrambe le scadenze. In cantiere, prima di ogni utilizzo, l'operatore deve verificare il buono funzionamento degli stabilizzatori, del limitatore di carico, del finecorsa e del dispositivo di blocco idraulico, riportando l'esito nel registro di controllo giornaliero.
Cosa si intende per sforamento del carico massimo e come si previene il ribaltamento di una gru?
Ogni gru è caratterizzata da un diagramma di carico (o diagramma portata-sbraccio), fornito obbligatoriamente dal fabbricante nella documentazione tecnica e riportato su una targhetta fissa in cabina o sul braccio, che indica la portata massima consentita in funzione della lunghezza del braccio (sbraccio) e — per le gru semoventi — del tipo di appoggio e della pendenza del terreno. Il superamento dei valori indicati costituisce uno "sforamento del carico massimo" e genera rischi gravi di cedimento strutturale, cedimento del terreno e ribaltamento dell'intera macchina. Per prevenire gli sforamenti il D.Lgs. 81/08 e la Direttiva Macchine 2006/42/CE impongono la presenza di dispositivi di sicurezza attivi: il limitatore di carico, che blocca il sollevamento quando si raggiunge o supera il carico massimo per lo sbraccio attuale; l'indicatore di momento di carico (per le gru semoventi), che avvisa l'operatore quando si avvicina al limite di ribaltamento; i finecorsa meccanici sulle funzioni di sollevamento e rotazione. Questi dispositivi devono essere verificati all'accensione e la loro manomissione o disattivazione costituisce un reato ai sensi dell'art. 70 del D.Lgs. 81/08. La prevenzione del ribaltamento richiede una accurata valutazione del suolo di posa: per le gru su gomma o su stabilizzatori è necessario calcolare il carico trasmesso al terreno e confrontarlo con la portanza del suolo documentata tramite idonea indagine geotecnica. In cantiere vanno predisposti elementi di ripartizione del carico (piastre o platee in acciaio o cemento armato) nelle zone con terreno cedevole. Per le gru a torre, il calcolo di fondazione deve tenere conto dei carichi dinamici indotti dal vento, definiti dalle norme UNI EN 14439 e UNI EN 13001. Le procedure operative devono includere: controllo delle previsioni meteo prima del turno (le gru hanno limiti di utilizzo in condizioni di vento, generalmente tra 12 e 20 m/s a seconda del modello), messa in velleggiamento della gru a torre fuori servizio, divieto assoluto di sollevamento di carichi fuori bilanciati e utilizzo di segnalatori radio per la comunicazione tra imbracatore e gruista quando il carico non è in visione diretta del gruista.
Quali sono gli obblighi documentali per il montaggio e lo smontaggio di una gru a torre in cantiere?
Il montaggio e lo smontaggio di una gru a torre sono operazioni ad alto rischio disciplinate da specifiche prescrizioni del D.Lgs. 81/08 e dalle norme tecniche UNI EN 14439. Entrambe le operazioni devono essere pianificate, supervisionate e documentate in modo dettagliato. Prima del montaggio il datore di lavoro deve acquisire: le istruzioni di montaggio e smontaggio del fabbricante nella versione aggiornata per la configurazione specifica da installare; la relazione di calcolo della fondazione firmata da un professionista abilitato; il piano di montaggio e smontaggio che individua le attrezzature ausiliarie di sollevamento necessarie, i carichi nelle diverse fasi, le sequenze operative e le misure di sicurezza. Il piano deve essere reso disponibile ai lavoratori coinvolti nelle operazioni. Il D.Lgs. 81/08 all'art. 70, comma 4, prevede che il montaggio e lo smontaggio di gru a torre siano effettuati sotto la supervisione di un "direttore del montaggio" designato dall'impresa fornitrice, con comprovata competenza specifica. I lavoratori addetti devono essere formati sulla specifica procedura di montaggio e dotati dei DPI necessari: imbracature anticaduta certificate EN 361, elmetto, guanti e scarpe di sicurezza. Al termine del montaggio viene redatto il verbale di montaggio firmato dal direttore del montaggio, che attesta la corretta installazione secondo le istruzioni del fabbricante. Questo verbale, insieme alla dichiarazione CE e al libretto, viene presentato all'INAIL per la richiesta di prima verifica. Analogamente, lo smontaggio deve avvenire secondo il piano previsto e deve essere documentato con verbale di smontaggio. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a strutturare la documentazione di montaggio nel rispetto della normativa vigente.
Come devono essere imbracati i carichi per sollevamenti in sicurezza con gru e paranchi?
L'imbracatura dei carichi è una delle fasi più critiche delle operazioni di sollevamento e una delle principali cause di infortuni gravi e mortali nei cantieri e negli ambienti industriali. Il D.Lgs. 81/08 e le norme tecniche UNI EN 1492 (per fasce di sollevamento tessili) e UNI EN 818 (per catene di sollevamento) disciplinano i requisiti minimi di sicurezza degli accessori di imbracatura. Gli accessori di sollevamento — fasce, catene, funi, bilancieri, ganci — devono obbligatoriamente riportare la marcatura CE e una targa o etichetta con: portata massima in chilogrammi o tonnellate per le diverse configurazioni di utilizzo (sollevamento a branca singola, a due branche, a quattro branche), angolo di imbracatura e codice di identificazione del lotto. Il carico ammissibile di un accessorio di sollevamento diminuisce all'aumentare dell'angolo tra le branche: a 0° la portata è quella nominale della branca singola, a 60° si riduce al 87%, a 90° al 71% e a 120° al 50% della portata nominale. Il rispetto degli angoli di imbracatura è fondamentale per non sovraccaricare gli accessori. Prima di ogni utilizzo l'imbracatore deve verificare visivamente l'integrità degli accessori: assenza di tagli, usura eccessiva, deformazioni plastiche, corrosione, nodi nelle funi o nelle fasce. Gli accessori difettosi devono essere immediatamente ritirati dal servizio e sostituiti. Le Linee Guida INAIL sulle gru raccomandano ispezioni periodiche documentate degli accessori di sollevamento almeno con cadenza trimestrale. L'imbracatore deve ricevere una formazione specifica sulle tecniche di imbracatura, sui diagrammi di carico, sulla scelta degli accessori idonei e sulle procedure di comunicazione con il gruista. La comunicazione durante il sollevamento deve seguire un sistema di segnalazione codificato (segnali manuali normalizzati dalla norma ISO 16715 o comunicazione radio dedicata). La presenza di un imbracatore qualificato è obbligatoria per tutti i sollevamenti fuori dalla visibilità diretta del gruista.

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Domande frequentiFAQ

Quali verifiche periodiche devono essere effettuate sulle gru a torre e chi le esegue?
Le gru a torre sono attrezzature di lavoro soggette a verifiche periodiche obbligatorie ai sensi dell'art. 71, comma 11, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e del D.M. 11 aprile 2011, che ha istituito il sistema nazionale di verifica delle attrezzature di lavoro. Il regime si articola in due fasi distinte: la prima verifica e le verifiche periodiche successive. La prima verifica deve essere richiesta dal datore di lavoro utilizzatore all'INAIL entro 60 giorni dalla messa in servizio dell'attrezzatura. L'INAIL, ove non vi provveda direttamente entro 45 giorni dalla richiesta, può delegare la competenza a soggetti pubblici e privati abilitati (organismi di ispezione di tipo A, B o C accreditati da Accredia). In questa fase si accerta la corretta installazione, la conformità al libretto di istruzione del fabbricante, l'integrità strutturale della macchina e la corretta taratura dei dispositivi di sicurezza obbligatori: limitatore di carico, finecorsa meccanici ed elettrici, anemometro con dispositivo di allarme. Le verifiche periodiche successive sono cadenzate ogni 2 anni per le gru a torre (Allegato VII al D.M. 11/4/2011). Le verifiche periodiche sono affidate alle ASL/ARPA territorialmente competenti oppure, su richiesta del datore di lavoro, ai soggetti pubblici e privati abilitati, che devono effettuarle entro 30 giorni dalla richiesta. Il verbale con esito positivo è il documento che autorizza la prosecuzione dell'utilizzo. Ogni verifica deve essere documentata sul libretto matricolare dell'attrezzatura. Il libretto deve contenere: la dichiarazione di conformità CE, il verbale di prima verifica, il registro delle verifiche periodiche e delle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Il datore di lavoro è tenuto a conservarlo e a esibirlo agli organi di vigilanza. In caso di mancata verifica nei termini prescritti, l'attrezzatura non può essere utilizzata e il datore di lavoro è soggetto alle sanzioni dell'art. 87 del D.Lgs. 81/08. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a gestire le scadenze del piano di verifica.
Qual è la formazione obbligatoria per i gruisti — operatori di gru a torre e gru su autocarro?
L'abilitazione degli operatori di gru è disciplinata dall'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, pubblicato in G.U. n. 60 del 12 marzo 2012, in attuazione dell'art. 73, comma 5, del D.Lgs. 81/08. L'accordo ha introdotto l'obbligo di abilitazione specifica per l'utilizzo di gru a torre, gru su autocarro e gru semoventi. Per la gru a torre il percorso formativo prevede un modulo teorico della durata minima di 6 ore, contenente nozioni di fisica applicata al sollevamento, lettura del diagramma di carico, procedure di montaggio e smontaggio, dispositivi di sicurezza e normativa vigente. Il modulo tecnico-pratico ha una durata minima di 8 ore con esercitazioni in cabina e manovre operative. Totale minimo: 14 ore, con verifica finale davanti a una commissione che comprende un esperto nominato dall'organo di vigilanza. Per la gru su autocarro (autocarro con braccio idraulico) il percorso è analogo: modulo teorico di 6 ore e modulo pratico-applicativo di 8 ore, per un totale di 14 ore. Per le gru semoventi su ruote con braccio telescopico il monte ore aumenta a 22 ore, di cui almeno 10 dedicate alla pratica. Per le gru semoventi su cingoli con braccio a traliccio è previsto uno specifico modulo aggiuntivo sui calcoli di stabilità. Il rinnovo dell'abilitazione è obbligatorio ogni 5 anni e prevede un corso di aggiornamento di almeno 4 ore. Il mancato rinnovo comporta la decadenza dell'abilitazione e il divieto di utilizzo della macchina. Il datore di lavoro non può impiegare su tali attrezzature lavoratori privi del relativo attestato, pena l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 87 del D.Lgs. 81/08. L'abilitazione si aggiunge — e non sostituisce — la formazione generale e specifica sui rischi ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/08.
Chi è responsabile della sicurezza quando un'azienda noleggia una gru a torre in cantiere?
Il noleggio di una gru a torre a caldo (con operatore) o a freddo (senza operatore) genera un sistema articolato di responsabilità che coinvolge più soggetti: il noleggiante, il datore di lavoro committente o impresa affidataria, il CSP/CSE e l'operatore. Il noleggiante — l'impresa che fornisce la gru — ha l'obbligo di consegnare una macchina in perfetto stato di manutenzione, con la documentazione aggiornata (dichiarazione CE, libretto matricolare con ultima verifica periodica con esito positivo) e di assicurarsi che l'attrezzatura sia adeguata alla tipologia di lavori. In caso di noleggio a caldo, l'operatore rimane alle dipendenze funzionali del noleggiante, ma è soggetto alle direttive operative del cantiere per quanto riguarda le modalità di esecuzione dei lavori. Il datore di lavoro utilizzatore — l'impresa affidataria o la committenza — è tenuto, ai sensi dell'art. 71 del D.Lgs. 81/08, a verificare la rispondenza della gru alle proprie esigenze produttive, a garantire il corretto montaggio eseguito da personale qualificato del fornitore con direttore del montaggio designato, a predisporre il piano di utilizzo della gru, a verificare la resistenza del suolo di appoggio tramite idonea documentazione geotecnica e a organizzare i lavori evitando interferenze pericolose tra la gru e le altre lavorazioni. Il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) è responsabile del coordinamento tra le diverse imprese presenti in cantiere, con specifico riguardo all'area di influenza della gru, alle interferenze tra gru sovrapposti o adiacenti e all'aggiornamento del PSC in caso di variazioni del programma lavori. L'operatore ha l'obbligo di verificare quotidianamente il buono stato dell'attrezzatura prima dell'utilizzo, segnalare anomalie al preposto, non superare i carichi ammissibili e rispettare le procedure operative. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili in relazione alla struttura contrattuale del tuo cantiere.
Il Piano di Utilizzo delle Gru (PUG) è obbligatorio in cantiere?
Il Piano di Utilizzo delle Gru (PUG), talvolta denominato Piano di Gestione delle Attrezzature di Cantiere (PGAC), non è oggetto di un esplicito obbligo normativo autonomo in una singola disposizione di legge, ma il suo contenuto è di fatto richiesto da più norme del D.Lgs. 81/08 e dei relativi allegati. L'art. 91 del D.Lgs. 81/08 impone al Coordinatore per la Progettazione (CSP) di redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), che — ai sensi dell'Allegato XV, punto 2.3.5 — deve contenere le misure di prevenzione e protezione relative all'uso di attrezzature di lavoro e, in particolare, le modalità di coordinamento nell'uso delle gru, le zone di interferenza, le portate, gli sbracci massimi e i percorsi di manovra. Questo obbligo diventa sostanzialmente equivalente alla redazione di un PUG ogni qualvolta in cantiere siano presenti una o più gru con rischio di interferenza. Le Linee Guida INAIL "Gru a torre nei cantieri — Rischi e misure di prevenzione" raccomandano esplicitamente la redazione di un PUG separato ogniqualvolta più gru operino in prossimità, vi siano rischi di interferenza tra le aree di lavoro delle gru, oppure la presenza della gru sia critica per la sequenza operativa. Il PUG deve tipicamente contenere: planimetria di cantiere con posizionamento della gru e area di influenza; diagramma di carico del modello specifico installato; calcolo della portata ai diversi sbracci; analisi del suolo e carichi di fondazione; individuazione delle zone vietate all'azione della gru (linee elettriche, proprietà terze, zone pedonali); procedure di montaggio, smontaggio e utilizzo; protocollo di emergenza in caso di guasto o condizioni meteorologiche avverse; sistema di comunicazione tra imbracatore e gruista. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili al tuo specifico cantiere e a strutturare il PUG in modo conforme alla normativa e alle Linee Guida INAIL.
Qual è la distanza di sicurezza minima che una gru deve rispettare dalle linee elettriche aeree?
Le distanze di sicurezza dalle linee elettriche aeree sono definite dall'Allegato IX al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, in conformità con la Norma CEI EN 50110-1 e con le disposizioni del D.M. 14 giugno 2011. I valori minimi di distanza che qualsiasi parte della gru — compresi i carichi sospesi, i cavi di sollevamento e il braccio — deve mantenere in ogni condizione operativa sono i seguenti: - Tensione nominale fino a 1 kV (bassa tensione): distanza minima 3 metri - Tensione nominale oltre 1 kV fino a 35 kV (media tensione): distanza minima 5 metri - Tensione nominale oltre 35 kV fino a 150 kV (alta tensione): distanza minima 7 metri - Tensione nominale oltre 150 kV fino a 380 kV (altissima tensione): distanza minima 9 metri Prima di installare una gru in prossimità di linee aeree è obbligatorio acquisire dall'ente distributore (E-Distribuzione o altro gestore della rete) le informazioni sulla tensione nominale della linea e sulla posizione esatta dei conduttori. Questa verifica preliminare è a carico del datore di lavoro e deve essere documentata nel PSC o nel PUG. Qualora le distanze di sicurezza non possano essere rispettate, il datore di lavoro deve: richiedere all'ente gestore la messa fuori tensione temporanea della linea per tutta la durata dei lavori, con rilascio di certificato di lavori in zona non elettrica; oppure concordare con il gestore l'installazione di schermature fisiche protettive (mantovane, guaine isolanti sui conduttori) certificate; oppure richiedere la deviazione della linea su percorso alternativo. In nessun caso è possibile operare all'interno delle distanze di sicurezza senza accordo scritto con il gestore. Il personale del cantiere deve essere informato e formato sul rischio elettrico e le aree a rischio devono essere segnalate con cartellonistica adeguata.
Quando un paranco elettrico è soggetto alle stesse verifiche periodiche di una gru?
I paranchi elettrici e manuali sono attrezzature di lavoro a tutti gli effetti e, al superamento di determinate soglie di portata, sono soggetti al medesimo regime di verifiche periodiche previsto per le gru dal D.M. 11 aprile 2011. L'Allegato VII al D.M. 11/4/2011 elenca le categorie di attrezzature di lavoro soggette a verifiche periodiche e include espressamente i paranchi con portata superiore a 2.000 kg tra le attrezzature da assoggettare a verifica INAIL o soggetti abilitati con periodicità biennale (ogni 2 anni). I paranchi con portata uguale o inferiore a 2.000 kg sono invece soggetti alla sola manutenzione programmata a cura del datore di lavoro, secondo le indicazioni del fabbricante, senza verifica INAIL formale — ma comunque con l'obbligo di documentare le operazioni di controllo nel registro di manutenzione. Anche per i paranchi con portata superiore a 2.000 kg si applica il regime di prima verifica: entro 60 giorni dalla messa in servizio il datore di lavoro deve richiedere la prima verifica all'INAIL, che può delegarla a soggetti abilitati. I documenti da conservare sono: dichiarazione di conformità CE del fabbricante; istruzioni d'uso in lingua italiana; verbale di prima verifica con esito positivo; registro delle verifiche periodiche; registro delle manutenzioni; certificati dei test sui ganci e sui cavi o catene. Il gancio di sollevamento va ispezionato visivamente prima di ogni utilizzo e sottoposto a esame non distruttivo (magnetoscopia o liquidi penetranti) con cadenza almeno annuale o secondo le indicazioni del fabbricante. Per i paranchi installati su carroponte, la verifica include anche le guide di scorrimento, i carrelli e i dispositivi elettrici di arresto di fine corsa. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla specifica portata e tipologia di paranco in uso nella tua azienda.
Come si gestisce la verifica periodica di una gru mobile su autocarro e qual è la differenza rispetto alla revisione del veicolo?
L'autocarro dotato di gru a braccio idraulico (cosiddetto "autocarro-gru" o "camion gru") è soggetto a un doppio regime di verifiche, che riguardano rispettivamente il veicolo (componente stradale) e la gru idraulica (attrezzatura di lavoro), e che devono essere gestite in modo indipendente. Per la componente veicolo si applica la disciplina del Codice della Strada (D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285) e del Regolamento di esecuzione (D.P.R. 495/1992): revisione periodica obbligatoria presso la Motorizzazione Civile o centri autorizzati, generalmente annuale per i veicoli adibiti al trasporto cose con massa a pieno carico superiore a 3.500 kg. Per la gru idraulica montata sul telaio si applica il D.M. 11 aprile 2011: la gru è classificata come "gru su autocarro" nell'Allegato VII e soggetta a prima verifica INAIL entro 60 giorni dalla messa in servizio e a verifica periodica biennale (ogni 2 anni). Queste verifiche riguardano esclusivamente la componentistica di sollevamento — braccio, cilindri idraulici, gancio, limitatori di carico, stabilizzatori — e non la parte motrice o il telaio. La verifica INAIL della gru e la revisione del veicolo sono documenti distinti che devono entrambi essere in corso di validità affinché l'autocarro-gru possa essere legalmente impiegato per operazioni di sollevamento. Un autocarro-gru con revisione stradale in regola ma con verifica INAIL scaduta non può essere utilizzato per sollevare carichi: l'organo di vigilanza può disporne il fermo immediato. È responsabilità del datore di lavoro tenere aggiornate entrambe le scadenze. In cantiere, prima di ogni utilizzo, l'operatore deve verificare il buono funzionamento degli stabilizzatori, del limitatore di carico, del finecorsa e del dispositivo di blocco idraulico, riportando l'esito nel registro di controllo giornaliero.
Cosa si intende per sforamento del carico massimo e come si previene il ribaltamento di una gru?
Ogni gru è caratterizzata da un diagramma di carico (o diagramma portata-sbraccio), fornito obbligatoriamente dal fabbricante nella documentazione tecnica e riportato su una targhetta fissa in cabina o sul braccio, che indica la portata massima consentita in funzione della lunghezza del braccio (sbraccio) e — per le gru semoventi — del tipo di appoggio e della pendenza del terreno. Il superamento dei valori indicati costituisce uno "sforamento del carico massimo" e genera rischi gravi di cedimento strutturale, cedimento del terreno e ribaltamento dell'intera macchina. Per prevenire gli sforamenti il D.Lgs. 81/08 e la Direttiva Macchine 2006/42/CE impongono la presenza di dispositivi di sicurezza attivi: il limitatore di carico, che blocca il sollevamento quando si raggiunge o supera il carico massimo per lo sbraccio attuale; l'indicatore di momento di carico (per le gru semoventi), che avvisa l'operatore quando si avvicina al limite di ribaltamento; i finecorsa meccanici sulle funzioni di sollevamento e rotazione. Questi dispositivi devono essere verificati all'accensione e la loro manomissione o disattivazione costituisce un reato ai sensi dell'art. 70 del D.Lgs. 81/08. La prevenzione del ribaltamento richiede una accurata valutazione del suolo di posa: per le gru su gomma o su stabilizzatori è necessario calcolare il carico trasmesso al terreno e confrontarlo con la portanza del suolo documentata tramite idonea indagine geotecnica. In cantiere vanno predisposti elementi di ripartizione del carico (piastre o platee in acciaio o cemento armato) nelle zone con terreno cedevole. Per le gru a torre, il calcolo di fondazione deve tenere conto dei carichi dinamici indotti dal vento, definiti dalle norme UNI EN 14439 e UNI EN 13001. Le procedure operative devono includere: controllo delle previsioni meteo prima del turno (le gru hanno limiti di utilizzo in condizioni di vento, generalmente tra 12 e 20 m/s a seconda del modello), messa in velleggiamento della gru a torre fuori servizio, divieto assoluto di sollevamento di carichi fuori bilanciati e utilizzo di segnalatori radio per la comunicazione tra imbracatore e gruista quando il carico non è in visione diretta del gruista.
Quali sono gli obblighi documentali per il montaggio e lo smontaggio di una gru a torre in cantiere?
Il montaggio e lo smontaggio di una gru a torre sono operazioni ad alto rischio disciplinate da specifiche prescrizioni del D.Lgs. 81/08 e dalle norme tecniche UNI EN 14439. Entrambe le operazioni devono essere pianificate, supervisionate e documentate in modo dettagliato. Prima del montaggio il datore di lavoro deve acquisire: le istruzioni di montaggio e smontaggio del fabbricante nella versione aggiornata per la configurazione specifica da installare; la relazione di calcolo della fondazione firmata da un professionista abilitato; il piano di montaggio e smontaggio che individua le attrezzature ausiliarie di sollevamento necessarie, i carichi nelle diverse fasi, le sequenze operative e le misure di sicurezza. Il piano deve essere reso disponibile ai lavoratori coinvolti nelle operazioni. Il D.Lgs. 81/08 all'art. 70, comma 4, prevede che il montaggio e lo smontaggio di gru a torre siano effettuati sotto la supervisione di un "direttore del montaggio" designato dall'impresa fornitrice, con comprovata competenza specifica. I lavoratori addetti devono essere formati sulla specifica procedura di montaggio e dotati dei DPI necessari: imbracature anticaduta certificate EN 361, elmetto, guanti e scarpe di sicurezza. Al termine del montaggio viene redatto il verbale di montaggio firmato dal direttore del montaggio, che attesta la corretta installazione secondo le istruzioni del fabbricante. Questo verbale, insieme alla dichiarazione CE e al libretto, viene presentato all'INAIL per la richiesta di prima verifica. Analogamente, lo smontaggio deve avvenire secondo il piano previsto e deve essere documentato con verbale di smontaggio. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a strutturare la documentazione di montaggio nel rispetto della normativa vigente.
Come devono essere imbracati i carichi per sollevamenti in sicurezza con gru e paranchi?
L'imbracatura dei carichi è una delle fasi più critiche delle operazioni di sollevamento e una delle principali cause di infortuni gravi e mortali nei cantieri e negli ambienti industriali. Il D.Lgs. 81/08 e le norme tecniche UNI EN 1492 (per fasce di sollevamento tessili) e UNI EN 818 (per catene di sollevamento) disciplinano i requisiti minimi di sicurezza degli accessori di imbracatura. Gli accessori di sollevamento — fasce, catene, funi, bilancieri, ganci — devono obbligatoriamente riportare la marcatura CE e una targa o etichetta con: portata massima in chilogrammi o tonnellate per le diverse configurazioni di utilizzo (sollevamento a branca singola, a due branche, a quattro branche), angolo di imbracatura e codice di identificazione del lotto. Il carico ammissibile di un accessorio di sollevamento diminuisce all'aumentare dell'angolo tra le branche: a 0° la portata è quella nominale della branca singola, a 60° si riduce al 87%, a 90° al 71% e a 120° al 50% della portata nominale. Il rispetto degli angoli di imbracatura è fondamentale per non sovraccaricare gli accessori. Prima di ogni utilizzo l'imbracatore deve verificare visivamente l'integrità degli accessori: assenza di tagli, usura eccessiva, deformazioni plastiche, corrosione, nodi nelle funi o nelle fasce. Gli accessori difettosi devono essere immediatamente ritirati dal servizio e sostituiti. Le Linee Guida INAIL sulle gru raccomandano ispezioni periodiche documentate degli accessori di sollevamento almeno con cadenza trimestrale. L'imbracatore deve ricevere una formazione specifica sulle tecniche di imbracatura, sui diagrammi di carico, sulla scelta degli accessori idonei e sulle procedure di comunicazione con il gruista. La comunicazione durante il sollevamento deve seguire un sistema di segnalazione codificato (segnali manuali normalizzati dalla norma ISO 16715 o comunicazione radio dedicata). La presenza di un imbracatore qualificato è obbligatoria per tutti i sollevamenti fuori dalla visibilità diretta del gruista.

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, art. 71 — Obblighi del datore di lavoro per l'uso delle attrezzature di lavoro
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo IV — Cantieri temporanei o mobili
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato IX — Distanze di sicurezza da linee elettriche aeree
  • D.M. 11 aprile 2011 — Criteri di concessione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro (Allegato VII)
  • Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — Attrezzature di lavoro: abilitazione degli operatori (gruisti)
  • Direttiva Macchine 2006/42/CE — Requisiti essenziali di salute e sicurezza
  • UNI EN 14439:2010 — Gru a torre: sicurezza
  • UNI EN 13001 (parti 1, 2, 3) — Sicurezza delle gru: principi generali di progettazione
  • UNI EN 12999 — Gru su autocarro: sicurezza
  • Linee Guida INAIL — Piano di Utilizzo delle Gru nei cantieri temporanei e mobili

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